Documento su Comunità Tradizionali e Comunità Moderne. Il Pdf esplora le dinamiche delle comunità tradizionali e moderne, analizzando l'ecologia urbana e le teorie di crescita delle città, oltre agli approcci funzionalisti e conflittualisti all'istruzione universitaria.
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Quali sono i tipi principali di comunità e quali differenze li caratterizzano?
Prima dell'urbanizzazione il villaggio rurale era una piccola comunità che contava in genere poche centinaia di abitanti, molti dei quali erano imparentati tra loro. Si viaggiava poco fuori dal villaggio, le attività produttive erano strettamente legate all'agricoltura Dal momento che i rapporti erano immediati e diretti, e nel villaggio tutti si conoscevano, la comunità era una potente fonte di controllo sociale.
Per coloro che vi erano nati, questo ambiente era abbastanza facile da accettare. I pochi «diversi» dovevano lasciare il villaggio o venivano emarginati.
La popolazione molto numerosa di una grande città contemporanea rende impossibile una conoscenza generalizzata tra gli abitanti. Spesso i parenti abitano lontano, sono pochi i lavori che vengono trasmessi di padre in figlio. La separazione tra abitazione e luogo di lavoro produce un nuovo stile di vita: il pendolarismo. La mobilità sociale è molto maggiore l'anonimato garantito da una popolazione molto numerosa rende il controllo sociale assai meno efficace che in precedenza. Queste differenze tra comunità tradizionali e società urbane moderne sono state colte in maniera magistrale da Georg Simmel [1903] in un famoso saggio intitolato Le metropoli e la vita dello spirito.
È utile tener presente, che la distinzione fra tradizionale e moderno non è assoluta, e che all'interno di una metropoli vi sono numerose comunità. Nel cuore delle città moderne si trovano, comunità etniche che presentano tuttora caratteri tradizionali, Ciò solleva un problema importante: la vita sociale urbana presenta caratteri uniformi, oppure una città ospita popolazioni diverse, che coesistono l'una accanto all'altra?
Uno degli approcci principali allo studio della vita urbana venne messo a punto all'Università di Chicago, negli anni '20 del secolo scorso prendendo a modello studi di carattere ecologico:
Due dei processi esaminati da Robert Park, Ernest Burgess e altri ecologi urbani della Scuola di Chicago sono l'invasione e la successione. Il meccanismo e il seguente: in un dato momento un gruppo incomincia a spostarsi in un quartiere già occupato da un altro gruppo. Questa è la fase dell'invasione Dapprima gli «invasori» incontrano ostilità e resistenza, ma col tempo si registra un'inversione di tendenza. In una seconda fase il gruppo originario comincia infatti a traslocare in nuovi quartieri. Quando un gruppo sostituisce un altro come dominante, la successione è ormai un fatto compiuto. I meccanismi dell'invasione e della successione sono utili per descrivere, la vicenda di americani, italiani.
Le teorie ecologiche della crescita urbana non si soffermano soltanto sulla distribuzione spaziale della popolazione, ma anche e soprattutto sui rapporti che intercorrono tra differenti segmenti sociali.
Teoria del nucleo centrale. Secondo questa teoria, la popolazione si concentra per ragioni come la creazione di scambi commerciali, In un'area in cui inizialmente erano presenti solo fattorie isolate, ad esempio, col tempo i contadini trovano utile riunirsi in un nucleo centrale per scambiare i propri prodotti a questa teoria si può ricorrere per spiegare la distribuzione dei villaggi in una regione. Alcuni di essi si specializzano in determinati prodotti e li scambiano con altri villaggi. La stessa teoria aiuta a spiegare anche lo sviluppo di capitali amministrative specializzatesi in funzioni di governo,
Teoria delle zone concentriche. Secondo questa teoria, elaborata da Er-nest Burgess [1925], una città si sviluppa secondo una serie di anelli concentrici, ciascuno dei quali ha caratteristiche economiche e residenziali distinte. Le zone principali, partendo dal centro, sono disposte come segue.
4 Il centro direzionale4 La zona di transizione 4 La zona residenziale operaia 4 La zona residenziale della classe media 4 La zona dei pendolari.
La teoria delle zone concentriche presenta diversi limiti in particolare quello di essere legata allo sviluppo della città americana.
4 Teoria dei settori. I mutamenti a lungo termine sono presi in considerazione nella teoria dei settori. Mentre Burgess aveva descritto l'espansione verso l'esterno secondo una serie di anelli concentrici, questa teoria utilizza un'altra figura simbolica: che si sviluppano lungo le direttrici principali dei trasporti a partire da arce ià edificate. La teoria dei settori è un importante correttivo alla teoria piuttosto meccanica delle zone concentriche.
Teoria dei nuclei multipli. Tutte le teorie precedenti presuppongono l'esistenza di un nucleo centrale Molte città moderne hanno però più di un centro direzionale o commerciale, insieme a diverse aree industriali e residenziali. La teoria dei nuclei multipli cerca di tenere presenti questi nuovi modelli di espansione urbana.
La disposizione dei vari quartieri e i loro rapporti reciproci si configurano sulla base di criteri diversi. Alcuni tipi di attività si caratterizzano per esigenze che possono essere meglio soddisfatte in determinate aree. L'industria, richiede spesso l'accesso alle linee ferroviarie e alle autostrade Gli stabilimenti, vengono insediati vicino ai centri nevralgici dei trasporti. Altre attività possono essere avvantaggiate dalla contiguità, Alcune destinazioni del terreno risultano in palese conflitto tra loro, il valore del terreno può essere notevolmente influenzato dal tipo di destinazione: Tutti questi fattori contribuiscono a definire modelli di sviluppo urbano meno schematici di quelli proposti dalle teorie delle zone concentriche o dei settori.
Lo studio dei modelli di crescita delle città ci dice poco sulla vita urbana.
Nel saggio L'urbanesimo come modo di vita Louis Wirth, riassumendo i principali apporti della Scuola di Chicago, definì l'urbanesimo sulla base di tre caratteristiche della popolazione:
Le popolazioni urbane sono per lo più numerose, dense ed eterogenee. Sulla scorta di Marx, Durkheim, Weber e altri, Wirth si interessò al modo in cui questi tratti influenzano profondamente l'esperienza di chi vive in città, prestando particolare attenzione a due dimensioni:
a) Gli aspetti psicologici della vita urbana,
b) L'impatto sulla struttura sociale.
a) Gli abitanti di una piccola città in visita a una metropoli si trovano spesso di fronte a un vero e proprio bombardamento dei sensi. Wirth sostiene che gli abitanti delle metropoli devono adattarsi a questo bombardamento continuo per conservare il proprio equilibrio mentale; pertanto il loro comportamento nei confronti degli altri diventa distaccato. Questi sforzi, riescono soltanto in parte. Vengono meno anche le forme di sostegno e di aiuto per fronteggiare difficoltà e problemi personali; ne risultano un aumento della sofferenza, ma anche una maggiore autonomia e libertà personali.
b) Secondo Wirth, dalla differenziazione tipica della vita urbana derivano diversi profondi cambiamenti. Anzitutto, come già sappiamo, si indeboliscono i legami sociali. Con tanti e diversi tipi di persone, che rappresentano prospettive e valori in conflitto tra loro. Anche l'unità dei piccoli gruppi, specialmente della famiglia, ne risulta indebolita, Ancora una volta queste pressioni incrociate finiscono per privare le persone dell'aiuto e del sostegno necessari nei momenti di crisi. Tale processo si è spinto talmente avanti che per indicare gli spazi della vita urbana contemporanea è stata addirittura coniata l'espressione non-luoghi la mancanza di un insieme unificante di norme produce anomia, esistono organizzazioni formali, come la polizia, che possono far rispettare alcune norme basilari con la minaccia della forza, ma che non potranno mai imporre.
Wirth era pervenuto alla conclusione che una colta raggiunto un certo livello di numerosità densità ed eterogeneità della popolazione la differenziazione avrebbe comunicato ed erodere i legami sociali e i gruppi primari di una comunità.
La teoria della composizione si è opposta a tale conclusione, i fattori più importanti nella vita di una persona non sono quelli indicati da Wirth l'individuo vive soprattutto all'interno di piccoli gruppi intono ai quali si costruiscono.
Molto più importanti dei fattori ecologici, per capire la vita sociale urbana, sono variabili come 'appartenenza etnica, la fase del ciclo di vita o la classe sociale, il fatto che una donna sia bianca, sposata e benestante spiega molto di più il suo modo di vivere.
Un terzo approccio, la teoria della subcultura, mutua elementi da entrambe le teorie precedenti. Essa concorda con la teoria della differenziazione nel ritenere che l'ambiente urbano influenzi direttamente l'esperienza degli individui, Secondo questo approccio, in sintesi, le grandi dimensioni promuovono subculture diverse, in una certa misura separate.
Nell'ambiente urbano le subculture proliferano in parte proprio perché si verifica la differenziazione messa in luce da Wirth,
Come Wirth, i teorici della subcultura sostengono dalla ambiente urbano tende a produrre conflitto sociale, che non deriva pero dalle disgregazione dei gruppi, ma piuttosto dalla presenza di diverse subculture tra attive e vitali. Può darsi che nella metropolitana di una città americana il conflitto tra adulti bianchi e ragazzi latino-americani, rifletta l'assenza di norme comuni.
A Problemi ambientali. Ci riferiamo qui a problemi, più o meno direttamente collegati allo sviluppo urbano, che minacciano di sconvolgere o addirittura distruggere l'ambiente naturale.
Problemi finanziari. Le amministrazioni di molte città si trovano ad affrontare una moltiplicazione dei servizi che devono assicurare e un aumento dei loro costi, Le città hanno bisogno di maggiori risorse rispetto ad altre comunità per diversi motivi: La manutenzione della rete stradale, fognaria, idrica e di molte altre infrastrutture richiede notevoli investimenti. Allo stesso tempo i servizi sociali, assistenziali, educativi e di protezione contro la criminalità,
L'argomento di questo capitolo è da sempre tra quelli di maggiore interesse per i sociologi: