BASI PSICOLOGICHE, SOCIOLOGICHE E DI COMUNICAZIONE NELLA PROFESSIONE MEDICA
Lezione 1 - Introduzione e Reazioni psicologiche e comportamentali alle malattie
Docente: Marta Bosia - Università Vita-Salute San Raffaele - A.A. 2024/2025
Reazioni emotive alla diagnosi medica
Ricevere una diagnosi, in particolare se grave, cronica o stigmatizzata, può costituire
un'esperienza traumatica. Le risposte emotive sono varie e dipendono da fattori
individuali, culturali e sociali. Tali reazioni vanno comprese e accolte dal personale
sanitario per offrire supporto efficace.
Diagnosi di malattia grave
Esempi:
- Infarto miocardico acuto
- Infezioni gravi (sepsi, meningite batterica)
- Ictus
- Gravi traumi (fratture, emorragie)
- ARDS
- Embolia polmonare
- Rottura di aneurisma
- Pancreatite acuta
Reazioni comuni:
- Shock e negazione
- Disorientamento e incredulità· Mecanismo di difesa temporaneo
- Denial (Kübler-Ross): permette un adattamento graduale
- Paura e ansia
- Preoccupazione per sintomi, trattamenti e futuro
- Attacchi di panico, pensieri ossessivi, insonnia
- Il 49% dei pazienti oncologici e palliativi mostra disturbi d'ansia (Mitchell et
al., 2011)
- Tristezza e depressione
- Perdita di speranza, isolamento, ritiro sociale
- Alcuni tumori (pancreas, polmone) generano maggiore distress (Zabora et al.,
2001)
- Rabbia e frustrazione
- Diretta verso se stessi, familiari o medici
- Sensazione di ingiustizia e impotenza (Grassi & Riba, 2012)
- Senso di colpa
- Comuni nei pazienti con malattie legate allo stile di vita (es. fumatori con
BPCO)
- Accettazione e adattamento
- Ristrutturazione dei significati
- Attività di legacy (es. scrivere lettere), spiritualità, supporto sociale
Dialogo esempio - Diagnosi grave
Viene illustrato un dialogo tra medico e paziente (diagnosi di cancro al polmone) che
mostra:
- Shock iniziale
- Paura per la famiglia
- Senso di impotenza
- Rabbia ("Perché proprio io?")
- Supporto offerto dal medico (psico-oncologo, gruppo di supporto, social
worker)
Diagnosi di malattia cronica
Richiede gestione continuativa e influisce sull'identità e sullo stile di vita del paziente
e dei caregiver.
Reazioni comuni:
- Shock e rottura biografica
- Senso di interruzione dell'identità (Bury, 1982)
- Giovani con SM che vedono compromessi progetti di vita
- Ansia e incertezza
- Paura per il futuro, disabilità, costi
- Distress da imprevedibilità dei sintomi (Sharpe & Curran, 2006)
- Tristezza e depressione
- Perdita dell'autonomia e ritiro sociale
- Ridefinizione di sé (Charmaz, 1991)
- Frustrazione e rabbia
- Diretta verso il corpo, la malattia o il sistema sanitario
- Malattie come il Crohn possono generare rabbia verso restrizioni e interventi
- Senso di colpa
- In particolare quando la malattia è legata a fattori comportamentali (Taylor,
1983)
- Caregiver stress
- Stress cronico e burnout, specialmente tra le donne
- Esempio: partner di pazienti con Alzheimer
- Isolamento sociale
- Relazioni logorate dalla dipendenza
- Esempio: pazienti con lupus che evitano contatti per stanchezza/dolore
- Accettazione
- Strategie di coping
- Advocacy, supporto tra pari
Dialogo esempio - Diagnosi cronica (artrite reumatoide)
Il paziente manifesta:
- Incredulità
- Paura del dolore futuro
- Tristezza per perdita di attività amate
- Rabbia per l'ingiustizia
- Desiderio di iniziare un percorso di accettazione
Il medico propone: terapie, modifiche dello stile di vita, gruppi di supporto,
supporto psicologico.
Diagnosi di malattia stigmatizzata
Esempi:
- HIV/AIDS
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Disturbi psichiatrici (schizofrenia, depressione, PTSD, DCA)
- Obesità
- Condizioni dermatologiche (psoriasi, vitiligine)
- Disturbi neurologici (Tourette)
- Disabilità e disformismi
Reazioni comuni:
- Shock e rifiuto
- Difficoltà ad accettare la diagnosi
- Percezione dell'identità "rovinata" (Goffman, 1963)
- Paura di rifiuto e isolamento
- Timore di essere respinti da amici, famiglia, datori di lavoro (Herek &
Capitanio, 1999)
- Esempio: chi ha schizofrenia può evitare di comunicare la diagnosi
- Vergogna e stigma interiorizzato
- Interiorizzazione dei pregiudizi sociali (Link & Phelan, 2001)
- Esempio: persone con epilessia che evitano ambienti pubblici
- Rabbia
- Contro la società o il sistema medico (Scambler & Hopkins, 1986)
- Depressione
- Prevalente in pazienti che temono la discriminazione (Corrigan & Watson,
2002)
- Segretezza
- Tentativo di "nascondere" la condizione (passing)
- Accettazione e advocacy
- Trasformare la condizione in strumento di sensibilizzazione sociale
Dialogo esempio - Diagnosi stigmatizzata (HIV)
Il paziente attraversa:
- Shock ("ci deve essere un errore")
- Paura del futuro e del giudizio
- Vergogna e rabbia verso se stesso
Il medico risponde:
- Validando emozioni
- Offrendo supporto legale, psicologico e organizzativo
- Promuovendo empowerment
Confronto tra malattie gravi, croniche e stigmatizzate
Reazioni comuni:
- Shock e incredulità
- Ansia e paura
- Tristezza e depressione
- Rabbia e frustrazione
- Isolamento sociale
Differenze:
- Malattie gravi: reazione immediata di crisi, paura della morte, attenzione al
trattamento e alla sopravvivenza
- Malattie croniche: adattamento continuo, necessità di strategie a lungo
termine
- Malattie stigmatizzate: rischio di discriminazione e rifiuto sociale, difficoltà
nel chiedere aiuto
Supporto alla diagnosi
Supporto psicologico:
- Malattie gravi: intervento immediato (es. psico-oncologia)
- Malattie croniche: supporto continuativo (accettazione e resilienza)
- Malattie stigmatizzate: riduzione dello stigma, gruppi di pari
Educazione e informazione:
- Aumenta il senso di controllo
- Riduce l'ansia e l'incertezza
Supporto sociale e comunitario:
- Gruppi di supporto
- Programmi per caregiver
Diritti e tutele legali:
- Accesso a tutele lavorative e garanzie contro la discriminazione
Conclusione
Offrire supporto durante la comunicazione di una diagnosi è essenziale per garantire
il benessere emotivo e l'adattamento dei pazienti. Approcci personalizzati, empatici e
informati sono fondamentali per promuovere resilienza, ridurre il distress e costruire
una società sanitaria più inclusiva e umana.
Lezione 2 - Stigma in Medicina
A.A. 2024/2025 - Docente: Marta Bosia (bosia.marta@hsr.it)
Origine e storia dello stigma
La parola "stigma" deriva dal greco "stigma" (genitivo: stigmatos), e indicava
originariamente un marchio inciso sulla pelle con uno strumento appuntito, o una
bruciatura inferta con ferro caldo. Il latino ha mantenuto questo significato,
traducendo il termine come segno, tatuaggio, o marchio.
Nel tempo, il significato si è evoluto: già nel 1610 in inglese il termine assume il
valore figurato di "marchio di infamia" legato a una condotta riprovevole. In altre
parole, lo stigma è passato da segno fisico a marchio sociale e morale.
Definizione di stigma
Erving Goffman (1963), nel suo celebre libro "Stigma: Notes on the Management of
Spoiled Identity", lo definisce come:
- "un attributo profondamente screditante"
- Qualcosa che trasforma chi ne è portatore da persona intera e normale a
persona danneggiata e svalutata
Lo stigma quindi svaluta la persona nella sua interezza, riducendola a una sola
caratteristica percepita come negativa.
Riconcettualizzazione contemporanea dello stigma
Secondo Link e Phelan (2001), lo stigma si configura come un processo sociale che
emerge quando convergono alcuni elementi fondamentali:
- Etichettamento delle differenze umane
- Associazione tra etichette e stereotipi negativi
- Separazione tra "noi" e "loro"
- Perdita di status e discriminazione
- Dipendenza da dinamiche di potere
- Reazione emotiva associata
In sintesi, lo stigma richiede potere sociale, economico e politico per costruire ed
esercitare etichette, stereotipi e discriminazioni.
Tipi di stigma
- Stigma pubblico
- Attitudini negative o discriminatorie da parte della società verso le persone
malate.
- Auto-stigma
- Interiorizzazione delle etichette negative da parte della persona malata.
Porta a vergogna, svalutazione di sé e auto-esclusione.
- Stigma strutturale
- Politiche e pratiche (intenzionali o meno) di istituzioni pubbliche o private
che limitano opportunità e risorse (es. meno fondi per la salute mentale
rispetto ad altre aree).
Chi sono gli stigmatizzatori?
Tutti, consapevolmente o meno, possono essere portatori di stigma. Lo stigma può
essere veicolato:
- Dalla società
- Dai professionisti sanitari
- Dalle istituzioni
- Dalle norme culturali
Malattie frequentemente stigmatizzate
(Secondo la revisione sistematica di Akbari et al., 2023)
- Disturbi mentali
- HIV/AIDS
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Obesità
- Dipendenze
- Malattie della pelle visibili
- Disabilità fisiche e cognitive
Stigma e auto-stigma
L'esperienza dello stigma, soprattutto in ambito psichiatrico, ha radici storiche
millenarie. Chi lo subisce spesso interiorizza l'etichetta come se fosse un tratto
personale, danneggiando così:
- L'autostima
- La resilienza
- La possibilità di chiedere aiuto
Si innescano processi di auto-discriminazione e isolamento, rendendo difficile anche
l'accesso alle cure e al supporto.
Cause dello stigma
- Conflitto di valori
- Differenze tra ciò che è considerato "giusto" o "normale" e la condizione
stigmatizzata.
- Mancanza di consapevolezza
- Disinformazione, ignoranza o assenza di contatto diretto con chi vive quella
condizione.
- Caratteristiche specifiche della malattia
- Visibilità, cronicità, tipo di sintomi.
- Prevenibilità percepita
- Se una malattia è percepita come evitabile (es. fumo, droghe), si tende a
colpevolizzare il paziente.
Conseguenze dello stigma
- Sfera psicologica
- Riduzione dell'autostima
- Auto-colpevolizzazione
- Ansia, depressione
- Pensieri suicidari
- Sfera fisica
- Ritardo nell'accesso alle cure
- Peggioramento della malattia
- Interruzione o rifiuto del trattamento
- Sfera sociale
- Esclusione e discriminazione
- Perdita del lavoro
- Rottura di relazioni familiari
- Comportamenti abusivi
- Perdita di reti di supporto
Esempi di campagne stigmatizzanti
Alcune campagne sanitarie, pur con buone intenzioni, hanno rinforzato stereotipi e
colpevolizzazioni. Il linguaggio e le immagini utilizzati possono rafforzare il bias e lo
stigma, danneggiando la percezione pubblica e scoraggiando i pazienti dal cercare
aiuto.
Il linguaggio stigmatizzante nella sanità
Le parole che i professionisti sanitari usano contano moltissimo. Esse:
- Trasmettono messaggi su identità, agenzia e colpa
- Possono umanizzare e creare fiducia oppure ferire, escludere e creare distanza
- Hanno un impatto non solo nel parlato, ma anche nella documentazione
clinica