Documento dall'Università di Pisa su "Riassunto del libro \"L'Italietta\" del Prof. Volpe". Il Pdf è un riassunto schematico della storia costituzionale italiana (1861-1915), utile per Diritto all'Università, che analizza la formazione del Regno d'Italia, le annessioni territoriali e le riforme politiche e parlamentari.
Mostra di più48 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
decsity
Riassunto del libro
"L'Italietta", Prof. Volpe
Storia Delle Istituzioni Politiche E Parlamentari
Università di Pisa
47 pag.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: mariagiulietta (larimariagiulia@yahoo.it)Storia Costituzionale
Prof.Volpe
Testo: "Storia costituzionale degli italiani" - "L'Italietta (1861 - 1915)
Annessioni stati preunitari del Nord e del Centro
Cattaneo concordava con Mazzini, affermando in un articolo del 1860 del "Politecnico" che bisognava
sacrificare la libertà per l'unità.
Alla vigilia della II guerra d'indipendenza (aprile 1859), il territorio di quella "espressione geografica"
denominata Italia (secondo il Cancellerie austriaco il principe di Metternich) comprendeva sette stati a
regime monarchico e la piccola repubblica di San marino. Gli stati monarchici sono:
Il Trentino e il Sud Tirolo erano parte integrante del regno Austriaco; la Venezia-Giulia era provincia illirica
dell'impero Asburgico.
Il biennio tra l'aprile '59 e il marzo '61 (detto "costituente) vede sorgere in Europa un nuovo stato, l'Italia.
Esso può essere distinto in tre fasi:
La prima inizia con le insurrezioni e con la costituzione di governi provvisori negli stati del Nord e del Centro
della penisola e si conclude con i relativi plebisciti e annessioni.
Il 27 aprile del 1859 inizia la seconda guerra d'indipendenza (gli austriaci varcano il Ticino per affrontare il
Regno di Sardegna). A Firenze (dopo che Leopoldo II di Lorena si rifiuta di abdicare in favore del figlio
Ferdinando, di aderire all'alleanza sardo-francese) si costituisce un governo provvisorio che chiede a
Vittorio Emanuele II di assumere la dittatura della Toscana per tutta la durata della guerra. È un governo
composto da liberali; l'11 maggio la Toscana consegna i pieni poteri al Commissario regio-straordinario del
Piemonte, conte Carlo Boncompagni (con un Ministero degli interni con Bettino Ricasoli e uno degli esteri e
della pubblica istruzione con Cosimo Ridolfi). Il 7 agosto il governo viene completato con un'Assemblea
elettiva di 172 deputati eletti sulla base della legge elettorale censitaria del 3 marzo 1848.
Nel giugno del '59 si costituiscono altri governi provvisori nel Ducato di Parma e di Piacenza, negli stati
Estensi e in gran parte delle Legazioni pontificie. Offrono la dittatura a Vittorio Emanuele II che verrà
seguita da nomine di governatori piemontesi (luogotenenti). Essi hanno poteri temporali, ma non militari e
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: mariagiulietta (larimariagiulia@yahoo.it)di politica estera. Assemblee vengono costituite a Parma, Bologna e Modena, che approvano la mozione di
decadenza dei precedenti sovrani. Questo viene preso con cautela da Vittorio Emanuele II, per non
provocare un incidente diplomatico.
L'11 luglio 1859 a Villafranca, in provincia di Verona, si incontrano gli Imperatori di Francia ed Austria,
Napoleone III e Francesco Giuseppe e di accordarono sulla pace senza la presenza dei piemontesi. Viene
prevista la restaurazione dei vecchi sovrani, la cessione della Lombardia alla Francia, escluse Mantova e
Peschiera, che dovevano andare al Regno di Sardegna. In Italia potrà costituirsi una confederazione di stati
sotto la presidenza onoraria pontificia e con Venezia sotto la corona austriaca. Cavour, sentendo la notizia,
si dimette da Primo ministro. Al suo posto ci va il generale Alfonso Ferrero La Marmora.
La pace di Zurigo del 10 novembre 1859 conferma i termini dell'armistizio di Villafranca; a Zurigo
parteciparono anche i piemontesi. Le assemblee risposero: dal 6 al 9 novembre ci furono delle delibere per
assegnare come reggente il cugino del re, Eugenio di Carignano. Con l'intervento dei francesi, egli dichiara
di non poter accettare e dichiara suo rappresentante Carlo Boncompagni, che assume il titolo di
"governatore delle province collegate all'Italia centrale".
Nell'accordo di Plombières del 21 luglio 1858, Cavour si impegna a dare ai francesi la Savoia e la contea di
Nizza in cambio del sostegno militare ed economico contro l'Austria. Il matrimonio tra la figlia di Vittorio
Emanuele II e il cugino di Napoleone III suggellò l'accordo.
Tra la fine del 1859 e i primi mesi del 1860 si attuarono le clausole dell'accordo. Venne chiesto agli abitanti
delle provincie di decidere sotto quale stato stare, e la stra-maggioranza di loro decise di stare sotto la
Francia, forse anche influenzati dalle autorità sabaude. Accordo definito "ignobile mercato".
Il 1860 fu l'anno dei plebisciti, per scegliere l'unione alla monarchia. A marzo ci furono in Emilia e in
Toscana; a novembre nelle Marche e in Umbria. Il diritto al voto tutti i cittadini maschi che hanno compiuto
i 21 anni e godano dei diritti civili. Le percentuali dei votanti risultano alte.
La seconda fase riguarda l'annessione al Piemonte del Regno delle Due Sicilie. Si realizza l termine di una
peculiare vicenda che nasce da un'iniziativa rivoluzionaria dei democratici siciliani.
Nell'aprile del '60 accetta una proposta di Crispi e di Bixio di guidare una spedizione per liberare la
provincia.
Il 6 maggio annuncia di voler partire con i suoi Mille, volontari al suo seguito, forse di un numero maggiore
(forse 1088). Erano le "camicie rosse", prevalentemente del Nord. Erano tutti reduci da una vita "anti-
austriaca", che si sono impegnati in questa nuova azione rivoluzionaria. Al termine della spedizione
l'esercito conterà più di 50.000 uomini, di cui la metà erano meridionali. Il 14 maggio Vittorio Emanuele II
prende la dittatura della Sicilia a nome di Vittorio Emanuele re d'Italia. Il dittatore istituisce la carica di
segretario di Stato data a Francesco Crispi, che diventa il consigliere politico di Garibaldi e il governatore
della Sicilia (divisa in 24 distretti con un governatore nominato da Garibaldi). Rimesse tutte le leggi
introdotte dai Borboni prima della restaurazione e abolite tutte le imposte. Garibaldi emana un decreto che
impone la leva per i ragazzi dai 17 ai 50 anni. Ci fu però una risposta molto scarsa. Oltre a dire no alla leva,
si mettono a fare una serie di rivolte con l'occupazione delle terre demaniali e dei latifondi e con la richiesta
di una immediata e radicale ridistribuzione della proprietà terriera, per alleviare le condizione di estremo
disagio in cui versano per l'oppressione di patti agrari insostenibili. Ci furono delle repressioni da parte dei
garibaldini molte dure (arresti e fucilazioni).
La conquista da parte di Garibaldi fu molto rapida: il 6 giugno a Palermo si firmò una convenzione con i
rappresentanti del regno delle Due Sicilie. Questa velocità induce i piemontesi a voler annettere subito la
Sicilia al Regno di Sardegna.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: mariagiulietta (larimariagiulia@yahoo.it)Cavour voleva fermare l'avanzata di Garibaldi verso Roma per evitare pericolose reazioni in campo
internazionale, ed ottiene l'appoggio di Napoleone III a favore di una ufficiale spedizione piemontese nel
sud e dei ceti aristocratici meridionali. Egli voleva assumere il controllo dello stato a conquista ultimata.
Il 7 settembre Garibaldi entra a Napoli (dopo la conquista di Calabria e Basilicata), dove viene accolto
trionfalmente dal popolo. Egli scioglie il gioco del lotto (rimesso 3 mesi dopo) e la marina borbonica,
ufficializzando la nascita della marina italiana. Garibaldi scrive al re, e lo esorta ad andare a Roma per
essere incoronato re d'Italia, e di liberarsi di Cavour e dei politici che volevano fermare la sua avanzata.
Essi si incontrarono a Teano (Ce) in testa ai rispettivi eserciti, il 26 ottobre 1860. Garibaldi lo saluta come re
d'Italia, che preannuncia la consegna dei poteri e lo scioglimento del suo esercito. Il re arriverà a Napoli il 7
novembre, dove chiede la proroga per un anno dei suoi poteri dittatoriali, con pieni poteri civili e militari sul
tutto il territorio dell'ex regno delle Due Sicilie. Il 21 ottobre con un plebiscito si annetterà al regno sardo.
La terza e ultima fase si apre con la legge fatta da Cavour l'11 ottobre e pubblicata il 3 dicembre 1860 con il
n.4467, che accetta i risultati dei plebisciti e dei voti fatti dalle popolazioni italiche per annettersi al regno
sardo. Questa legge segna la vittoria del metodo Cavouriano fondato sull'estensione sul territorio italiano
dell'ordinamento costituzionale e amministrativo del regno di Sardegna. Il 17 dicembre è sciolta la camera
dei deputati del regno di Sardegna per permettere l'elezione di un parlamento italiano che rappresentasse i
nuovi territori annessi.
Con l'annessione si estende lo Statuto, gli ordinamenti di diritto privato e pubblico, senza dover convocare
un'Assemblea costituente, come pretendevano i repubblicani. Si afferma l'idea della continuità
istituzionale.
Il Regno d'Italia nasce formalmente il 17 marzo 1861. Il 27 gennaio si erano svolte le elezioni per la camera
dei deputati, dove venne adoperata l'Editto Sardo del 17 marzo 1848 n. 680, confermata nella legge 17
dicembre 1860 n.4513. Per poter votare bisognava essere di sesso maschile, avere 25 anni, saper leggere e
scrivere e pagare almeno 40 lire di imposte l'anno (imposta dimezzata per alcune categorie). Per essere
eletti stessi requisiti, ma 30 anni di età.
Il sistema elettorale prevede collegi uninominale ristretti (un deputato ogni 49 mila abitanti) e l'eventuale
doppio turno per il ballottaggio (molto frequente) se nessuno ottiene la maggioranza assoluta.
L'unica differenza con la legge sarda sono i collegi e la loro nuova geografia, disegnata personalmente da
Cavour. I 143 collegi erano distribuiti di più al Nord e al Centro e meno nel Meridione. Iscritte al voto per
eleggere i 443 deputati sono 418.696 (pari all'1,9 % della popolazione). Votarono effettivamente 239.583
elettori, pari al 57,2 % degli aventi diritto. Fra gli eletti vi sono 85 principi, duchi o marchesi, 72 avvocati, 52
medici, ingegnere e professori universitari, 28 militari di alto rango. La stra-maggioranza sono sostenitori di
Cavour (almeno 350) e della destra moderata. Si riunisce, una volta eletta, il 18 febbraio 1861 a Torino per
proclamare il Re d'Italia e il Regno d'Italia.
È il senato, composto da 211 membri nominati a vita con decreti regi, ad approvare il disegno di legge di
iniziativa governativa per il quale "Vittorio Emanuele Il assume per sé e per i suoi successori il titolo di Re
d'Italia", restando comunque il secondo, proprio della dinastia dei Savoia. Disegno di legge approvato il 26
febbraio con 129 voti favorevoli e 2 contrari.
Dopo la prima legge italiana del 17 marzo, c'è quella del 23 dove si costituisce il primo governo del regno
presieduto da Cavour, che assume anche i ministeri degli esteri e della marina e favorisce una distribuzione
regionale degli altri otto ministeri (compreso uno senza portafoglio).
Organizzazione del Regno:
la costituzionalizzazione della monarchia ci fu il 4 marzo 1848, dove fu introdotto lo Statuto Albertino.
Venne concesso per volontà di Carlo Alberto per la Grazia di Dio Re di Sardegna.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: mariagiulietta (larimariagiulia@yahoo.it)