Modelli integrati di intervento psicoeducativi per la disabilità intellettiva

Slide dall'Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro su modelli integrati di intervento psicoeducativi per la disabilità intellettiva e i disturbi generalizzati dello sviluppo. Il Pdf esplora la Teoria dell'attaccamento, definendo il legame affettivo e il suo ruolo nello sviluppo infantile, con riferimenti a John Bowlby e agli esperimenti di Harlow e Zimmerman, utile per studenti universitari di Psicologia.

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48 pagine

Teoria dell’attaccamento
Corso TFA
“Modelli integrati diinterventopsicoeducativiper la disabilità
intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo”
Docente: Dr. Valeria Verrastro
Psicologa-Psicoterapeuta
Professore associato in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione
Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro
CHE COS’E’
L’ATTACCAMENTO?
Con il termine attaccamento si indica un legame affettivo ed emotivo,
forte e duraturo, che abbiamo con persone che fanno parte della nostra
vita.
In psicologia dello sviluppo, l'attaccamento è inteso come il primo legame
che un infante ha con il suo caregiver primario, in genere la madre,
poiché è quest'ultima che solitamente si prende cura dell'infante dopo la
sua nascita.
John Bowlby : la Teoria dell'attaccamento.

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Anteprima

Corso TFA

Modelli integrati di intervento psicoeducativi per la disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo Teoria dell'attaccamento UMG Dubium sapientae initium BPETTION Docente: Dr. Valeria Verrastro Psicologa-Psicoterapeuta Professore associato in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro

Che cos'è l'attaccamento?

  • Con il termine attaccamento si indica un legame affettivo ed emotivo, forte e duraturo, che abbiamo con persone che fanno parte della nostra vita.
  • In psicologia dello sviluppo, l'attaccamento è inteso come il primo legame che un infante ha con il suo caregiver primario, in genere la madre, poiché è quest'ultima che solitamente si prende cura dell'infante dopo la sua nascita.
  • John Bowlby : la Teoria dell'attaccamento. UMG Dubium sapientae initium BPETTISEN

La teoria del primo attaccamento di Bowlby

  • John Bowlby (1907-1990), professore di psichiatria infantile e psicanalista, propose la teoria dell'attaccamento negli anni Cinquanta.
  • Secondo Bowlby (1958), la tendenza a formare e sviluppare legami affettivi forti e duraturi con alcuni individui è un "dato" biologico evolutivo, in quanto essa presenta valori di sopravvivenza e adattamento.
  • La figura di attaccamento agisce per assicurare non solo il nutrimento, ma anche la protezione e la sicurezza derivanti da tale figura.
  • Il legame con la figura di attaccamento provvede non solo ai bisogni fisiologici di un bambino, ma anche ai suoi bisogni psicologici, come il benessere o il senso di "base sicura" indispensabili alla sopravvivenza UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Anche se particolarmente evidente nella prima infanzia, il comportamento di attaccamento caratterizza l'essere umano dalla culla alla tomba JOHN BOWLBY UMG Dubium sapiente initium BPETTION

Il bisogno dell'attaccamento è necessario perché il bambino possiede anche una tendenza opposta all'attaccamento: quella di esplorare il mondo attorno a sé, allontanandosi dalla sua base sicura.

  • La possibilità di tornare a questa base è di importanza fondamentale nel momento in cui, durante l'esplorazione, a causa di un evento, un ambiente o un'esperienza, il piccolo si sente minacciato o angosciato. UMG Dubium sapientae initium BPETTISEN

Caratteristiche dell'attaccamento

Caratteristiche riconoscibili che stabiliscono e mantengono la vicinanza tra la madre e il bambino: Monotropia Ricerca di vicinanza Ansia di separazione Angoscia dell'estraneo Periodo critico UMG Dubium sapientae initium BPETTION

Monotropia

  • Il primo passo verso qualsiasi attaccamento è la capacità dell'infante di distinguere tra i propri genitori e gli altri individui.
  • Ci sono evidenze che i bambini fin dalla nascita riconoscano la madre dalla voce e, alcuni giorni dopo, la riconoscano attraverso la vista e l'olfatto.
  • Bowlby ha sostenuto che la maggior parte degli infanti forma un legame di attaccamento più forte con i caregiver primario e che una separazione prolungata da esso, o la sua assenza, avrebbero conseguenze deleterie per il bambino UMG Dubium sapientae initium BPETTISEN

Ricerca di vicinanza

  • Bowlby ha teorizzato il primo attaccamento come un sistema orientato all'obiettivo.
  • L'obiettivo, da parte del bambino, è quello di mantenere una vicinanza ideale con il caregiver primario.
  • Il piccolo manifesta un insieme concomitante di comportamenti che attirano l'attenzione del caregiver, facendolo avvicinare.
  • Quando sarà toddler, potrà chiamarla o seguirla. In ogni caso, questo meccanismo è tale per cui la separazione dal caregiver dovrebbe attivare il sistema comportamentale descritto per ristabilire la vicinanza. UMG Dubium sapientae initium BPETTION

Ansia di separazione

I Il lavoro con gli infanti portò Bowlby a osservare i comportamenti che essi manifestavano durante l'allontanamento o la separazione dal caregiver. Quando un infante comincia a usare la madre come base sicura da cui partire in esplorazione, nella seconda metà del primo anno, comincia anche a mostrare alcuni riconoscibili segni di "protesta" nel momento in cui ne è allontanato. UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Angoscia dell'estraneo

Nello stesso periodo in cui il bambino separato dalla madre mostra chiari segni di ansia, emergono in lui anche comportamenti di cautela o paura verso le persone a lui non familiari (estranei). Il bambino si può spaventare nel veder comparire lo sconosciuto, e spesso si aggrappa alla madre o cerca di starle vicino come per ottenere protezione. UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Periodo critico

1 Bowlby indicò che il periodo di formazione dell'attaccamento avrebbe dovuto essere compreso fra i sei mesi e i tre anni di età. Se si decide di fare il "buon" genitore solo dopo che il bambino ha superato i due anni e mezzo, sarà estremamente difficile, secondo quanto sostenuto dallo studioso, che si formi un attaccamento. UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Le fasi dell'attaccamento

1 Data la mancanza di differenziazione tra i volti familiari e quelli non familiari nei primi due mesi, si dice che il bambino è in una fase di scarso o assente riconoscimento della madre.

2 L"infante inizia a riconoscere sua madre o il caregiver primario, ma la mancanza, a questa età, di rappresentazione dell'oggetto - inclusa la madre - fa si che l'ansia di separazione non sia ancora evidente, anche se il piccolo è confortato più facilmente dalla figura familiare.

3 Emergono comportamenti di separazione e segni più chiari della ricerca di vicinanza, così come l'angoscia dell'estraneo a partire dalla seconda metà del primo anno, e tali comportamenti si faranno più evidenti con l'ingresso del bambino nel secondo anno di vita.

4 Il bambino raggiunge la mobilità fisica - quindi una capacità di esplorare - e abilità cognitive. In questa fase conclusiva, definita "corretta-in-vista-dello-sc opo", il toddler diventa più sicuro di sé e indipendente. - UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Ipotesi della deprivazione materna

La deprivazione materna può risultare da fattori come la malattia della madre o del bambino, l'abbandono o il decesso del genitore di riferimento durante il periodo critico. L'idea della grande quantità di esiti negativi a cui può portare la deprivazione secondo Bowiby (1953), è diventata nota come ipotesi della deprivazione materna. Bowlby si è basato sia sul proprio lavoro clinico sia sulle ricerche condotte da altri studiosi sui bambini istituzionalizzati. UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

Bowlby (1951) giunse alla conclusione che, anche se ha sofferto di deprivazione nei primi sei mesi di vita, un infante può essere salvato da una cura tempestiva e adeguata, mentre più tardi tentativi di formare un attaccamento oltre l'età di due anni e mezzo non avrebbero ottenuto risultati positivi. UMG Dubium sapientae initium BPETTION

Konrad Lorenz e l'imprinting

Konrad Lorenz -Konrad Lorenz (1903-1989), vincitore del premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973. -Ricercatore interessato al comportamento animale. -Lorenz ha attentamente osservato e replicato il processo immutabile dell'imprinting, innanzitutto nei piccoli di diverse specie di uccelli. -Egli rilevo che, dopo essere usciti dalle uova, i piccoli seguivano il primo oggetto che vedevano in movimento, solitamente la madre, per alcuni giorni. -I piccoli avevano ricevuto l' "imprinting" dal loro genitore-surrogato umano. -Qualunque sia l'oggetto dell'imprinting, i cuccioli lo riconosceranno dall'aspetto, dal suono, dall'odore, dal movimento o da altri tratti distintivi che lo caratterizzano. UMG Dubium sapientae initium BPETTIRIN

L UMG Dubium sapientae initium BPETTIRIN

Imprinting di Lorenz

L'imprinting è un processo adattativo, in quanto mette i nuovi nati in grado di riconoscere presto e, in circostanze normali, di formare un legame di attaccamento con l'individuo "giusto", la madre, che li sostenterà e proteggerà da un mondo ostile, funzione critica per la loro sopravvivenza. Un'aspetto chiave dell'imprinting è l'irreversibilità: una volta che l'animale ha ricevuto l'imprinting da un oggetto non può ricevere un "nuovo imprinting" da nessun altro. L'irreversibilità dell'imprinting ha inoltre spinto Bowlby a proporre di applicare agli uomini l'idea di periodo critico di attivazione, introdotta da Lorenz (1966) per gli animali. UMG Dubium sapientae initium BPETTICIN

Ricerca di Harry Harlow

Ricerca di Harry Harlow Harry Harlow negli anni Cinquanta, ha condotto esperimenti sui macachi Rhesus. Harlow (1958) separo, subito dopo la nascita, alcun macachi Rhesus sani dalle loro madri, chiudendoli in gabbie isolate. UMG Dubium sapientae initium BPETTION

Per prima cosa egli osservò che i macachi, i quali ricevevano regolarmente attenzione da una madre surrogato umana che forniva loro non solo cibo ma anche calore e conforto. Successivamente, i famosi esperimenti di Harlow e Zimmerman (1959), condotti utilizzando simulacri inanimati come le madri-surrogate. Una madre-surrogato fatta di fili metallici, con una bottiglia di latte, e una madre surrogato di stoffa che non forniva loro cibo. Harlow ha scoperto che, sebbene i piccoli macachi usassero il modello con i fili metallici come fonte di cibo, si spostavano sul modello di materiale più soffice per ottenere conforto. Usavano il surrogato di stoffa come una base "sicura" da cui partire per l'esplorazione dell'ambiente non familiare.

  • Escludendo i momenti di nutrizione, ogni volta che il modello di stoffa era disponibile, le scimmiette mostravano la loro preferenza per esso aggrappandosi regolarmente
  • Come ha sostenuto Bowlby, l'attaccamento umano offre all'infante una base sicura, da cui partire per esplorare il mondo e a cui tornare quando angosciato o minacciato. LIFE UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

UMG Dubium sapientae initium BPETTION

Appariva evidente come la mancanza di una figura di attaccamento "reale" avesse causato in loro enormi danni psicologici (Harlow e Harlow, 1969). Se non venivano ricongiunte alla madre entro i tre mesi di età, tali effetti nocivi apparivano irreversibili, come se l'arco temporale per poter formare il legame fosse concluso. Da adolescenti, poche di queste scimmie erano in grado di accoppiarsi, e le femmine che ci riuscivano raramente erano in grado di fornire cure adeguate alla loro prole, quasi stessero perpetuando un ciclo di genitorialità assente. UMG Dubium sapientae initium BPETTISIN

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