Documento sulla Terapia Genica. Il Pdf, un insieme di appunti ben strutturati, esplora le patologie curabili, le modalità di somministrazione e i vettori utilizzati in Biologia a livello universitario, con riferimenti a studi clinici e farmaci approvati.
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Le patologie che possono essere curate attraverso la terapia genica sono malattie ereditarie monogeniche (mutazione difettiva a carico di un singolo gene). Per poter potenzialmente produrre il farmaco atto alla terapia genica è fondamentale identificare e caratterizzare il gene e la mutazione su di esso, responsabile della malattia. Tra alcune di queste malattie sono stati effettuati dei trials clinici con produzione finale, solo in alcuni casi, di un farmaco.
Le patologie curabili con la terapia genica sono:
In generale, la terapia genica può avere diverse cellule target:
Si riconoscono 3 modalità di somministrazione della terapia:
Il gene correttivo è trasportato da un vettore, il quale idealmente deve avere le seguenti caratteristiche:
Vettori virali Vettori non virali Gene clonato m Membrana nucleare Integrazione casuale o sito-specifica Gene integrato Gene episamico DIVISIONE CELLULARE Integrazione del transgene nel genoma ospite +espressione stabile Il transgene non si integra nel genoma ospite >>espressione transiente Si utilizzano in maniera predominante vettori virali, si parla di trasduzione); si possono anche usare vettori non virali (si parla di trasfezione). I vettori virali, in via preferenziale, si integrano nel genoma; il gene correttivo, integrandosi, avrà dunque un'espressione stabile. I vettori non virali invece rimangono liberi nel citoplasma in forma episomiale, non integrandosi al genoma. Ciò implica un'espressione transiente del gene correttivo; laddove vi sia la necessità di una stabilità nel tempo è più opportuno ripetere le somministrazioni.
La maggior parte dei vettori usati, dunque, hanno origine dal genoma virale. Nella struttura generale del virus è possibile distinguere:
Per l'ingegnerizzazione di vettori sonno state utilizzate 3 classi di virus:
| Vettore | Ospite e localizzazione | Dimensioni dell'inserto |
| Adenovirus (virus raffreddore) | Vari mammiferi, episomico | Inserto fino a 36 kb, elevato livello espressione |
| Virus adeno-associati | Vari mammiferi, si integra in siti specifici sul cromosoma 19 | Inserto fino a ~5 kb, necessita di adenovirus per packaging |
| Retrovirus | Ampia gamma, si integra in maniera casuale | Dimensioni fino a 8,5 kb (CARGO=dimensione massima dell'inserto che può contenere il vettore; dipende dalla dimensione del genoma del virus dal quale deriva il vettore stesso.) |
Retrovirus, tra cui si trovano anche i lentivirus, hanno un envelope.
Il trasferimento del genoma virale nella cellula ospite avviene grazie ai seguenti meccanismi:
Nella progettazione di vettori virali è importantissimo andare a disattivare tutti quei processi che comportano l'infettività e la propagazione di essa. Infatti, il genoma virale subisce delle modifiche in maniera tale da rendere il virus difettivo per la replicazione e incapace di produrre le componenti proteiche di packaging del virione. In questo modo è impedita la propagazione e diffusione di virus ricombinanti, eliminando la patogenicità. Alla sostituzione del transgene terapeutico ai geni virali deve seguire anche l'apposizione di un promotore forte che dirige l'espressione del transgene stesso. In questo modo il transgene subisce una trascrizione veloce, la quale non sottostà alla regolazione trascrittiva del virus stesso. La scelta del vettore virale è dettata da tre aspetti: lunghezza del transgene (considero il cargo); tipo di malattia da curare e sito d'insorgenza.
Gli adenovirus hanno un genoma di 36 kb rappresentato da una molecola di DNA; essi infettato principalmente cellule di mammifero (virus raffreddore) sia proliferanti che post-mitotiche (sono quindi in grado di oltrepassare la barriera della membrana nucleare). Capside Penton Fibe -VI IX 3 Fibre VIII Illa Il genoma inizia e finisce con le sequenze ITR (Ripetizioni Terminali Invertite) le quali servono come origine di replicazione e promotori trascrizionali. Al 5' la ITR è seguita dalla sequenza ų (psi) la quale è una sequenza di regolazione per il packaging; non codifica per le proteine ma dirige l'assemblaggio di esse. All'interno del genoma si possono distinguere due classi di geni:
Sono state sviluppate diverse generazioni di vettori, tutte aventi lo scopo ultimo di ridurre al minimo il potenziale patogenico. ΔΕ ΔΕ3 1 generazione Transgene ΔΕ JE2 ΔΕ3 ΔΕ 14 kb Transgene 3 generazione 36 kb Transgene I. 1º generazione prevede l'eliminazione dei geni E1 e E3, rendendo rispettivamente difettivo il virus per la replicazione e immune per l'escape. Il cargo disponibile in questa generazione è di 8kb. II. 2º generazione prevede l'eliminazione di tutti i geni precoci; il cargo in questa generazione sale a 14 kb. III. 3º generazione è caratterizzata dalla rimozione, oltre che dei geni precoci, anche dei geni tardivi. Il cargo sale a 36kb e del genoma di partenza vengono mantenute solo le sequenze ITR e y. In termini di cargo i vettori adenovirali sono i più efficienti. 0 10000 20000 30000 36000 pill PVTI PV 52K pilla PX PVI Hexon Protease 100K 33K 22K 12.5K gp 19k 14.7K EIB-19K EIB-55K 12 PVII Fiber E1 PIX L1 13 L4 E3 15 ITR ITR E2B pIVa2 Polymerase DTP E2A DBP E4 Orf3 Orf6 Orf6/7 Hexon 8 kb 2 generazione