Slide su Eugenio Montale che esplora la vita e le opere del poeta. Il Pdf didattico, ideale per la scuola superiore, si concentra sui temi principali della sua produzione letteraria, con particolare attenzione alle raccolte poetiche "La Bufera" e "Satura" nell'ambito della Letteratura.
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EUGENIO MONTALEBiografia · Nato a Genova nel 1896 da un'agiata famiglia della media borghesia. · Sempre indeciso sull'indirizzo da dare alla propria vita "pratica", il poeta arriva fino ai 30 anni senza un lavoro fisso; nel 1927 finalmente venne assunto come redattore presso la casa editrice fiorentina Bemporad. · Dovette quindi trasferirsi a Firenze, dove nel 1929 venne nominato direttore della Biblioteca del Gabinetto Vieusseux fino al 1938, quando fu allontanato dall'incarico perché si era sempre rifiutato di prendere la tessera del Partito fascista. · Questi anni sono caratterizzati da una straordinaria intensità di rapporti umani e culturali. In questo periodo si situa anche l'inizio del rapporto affettivo con Drusilla Tanzi, che sarebbe divenuta ben presto la compagna e poi la moglie di Montale. · Dopo la Liberazione, Montale partecipò (per gli affari culturali) al Comitato di liberazione nazionale e aderì, ma per poco, al Partito d'azione (unica e breve partecipazione attiva alla vita politica). · Nel 1948 si trasferisce a Milano, dove lavora come redattore del "Corriere della Sera"; l'attività giornalistica continua quasi fino alla morte, sopraggiunta nel 1981. · Gli ultimi anni sono prodighi di riconoscimenti nazionali (per esempio la nomina a senatore a vita nel 1967) e internazionali (ricordiamo, fra tutti, il premio Nobel assegnatogli nel 1975).
Opere · L'itinerario poetico di Montale è segnato da un'evoluzione che dal sublime della prima stagione giunge all'abbassamento comico-prosastico dell'ultima fase. · Con una schematizzazione estrema possiamo individuare il tema fondamentale della poesia montaliana nell'insanabile crisi del rapporto fra l'uomo contemporaneo e il reale. · Il disagio, il "male di vivere", è dunque il filo rosso che unisce, pur attraverso varietà di modi, toni, situazioni poetiche, la prima stagione, che ha inizio con la raccolta "Ossi di seppia", all'ultima stagione.
Opere: Ossi di seppia · Ossi di seppia: la raccolta comprende testi elaborati tra il 1920 e il 1925 (con la sola eccezione di "Meriggiare pallido e assorto", che risale al 1916), in parte già apparsi in rivista. · Questa la struttura della raccolta: fra la poesia di apertura (In Limine, "sulla soglia", in latino) e quella di chiusura (Riviere) si collocano quattro sezioni intitolate Movimenti (tredici componimenti), Ossi di seppia ( ventidue), Mediterraneo (un poemetto in nove parti), Meriggi e Ombre (quindici componimenti). · La poesia degli Ossi è una poesia antieloquente e in negativo: non ha nessuna verità o certezza da rivelare, ma si limita a registrare la profonda angoscia del poeta, la sua "disarmonia" con il mondo, il suo "male di vivere", appunto, che trova espressione in celebri metafore, quali camminare lungo un muro "che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia", essere imprigionati in una rete, essere legati da una catena; talvolta si intravede una possibilità di salvezza. Ma è una possibilità suggerita, vaga. · Montale non vuole e non può darci la formula risolutiva; nessuna certezza positiva, ma solo "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo". · Gli Ossi di seppia che danno il titolo alla raccolta, presenze inaridite e ridotte al minimo, appaiono emblematici di questa poetica dello "scabro ed essenziale". · I motivi che attraversano la raccolta sono : · il paesaggio · l'amore · l'evasione, la fuga
Il linguaggio poetico · Se la realtà osservata si rivela frantumata e sfuggente, il linguaggio poetico è al contrario, preciso ed esatto. · Ogni oggetto poetico è designato dalla parola con assoluta precisione, legato a un solo significato. · Essenziale e non ridondante è il lessico, e a tal fine Montale ricorre sia a termini tecnici che dialettali, che aulici. · La caratteristica preminente della lingua degli Ossi è la ricchezza lessicale: sono molti i vocaboli con un numero di occorrenze basso, talora veri e propri Hapax (cioè vocaboli che si presentano nell'opera una sola volta).
Il correlativo-oggettivo · Il poeta anglo- americano Thomas Stearns Eliot in un articolo del 1919 (Hamlet and his problems) utilizza l'espressione correlativo oggettivo per spiegare la sua idea dell'arte. La poesia non deve esprimere le emozioni ma trovare nella realtà concreta e quotidiana oggetti, situazioni, fatti capaci di evocarle: · "L'unico modo per esprimere un'emozione in forma d'arte consiste nel trovare un "correlativo oggettivo"; in altre parole, una serie d'oggetti, una situazione, una catena di eventi che costituiranno la formula di quella particolare emozione, cosicché, quando siano dati i fatti esterni, che devono concludersi in un'esperienza sensibile, l'emozione ne risulti immediatamente evocata". · Montale aveva letto Eliot e nell'Intervista immaginaria scritta nel 1946 fa suo il concetto di correlativo oggettivo del poeta inglese: · "Non pensai a una lirica pura nel senso ch'essa poi ebbe anche da noi, a un giuoco di suggestioni sonore; ma piuttosto a un frutto che dovesse contenere i suoi motivi senza rivelarli, o meglio senza spiatfellarli. Ammesso che in arte esista una bilancia tra il di fuori e il di dentro, tra l'occasione e l'opera-oggetto bisognava esprimere l'oggetto e tacere l'occasione-spinta". · Nella raccolta Ossi di seppia, il titolo stesso è un correlativo oggettivo: gli ossi di seppia abbandonati su una spiaggia assolata evocano sensazioni di morte, macerie abbandonate dalle profondità marine. · In Meriggiare pallido e assorto, l'immagine del muro che ha in cima "cocci aguzzi di bottiglia", è correlativo oggettivo dell'impossibilità di valicare il limite della condizione umana e comprenderne il significato più profondo. · Il correlativo oggettivo ha un significato che non viene esposto direttamente dall'autore, che allo stesso tempo però conferisce alle immagini un significato universale. Da questo concetto prende vita l'Ermetismo, movimento letterario di cui Montale, con Ungaretti, fu caposcuola.
Ossi di seppia Il paesaggio ligure Il male di vivere Il correlativo oggettivo Aspetti La maglia nella rete La filosofia in negativo L'Antidannunzianesimo
Opere: le Occasioni · Permane il motivo fondamentale della "disarmonia" e del dolore esistenziale, ma cambiano alcuni elementi: il paesaggio non solo non è più ligure ma toscano (il poeta si è trasferito nel frattempo a Firenze). · Se negli Ossi il poeta dialogava solo con il mare (tema principale della prima raccolta) o con un generico Tu, ora cerca interlocutori reali, concreti (ma per lo più fisicamente assenti); l'interlocutrice prediletta è una figura femminile. · Nell'opera di Montale la prima fase è negativa e distruttiva: egli non ritrova un oggetto nella cui realtà possa aver fiducia. La seconda fase è relativamente positiva. · Gli Ossi esprimono la consapevolezza del "male di vivere", mentre nelle Occasioni domina la ricerca di ciò che può costituire un'eccezione alla negatività, all'assurdo del reale: la ricerca insomma del "fantasma che ti salva", che è qui un "fantasma" femminile, quello di Clizia. · La valenza simbolica degli oggetti si accentua e si assolutizza.
Novità delle Occasioni la fenomenologia del negativo dalla natura (lo spazio) alla storia (tempo) Siamo negli anni 30 La donna salvifica Più oscuro Compare la Storia La memoria
Opere: La Bufera e altro · La situazione storica, esterna, che fa da sfondo alla nuova produzione poetica si è fatta intanto, e si va facendo, sempre più cupa: il regime dittatoriale si è inasprito e all'orizzonte si addensano minacciose nuvole di guerra, le stesse che dominano la terza raccolta. · A differenza degli Ossi e delle Occasioni, La bufera e altro appare una raccolta non unitaria ma varia per tempi di composizione, temi e intonazione poetica. · Il nucleo più unitario è certo il primo, quello di Finisterre: sono quindici poesie fortemente influenzate dalla congiuntura bellica. · Per la prima volta la storia entra con tragica violenza nella poesia montaliana: la Seconda guerra mondiale diventa cupo sottofondo delle liriche di Finisterre. · La guerra non provoca una nuova visione della realtà da parte del poeta, ma semplicemente conferma e accentua il rapporto critico e disarmonico con la realtà, concepita come "assurda, irrazionale e ininterpretabile". · Il tema dei morti, di parziale ascendenza pascoliana, ha grande spazio nella raccolta. · L'attenzione poetica di Montale rimane dunque legata saldamente alla permanente condizione umana, prima e più che agli eventi storici. · L'ispiratrice delle poesie di Finisterre è ancora Clizia, che riprende e accentua la sua connotazione metafisica orientata in senso religioso (si è detta "Cristofora", "portatrice di Cristo", cioè colei che si fa mediatrice tra terra e cielo). · Nel dopoguerra compare un'altra figura femminile, assai diversa, che Montale stesso definisce "molto terrestre" e immanente: è la Volpe, nella quale dobbiamo identificare la poetessa Maria Luisa Spaziani (con cui Montale ebbe una relazione). · In lei non è più riconoscibile alcuna salvezza, è piuttosto una sorta di "antibeatrice".
Temi de "La Bufera" tre temi: 1. la Storia esterna 2. I morti e il male di vivere 3. La continuità 1 2 3 ·60 poesie scritte prima e dopo la ww2. ·Forse proprio perchè la vita è incomprensibile il poeta affronta il tema dei morti ·Per questo immutabile orizzonte è stato molto criticato dalla critica marxista · Novità della Storia vista come realtà esterna ma incomprensibile per il poeta perchè è assurda .A mia madre, Voce giunta con le folaghe ·Piccolo Testamento e Primavera hitleriana · Quindi attenzione più incentrata sul solito privatismo e il male di vivere che sugli eventi storici esterni ·Passa il Fascismo, la guerra la speranza della ricostruzione ma la poesia di M. non cambia (Salinari)
Gli ultimi decenni: Satura · Gli anni sessanta e settanta costituiscono lo sfondo della seconda stagione poetica montaliana. · Dopo la Seconda guerra mondiale e i primi difficili tempi della ricostruzione, lo sviluppo capitalistico e il progresso tecnologico danno vita a una società di massa a cui Montale guarda con un distacco aristocratico e nostalgico. · In questa crisi ideologica, il poeta, nel rimpianto dei vecchi valori che appaiono ormai irrimediabilmente perduti, rivolge alla sottocultura dominante uno sguardo scettico. · Il mondo che incontriamo in Satura, è ormai ridotto a detriti, a scorie, e il negativo è ancor più forte in quanto ormai dilagante. · Il titolo Satura, per ammissione dello stesso Montale, ha più significati: · allude alla vena satirica che percorre la raccolta; · e allude pure al sintagma latino satura lanx, che stava a indicare prima " un piatto pieno di cibi diversi"; · e poi anche un genere letterario caratterizzato dalla varietà di metri e di temi. · Delle quattro sezioni che comprendono la raccolta (Xenia I. Xenia II, Satura I, Satura II), le prime due costituiscono un piccolo canzoniere scritto in occasione della morte della moglie. · Il poeta rende omaggio alla moglie: compagna affezionata e discreta, rimasta finora quasi completamente assente. Xenia è termine latino che indica i doni fatti a un ospite nel momento in cui lascia la casa che lo ha ospitato.