Pedagogia generale: concetti, evoluzione e problematiche contemporanee

Documento sulla pedagogia generale di Kanizsa e Mariani. Il Pdf esplora l'educazione, la sua evoluzione storica e le problematiche attuali, utile per studenti universitari.

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59 pagine

VERONICA GIUSTI
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PEDAGOGIA GENERALE KANIZSA E MARIANI
Gli approfondimenti dei cap. -4-5-6-7-8-11 si trovano alla fine
Capitolo 1 Educare tra senso comune e scienza
1.1 Educazione: un’estranea familiarità
Il termine EDUCAZIONE non si presta ad una semplice ed univoca interpretazione. E’ una definizione
non univoca in quanto, spesso, il termine viene utilizzato in modo spontaneo e privo di dubbi; questo
può portare ad un misunderstanding sulla definizione, da parte di chi la utilizza con leggerezza.
Un primo passo per la comprensione del concetto è partire dall’ETIMOLOGIA della parola:
1. ÉDUCO (EDERE) nutrire, allevare, far crescere
2. EDÚCO (EX-DUCERE) trarre fuori, far uscire
Nell’etimologia è iscritto un doppio movimento:
1. tensione che dall’esterno conduce all’interno del soggetto;
2. contro-movimento, ciò che risiede all’interno del soggetto, attraverso l’intervento dell’educazione è
invitato ad uscire.
Es. Socrate, madre levatrice e padre scultore (vedi libro)
GRAMSCI Questa duplice accezione fa riflettere sulla “DOPPIA-FUNZIONE” dell’educazione e
quindi sull’educatore (in questo caso tutti coloro che si occupano dei processi educativi, es. genitori):
da un lato accogliere, contenere, aver cura; ma allo stesso tempo incoraggiare a venir fuori, essere un
“concreto pungolo”.
Le FUNZIONI EDUCATIVE sono caratterizzate dalla compresenza di DUE CODICI
COMPORTAMENTALI, AFFETTIVI; diversi ma complementari:
1. CODICE MATERNO dimensione dell’accoglienza, della protezione
2. CODICE PATERNO richiesta di prestazione, introducendo lo scambio-negoziazione, sulla
base del merito e delle competenze. (REGOLE)
N.B. NON SONO PROFILI DI GENERE! MA ENTRAMBE LE FUNZIONI SONO FONDAMENTALI.
(Movimento e necessità vitali) L’educazione ha a che fare con il MOVIMENTO in quanto si confronta
con un soggetto, l’essere umano, che si trasforma e vive nel mutamento. Proprio il cambiamento umano
costituisce la condizione di possibilità dell’educazione. L’educazione costituisce una NECESSITA’
VITALE proprio perché COSTITUTIVA dell’essere umano.
Ogni soggetto non vive solo grazie ad automatismi meccanici, ma avverte la necessità (diritto/dovere)
di attribuire significato al tempo della propria esistenza, mentre la sta vivendo.
VERONICA GIUSTI
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(Un continuum tra i due poli) Un arco i cui estremi sono rappresentati da:
1. SIGNIFICATI SOCIO-CENTRICI processo di adattamento al contesto socio-culturale; con
un’attenzione che p concentrarsi anche solo su alcune dimensioni specifiche del soggetto
(cognitivi, professionali)
2. SIGNIFICATI DI NATURA PERSONALE percorso ininterrotto di appropriazione e ri-
appropriazione di sé
BEROLINI MOMENTO sociale e momento personale sono intimamente collegati. assumendo il
punto di vista dell’educatore, questa polarità rivela la problematicità intrinseca e sottesa di ogni agire
educativo. Siamo ben lontani da una logica disgiunta o definitivamente risolutiva.
(Processo di mediazione tra il soggetto e il mondo) In questo risiede la complessità del lavoro educativo
specifica RAGIONE OEDAGOGICA, ovvero la centralità e lo sviluppo di ogni vita umana.
DEFINIAMO L’EDUCAZIONE COME UN PROCESSO:
1. VITALE costituisce la necessità per ogni essere umano
2. RELAZIONE costante rapporto di scambio e confronto con l’altro
3. PERSONALE è espressione dell’unicità di ciascun soggetto
4. SOCIO-CULTURALE è orientamento dai valori, dai criteri e dai modelli che caratterizzano il
contesto in cui si realizza.
(Una proposta mai neutrale) L’intervento educativo si caratterizza per essere una PROPOSTA (NO
imposizione) e contemporaneamente è PROMOZIONE, un’AZIONE che amplia le possibilità del
soggetto in vista della sua autonomia e lo rende responsabile della sua stessa formazione.
L’educazione non è mai NEUTRALE: qualunque intervento prende le mosse dell’epoca e del contesto
in cui si realizza. (idea di educazione, dell’educatore e caratteristiche del/dei soggetto/i a cui si rivolge)
1.2 In ogni tempo, in ogni luogo e…
EDUCAZIONE NON è un concetto STATICO e IMMUTABILE. Da un punto di vista storico fa i conti
con la necessità umana di sopravvivenza e di trasmissione alle generazioni successive. Ogni epoca ha
la propria educazione.
GENTILE EDUCAZIONE = FORMAZIONE DELL’UOMO, SECONDO IL SUO CONCETTO.
(Contestualizzare le questioni educative nel tempo) Nell’epoca contemporanea alla parola educazione,
spesso si accompagna o viene preferita quella di FORMAZIONE. Secondo alcune interpretazioni:
- EDUCAZIONE: Usata in relazione all’età evolutiva
- FORMAZIONE: Gamma di accezioni più ampia che accompagna l’intera esistenza dell’individuo.
Es. Life-long learning

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Anteprima

Capitolo 1 Educare tra senso comune e scienza

Educazione: un'estranea familiarità

Il termine EDUCAZIONE non si presta ad una semplice ed univoca interpretazione. E' una definizione non univoca in quanto, spesso, il termine viene utilizzato in modo spontaneo e privo di dubbi; questo può portare ad un misunderstanding sulla definizione, da parte di chi la utilizza con leggerezza.

Un primo passo per la comprensione del concetto è partire dall'ETIMOLOGIA della parola:

  1. ÉDUCO (EDERE) > nutrire, allevare, far crescere
  2. EDÚCO (EX-DUCERE) > trarre fuori, far uscire

Nell'etimologia è iscritto un doppio movimento:

  1. tensione che dall'esterno conduce all'interno del soggetto;
  2. contro-movimento, ciò che risiede all'interno del soggetto, attraverso l'intervento dell'educazione è invitato ad uscire.

Es. Socrate, madre levatrice e padre scultore (vedi libro)

GRAMSCI > Questa duplice accezione fa riflettere sulla "DOPPIA-FUNZIONE" dell'educazione e quindi sull'educatore (in questo caso tutti coloro che si occupano dei processi educativi, es. genitori): da un lato accogliere, contenere, aver cura; ma allo stesso tempo incoraggiare a venir fuori, essere un "concreto pungolo".

Le FUNZIONI EDUCATIVE sono caratterizzate dalla compresenza di DUE CODICI COMPORTAMENTALI, AFFETTIVI; diversi ma complementari:

  1. CODICE MATERNO > dimensione dell'accoglienza, della protezione
  2. CODICE PATERNO > richiesta di prestazione, introducendo lo scambio-negoziazione, sulla base del merito e delle competenze. (REGOLE)

N.B. NON SONO PROFILI DI GENERE! MA ENTRAMBE LE FUNZIONI SONO FONDAMENTALI.

(Movimento e necessità vitali) L'educazione ha a che fare con il MOVIMENTO in quanto si confronta con un soggetto, l'essere umano, che si trasforma e vive nel mutamento. Proprio il cambiamento umano costituisce la condizione di possibilità dell'educazione. L'educazione costituisce una NECESSITA' VITALE proprio perché COSTITUTIVA dell'essere umano.

Ogni soggetto non vive solo grazie ad automatismi meccanici, ma avverte la necessità (diritto/dovere) di attribuire significato al tempo della propria esistenza, mentre la sta vivendo.

VERONICA GIUSTI 1(Un continuum tra i due poli) Un arco i cui estremi sono rappresentati da:

  1. SIGNIFICATI SOCIO-CENTRICI -> processo di adattamento al contesto socio-culturale; con un'attenzione che può concentrarsi anche solo su alcune dimensioni specifiche del soggetto (cognitivi, professionali)
  2. SIGNIFICATI DI NATURA PERSONALE > percorso ininterrotto di appropriazione e ri- appropriazione di sé

BEROLINI -> MOMENTO sociale e momento personale sono intimamente collegati. assumendo il punto di vista dell'educatore, questa polarità rivela la problematicità intrinseca e sottesa di ogni agire educativo. Siamo ben lontani da una logica disgiunta o definitivamente risolutiva.

(Processo di mediazione tra il soggetto e il mondo) In questo risiede la complessità del lavoro educativo > specifica RAGIONE OEDAGOGICA, ovvero la centralità e lo sviluppo di ogni vita umana.

DEFINIAMO L'EDUCAZIONE COME UN PROCESSO:

  1. VITALE -> costituisce la necessità per ogni essere umano
  2. RELAZIONE > costante rapporto di scambio e confronto con l'altro
  3. PERSONALE > è espressione dell'unicità di ciascun soggetto
  4. SOCIO-CULTURALE > è orientamento dai valori, dai criteri e dai modelli che caratterizzano il contesto in cui si realizza.

(Una proposta mai neutrale) L'intervento educativo si caratterizza per essere una PROPOSTA (NO imposizione) e contemporaneamente è PROMOZIONE, un'AZIONE che amplia le possibilità del soggetto in vista della sua autonomia e lo rende responsabile della sua stessa formazione.

L'educazione non è mai NEUTRALE: qualunque intervento prende le mosse dell'epoca e del contesto in cui si realizza. (idea di educazione, dell'educatore e caratteristiche del/dei soggetto/i a cui si rivolge)

In ogni tempo, in ogni luogo e ...

EDUCAZIONE > NON è un concetto STATICO e IMMUTABILE. Da un punto di vista storico fa i conti con la necessità umana di sopravvivenza e di trasmissione alle generazioni successive. Ogni epoca ha la propria educazione.

GENTILE > EDUCAZIONE = FORMAZIONE DELL'UOMO, SECONDO IL SUO CONCETTO.

(Contestualizzare le questioni educative nel tempo) Nell'epoca contemporanea alla parola educazione, spesso si accompagna o viene preferita quella di FORMAZIONE. Secondo alcune interpretazioni:

  • EDUCAZIONE: Usata in relazione all'età evolutiva
  • FORMAZIONE: Gamma di accezioni più ampia che accompagna l'intera esistenza dell'individuo. Es. Life-long learning

VERONICA GIUSTI 2L'educazione non si rapporta solo con la dinamica temporale, ma anche con i luoghi in cui si manifesta >> L'educazione c'è ed è UBIQUITARIA (si può esprimere in diversi modi e in una pluralità di ambiti.)

La letteratura pedagogica individua TRE CAMPI SPECIFICI DELL'EDUCAZIONE:

  1. FORMALE > attività che promuovono un cambiamento (certificato attraverso qualifiche, diplomi) in termini intenzionali e progettuali, che si svolge all'interno di confini istituzionali riconosciuti. (es. scuola ecc.)
  2. NON FOMALE > attività intenzionali e progettuali ma che appartengono generalmente al terzo settore e promuovono un cambiamento connesso a obbiettivi specifici. (es. associazioni ecc.)
  3. INFORMALE -> tutte le esperienze a cui i soggetti possono andare incontro e che possono costituire occasioni di cambiamento e trasformazione.

N.B. questa non è una classificazione rigida ma serve per non rischiare di perdere la specificità delle esperienze educative. L'ambito informale rivela anche, quanto l'educazione sia un PROCESSO DIFFUSO. Il semplice stare al mondo implica possibilità di trasformazione (anche all'interno di contesti pensati educativamente ci possono essere occasioni di educazione informale)

(Pensare i processi educativi) Optare per i PERCORSI DI EDUCAZIONE PENSATA (formali o non formali) nella consapevolezza che con essi non si esauriscano le possibilità di trasformazione di un soggetto ma anche nella convinzione che ciascun soggetto possa diventare più consapevole nell'usufruire delle innumerevoli occasioni offerte dal panorama informale, sapendo optare per quelle che reputa maggiormente interessanti per la propria formazione.

In ogni educatore.

  1. ESTRANEA FAMILIARITA' >Di un concetto che utilizziamo in modo così abituale, ma nel quale si celano ombre.
  2. Insopprimibile ambivalenza tra ADATTAMENTO all'ambiente e l'INDIVIDUALIZZAZIONE dei soggetti attraverso la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno: una dialettica che rivela nell'educazione, tanto uno SPIRITO CONSERVATIVO, quanto uno GENERATIVO e legato al rinnovamento.
  3. CORNICI SPAZIO-TEMPORALI -> possibilità di un prender forma e non solo vincoli dell'esperienza educativa.
  4. PROCESSO DIFFUSO > che può far dimenticare quanto la formazione di sé stessi avvenga insieme e grazie agli altri e grazie ad essi costituisce un continuo riposizionamento, più equilibrato e più consapevole nel mondo.

(Un cammino di decentramento riflessivo) KANT -> "ognuno di noi è il prodotto dell'educazione ricevuta" E' in questa affermazione che si nasconde il primo passo da compiere per che vuole occuparsi professionalmente di educazione > trasformare il momento in riflessione. Ritornare riflessivamente e criticamente alla propria educazione, dare vita ad un processo di auto-formazione prima ancora di voler educare gli altri. Questo non deve essere l'unico passo perché si finirebbe per considerare l'altro uno specchio di noi stessi. Possibilità di proseguire lungo un cammino di decentramento riflessivo può VERONICA GIUSTI 3essere offerta dall'acquisizione di una DISPOSIZIONE SCIENTIFICA > caratteristica fondamentale per il lavoro educativo MA NON garanzia di completa chiarezza.

La necessità della pedagogia e delle scienze dell'educazione

DEWEY > importante per il passaggio da una CONCEZIONE DI SCIENZA DELL'EDUCAZIONE a un principio plurale, trasformazione non solo terminologica che si realizza tra gli anni '50 e la fine degli anni '70 del secolo scorso e che caratterizza il panorama contemporaneo.

"Presenza di metodi sistematici di ricerca, i quali, quando sono applicati a un complesso di fatti, ci consentono una migliore comprensione e un controllo più intelligente e meno confuso ed abitudinario" (Dewey)

La citazione evidenzia la peculiarità della disposizione scientifica come caratteristica fondamentale per le professionalità educative. Nel linguaggio Deweyano, consiste nella assunzione di un punto d'osservazione esplicito e rigoroso nell'analisi del "complesso di fatti" educativi, uno strumento per dare luogo a una comprensione migliore e intelligente (cogliere i nessi tra le cose). Ma assumere un atteggiamento scientifico non è garanzia di completa chiarezza o di successo assicurato: "nessuna conclusione di una ricerca scientifica si può convertire immediatamente in una norma dell'arte dell'educare".

(L'esercizio di una razionalità pratica) Nella prospettiva di Dewey adottare una disposizione scientifica in ambito educativo non significa produrre risposte preconfezionate, si tratta di approfondire le basi scientifiche dell'arte di educare, determinando un ampliamento dell'orizzonte di significato a disposizione dell'educatore che è così è in grado di cogliere un numero maggiore di occasioni e possibilità di intervento. All'educatore è richiesto l'esercizio di una RAZIONALITA' PRATICA > fare il meglio possibile in una situazione data.

Come accade per ogni scienza umana, anche nel caso dei processi educativo-formativi è necessario poter contare su specifici strumenti di analisi, di riflessione e di intervento.

PEDAGOGIA > scienza che raggruppa le conoscenze intorno all'educazione e che si occupa della gestione dell'azione educativa. Riflette in modo ORGANICO, CRITICO E RAZIONALE sull'insieme di quei processi rivolti alla crescita, all'istituzione e alla formazione di quei soggetti, considerati sia in termini individuali che collettivi.

(Dalla pedagogia alla scienza dell'educazione) Fin dall'Antica Grecia (nei poemi omerici) abbiamo la testimonianza della parola pedagogia > PEDAGOGO = Schiavo colto o liberato che provvedeva al fanciullo (pais), accompagnandolo, guidandolo (ago) a scuola.

Nello stesso tempo sempre in Grecia, prese avvio la PAIDEIA, ovvero la formazione dell'uomo greco come occasione di emancipazione personale e crescita culturale.

Fino alla fine del XVI secolo e inizio XVII l'interesse pedagogico rimase collegato al pensiero filosofico, letterario, politico e teologico. (Es. dialoghi platonici, scritti di Aristotele, epistole di Seneca o le riflessioni agostiniane.)

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