Mastery Learning, Vygotskij, Piaget: teorie e strategie di apprendimento

Documento su Mastery Learning, Vygotskij, Piaget, Thorndike e Koffka. Il Pdf di Psicologia per l'Università analizza le variabili del Mastery Learning, la formazione dei concetti secondo Vygotskij e confronta le teorie di Piaget, Thorndike e Koffka sulla relazione tra sviluppo e apprendimento.

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Anteprima

Le variabili del Mastery learning

L'attitudine è definita come l'ammontare di tempo richiesto dallo studente per raggiun- gere la padronanza di un apprendimento. Questa definizione, che Bloom riprende da Carroll, non definisce l'attitudine in termini di complessità dell'apprendimento che uno studente può padroneggiare. Non è vero che uno studente con attitudine inferiore può cimentarsi nell'apprendere solo contenuti semplici e basilari. L'attitudine è, invece, espressa in termini di tempo necessario per apprendere un qualsiasi contenuto, complesso o basilare che sia. Pertanto, la padronanza di una disciplina può essere rag- giunta se si concedono allo studente, per consentirne l'apprendimento, dei tempi ade- guati alla sua attitudine. Per padroneggiare un argomento, studenti con un'attitudine minore hanno bisogno di tempo maggiore, rispetto al tempo necessario agli studenti con attitudine maggiore. L'attitudine (in termini di tempo) risulta una variabile critica per raggiungere la padronanza. Un problema fondamentale per elaborare una strategia di Mastery learning è trovare il modo di ridurre la quantità di tempo richiesta dallo studente più lento per apprendere in maniera soddisfacente un argomento. Questa quantità deve ridursi a un tempo ragionevole: vi sono evidenze che tale tempo possa di- minuire fornendo un ambiente appropriato ed esperienze di apprendimento efficaci.

La qualità dell'istruzione si esprime in termini di livello con il quale la presentazione, la spiegazione e l'organizzazione degli elementi di apprendimento si avvicinano alla condi- zione ottimale per uno studente. Pertanto, la qualità non è espressa in termini di buoni o cattivi docenti o di materiali di apprendimento o libri di testo soddisfacenti o scarsi: ciascuno studente può trovare un particolare docente, un libro di testo o un materiale di studio adeguato al proprio stile di apprendimento. Lo stesso docente e gli stessi mate- riali possono essere giudicati incomprensibili e poco comunicativi da un altro studente che abbia abitudini diverse. Alcuni studenti possono preferire degli esempi pratici, altri hanno bisogno di essere incoraggiati, altri vogliono un feedback costante, altri ancora necessitano di ripetizioni delle spiegazioni.

L'abilità nel comprendere l'istruzione può essere definita come l'abilità di un appren- dente di comprendere la natura del compito assegnato e le procedure che deve svolgere per assolverlo. Questa variabile tiene conto delle abilità dello studente e della loro interazione con l'adeguatezza dei materiali di studio e con l'abilità del docente nell'inse- gnamento. L'abilità nel comprendere l'istruzione si basa soprattutto sull'abilità verbale e sulla comprensione nella lettura, in quanto il linguaggio parlato e quello scritto sono i maggiori veicoli di trasmissione degli elementi di apprendimento. Se il docente riesce ad adeguare l'istruzione ai bisogni dei singoli studenti, allora le loro abilità nell'appren- dere possono essere messe in risalto. Per fare questo il docente può usare diverse meto- dologie e strumenti:

  • i gruppi di studio, formati da due o tre studenti, che si incontrano periodica- mente e rendono il processo di apprendimento più efficace mediante la coopera- 1 minuto rimasti nel capitolo 21%MANUALE PER LA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO SCUOL ... zione e l'aiuto, rinunciando alla competizione dannosa. Il gruppo permette a cia- scun componente di esporre le proprie difficoltà e di correggere i propri errori. Gli studenti più capaci traggono vantaggio dal prestare aiuto agli altri, avendo l'occa- sione di ripetere e analizzare in modo critico i concetti di cui sono a conoscenza;
  • il tutor è considerato lo strumento più efficace, in quanto estremamente perso- nalizzato. Cura lo sviluppo del discente, individua le sue difficoltà e ne favorisce il superamento assecondando il suo stile cognitivo, tuttavia si tratta di una moda- lità di supporto che necessita di molte risorse per essere attuata. Per tutor si in- tende una figura distinta dall'insegnante;
  • il libro di testo adottato dal docente può avere un'impostazione che non favorisce l'apprendimento del discente, per tale motivo può essere affiancato da altri testi;
  • i quaderni di lavoro, le schede esercitative e il software di istruzione program- mata possono essere utili per quegli studenti che hanno bisogno di un rinforzo frequente, derivante dal risolvere problemi ed esercizi o dall'osservarne le solu- zioni;
  • il materiale audiovisivo e i giochi educativi sono utili per gli studenti che vo- gliono illustrazioni concrete e rappresentazioni vivide dei concetti. In questa ca- tegoria si possono inserire anche le esperienze di carattere laboratoriale.

Pertanto, la qualità dell'istruzione dipende molto dalle scelte didattiche compiute dal docente in relazione alla loro capacità di migliorare l'abilità di comprensione del di- scente.

La perseveranza è intesa come il tempo che il discente è disposto a spendere per apprendere un determinato argomento: si tratta di un parametro cruciale. Se la perseveranza (come tempo) è inferiore all'attitudine (come tempo), il discente non potrà raggiungere la padronanza dell'apprendimento, in quanto sarà destinato ad interrompere il suo studio prima che tale processo sia compiuto. Considerato un certo studente, la perseveranza non è la stessa per qualsiasi argomento, pertanto l'uso di strumenti e metodologie op- portune da parte del docente tende a migliorare la comprensione nello studente, al fine di ridurre il tempo necessario alla padronanza, facendolo rientrare nel tempo che costi- tuisce la perseveranza.

Il tempo a disposizione per l'apprendimento è l'ultima variabile critica del Mastery learning. Nel progettare un percorso di istruzione, ciascun docente prevede un certo tempo a disposizione per presentare e spiegare alcuni contenuti, includendo anche il tempo necessario agli alunni per la comprensione. Se il tempo a disposizione non è compatibile con l'attitudine del discente, quest'ultimo non raggiungerà la padronanza del concetto entro il termine stabilito dal docente.

Strategie per attuare il Mastery learning

Una strategia di Mastery learning mira a:

  • definire le metodologie e gli strumenti per ridurre il tempo che serve ad ogni alunno per apprendere: questo ambito attiene ai problemi relativi alla didattica (istruzione);
  • definire le modalità per determinare il tempo necessario ad ogni alunno per ap- prendere: questo ambito è legato anche all'aspetto organizzativo dei curricoli.

Una strategia deve inoltre modulare le cinque variabili (gruppi di studio, tutor, libri di testo, quaderni di lavoro, materiali audiovisivi) in base alle esigenze del discente. Bloom considera l'interazione con il tutor come la strategia ideale del Mastery learning, tuttavia essa è molto costosa. Pertanto è opportuno definire in primis una strategia di istruzione su gruppi di alunni e in subordine una strategia sui singoli alunni (come il tutoraggio).

I tre punti essenziali della strategia di Mastery learning sono le precondizioni, le proce- dure operative e i risultati.

Le precondizioni

In primo luogo è necessario sottolineare la differenza tra il processo di insegnamento- apprendimento e il processo di valutazione finale, detto anche valutazione sommativa. I due processi sono distinti, in quanto il primo serve a preparare lo studente in un'area della conoscenza, mentre il secondo valuta la conoscenza acquisita. Perché il processo di valutazione abbia luogo in modo chiaro, docente e studente devono avere perfetta cognizione di quali siano i criteri per stabilire se l'apprendimento è stato conseguito. Se tali criteri sono di carattere competitivo, ossia formulati in base alla posizione relativa nel gruppo di apprendenti (nell'ambito di una graduatoria), allora lo studente compren- derà che la sua posizione nel gruppo è un segnale del suo apprendimento. Questo è chiaramente errato: porre un'eccessiva enfasi sulla competizione distoglie lo studente dai segnali reali del suo apprendimento. Una procedura di valutazione siffatta non fa- vorisce il Mastery learning, invece si rivela più efficace una procedura di valutazione di carattere non competitivo, basata sul raggiungimento di uno standard assoluto. In tal modo l'apprendimento è segnalato dal raggiungimento di questo standard e in teoria anche tutti gli studenti di un gruppo possono raggiungere tale standard. Il problema si sposta dunque sul definire questo standard a livello nazionale o regionale oppure a livello di singola istituzione formativa. L'importante è che si tratti di uno standard rea- listico, magari rapportato alle statistiche storiche dei risultati.

Le procedure operative

La procedura del Mastery learning prevede che un corso di studi di una disciplina sia frammentato in piccole unità di apprendimento. Ciascuna unità può prevedere il pos- sesso della terminologia o di fatti specifici, la comprensione di idee complesse e astratte, la maturazione di concetti e principi e l'applicazione di questi ultimi. Al termine di ciascuna unità, vi deve essere un processo diagnostico che Bloom chiama valutazione 1 minuto rimasti nel capitolo 21%MANUALE PER LA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO SCUOL ... formativa. Questo tipo di valutazione è parte integrante del processo di insegnamento- apprendimento, pertanto si distingue dalla valutazione sommativa. Mentre quest'ul- tima è una valutazione finale, la valutazione formativa viene attuata in itinere, durante lo svolgimento del corso di studio, tra un'unità e la successiva. Se le unità sono co- struite in modo sintetico e le valutazioni formative sono frequenti, si hanno particolari vantaggi:

  • lo studente ha un segnale del suo livello di apprendimento, pertanto è in grado di giudicare se la modalità di studio che adopera è produttiva;
  • il docente ha un indizio sulla sua azione didattica, sulla sua pratica istruttiva, e può verificare se essa ha ricadute positive sugli studenti;
  • lo studente ha un rinforzo costante che genera in lui motivazione per produrre lo sforzo necessario nei tempi opportuni.

L'esito di una valutazione formativa non deve essere una votazione, in quanto lo scopo di questo processo diagnostico è di indicare se sia stata raggiunta o meno la padronanza. Nel caso in cui ciò non accada, la valutazione formativa deve indicare quali sono i punti critici, gli elementi che mancano per il raggiungimento della padronanza. In tal caso, devono essere intraprese azioni personalizzate.

I risultati

I risultati di una procedura di Mastery learning sono di carattere diverso:

  • innanzitutto vi sono risultati cognitivi, come quelli riferiti da Bloom nell'articolo Learning for Mastery (1968), relativi a una ricerca compiuta su un corso di studi universitario in cui è stata adottata la procedura di Mastery learning e il 90% degli studenti ha raggiunto la padronanza della disciplina;
  • vi sono, poi, dei risultati di carattere affettivo nei confronti della disciplina, in quanto la padronanza e il pieno controllo della stessa destano un interesse spon- taneo dello studente. Il senso di padronanza dei contenuti stimola lo studente ad apprendere ulteriormente.

L'approccio comportamentista

Il Mastery learning è una procedura di apprendimento che può essere inquadrata nell'ambito del comportamentismo. Questo per diversi motivi:

  • la riduzione dei contenuti da apprendere in unità elementari riconduce alla pra- tica diffusa tra i comportamentisti di scomporre i comportamenti (e gli apprendi- menti) in unità elementari da studiare in modo scientifico;
  • il paradigma stimolo-risposta-rinforzo trova la sua concretizzazione nella veri- fica formativa. Quest'ultima può essere intesa come uno stimolo, cui viene data 1 minuto rimasti nel capitolo 21%

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