Documento di Università sulla Struttura degli Stati dell'Io. Il Pdf esplora la teoria degli Stati dell'Io, partendo dalla psicodinamica e dalla psicoanalisi freudiana, con esempi clinici e di gruppo per illustrare l'attivazione dello Stato dell'Io Genitore, utile per lo studio della Psicologia.
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La teoria degli Stati dell'Io nasce dall'idea psicodinamica della menta umana, secondo la quale la personalità non può essere considerata come un'entità monolitica bensì come composta da diverse istanze che interagiscono dinamicamente. Questa concezione psicodinamica della mente umana può essere considerata un elemento che accomuna tutte le terapie psicodinamiche, uno dei principali comuni denominatori, e affonda le proprie radici nella psicoanalisi.
La prima descrizione dinamica della mente umana è quella freudiana basata sulla distinzione di Es, Io e Super-Io come istanze intrapsichiche che compongono l'apparato psichico. L'Es è considerato il serbatoio dell'energia vitale, delle pulsioni, governato dal principio del piacere. L'Es è inconscio, è privo di logicità, temporalità, di pensiero astratto, di moralità, è lo spazio dell'espressività. L'Es è presente fin dalla nascita e determinato da aspetti temperamentali e da pulsioni che hanno un'origine strettamente corporea. Mentre l'Es è governato dal principio del piacere, l'Io è governato dal principio di realtà. Esso si costituisce come mediazione tra i bisogni pulsionali propri dell'Es e il mondo esterno, quindi nasce per mediare tra le forze pulsionali (principio del piacere) e i limiti del reale (principio di realtà). Per questo suo radicamento nell'Es, l'Io stesso resta in larga misura inconscio. Inoltre, svolge il ruolo di mediatore anche tra le forze dell'Es e quelle della moralità del Super-Io con la funzione di stabilire l'armonia tra le varie istanze della personalità. Il Super-Io rappresenta la coscienza morali, è l'insieme dei divieti sociali, un sistema di censure che regola il passaggio dalle pulsioni dell'Es all'Io.Il Super-Io non è presente nel bambino fin dalla nascita ma di forma grazie al potere condizionante dei genitori. In particolare, attraverso interiorizzazioni dei divieti genitoriali. Nella tradizionale descrizione psicoanalitica le diverse componenti della personalità vengono dunque concepite in termini di istanze, ovvero come forze che interagiscono all'interno della personalità.
La teoria degli Stati dell'Io elaborata da Berne affonda le proprie radici nella classica visione psicoanalitica descritta sopra, tuttavia se ne discosta teorizzando la personalità non solo come un insieme di istanze, ma piuttosto come un insieme di veri e propri stati mentali discreti e completi di emozioni, cognizioni, comportamenti e stati somatici. In questo viene molto influenzato dal lavoro di Penfield, il quale negli anni 50' condusse una serie di esperimenti di stimolazione elettrica della corteccia cerebrale di soggetti epilettici attraverso la quale riusciva ad ottenere l'attivazione vivida di esperienze del passato, che il paziente riviveva come se fossero completamente attuali. Ciò lasciava pensare che stati mentali vissuti nel passato rimanessero ad un qualche livello presenti nella mente della persona e riattivabili in determinate circostanze. Berne, riprende il termine di Stato dell'Io, precedentemente usato dallo psicoanalista Federn, per descrivere le reazioni osservate negli esperimenti di Penfield in termini di attivazione di stati mentali completi e discreti.
L'idea dell'esistenza di Stati dell'Io viene confermata da Berne nella sua pratica clinica, dove diventa un attento osservatore della manifestazione di Stati dell'Io diversi da quelli consueti nei suoi pazienti. Inizialmente, si accorge della co-esistenza di due principali Stati dell'Io completi, organizzati in maniera diversa e distinguibilel'uno dall'altro: il primo caratterizzato da una modalità di funzionamento maturo, tipico della persona adulta, che denomina Adulto, il secondo organizzato intorno a un complesso di vissuti infantili e arcaici rimasti "fissati" nella psiche, che denomina Bambino. In un momento successivo, distingue un terzo Stato dell'Io costituito dall'introiezione di modalità di funzionamento osservate nei genitori (o comunque in figure che hanno svolto funzioni genitoriali) che denomina Genitore. Si giunge così alla definizione degli elementi fondanti della teoria degli Stati dell'Io che vede la personalità come costituita da uno Stato dell'Io Genitore (o semplicemente il Genitore), uno Stato dell'Io Adulto (o semplicemente l'Adulto) e uno Stato dell'Io Bambino (o semplicemente il Bambino), ognuno caratterizzato da "uno schema uniforme di sensazione e di esperienza direttamente collegato a un corrispondente schema uniforme di comportamento" (Berne, 1966).
Sebbene in modo intuitivo si possa cogliere una somiglianza tra gli Genitore, Adulto e Bambino, da una parte, e le istanze psichiche di Es, Io e Super-Io, dall'altra, il concetto di Stato dell'Io si differenzia da quello di istanza psichica freudiana su diversi punti. La differenza più importante è che mentre Es, Io e Super-Io sono concetti puramente teorici, gli Stati dell'Io sono osservabili concretamente. Ad esempio, possiamo affermare che una determinata persona in un momento specifico è nel Bambino o nel Genitore, ma non possiamo dire che una persona è nell'Es oppure nel Super-Io. Inoltre, gli Stati dell'Io si riferiscono a "persone specifiche", nel senso che quando una persona è nel Genitore non si sta semplicemente comportando utilizzando funzioni genitoriali, ma piuttosto sta imitando una specifica figura genitoriale (suo padre, sua madre o un'altra figura genitoriale), cosìcome quando è nel Bambino, sono si sta semplicemente comportando in modo infantile, ma sta rivivendo un modo specifico di essere che lo ha caratterizzato personalmente come bambino (ad esempio, quando viene abbandonato dalla fidanzata si comporta, pensa e prova le stesse emozioni di quella volta che da bambino era stato lasciato solo all'asilo da sua madre). In questo senso, è possibile teorizzare che ogni Stato dell'Io abbiamo un proprio Es, un proprio Io e un proprio Super- Io.
Alla base dell'esistenza degli Stati dell'Io, Berne menziona anche l'esistenza di specifici organi psichici deputati all'immagazzinamento delle funzioni proprie di ogni Stato dell'Io: l'esteropsiche, la neopsiche e l'archeopsiche, i quali si manifestano psichicamente come Stati dell'Io esteropsichici, basati sulla identificazione (Genitore); Stati dell'Io neopsichici basati sull'elaborazione di dati nel qui ed ora (Adulto); Stati dell'Io archeopsichici basati su processi regressivi (Bambino).
Inoltre, viene introdotta la popolare rappresentazione grafica degli Stati dell'Io, costituta da 3 cerchi uno sopra l'altro, attraverso i quali, andando dal basso verso l'alto, vengono rappresentati il Bambino (B), l'Adulto (A) e il Genitore (G). Questi tre stati dell'Io vengo sempre indicati con le iniziali maiuscole per differenziarli da bambini, adulti e genitori reali.G A B
Lo Stato dell'Io Adulto è volto alla raccolta e al recupero di informazioni sulla realtà da utilizzare per guidare il comportamento, con la finalità di adattarsi nel modo migliore attraverso la modifica di aspetti del mondo esterno (funzione allo-plastica) o del mondo interno (funzione auto-plastica). Lo stato dell'Io Bambino ha funzioni motrici legate all'espressione creativa. Lo Stato dell'Io Genitore ha funzioni normative. I tre Stati dell'Io - Adulto, Genitore e Bambino - possono essere descritti considerandoli sia un punto di vista strutturale (contenuto) che da un punto di vista funzionale (processo). In questa lezione ci soffermiamo sull'analisi strutturale.
Esercizio. Prova ad individuare una situazione della tua esperienza personale in cui presumibilmente eri nello Stato dell'Io Adulto, una in cui eri nel Bambino e una in cui eri nel Genitore. Per ognuna delle situazioni annota: cosa sentivi a livello di emozioni e sensazioni somatiche, cosa pensavi e come ti sei comportato/a. Inoltre,per lo Stato dell'Io Bambino prova a recuperare una scena specifica della tua infanzia nella quale ti sei sentito, hai pensato e di sei comportato in quel modo. Invece, per lo Stato dell'Io Genitore prova ad individuare la persona che stavi "imitando" in quel momento (tuo padre? Tua madre? Un nonno?).
Dal punto di vista strutturale, l'Adulto include le emozioni, i pensieri e comportamenti che riguardano che riguardano il momento presente (qui ed ora). Il contenuto dell'Adulto, dunque, non riguarda aspetti generalizzati dell'esperienza o pregiudizi, ma semplici elementi percettivi acquisiti nel qui ed ora. Diversamente, il Bambino e il Genitore includono elementi che non riguardano il qui ed ora ma che hanno origine in altri luoghi e in altri tempi (là ed allora), quindi si tratta di generalizzazioni dell'esperienza che vanno a costituire rappresentazioni semantiche interne che guidano l'individuo nell'interpretazione della sua realtà.
Andando più nello specifico vediamo che il Bambino include modi si sentire, pensare, comportarsi che avevano caratterizzato l'individuo in specifici momenti del passato. In genere, gli Stati dell'Io che si riattivano più facilmente nel presente riguardano aspetti che sono stati oggetto di una fissazione, come conseguenza di eventi traumatici. La psicologia dinamica ha ben documentato l'effetto dei traumi sullo sviluppo psichico evidenziando alcuni elementi che ne determinano la gravità: la gravità oggettiva del trauma (ad esempio, un abuso sessuale o la perdita di un genitore sono esperiti come traumi gravi per la maggior parte delle persone che li hanno vissuti); il fatto che il trauma sia vissuto in forma continuativa (ad esempio trascuratezza o metodi educativi troppo rigidi subiti per molti anni); età nella quale è avvenuta l'esperienza traumatica (più l'individuo è giovane, più è vulnerabile); il fatto che l'esperienza traumatica riguardi la persona di attaccamento primaria (ad esempio, una violenza effettuata da parte di un genitore ha in genere effetti piùgravi di una violenza da parte di un estraneo). Tra gli elementi considerati in relazione alla gravità del trauma è stata menzionata anche l'età. Infatti, in genere il concetto di fissazione viene messo in relazione al fatto che una persona non riesca a risolvere i compiti di un determinato stadio evolutivo, per cui restano alcune questioni non concluse relative a quei compiti evolutivi. In termini psicodinamici, la fissazione è considerata una condizione di stallo di una pulsione che non trova sbocco. Dunque abbiamo una fase evolutiva con specifici aspetti pulsionali che non trovando soddisfazione rimangono in una condizione di stallo. Potremmo pensarla come una sorta di fotografia scattata dall'individuo per bloccare un istante della sua vita, di solito un momento traumatico. Una persona fissata ad una particolare età manifesta difficoltà di funzionamento che rappresentano quello stadio evolutivo, poiché questi compiti non sono stati risolti e integrati nella sua personalità. Osservando il comportamento della persona quando attiva il Bambino si ha la possibilità di avere informazioni sul momento evolutivo compromesso a partire dall'osservazione del suo comportamento oppure chiedendole di riportare le proprie emozioni. Se le sensazioni non sono esprimibili, con ogni probabilità ci troveremo ad un livello di fissazione preverbale. Quando invece la persona è capace di esprimere verbalmente la sua esperienza, e magari collegarla ad un ricordo, è possibile individuare una collocazione temporale più recente. Vediamo adesso qualche esempio di come si può manifestare lo Stato dell'Io Bambino.
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