Documento da Università Telematica Internazionale Uninettuno su Riassunto di Tutte le Vdl Processi Cognitivi e Tecnologie Marinella Paciello. Il Pdf esplora teorie del filtro attenzionale, euristiche di giudizio come responsabilità e rappresentatività, e strategie decisionali in ambito sanitario, per studenti universitari di Psicologia.
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Marinella Paciello
Processi cognitivi e tecnologie (Università Telematica Internazionale UniNettuno)
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Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)
L'attenzione è un insieme di processi che consentono all'organismo di selezionare una parte dell'informazione ambientale > tra enormi quantità di informazioni, dobbiamo trovare quelle più rilevanti.
Esistono diversi tipi di attenzione:
L'attenzione può riguardare tutti i nostri sensi, può essere visiva, uditiva, tattile (sentiamo la maglietta addosso, ma non è rilevante nel nostro focus di attenzione).
Il nostro focus agisce come un filtro, può rendere le caratteristiche sotto questo fascio di luce più salienti così da essere più facilmente individuabili.
A livello neuro anatomico, l'attenzione è distribuita in più aree del cervello a seconda delle diverse funzioni attentive:
I processi attentivi si svolgono nella maggior parte dell'emisfero destro.
Il filtro attenzionale interviene subito dopo la percezione di un'informazione: se questa è rilevante allora essa passa attraverso processi superiore di lettura corticale e arriva alla nostra coscienza. Le informazioni non rilevanti vengono bocciate e quindi perse. Tuttavia, future evidenze scientifiche hanno messo in discussione tale teoria.
Il filtro processa le informazioni che percepiamo facendo delle distinzioni: il messaggio atteso raggiunge i progressi superiori esattamente così com'è, mentre il messaggio non atteso viene processato in modo attenuato. In questo modo solo una parte delle informazioni viene persa, mentre un'altra rimane. Si spiega così il fenomeno del Cocktail party: se non ci fossero questi messaggi attenuati, non riusciremmo a sentire il nostro nome mentre parliamo con un altro.
i processi automatici sono tutti quelli in cui la nostra attenzione viene catturata in modo involontario, come avviene nel cocktail party. Può avvenire principalmente per un rumore improvviso o un oggetto che attraverso il nostro campo visivo in modo molto rapido. Questo avviene grazie a un processo evolutivo che ci ha insegnato a captare eventuali segnali di pericolo. This document is available free of charge on studocu
Scaricato da Ilaria roberti (ilaria.roberti284@gmail.com)I processi controllati invece possono avvenire con l'aiuto dei movimento oculari, o senza (es ascoltare una conversazione alla mia destra). Nel caso dei movimenti oculari, io sposto il mio focus attentivo in contemporanea con quello visivo e metto insieme due processi.
Spostamento e aggiustamento del fuoco attenzionale: più studi hanno dimostrato che il nostro focus attenzionale non cambia solamente direzione, ma può cambiare dimensioni a seconda del compito che devo eseguire. Si comporta quindi come la lente zoom di una macchina fotografica.
Come fa il nostro cervello a scegliere tra informazioni rilevanti e irrilevanti? L'attenzione selettiva permette di aumentare il contrasto tra le informazioni che si trovano nel suo focus mentre inibisce le informazioni al di fuori. Questo meccanismo ha permesso l'evoluzione e la sopravvivenza dell'uomo e anche di altre specie.
Questa attenzione selettiva prevede dei costi, tra cui due tipi di cecità.
Spesso non notiamo importanti cambiamenti in oggetto o scene. Uno studio di Simons e Chambris di Harvard ha dimostrato che anche se parliamo a lungo con una persona potremmo non accorgersi dello scambio. Perché ciò avvenga ho bisogno di un momento di distrazione, come la scomparsa momentanea dello stimolo, o un movimento oculare rapido.
Il soggetto è attivamente concentrato su un compito e questa concentrazione non gli permette di vedere qualcos'altro, senza bisogno di una distrazione. Quando le persone sono concentrate su un compito preciso, falliscono nel notare oggetti inattesi o eventi che accadono all'interno del loro campo visivo.
Quindi: L'attenzione modula la percezione e ci permette di inibire ciò che non è rilevante. Il mondo che noi vediamo non è quasi mai il mondo fisico.
Il carico di lavoro mentale è un costrutto multidimensionale che rappresenta una spesa energetica in termini di risorse che mi servono per eseguire un compito. È molto attiva nella multiple task performance, ovvero quando devo fare più cose contemporaneamente (es. controllo traffico aereo).
Se il carico soverchia la mia risorsa energetica, la mia prestazione calerà. Il mio carico di lavoro può essere definito da:
Il carico inefficace dipende soprattutto dal compito e dalle richieste fatte all'operatore. Il carico è invece efficace quando l'identificazione dell'informazione è veloce e accurata (memoria a breve termine) e mi è facile recuperare esperienze e conoscenze (memoria a lungo termine). > tutto il carico di lavoro superfluo dovrebbe essere evitato. >si parla infatti di carico di lavoro inefficace o evitabile.
Questo carico non può essere misurato direttamente, ma solo stimato a seconda di alcune variabili:
> Possiamo richiedere valutazioni soggettive › Usare particolari paradigmi per una valutazione il più possibile oggettiva > Posso misurare i cambiamenti fisiologici nel soggetto.
Eggmeier e collaboratori (1991) sostengono che per stimare il carico di lavoro mentale ci siano tre variabili fondamentali:
si utilizza perché la valutazione del carico richiesto da un solo compito può risultare inefficace. Si richiede quindi di eseguire un compito secondario in contemporanea con il compito primario che ci interessa.
Solitamente si esegue prima il compito primario da solo, poi si associa il compito primario a quello secondario per guardare le variazioni residue.
Il compito primario varia in difficoltà, mentre quello secondario no. Ci basiamo sulla valutazione del doppio compito > se la prestazione al compito secondario è scarsa, allora sappiamo che il compito primario ha richiesto più energia e ha saturato le capacità dell'operatore. Si confronta poi la prestazione avuta nel compito primario da solo e quella con i due compiti insieme.
I compiti secondari possono essere compiti aritmetici, la richiesta di stima temporale etc. Gli unici limiti sono:
Deve essere sensibile alle variazioni del compito primario senza interferire con esso.
Deve richiedere le stesse modalità di input del compito primario.
Teoria delle risorse multiple di Wickens: non esiste una risorsa/energia unica a cui accedere, ma diverse che dipendono dal tipo di compito. Queste perché ci sono diverse modalità di percezione, elaborazione, codifica e risposta. Posso avere quindi un compito visivo-spaziale e uno uditivo- verbale che attingono a due serbatoi differenti.
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Stadio Codifica Elaborazione Risposta €- Modalità -> Spaziale Manuale Visiva Verbale Vocale Uditiva Codice ->
Ottengo informazioni chiedendo direttamente all'operatore utilizzando diverse misure standard di autovalutazione. > brevi questionari.
Sono facili da usare, poco intrusivi, economici e quindi i più utilizzati. Il più famoso è il NASA- TLX (Hart- Steveland 1988).
NASA TLX; chiede una valutazione su sei item riguardanti il carico su sei scale che vanno da 0- 100.
Limiti: occorre fidarsi dell'operatore; in più tali misure risentono degli effetti di contesto.
Si occupa delle variazione nella fisiologia, consentendoci di studiare gli effetti non manifestati in variabili continue. Es. analisi attività oculare, monitoraggio attività cerebrale, frequenza cardiaca e attività respiratoria, attività motoria etc.
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