Ragazzi Difficili, Pedagogia Interpretativa e Linee di Intervento, Appunti

Documento dall'Università degli Studi di Bergamo sui ragazzi difficili, pedagogia interpretativa e linee di intervento. Il Pdf esplora il concetto di "ragazzi difficili" da una prospettiva pedagogica, analizzando il paradigma fenomenologico e il ruolo del soggetto nella costruzione della realtà, con strategie di intervento educativo per la Psicologia.

Mostra di più

30 pagine

RAGAZZI DIFFICILI, PEDAGOGIA
INTERPRETATIVA E LINEE DI
INTERVENTO - PIERO BERTOLINI,
LETIZIA CARONIA
Pedagogia
Università degli Studi di Bergamo (UNIBG)
29 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/
Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)
RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT
BEACHERU96@GMAIL.COM
1
RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT
RAGAZZI DIFFICILI
PEDAGOGIA INTERPRETATIVA E LINEE DI INTERVENTO
PIERO BERTOLINI, LETIZIA CARONIA
1. RAGAZZI DIFFICILI
1. Tracce di vita
Sono spiegate 4 storie di minori che compiono atti vandalici, furti, ecc. Hanno avuto
un’infanzia segnata da morte o separazione di genitori. Affidati a parenti o lasciati soli hanno
trovato rifugio nella criminalità, nella droga.
2. I “ragazzi difficili”: dare un nome e tracciare i confini
Si tratta di storie diverse, di comportamenti non omogenei, di percorsi di vita non
sovrapponibili eppure tutti condividono una implicazione comune: si tratta di ragazzi e di
ragazze i cui comportamenti sono percepiti come dissonanti rispetto a un certo modello
condiviso di competenza sociale e che per questo marcano la diversità di chi li compie
rispetto agli altri.
Scegliere un’unica categoria per classificare questi ragazzi, parlare di loro come “ragazzi
difficili”, significa adottare un diverso sistema di rilevanza e focalizzare come pertinente ciò
che precede l’individuazione delle differenze sul piano del loro comportamento: la
percezione di una difficoltà. Quella del “ragazzo difficile” è una categoria ce non dà luogo a
delimitazioni di campo tanto specifiche e nette da permettere un ritratto definito dei
soggetti che in essa possono venire annoverati: i ragazzi difficili sono quelli che vengono
percepiti come tali. Il valore pragmatico di questa categoria non sta dunque nel permettere
una individuazione di soggetti determinati ma nell’indicare dei soggetti possibili che, in
circostanze date e in riferimento a modelli storicamente e culturalmente variabili, vengono
percepiti come difficili. Profilare una “pedagogia di ragazzi difficili” significa dunque situarsi
in quella particolare area di pratiche sociali di tipo educativo che riguarda i minori la cui
esistenza e i cui comportamenti sono considerati inadeguati.
3. La difficoltà come categoria pedagogica
La categoria dei ragazzi difficili non comprende chiunque: il termine “difficile” indica quelle
condizioni in cui il problema viene superato provocando difficoltà e costrizioni tali da
rendere necessario il costituirsi di uno specifico ambito di riflessione pedagogica e le
appropriate strategie di intervento.
3.1 I ragazzi a rischio
I ragazzi a rischio sono ragazzi che vivono in situazioni caratterizzate da carenze di ordine
materiale o relazionale. L’ordine materiale della loro esperienza di formazione rimanda a
condizioni di povertà, di insicurezza economica, di disagio abitativo e di contesto sociale
Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/
Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

docsity

RAGAZZI DIFFICILI, PEDAGOGIA INTERPRETATIVA E LINEE DI INTERVENTO - PIERO BERTOLINI, LETIZIA CARONIA Pedagogia Università degli Studi di Bergamo (UNIBG) 29 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/ Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)1

Sintesi di Beatrice Cherubini

RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT RAGAZZI DIFFICILI PEDAGOGIA INTERPRETATIVA E LINEE DI INTERVENTO PIERO BERTOLINI, LETIZIA CARONIA

Ragazzi Difficili

Tracce di vita

Sono spiegate 4 storie di minori che compiono atti vandalici, furti, ecc. Hanno avuto un'infanzia segnata da morte o separazione di genitori. Affidati a parenti o lasciati soli hanno trovato rifugio nella criminalità, nella droga.

I "ragazzi difficili": dare un nome e tracciare i confini

Si tratta di storie diverse, di comportamenti non omogenei, di percorsi di vita non sovrapponibili eppure tutti condividono una implicazione comune: si tratta di ragazzi e di ragazze i cui comportamenti sono percepiti come dissonanti rispetto a un certo modello condiviso di competenza sociale e che per questo marcano la diversità di chi li compie rispetto agli altri. Scegliere un'unica categoria per classificare questi ragazzi, parlare di loro come "ragazzi difficili", significa adottare un diverso sistema di rilevanza e focalizzare come pertinente ciò che precede l'individuazione delle differenze sul piano del loro comportamento: la percezione di una difficoltà. Quella del "ragazzo difficile" è una categoria ce non dà luogo a delimitazioni di campo tanto specifiche e nette da permettere un ritratto definito dei soggetti che in essa possono venire annoverati: i ragazzi difficili sono quelli che vengono percepiti come tali. Il valore pragmatico di questa categoria non sta dunque nel permettere una individuazione di soggetti determinati ma nell'indicare dei soggetti possibili che, in circostanze date e in riferimento a modelli storicamente e culturalmente variabili, vengono percepiti come difficili. Profilare una "pedagogia di ragazzi difficili" significa dunque situarsi in quella particolare area di pratiche sociali di tipo educativo che riguarda i minori la cui esistenza e i cui comportamenti sono considerati inadeguati.

La difficoltà come categoria pedagogica

La categoria dei ragazzi difficili non comprende chiunque: il termine "difficile" indica quelle condizioni in cui il problema viene superato provocando difficoltà e costrizioni tali da rendere necessario il costituirsi di uno specifico ambito di riflessione pedagogica e le appropriate strategie di intervento.

I ragazzi a rischio

I ragazzi a rischio sono ragazzi che vivono in situazioni caratterizzate da carenze di ordine materiale o relazionale. L'ordine materiale della loro esperienza di formazione rimanda a condizioni di povertà, di insicurezza economica, di disagio abitativo e di contesto sociale RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT BEACHERU96@GMAIL.COM Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/ Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)2

RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT degradato. L'ordine relazionale di tali carenze rimanda a storie familiari: forme di rifiuto o abbandono da parte dei genitori o di altre componenti del nucleo familiare, forme di vera e propria disgregazione della famiglia ma anche presenza di figure di riferimento poco adeguate o suscettibili di diventare modelli di comportamento tendenti alla devianza. Questo genere di condizioni sono in genere considerate come fonti di un disagio sociale collocate nel futuro. L'immagine del ragazzo a rischio (emarginazione, devianza) è centrata sull'idea che lo sviluppo di un soggetto in età evolutiva sia qualcosa di prevedibile. Sul piano di un sedimentato sapere condiviso, l'immagine del "ragazzo a rischio" è il residuo di quell'approccio al problema della devianza minorile che tendeva ad individuare un nesso causale tra determinate caratteristiche ambientali e tasso di criminalità. Quella del ragazzo che provenendo da ambienti marginali caratterizzati da degrado sociale o relazione sarebbe più a rischio di altri, è alla fine una immagine che non corrisponde tanto ad una certa realtà quanto ad una percezione sociale di essa. In altre parole, quella del "ragazzo a rischio" non è solo un'immagine inconsistente in quanto riflette una realtà parziale del fenomeno ma è anche un'immagine pericolosa in quanto finisce con l'attivare pratiche che finiscono col trasformarsi in manipolazioni simboliche che costruiscono o accelerano percorsi delinquenziali. Da un punto di vista pedagogico, la condizione esistenziale dei "ragazzi difficili" è vista come un luogo caratterizzato da limiti e da carenze educative che sono tali nel presente. L'intervento educativo si fonda dunque e in prima istanza sulla necessità di costruire intorno al minore un contesto adeguato dal punto di vista educativo e di risolvere un disagio attuale. Per confrontarsi con una sfida di una situazione "a rischio", l'intervento rieducativo deve vigilare su uno dei due possibili rischi intrinsechi: quello di trasformarsi, inconsapevolmente, in un luogo di stabilizzazione di ciò che intendeva evitare. I "ragazzi a rischio" devono essere ripensati come ragazzi che vivono esperienze formative pedagogicamente non sostenibili, ragazzi che vivono in un mondo relazionale decisamente contraddistinto dal disagio. Sono "ragazzi difficili".

I ragazzi disadattati

Per ragazzi disadattati si intende quella categoria in cui la difficoltà non è individuata nel contesto materiale e relazionale, ma sono adolescenti che in risposta a situazioni dolorose o critiche hanno consolidato atteggiamenti lesivi di sé o del contesto in cui vivono. Le reazioni messe in atto come risposta ad una certa interpretazione variano dall'assunzione di atteggiamenti svalutativi o oppositivi alla messa in atto di comportamenti definibili come irregolari.

I ragazzi delinquenti

I ragazzi delinquenti sono i ragazzi che hanno infranto le norme del codice penale. L'aver commesso un reato non è una condizione pedagogicamente abbastanza saliente da RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT BEACHERU96@GMAIL.COM Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/ Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)3

RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT giustificare la costruzione di una categoria definita di ragazzi difficili. L'educatore scopre quasi sempre che si tratta di minori che reagiscono in modo delinquenziale ma pur sempre soggettivo a esperienze di vita simili a quelle degli altri ragazzi difficili. La scelta dell'atteggiamento antisociale è indice di maggior stato di tensione o difficoltà a costruirsi come soggetto. Il reato rappresenta il solo mezzo per soddisfare i bisogni in comune con gli altri adolescenti per sopprimere alle carenze di autonomia, indipendenza, sicurezza, autostima che altrimenti non riuscirebbero a raggiungere.

Da una categoria generale a un approccio locale

L'aver proposto una classificazione unitaria dei diversi comportamenti, non significa optare per un processo educativo generale e standardizzato. Aver ricondotto le diverse storie di vita ad una categoria pedagogica (ragazzi difficili) si trasforma in un invito all'individualizzazione della prassi educativa. Il comportamento manifestato può offuscare il soggetto. Dietro un agire, anche se antisociale, c'è sempre un soggetto e le sue motivazioni: i comportamenti antisociali possono rientrare in una classificazione definitiva ed esaustiva, i soggetti che li compiono no. Sono i comportamenti anti sociali che possono essere classificati, i soggetti invece no! Dietro ogni fatto c'è un diario, dietro ogni azione c'è un biografia, dietro ogni comportamento c'è una visione del mondo.

Devianza Minorile e Paradigmi Positivisti

Individuare le cause: valori e limiti di una ricerca

Assumere la specificità individuale come fattore che segna il passaggio della percezione di una condizione di difficoltà esistenziale dell'agire antisociale significa scegliere una particolare e definita collocazione rispetto al problema delle cause della devianza minorile. Di fronte a comportamenti antisociali non è infrequente imbattersi ancora in commenti che fanno appello alla povertà o all'abbandono, allo sfascio delle famiglie o alla crisi dei valori tra i giovani, all'egoismo o al "carattere" degli individui.

Dalle cause organiche alle cause psichiche

Per quanto i fattori di ordine biologico possano rivelarsi responsabili di comportamenti devianti, la loro validità esplicativa generale è debole. Ciò che viene poco argomentato è il determinismo di quel passaggio generativo che dai fattori neurologici o cromosomici condurrebbe progressivamente il soggetto al comportamento deviante. L'eventuale componente biologica di un comportamento deviante può trovare posto nel sistema di comprensione di quel comportamento se viene investigata in relazione al valore in essa investito all'interno di una dimensione interpersonale, alle relazioni che gli altri mettono di fronte ad essa, e al significato che di conseguenza essa assume per il soggetto.

Il contesto famigliare

La disgregazione della famiglia, la carenza di cure parentali, l'appartenenza della famiglia ad RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT BEACHERU96@GMAIL.COM Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/ Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)4

RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT una subcultura criminale, la presenza in essa di soggetti che hanno già intrapreso una "carriera deviante", sono tutte condizioni che pur creando attorno al minore una situazione esistenziale indubbiamente suscettibile di essere vissuta come "difficile", non hanno un significato univoco e in questo senso non implicano una evoluzione necessaria del minore in una direzione predeterminabile. Non necessariamente il ragazzo che vive in famiglia con elementi devianti, prende la stessa strada. Tra le condizioni familiari e i comportamenti dei suoi membri si collocano le rielaborazioni e interpretazioni soggettive a cui il minore attribuisce il proprio significato (ragiona con la sua testa). Giungiamo alla conclusione che i fattori familiari, biologici e psicologici non sono cause del comportamento deviante, ma possono essere investite di senso dal soggetto e da chi lo circonda.

Il contesto sociale

Nelle bande di giovani, l'azione antisociale è vista come canale di accesso ad uno status (ricchezza, guadagno, stima) scelto dai giovani delle classi inferiori per sentirsi al pari della classe media. E gli atteggiamenti distruttivi, di vandalismo si spiegano come reazione dell'impossibilità di raggiungere gli standard culturali. La banda offre al giovane una possibilità di autorealizzazione, anche se i mezzi sono anti sociali. Per il senso comune basterebbe frequentare cattive compagnie per diventare delinquenti, ma anche gli educatori, psicologi, avvocati sono sempre a contatto con i gruppi devianti e non per questo diventano a loro volta devianti. A partire da questa evidenza empirica dunque è necessario interpretare e interrogarsi sulle motivazioni che hanno spinto il ragazzo alle azioni del gruppo.

La costruzione sociale della devianza

Il contributo della società nel determinare la devianza viene individuato infatti nelle interazioni sociali, negli scambi comunicativi e nelle manipolazioni simboliche attraverso cui un soggetto giunge ad essere considerato e definito deviante dagli altri. La "costruzione sociale della devianza" non è individuata più in situazioni, contesti e ambienti di vita, ma nel valore simbolico di alcune pratiche e forme di comunicazione interpersonale. La devianza comincia ad apparire una realtà sociale complessa, variegata e fluttuante dipendente da pratiche relazioni specifiche ma sempre situazionate. Il determinismo su cui si sostiene l'idea della costruzione sociale della devianza ci presenta ancora una volta un soggetto privo di ogni responsabilità nella costruzione della sua esistenza, privato di ogni capacità di conferire senso alla realtà: in linea di principio l'etichetta svalorizzante e degradante potrebbe trasformarsi in una motivazione al cambiamento.

Verso un nuovo paradigma

Descrivere il comportamento deviante non più come l'effetto determinato di una individuabile e permanente configurazione di cause ma come frutto di un insieme di interazioni simboliche e pratiche intersoggettive situazionate, significa indirizzare la RIASSUNTO DI BEATRICE CHERUBINI - COPYRIGHT BEACHERU96@GMAIL.COM Document shared on https://www.docsity.com/it/ragazzi-difficili-pedagogia-interpretativa-e-linee-di-intervento-piero-bertolini-letizia-caronia-1/7111284/ Downloaded by: S3889998 (sabrykrenn@gmail.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.