Documento sulla pedagogia generale di Kanizsa e Mariani. Il Pdf esplora l'educazione, la sua evoluzione storica e le problematiche attuali, utile per studenti universitari.
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Il termine EDUCAZIONE non si presta ad una semplice ed univoca interpretazione. E' una definizione non univoca in quanto, spesso, il termine viene utilizzato in modo spontaneo e privo di dubbi; questo può portare ad un misunderstanding sulla definizione, da parte di chi la utilizza con leggerezza.
Un primo passo per la comprensione del concetto è partire dall'ETIMOLOGIA della parola:
Nell'etimologia è iscritto un doppio movimento:
Es. Socrate, madre levatrice e padre scultore (vedi libro)
GRAMSCI > Questa duplice accezione fa riflettere sulla "DOPPIA-FUNZIONE" dell'educazione e quindi sull'educatore (in questo caso tutti coloro che si occupano dei processi educativi, es. genitori): da un lato accogliere, contenere, aver cura; ma allo stesso tempo incoraggiare a venir fuori, essere un "concreto pungolo".
Le FUNZIONI EDUCATIVE sono caratterizzate dalla compresenza di DUE CODICI COMPORTAMENTALI, AFFETTIVI; diversi ma complementari:
N.B. NON SONO PROFILI DI GENERE! MA ENTRAMBE LE FUNZIONI SONO FONDAMENTALI.
(Movimento e necessità vitali) L'educazione ha a che fare con il MOVIMENTO in quanto si confronta con un soggetto, l'essere umano, che si trasforma e vive nel mutamento. Proprio il cambiamento umano costituisce la condizione di possibilità dell'educazione. L'educazione costituisce una NECESSITA' VITALE proprio perché COSTITUTIVA dell'essere umano.
Ogni soggetto non vive solo grazie ad automatismi meccanici, ma avverte la necessità (diritto/dovere) di attribuire significato al tempo della propria esistenza, mentre la sta vivendo.
VERONICA GIUSTI 1(Un continuum tra i due poli) Un arco i cui estremi sono rappresentati da:
BEROLINI -> MOMENTO sociale e momento personale sono intimamente collegati. assumendo il punto di vista dell'educatore, questa polarità rivela la problematicità intrinseca e sottesa di ogni agire educativo. Siamo ben lontani da una logica disgiunta o definitivamente risolutiva.
(Processo di mediazione tra il soggetto e il mondo) In questo risiede la complessità del lavoro educativo > specifica RAGIONE OEDAGOGICA, ovvero la centralità e lo sviluppo di ogni vita umana.
DEFINIAMO L'EDUCAZIONE COME UN PROCESSO:
(Una proposta mai neutrale) L'intervento educativo si caratterizza per essere una PROPOSTA (NO imposizione) e contemporaneamente è PROMOZIONE, un'AZIONE che amplia le possibilità del soggetto in vista della sua autonomia e lo rende responsabile della sua stessa formazione.
L'educazione non è mai NEUTRALE: qualunque intervento prende le mosse dell'epoca e del contesto in cui si realizza. (idea di educazione, dell'educatore e caratteristiche del/dei soggetto/i a cui si rivolge)
EDUCAZIONE > NON è un concetto STATICO e IMMUTABILE. Da un punto di vista storico fa i conti con la necessità umana di sopravvivenza e di trasmissione alle generazioni successive. Ogni epoca ha la propria educazione.
GENTILE > EDUCAZIONE = FORMAZIONE DELL'UOMO, SECONDO IL SUO CONCETTO.
(Contestualizzare le questioni educative nel tempo) Nell'epoca contemporanea alla parola educazione, spesso si accompagna o viene preferita quella di FORMAZIONE. Secondo alcune interpretazioni:
VERONICA GIUSTI 2L'educazione non si rapporta solo con la dinamica temporale, ma anche con i luoghi in cui si manifesta >> L'educazione c'è ed è UBIQUITARIA (si può esprimere in diversi modi e in una pluralità di ambiti.)
La letteratura pedagogica individua TRE CAMPI SPECIFICI DELL'EDUCAZIONE:
N.B. questa non è una classificazione rigida ma serve per non rischiare di perdere la specificità delle esperienze educative. L'ambito informale rivela anche, quanto l'educazione sia un PROCESSO DIFFUSO. Il semplice stare al mondo implica possibilità di trasformazione (anche all'interno di contesti pensati educativamente ci possono essere occasioni di educazione informale)
(Pensare i processi educativi) Optare per i PERCORSI DI EDUCAZIONE PENSATA (formali o non formali) nella consapevolezza che con essi non si esauriscano le possibilità di trasformazione di un soggetto ma anche nella convinzione che ciascun soggetto possa diventare più consapevole nell'usufruire delle innumerevoli occasioni offerte dal panorama informale, sapendo optare per quelle che reputa maggiormente interessanti per la propria formazione.
(Un cammino di decentramento riflessivo) KANT -> "ognuno di noi è il prodotto dell'educazione ricevuta" E' in questa affermazione che si nasconde il primo passo da compiere per che vuole occuparsi professionalmente di educazione > trasformare il momento in riflessione. Ritornare riflessivamente e criticamente alla propria educazione, dare vita ad un processo di auto-formazione prima ancora di voler educare gli altri. Questo non deve essere l'unico passo perché si finirebbe per considerare l'altro uno specchio di noi stessi. Possibilità di proseguire lungo un cammino di decentramento riflessivo può VERONICA GIUSTI 3essere offerta dall'acquisizione di una DISPOSIZIONE SCIENTIFICA > caratteristica fondamentale per il lavoro educativo MA NON garanzia di completa chiarezza.
DEWEY > importante per il passaggio da una CONCEZIONE DI SCIENZA DELL'EDUCAZIONE a un principio plurale, trasformazione non solo terminologica che si realizza tra gli anni '50 e la fine degli anni '70 del secolo scorso e che caratterizza il panorama contemporaneo.
"Presenza di metodi sistematici di ricerca, i quali, quando sono applicati a un complesso di fatti, ci consentono una migliore comprensione e un controllo più intelligente e meno confuso ed abitudinario" (Dewey)
La citazione evidenzia la peculiarità della disposizione scientifica come caratteristica fondamentale per le professionalità educative. Nel linguaggio Deweyano, consiste nella assunzione di un punto d'osservazione esplicito e rigoroso nell'analisi del "complesso di fatti" educativi, uno strumento per dare luogo a una comprensione migliore e intelligente (cogliere i nessi tra le cose). Ma assumere un atteggiamento scientifico non è garanzia di completa chiarezza o di successo assicurato: "nessuna conclusione di una ricerca scientifica si può convertire immediatamente in una norma dell'arte dell'educare".
(L'esercizio di una razionalità pratica) Nella prospettiva di Dewey adottare una disposizione scientifica in ambito educativo non significa produrre risposte preconfezionate, si tratta di approfondire le basi scientifiche dell'arte di educare, determinando un ampliamento dell'orizzonte di significato a disposizione dell'educatore che è così è in grado di cogliere un numero maggiore di occasioni e possibilità di intervento. All'educatore è richiesto l'esercizio di una RAZIONALITA' PRATICA > fare il meglio possibile in una situazione data.
Come accade per ogni scienza umana, anche nel caso dei processi educativo-formativi è necessario poter contare su specifici strumenti di analisi, di riflessione e di intervento.
PEDAGOGIA > scienza che raggruppa le conoscenze intorno all'educazione e che si occupa della gestione dell'azione educativa. Riflette in modo ORGANICO, CRITICO E RAZIONALE sull'insieme di quei processi rivolti alla crescita, all'istituzione e alla formazione di quei soggetti, considerati sia in termini individuali che collettivi.
(Dalla pedagogia alla scienza dell'educazione) Fin dall'Antica Grecia (nei poemi omerici) abbiamo la testimonianza della parola pedagogia > PEDAGOGO = Schiavo colto o liberato che provvedeva al fanciullo (pais), accompagnandolo, guidandolo (ago) a scuola.
Nello stesso tempo sempre in Grecia, prese avvio la PAIDEIA, ovvero la formazione dell'uomo greco come occasione di emancipazione personale e crescita culturale.
Fino alla fine del XVI secolo e inizio XVII l'interesse pedagogico rimase collegato al pensiero filosofico, letterario, politico e teologico. (Es. dialoghi platonici, scritti di Aristotele, epistole di Seneca o le riflessioni agostiniane.)
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