Slide di Scuola superiore sull'elemento di fabbrica di partizione. Il Pdf esplora le tipologie e i materiali costruttivi, dai tradizionali laterizio e gesso ai moderni cartongesso e lapillo, ripercorrendo l'evoluzione delle malte dalla calce aerea romana al cemento Portland, per la materia Tecnologia.
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L'elemento di fabbrica di partizione svolge il ruolo di definire gli spazi funzionali di un edificio. Le pareti di partizione possono essere: Parete su vano di circolazione comune Divisorio Parete fra alloggi Parete attrezzata Parete esterna
Per la realizzazione delle pareti di partizione possiamo utilizzare: elementi forati in laterizio elementi in carton gesso elementi in gesso elementi in lapillo e cemento, ecc Elementi in Elementi in lapillo e cemento gesso
Si possono realizzare diversi tipi di pareti:
Le pareti semplici in elementi forati di laterizio non hanno funzione portante e devono perciò essere abbastanza leggere per non gravare sulle strutture.
3-a 3-b Pareti doppie 3a) parete con camera d'aria 3b) parete con strato isolante (termico e/o acustico) Pareti doppie per interni, isolate termicamente e acusticamente se necessario, possono avere le due fodere di uguale spessore. Le pareti divisorie doppie sono utilizzate 6 per separare appartamenti, per separare il corpo scales, ecc.
Le contropareti in elementi forati di laterizio possono essere rese solidali alla struttura in c.a. con ancoraggi metallici o con uno strato di malta. Nei climi piovosi è utile uno strato di intonaco rustico sulla faccia del tavolato esterno rivolta verso l'intercapedine. Contro parete in elementi forati per setti in c.a.
Per la realizzazione delle pareti in laterizi forati si utilizzano:
I giunti, verticali ed orizzontali, tra i laterizi devono essere sfalsati e riempiti con malta con continuità, per assicurare il corretto funzionamento statico della parete. Giunti orizzontali e verticali di malta fra gli elementi in laterizi .
La parete è resa solidale, sempre con giunti di malta, con le strutture contigue sul perimetro e, in particolare, con i solai Lo spessore dei giunti con malta fra gli elementi forati deve essere compreso fra 5 e 15 mm, per limitare l'effetto del calo
Il collegamento fra la parete in laterizi forati e il solaio è generalmente realizzato con malta. In presenza di solai deformabili si inserisce, nel giunto, un materiale resiliente di spessore 10+20 mm (feltro di fibre vegetali, ecc.). Due angolari metallici, poi coperti dall'intonaco, sono sufficienti ad assicurare la stabilità alla parete Giunto in materiale resiliente fra la parete e l'intradosso del solaio. Angolare metallico Materiale resiliente
Quando un divisorio in laterizi forati è contiguo a travi o pilastri in c.a., per evitare fessurazioni nell'intonaco, si riveste la struttura in c.a. con tavelle di laterizio. In alternativa possiamo porre sotto l'intonaco una rete d'armatura di idonea larghezza, in corrispondenza del giunto fra i due diversi materiali. Rivestimento di una trave emergente con tavelle di laterizio per realizzare un supporto omogeneo sotto l'intonaco.
aj b) Una parete in laterizio può essere collegata ad una struttura metallica mediante staffe di acciaio annegate nei giunti orizzontali di malta o altro materiale non rigido Collegamento di una parete in elementi forati di laterizio a un profilato in acciaio mediante staffe poste nei giunti orizzontali: a) parete passante; b) parete inserita.
Nella connessione a T fra pareti divisorie, per l'ammorsatura della parete di testa è opportuno realizzare delle tasche sulla parete di appoggio (almeno tre su un'altezza di vano 2,80+3,00 m ). In corrispondenza di angoli o di pareti con un lato libero, per evitare che i fori degli elementi risultino in vista, si possono disporre gli elementi con i fori in posizione verticale Formazione di un angolo e di un innesto a T fra pareti in laterizio.
Per eseguire la connessione a T fra una parete in forati di laterizio e una muratura in elementi di tipo diverso, si utilizzano staffe metalliche poste nei letti di malta. Le staffe sono adattabili rispetto alle diversità di quota dei rispettivi corsi nelle due pareti. Innesto a T fra parete in elementi forati e parete in blocchi a fori verticali, tramite staffa metallica Staffa metallica
Per vani di luce non superiore a 100 cm, per realizzare l'architrave si usano tavelloni, di spessore uguale alla muratura e altezza 25 cm, appoggiati sulle spalle del vano per 20 cm. Per vani di luce maggiore si usano architravi prefabbricati in latero cemento con armatura. L'impiego di altri materiali (legno, acciaio, solo c.a.) richiede l'armatura dell'intonaco in corrispondenza dei giunti con la muratura. Vano porta con architrave in tavellone di laterizio. Montaggio del controtelaio tramite zanche.
Per il montaggio di una porta tradizionale si predispone nel vano un controtelaio in legno, ancorato con zanche e malta. Il controtelaio dovrà avere una larghezza pari allo spessore della muratura più lo spessore degli strati di intonaco. Sequenza di montaggio di una porta: a) ancoraggio del controtelaio con staffe e malta b) intonacatura della parete c) montaggio del telaio della porta d) montaggio dei coprigiunto e dell'anta b
Quando una porta deve essere inserita a filo parete, le zanche di fissaggio del controtelaio sono poste nella parete laterale. È opportuno prevedere sempre una spalla di almeno 10 cm.
L'esecuzione delle tracce per le reti impiantistiche si effettua con la scanalatrice. Dopo l'inserimento delle tubazioni e la chiusura a malta delle tracce si procede all'applicazione dell'intonaco, eventualmente armandolo con una rete. Scanalatrice con aspirazione delle polveri, per la esecuzione delle tracce per gli impianti.
Per le reti verticali di ingombro maggiore può essere necessario realizzare un apposito cavedio con tavelle di laterizio, coibentato acusticamente. ----- Realizzazione di un cavedio con tavelle di laterizio e isolamento acustico all'interno.
Nel caso di pareti doppie le canalizzazioni possono essere alloggiate predisponendo un vano coibentato e tavelle di chiusura. Per le pareti su ambienti non riscaldati, si dovrà operare in modo che il cavedio non comporti una riduzione dell'isolamento termico con il rischio di formazione di condensa. Alloggiamento di canalizzazioni verticali in una parete doppia. L'alloggiamento è foderato in sughero verso la parete fredda e riempito di materiale isolante.
Irrigidimenti in c.a. , opportunamente ammorsati, in un parapetto in elementi forati di laterizio. I parapetti in muratura di elementi forati di laterizio devono essere irrigiditi con pilastrini in c.a. collegati superiormente da traversa sempre in c.a. Gli irrigidimenti verticali sono realizzati con getto fra gli elementi di muratura precedentemente montati.
In età romana fu prodotta un'ottima calce aerea ricavata dalla cottura del calcare, spesso mescolata con pozzolana o polvere di mattone, che conferiva idraulicità alla malta. I romani usavano tre stucchi: 1. opus tectorium (intonaco di arena e calce per protezione murature); 2. opus albarium (intonaco di finitura di calce diluita o di gesso diluito, di colore bianco); 3. gypsum Plinio il vecchio consigliava l'uso del gesso per decorazioni, dicendo che è molto resistente e forte. Vitruvio, invece, scriveva che il gesso si può usare solo per le decorazioni interne e non fuori perché una volta a contatto con l'acqua si sfalda, si scioglie, cambia forma).
Dopo la caduta dell' Impero Romano si ebbe un declino della qualità dell' intonaco. Solo in età Rinascimentale si tornò a confezionare una buona malta da intonaco. Il problema principale di allora era quello della resistenza: le malte risultavano meno resistenti e impermeabili di quelle di origine romana. Bisogno attendere gli studi dell'inglese Aspdin che nel 1824 produsse il Cemento Portland che migliorò la qualità delle malte. Da allora l'evoluzione è stata rapida ed oggi si confezionano intonaci per ogni tipo di impiego; dai risananti ai deumidificanti, dai termoisolanti agli ignifughi.
Oggi è possibile utilizzare una nuova generazione di malte cementizie bicomponenti, a base di polimeri sintetici, impermeabilizzanti
Malta cementizia bicomponente contenente inerti di quarzo, additivi specifici e resina in dispersione acquosa.
Le malte bastarde combinano i vantaggi di un tipo di legante con quelli di un altro; esse si ottengono infatti mescolando due o più leganti di natura diversa. Le più comuni sono quelle che si ottengono aggiungendo alla malta cementizia una piccola percentuale di calce idrata per migliorarne la lavorabilità e ridurre le fessurazioni da ritiro. Un altra è quella di aggiungere gesso alla malta cementizia per ritardare il tempo di presa. In un'altra si aggiunge una piccola percentuale di cemento ad una malta di calce idraulica per conferire al tutto una resistenza meccanica progressivamente maggiore.