Riassunto sui processi cognitivi e le tecnologie, Uninettuno

Documento da Università Telematica Internazionale Uninettuno su Riassunto di Tutte le Vdl Processi Cognitivi e Tecnologie Marinella Paciello. Il Pdf esplora teorie del filtro attenzionale, euristiche di giudizio come responsabilità e rappresentatività, e strategie decisionali in ambito sanitario, per studenti universitari di Psicologia.

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Riassunto DI Tutte LE VDL Processi Cognitivi E Tecnologie
Marinella Paciello
Processi cognitivi e tecnologie (Università Telematica Internazionale UniNettuno)
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Marinella Paciello
Processi cognitivi e tecnologie (Università Telematica Internazionale UniNettuno)
Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)
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LEZ 1 ATTENZIONE PROCESSI AUTOMATICI E CONTROLLATI
L’attenzione è un insieme di processi che consentono all’organismo di selezionare una parte
dell’informazione ambientale tra enormi quantità di informazioni, dobbiamo trovare quelle più
rilevanti.
Esistono diversi tipi di attenzione:
1. Divisa ci permette di fare più compiti contemporaneamente
2. Selettiva ci permette di convergere le nostre risorse in un’informazione specifica
3. Sostenuta permette di mantenere la concentrazione in un compito di lunga durata.
L’attenzione può riguardare tutti i nostri sensi, può essere visiva, uditiva, tattile (sentiamo la
maglietta addosso, ma non è rilevante nel nostro focus di attenzione).
Il nostro focus agisce come un filtro, può rendere le caratteristiche sotto questo fascio di luce più
salienti così da essere più facilmente individuabili.
A livello neuro anatomico, l’attenzione è distribuita in più aree del cervello a seconda delle diverse
funzioni attentive:
Allerta dare l’allarme
Orientamento capacità di spostare il fuoco attentivo
Funzioni esecutive
I processi attentivi si svolgono nella maggior parte dell’emisfero destro.
Teorie sul filtro attenzionale:
Teoria del filtro precoce:
Il filtro attenzionale interviene subito dopo la percezione di un’informazione: se questa è rilevante
allora essa passa attraverso processi superiore di lettura corticale e arriva alla nostra coscienza. Le
informazioni non rilevanti vengono bocciate e quindi perse. Tuttavia, future evidenze scientifiche
hanno messo in discussione tale teoria.
Teoria del filtro attenuato:
Il filtro processa le informazioni che percepiamo facendo delle distinzioni: il messaggio atteso
raggiunge i progressi superiori esattamente così com’è, mentre il messaggio non atteso viene
processato in modo attenuato. In questo modo solo una parte delle informazioni viene persa,
mentre un’altra rimane. Si spiega così il fenomeno del Cocktail party: se non ci fossero questi
messaggi attenuati, non riusciremmo a sentire il nostro nome mentre parliamo con un altro.
Differenza tra processi automatici e controllati:
i processi automatici sono tutti quelli in cui la nostra attenzione viene catturata in modo
involontario, come avviene nel cocktail party. Può avvenire principalmente per un rumore
improvviso o un oggetto che attraverso il nostro campo visivo in modo molto rapido. Questo
avviene grazie a un processo evolutivo che ci ha insegnato a captare eventuali segnali di pericolo.
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Riassunto DI Tutte LE VDL Processi Cognitivi E Tecnologie

Marinella Paciello

Processi cognitivi e tecnologie (Università Telematica Internazionale UniNettuno)

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Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)

LEZ 1 ATTENZIONE PROCESSI AUTOMATICI E CONTROLLATI

L'attenzione è un insieme di processi che consentono all'organismo di selezionare una parte dell'informazione ambientale > tra enormi quantità di informazioni, dobbiamo trovare quelle più rilevanti.

Esistono diversi tipi di attenzione:

  1. Divisa > ci permette di fare più compiti contemporaneamente
  2. Selettiva > ci permette di convergere le nostre risorse in un'informazione specifica
  3. Sostenuta > permette di mantenere la concentrazione in un compito di lunga durata.

L'attenzione può riguardare tutti i nostri sensi, può essere visiva, uditiva, tattile (sentiamo la maglietta addosso, ma non è rilevante nel nostro focus di attenzione).

Il nostro focus agisce come un filtro, può rendere le caratteristiche sotto questo fascio di luce più salienti così da essere più facilmente individuabili.

A livello neuro anatomico, l'attenzione è distribuita in più aree del cervello a seconda delle diverse funzioni attentive:

  • Allerta -> dare l'allarme
  • Orientamento > capacità di spostare il fuoco attentivo
  • Funzioni esecutive

I processi attentivi si svolgono nella maggior parte dell'emisfero destro.

Teorie sul filtro attenzionale

Teoria del filtro precoce:

Il filtro attenzionale interviene subito dopo la percezione di un'informazione: se questa è rilevante allora essa passa attraverso processi superiore di lettura corticale e arriva alla nostra coscienza. Le informazioni non rilevanti vengono bocciate e quindi perse. Tuttavia, future evidenze scientifiche hanno messo in discussione tale teoria.

Teoria del filtro attenuato:

Il filtro processa le informazioni che percepiamo facendo delle distinzioni: il messaggio atteso raggiunge i progressi superiori esattamente così com'è, mentre il messaggio non atteso viene processato in modo attenuato. In questo modo solo una parte delle informazioni viene persa, mentre un'altra rimane. Si spiega così il fenomeno del Cocktail party: se non ci fossero questi messaggi attenuati, non riusciremmo a sentire il nostro nome mentre parliamo con un altro.

Differenza tra processi automatici e controllati:

i processi automatici sono tutti quelli in cui la nostra attenzione viene catturata in modo involontario, come avviene nel cocktail party. Può avvenire principalmente per un rumore improvviso o un oggetto che attraverso il nostro campo visivo in modo molto rapido. Questo avviene grazie a un processo evolutivo che ci ha insegnato a captare eventuali segnali di pericolo. This document is available free of charge on studocu

Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)I processi controllati invece possono avvenire con l'aiuto dei movimento oculari, o senza (es ascoltare una conversazione alla mia destra). Nel caso dei movimenti oculari, io sposto il mio focus attentivo in contemporanea con quello visivo e metto insieme due processi.

Spostamento e aggiustamento del fuoco attenzionale: più studi hanno dimostrato che il nostro focus attenzionale non cambia solamente direzione, ma può cambiare dimensioni a seconda del compito che devo eseguire. Si comporta quindi come la lente zoom di una macchina fotografica.

Il deficit attenzionale causa importanti disturbi evolutivi:

  • Dislessia -> diversi studi hanno dimostrato che la dislessia può svilupparsi anche a causa di deficit intenzionali precedenti allo sviluppo della lettura. L'attenzione di questi bambini può essere allenata tramite l'utilizzo di videogiochi e la lettura migliora ampiamente.
  • Autismo > è stato dimostrato che i bambini con autismo non riescono a fare zoom-out e non riescono ad allargare il focus attentivo, che rimane fermo sui dettagli.

LEZ 2 ATTENZIONE SELETTIVA E CECITA' AL CAMBIAMENTO

Come fa il nostro cervello a scegliere tra informazioni rilevanti e irrilevanti? L'attenzione selettiva permette di aumentare il contrasto tra le informazioni che si trovano nel suo focus mentre inibisce le informazioni al di fuori. Questo meccanismo ha permesso l'evoluzione e la sopravvivenza dell'uomo e anche di altre specie.

Questa attenzione selettiva prevede dei costi, tra cui due tipi di cecità.

Cecità al cambiamento:

Spesso non notiamo importanti cambiamenti in oggetto o scene. Uno studio di Simons e Chambris di Harvard ha dimostrato che anche se parliamo a lungo con una persona potremmo non accorgersi dello scambio. Perché ciò avvenga ho bisogno di un momento di distrazione, come la scomparsa momentanea dello stimolo, o un movimento oculare rapido.

Cecità da disattenzione:

Il soggetto è attivamente concentrato su un compito e questa concentrazione non gli permette di vedere qualcos'altro, senza bisogno di una distrazione. Quando le persone sono concentrate su un compito preciso, falliscono nel notare oggetti inattesi o eventi che accadono all'interno del loro campo visivo.

Quindi: L'attenzione modula la percezione e ci permette di inibire ciò che non è rilevante. Il mondo che noi vediamo non è quasi mai il mondo fisico.

LEZ 3 E 4 IL CARICO DI LAVORO MENTALE

Il carico di lavoro mentale è un costrutto multidimensionale che rappresenta una spesa energetica in termini di risorse che mi servono per eseguire un compito. È molto attiva nella multiple task performance, ovvero quando devo fare più cose contemporaneamente (es. controllo traffico aereo).

Se il carico soverchia la mia risorsa energetica, la mia prestazione calerà. Il mio carico di lavoro può essere definito da:

  • Richieste del compito Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)
  • Livello che l'operatore è in grado di raggiungere nella prestazione
  • Sforzo esercitato per eseguire il compito
  • Percezioni personali dell'operatore

Il carico inefficace dipende soprattutto dal compito e dalle richieste fatte all'operatore. Il carico è invece efficace quando l'identificazione dell'informazione è veloce e accurata (memoria a breve termine) e mi è facile recuperare esperienze e conoscenze (memoria a lungo termine). > tutto il carico di lavoro superfluo dovrebbe essere evitato. >si parla infatti di carico di lavoro inefficace o evitabile.

Questo carico non può essere misurato direttamente, ma solo stimato a seconda di alcune variabili:

> Possiamo richiedere valutazioni soggettive › Usare particolari paradigmi per una valutazione il più possibile oggettiva > Posso misurare i cambiamenti fisiologici nel soggetto.

Eggmeier e collaboratori (1991) sostengono che per stimare il carico di lavoro mentale ci siano tre variabili fondamentali:

  1. Sensibilità della misura > deve saper distinguere anche le variazioni minime per i cambiamenti di condizioni lavorative
  2. Capacità diagnostica > saper individuare i diversi tipi di lavoro mentale
  3. Bassa intrusività > si adotta la misura senza dover alterare il setting operativo.

Paradigma del doppio compito:

si utilizza perché la valutazione del carico richiesto da un solo compito può risultare inefficace. Si richiede quindi di eseguire un compito secondario in contemporanea con il compito primario che ci interessa.

Solitamente si esegue prima il compito primario da solo, poi si associa il compito primario a quello secondario per guardare le variazioni residue.

Le misure comportamentali:

Il compito primario varia in difficoltà, mentre quello secondario no. Ci basiamo sulla valutazione del doppio compito > se la prestazione al compito secondario è scarsa, allora sappiamo che il compito primario ha richiesto più energia e ha saturato le capacità dell'operatore. Si confronta poi la prestazione avuta nel compito primario da solo e quella con i due compiti insieme.

I compiti secondari possono essere compiti aritmetici, la richiesta di stima temporale etc. Gli unici limiti sono:

Deve essere sensibile alle variazioni del compito primario senza interferire con esso.

Deve richiedere le stesse modalità di input del compito primario.

Teoria delle risorse multiple di Wickens: non esiste una risorsa/energia unica a cui accedere, ma diverse che dipendono dal tipo di compito. Queste perché ci sono diverse modalità di percezione, elaborazione, codifica e risposta. Posso avere quindi un compito visivo-spaziale e uno uditivo- verbale che attingono a due serbatoi differenti.

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Risorse multiple?

Stadio Codifica Elaborazione Risposta €- Modalità -> Spaziale Manuale Visiva Verbale Vocale Uditiva Codice ->

Le misure soggettive:

Ottengo informazioni chiedendo direttamente all'operatore utilizzando diverse misure standard di autovalutazione. > brevi questionari.

Sono facili da usare, poco intrusivi, economici e quindi i più utilizzati. Il più famoso è il NASA- TLX (Hart- Steveland 1988).

NASA TLX; chiede una valutazione su sei item riguardanti il carico su sei scale che vanno da 0- 100.

  1. Richiesta mentale > risorse usate per pensare, decidere
  2. Richiesta fisica > spingere, girare, tirare
  3. Richiesta temporale
  4. Livello di prestazione avuta.
  5. Lo sforzo mentale e fisico utilizzato
  6. Livello di frustrazione percepito: insicurezza, scoraggiamento/gratificazione

Limiti: occorre fidarsi dell'operatore; in più tali misure risentono degli effetti di contesto.

Le misure psicofisiologiche:

Si occupa delle variazione nella fisiologia, consentendoci di studiare gli effetti non manifestati in variabili continue. Es. analisi attività oculare, monitoraggio attività cerebrale, frequenza cardiaca e attività respiratoria, attività motoria etc.

  • v Monitoraggio attività cerebrale: questo tipo di attività elettrica è utilizzata come indice dell'aurosal e dell'attenzione, che riflettono variazioni nel carico di lavoro mentale.
  • v Attività oculare: l'aumento del carico può essere valutato dall'aumento del diametro pupillare (in parte) e dalla concentrazione dei movimenti oculari > ci sono meno ammiccamenti all'aumentare del carico visivo.
  • v Attività respiratoria: all'aumentare delle richieste cognitive aumenta la frequenza e diminuisce la profondità della respirazione.

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