Filosofia Morale: Condotta, Azioni e il Pensiero di Socrate

Documento da Università su Filosofia Morale. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, analizza la natura della disciplina, la condotta e le azioni, la figura di Socrate e il concetto di potere, con riferimenti a Wittgenstein, Williams, Arendt e Foucault.

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48 pagine

FILOSOFIA MORALE
Professore : Emilio Carlo Corriero
Ricevimento : martedì studio 12, mandare una mail con oggetto “filosofia morale b”.
Iscriversi su Moodle e campus.net.
Programma d’esame : appunti del corso, in particolare quelli della prima parte del corso + materiali su
Moodle + no manuale di filosofia morale, no genealogia della morale.
Esame : previsto un esonero: 10/15 domande in 45 min riguarda tutte le lezioni della prima parte del
corso, 22 marzo, dunque tutta la prima parte del corso, solleva dal portare i contenuti del primo modulo
nella seconda parte d’esame, non da un voto in 30esimi. L’esame sarà orale.
Lunedì 20 no lezione vd. Moodle.
Lezione 13/02
CHE COS’È LA FILOSOFIA?
La filosofia morale tratta della nostra condotta, della sua formazione, delle sue giustificazioni, delle
nostre azioni e delle loro conseguenze.
Non è però solo questo: essa ci chiede di esprimere un giudizio su cosa sia giusto fare e cosa no, un interro-
gativo che dunque riguarda come muoviamo le nostre azioni nell’ambiente umano e naturale.
Dovendo dunque dire che cos’è la filosofia morale, può essere utile individuare quella che è la domanda gui-
da della riflessione di natura morale:
Che cosa è giusto fare? Rimanda ad un obbligo, un dovere.
Che cosa è bene fare? Rimanda ad un valore.
Implicazioni:
Queste domande, secondo Bernard Williams, nell’opera Etica e limiti della filosofia, possono essere
troppo vaghe, dunque la domanda opportuna sarebbe quella socratica “Come si deve vivere?”.
Domande come quelle precedenti sono senz’altro parte della filosofia morale, ma non possono essere il pun-
to di partenza nella riflessione etica perché comportano domande particolari che frammenterebbero ulterior-
mente la questione.
Inoltre è importante evidenziare che il libro di Williams dice qualcosa di meno rispetto a ciò che premette il
titolo, ma anche qualcosa di più più:
Il titolo e la prefazione indicano che il libro indaga su cosa la filosofia può dirci sul modo di agire, e cosa
invece non può dire, dunque quali sono i suoi limiti; afferma inoltre di far riferimento alla filosofia con-
temporanea, ovvero relativa all’analitica il libro dice troppo, perché in realtà parla specificatamente
dell’etica e di una certa filosofia.
Nonostante ciò il libro rivela qualcosa di più: non è solo un libro sull’etica, ma indagando sui limiti di una
certa filosofia, ci si sta interrogando su cosa sia la filosofia, su quali siano i suoi confini e sui suoi
punti di forza, dunque in qualche modo si aprirà sì ai problemi che la filosofia morale, ma anche sullo sta -
tuto della filosofia in generale.
È un libro sulla filosofia come linguaggio e continua un problema che era stato messo a fuoco dal filo-
sofo Wittgenstein negli anni ‘30
Williams riprende Wittgenstein, in particolare la sua conferenza sull’etica:
La mia tendenza e, io ritengo, la tendenza di tutti coloro che hanno mai cercato di scrivere o di parlare di etica o di religione, è stata
avventarsi contro i limiti del linguaggio. Quest’avventarsi contro le pareti della nostra gabbia è perfettamente, assolutamente dispe-
rato. L’etica, in quanto sorga dal desiderio di dire qualcosa sul significato ultimo della vita, il bene assoluto, l’assoluto valore, non
può essere una scienza. Ciò che dice, non aggiunge nulla, in nessun senso, alla nostra conoscenza. Ma è un documento di una ten-
denza nell’animo umano che io personalmente non posso non rispettare profondamente e che non vorrei mai, a costo della vita, por-
re in ridicolo.
Questo passo mette alla prova la tenuta del linguaggio rispetto ad un problema eccedente rispetto a una defi-
nizione che il linguaggio può offrire; la filosofia morale infatti, in quanto vuole dire qualcosa di definitivo
sul significato della vita, sul bene etc, non può essere una scienza (riferimento al contesto storico di
quegli anni, in cui il confronto con la scienza era anche per la filosofia determinante).
Quando Wittgenstein parla di etica, si rende conto che la sua organizzazione sistematica del linguaggio in fi-
losofia non regge rispetto al problema che si pone davanti, perché delimita un mondo che vede l’etica fuori
dai confini del suo tempo.
Wittgenstein delinea un problema etico distaccandosi dalla scienza e non dice nulla in relazione alla cono-
scenza, perché conoscenza ed etica sono due cose diverse.
C’è la necessità di un linguaggio adatto che descriva ciò di cui si sta parlando.
Tutto ciò che si può dire sull’etica e sulla filosofia comunque non si può mettere in discussione per
Wittgenstein.
Quando Williams scriverà più avanti la sua opera non arretrerà sulla possibilità di trattare i temi della filo-
sofia morale, nonostante i suoi limiti.
All’interrogativo di Socrate si riconosce un prevalenza, perché si rileva un distacco rispetto ad ogni
problema in particolare: si tratta di una domanda generale, che si colloca anche fuori dal tempo, senza privi-
legiare nessun aspetto specifico della mia vita, obbligandomi così a riflettere in generale su quest’ultima.
Non ci si interroga su cosa si debba, o sia giusto, fare in un contesto specifico, su come ci si dovrebbe
comportare per essere felice, ma ci si domanda semplicemente come si deve vivere; a ciò è pos-
sibile dare una risposta attraverso la filosofia.
Questa domanda comporta un distacco, una presa di distanza dal fatto contingente: mi dice come vivere, ma
anche come orientare la nostra esistenza, non cosa fare in un preciso momento, perché la questione è fuori
dal tempo.
Una domanda così mi offre una prospettiva generale e di lungo termine, non specifica anche temporalmente,
affinché accompagni tutte le decisioni che prenderò durante la vita.
Moralità: termine con cui Williams definisce il nostro agire morale.
La riflessione morale, in etica, non riguarda la possibilità di stabilire delle regole a cui appoggiarsi, per-
ché c’è una fiducia ormai consolidata secondo cui la nostra moralità non richieda un approccio filosofico co-
stante, ma mette a fuoco quelle situazioni cruciali, dilemmatiche, e prova a dare delle soluzioni a queste, in
modo tale che siano pubblicamente difendibili le tesi avanzate. La riflessione morale quindi non riguarda la
nostra moralità.
Pensiamo all’etica come un orientamento.
Le definizioni di etica e morale sono spesso coincidenti, mentre per moralità si intende l’insieme dei com-
portamenti che gli individui adottano nella vita pratica, dunque è la nostra condotta quotidiana.
L etica filosofica si occupa di problemi e questioni della morale di II livello , dunque non dei problemi
riguardanti la nostra quotidianità.
In genere, la riflessione morale è diretta a fondare azioni e giudizi dei problemi morali, attraverso l’indivi-
duazione di ragioni che siano pubblicamente argomentabili.
Lezione 14/02
Ieri si diceva del particolare statuto della filosofia morale, dunque di come individuare un accesso per questa
disciplina libro di Williams che propone una domanda socratica “come si deve vivere?”.
Nel corso della filosofia morale del ‘900 sorge l’esigenza di pensare all’etica in un modo nuovo rispetto a
due indirizzi allora importanti:
- approccio deontologico dovere;
- approccio utilitaristico e consequenzialistico effetti che le nostre azioni possono avere.
Si insistete sul carattere della gente , cioè come si deve essere per adeguarsi alla vita morale
etiche della virtù.

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Anteprima

Filosofia Morale: Introduzione al Corso

  • Professore: Emilio Carlo Corriero
  • Ricevimento: martedì studio 12, mandare una mail con oggetto "filosofia morale b".
  • Iscriversi su Moodle e campus.net.
  • Programma d'esame: appunti del corso, in particolare quelli della prima parte del corso + materiali su Moodle + no manuale di filosofia morale, no genealogia della morale.
  • Esame: previsto un esonero: 10/15 domande in 45 min -> riguarda tutte le lezioni della prima parte del corso, 22 marzo, dunque tutta la prima parte del corso, solleva dal portare i contenuti del primo modulo nella seconda parte d'esame, non da un voto in 30esimi. L'esame sarà orale.
  • Lunedì 20 no lezione =>vd. Moodle.

Lezione 13/02

Che Cos'è la Filosofia Morale?

La filosofia morale tratta della nostra condotta, della sua formazione, delle sue giustificazioni, delle nostre azioni e delle loro conseguenze.

Non è però solo questo: essa ci chiede di esprimere un giudizio su cosa sia giusto fare e cosa no, un interro- gativo che dunque riguarda come muoviamo le nostre azioni nell'ambiente umano e naturale.

Dovendo dunque dire che cos'è la filosofia morale, può essere utile individuare quella che è la domanda gui- da della riflessione di natura morale:

  • Che cosa è giusto fare? - > Rimanda ad un obbligo, un dovere.
  • Che cosa è bene fare? - > Rimanda ad un valore.

Implicazioni delle Domande Morali

Queste domande, secondo Bernard Williams, nell'opera Etica e limiti della filosofia, possono essere troppo vaghe, dunque la domanda opportuna sarebbe quella socratica "Come si deve vivere?".

Domande come quelle precedenti sono senz'altro parte della filosofia morale, ma non possono essere il pun- to di partenza nella riflessione etica perché comportano domande particolari che frammenterebbero ulterior- mente la questione.

Inoltre è importante evidenziare che il libro di Williams dice qualcosa di meno rispetto a ciò che premette il titolo, ma anche qualcosa di più più:

  • Il titolo e la prefazione indicano che il libro indaga su cosa la filosofia può dirci sul modo di agire, e cosa invece non può dire, dunque quali sono i suoi limiti; afferma inoltre di far riferimento alla filosofia con- temporanea, ovvero relativa all'analitica = il libro dice troppo, perché in realtà parla specificatamente dell'etica e di una certa filosofia.
  • Nonostante ciò il libro rivela qualcosa di più: non è solo un libro sull'etica, ma indagando sui limiti di una certa filosofia, ci si sta interrogando su cosa sia la filosofia, su quali siano i suoi confini e sui suoi punti di forza, dunque in qualche modo si aprirà sì ai problemi che la filosofia morale, ma anche sullo sta- tuto della filosofia in generale.

-> È un libro sulla filosofia come linguaggio e continua un problema che era stato messo a fuoco dal filo- sofo Wittgenstein negli anni '30 7

Williams e Wittgenstein sull'Etica

Williams riprende Wittgenstein, in particolare la sua conferenza sull'etica:

La mia tendenza e, io ritengo, la tendenza di tutti coloro che hanno mai cercato di scrivere o di parlare di etica o di religione, è stata avventarsi contro i limiti del linguaggio. Quest'avventarsi contro le pareti della nostra gabbia è perfettamente, assolutamente dispe- rato. L'etica, in quanto sorga dal desiderio di dire qualcosa sul significato ultimo della vita, il bene assoluto, l'assoluto valore, non può essere una scienza. Ciò che dice, non aggiunge nulla, in nessun senso, alla nostra conoscenza. Ma è un documento di una ten- denza nell'animo umano che io personalmente non posso non rispettare profondamente e che non vorrei mai, a costo della vita, por- re in ridicolo.Questo passo mette alla prova la tenuta del linguaggio rispetto ad un problema eccedente rispetto a una defi- nizione che il linguaggio può offrire; la filosofia morale infatti, in quanto vuole dire qualcosa di definitivo sul significato della vita, sul bene etc, non può essere una scienza (riferimento al contesto storico di quegli anni, in cui il confronto con la scienza era anche per la filosofia determinante).

Quando Wittgenstein parla di etica, si rende conto che la sua organizzazione sistematica del linguaggio in fi - losofia non regge rispetto al problema che si pone davanti, perché delimita un mondo che vede l'etica fuori dai confini del suo tempo.

Wittgenstein delinea un problema etico distaccandosi dalla scienza e non dice nulla in relazione alla cono- scenza, perché conoscenza ed etica sono due cose diverse.

C'è la necessità di un linguaggio adatto che descriva ciò di cui si sta parlando.

Tutto ciò che si può dire sull'etica e sulla filosofia comunque non si può mettere in discussione per Wittgenstein.

~ Quando Williams scriverà più avanti la sua opera non arretrerà sulla possibilità di trattare i temi della filo- sofia morale, nonostante i suoi limiti.

La Domanda Socratica: "Come si deve vivere?"

All'interrogativo di Socrate si riconosce un prevalenza, perché si rileva un distacco rispetto ad ogni problema in particolare: si tratta di una domanda generale, che si colloca anche fuori dal tempo, senza privi- legiare nessun aspetto specifico della mia vita, obbligandomi così a riflettere in generale su quest'ultima.

Non ci si interroga su cosa si debba, o sia giusto, fare in un contesto specifico, né su come ci si dovrebbe comportare per essere felice, ma ci si domanda semplicemente come si deve vivere; a ciò è pos- sibile dare una risposta attraverso la filosofia.

Questa domanda comporta un distacco, una presa di distanza dal fatto contingente: mi dice come vivere, ma anche come orientare la nostra esistenza, non cosa fare in un preciso momento, perché la questione è fuori dal tempo.

Una domanda così mi offre una prospettiva generale e di lungo termine, non specifica anche temporalmente, affinché accompagni tutte le decisioni che prenderò durante la vita.

-> Moralità: termine con cui Williams definisce il nostro agire morale.

La riflessione morale, in etica, non riguarda la possibilità di stabilire delle regole a cui appoggiarsi, per- ché c'è una fiducia ormai consolidata secondo cui la nostra moralità non richieda un approccio filosofico co- stante, ma mette a fuoco quelle situazioni cruciali, dilemmatiche, e prova a dare delle soluzioni a queste, in modo tale che siano pubblicamente difendibili le tesi avanzate. La riflessione morale quindi non riguarda la nostra moralità.

Pensiamo all'etica come un orientamento.

Le definizioni di etica e morale sono spesso coincidenti, mentre per moralità si intende l'insieme dei com- portamenti che gli individui adottano nella vita pratica, dunque è la nostra condotta quotidiana.

L'etica filosofica si occupa di problemi e questioni della morale di II livello, dunque non dei problemi riguardanti la nostra quotidianità.

In genere, la riflessione morale è diretta a fondare azioni e giudizi dei problemi morali, attraverso l'indivi- duazione di ragioni che siano pubblicamente argomentabili.

Lezione 14/02

Evoluzione della Filosofia Morale nel '900

Ieri si diceva del particolare statuto della filosofia morale, dunque di come individuare un accesso per questa disciplina -> libro di Williams che propone una domanda socratica "come si deve vivere?".

Nel corso della filosofia morale del '900 sorge l'esigenza di pensare all'etica in un modo nuovo rispetto a due indirizzi allora importanti:

  • approccio deontologico -> dovere;
  • approccio utilitaristico e consequenzialistico -> effetti che le nostre azioni possono avere.

^ Si insistete sul carattere della gente, cioè come si deve essere per adeguarsi alla vita morale -> etiche della virtù.Domande così ambigue (Cosa si deve fare? Cosa è giusto fare?) rientrano proprio nel nostro stesso carattere, ma sollecitano questioni che rendono il discorso sull'etica problematico.

= Williams è prudente nell'accoglierle come punto di partenza in questa indagine, dunque si rifà della do - manda socratica, soffermandosi sul capire e trovare una condotta generale da utilizzare nella nostra quotidia- nità.

Il libro di Williams riflette sull'etica e sui limiti della filosofia particolare, ovvero quella che guarda alla mo- rale nella sua contemporaneità, ed il modello di riferimento è un approccio analitico, che riflette sulla natura linguistica degli enunciati della filosofia morale. Non è quindi un discorso generale.

Ragiona però su un problema che riguarda la filosofia in generale, quando evidenzia come quei limiti che emergono dalla riflessione etica toccano anche altri ambiti della riflessione filosofica.

-> vd. Conferenza di Wittgenstein: chiarisce come una riflessione seria sull'etica, sulla religione e sull'este- tica, costituiscano un assalto ai limiti del linguaggio nell'eccedere i confini di un discorso "scientifico", pro- prio perché l'etica NON può essere una scienza (riflessione predominante nel '900).

La sua riflessione è quindi una continuazione del discorso sulle problematiche aperte da Wittgenstein.

Ci sono dei limiti, ma essi non impediscono alla filosofia di dire qualcosa di significativo sull'etica.

Williams dunque parte delle domande classiche della filosofia greca, in particolare da quella di Socrate "come si deve vivere?", individuando in essa quali sono i vantaggi: prende distanza dal particolare contesto in cui si trova ad agire (che si chiedeva cosa fare, come comportarsi), e con ciò si pone fuori dal tempo.

Moralità e Giustificazione

  • Moralità: modo di agire - ci permette di vivere bene nella società - capacità di distinguere ciò che bene e male - formulare giudizi complessi.

-> Storia del pensiero morale: riconosce due fonti per la giustificazione di questa capacità, una consi - stente nella razionalità (razionalismo - Kant), l'altra nel sentimento (sentimentalismo - Hume).

  • Razionalismo -> capacità di conoscere e intuire con la razionalità delle verità morali + teorie etiche che si rifanno ai miti della creazione, in cui l'essere umano, rispetto agli altri esseri viventi, sarebbe dota- to di una capacità differente (ragione, intelligenza) che gli consente un atteggiamento etico e la teoria di un'azione morale. Qui si affaccia una riflessione appartenente alla grande famiglia della filosofia morale -> grande perché contiene varie discipline, come l'antropologia filosofica, a cui si rifà pro- prio questo pensiero: infatti prima di riflettere sulla morale è necessario riflettere su cosa sia l'essere uma- no, quindi non si può prescindere questa lettura da un'indagine su cosa sia l'essere umano. Capacità di comprendere che ci sono leggi della natura e a conformarci ad esse.
  • Sentimentalismo -> riflessione di tipo empirista; il fondamento è la capacità umana di provare sim- patia (poi nel '900 empatia), cioè di sentire con gli altri, come gli altri. Teoria evoluzionistica: da sostegno ad una tesi per la quale noi proviamo simpatia nei confronti degli altri esseri umani, che ci per - mette di instaurare collaborazione in una società. La morale viene dunque estesa, perché la simpatia può riguardare anche ciò che sta fuori dai confini dell'umano.

La riflessione etica, filosofia morale, si occupa di fondare azioni e giudizi di problemi morali, individuan- do ragioni che siano argomentabili; laddove quest'azione sia impedita, ci si attesta sul piano della giusti- ficazione, rendendo possibile l'argomentazione sulle nostre azioni.

Problemi della Filosofia Morale

Come si deve vivere? - > Williams imposta un discorso in positivo in questo libro, ma in uno precedente egli mette in luce alcuni problemi connessi alla filosofia morale per sgomberare il campo da quelle obiezioni che impedirebbero di formulare una proposta teorica.

  1. L'amoralista.
  2. Il soggettivismo: tutti gli asserti della filosofia morale sono soggettivi.
  3. Il relativismo: la morale cambia a seconda del contesto.

L'Amoralista

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