Documento del Prof. Lorenzo Dagna su terapia medica, febbre, infezioni respiratorie e Covid-19. Il Pdf, adatto a studenti universitari di medicina, approfondisce i meccanismi della febbre, le strategie di prevenzione del tromboembolismo e l'efficacia dei vaccini COVID-19, includendo dettagli su farmaci anti-citochine e inibitori JAK.
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Prof. Lorenzo Dagna - 07/0312023 - Autori: Beatrice Cantone, Corrado Villani - Reviewer: Sabina Carrozzini
La febbre è un fenomeno conservato evoluzionisticamente da milioni di anni, in quanto, aumentando la velocità dei processi biochimici, contribuisce all'attività del sistema immunitario incrementando l'attività fagocitica e quella citotossica dei linfociti e diminuendo la crescita di alcuni batteri negli animali a sangue freddo (es. pesci e rettili). Nell'essere umano e negli animali con temperatura corporea >37°C le reazioni biochimiche sono già molto veloci e non vi è alcuna evidenza che l'aumento di temperatura di 2-3 gradi aumenti in modo statisticamente significativo la sopravvivenza. Pertanto, è scorretto credere che una terapia in grado di abbassare la temperatura corporea renda più difficoltosa la guarigione.
Da slide: Temperatura normale: 36,8 ± 0,4 ℃
È necessario abbassare la febbre perché essa causa:
La febbre non deve essere abbassata in maniera indiscriminata, soprattutto nei casi in cui l'andamento della stessa può indirizzare verso una diagnosi. Ad esempio:
infezione
Endotossine, enterotossine microbiche ('PIROGENI ESOGENI')
produzione di citochine pirogeniche ('PIROGENI ENDOGENI')
IL-1a TNF IL-1b IL-6 IFNa
Reg. periferica: VASO- COSTRIZIONE
Cellule endoteliali di 'Organum Vasculosum Lamina terminalis' (OVLT)
Reg. corticale: BRIVIDO
PGE2-R (EP-3) su cellule gliali->cAMP
produzione di PGE2
CENTRO TERMOREGOLATORE IPOTALAMICO
RECETTORI nervosi PERIFERICI
TEMPERATURA SANGUE
I FANS bloccano la conversione in prostaglandine. Si ritiene che il paracetamolo sia specifico per una COX-3 (ed è il motivo per cui il paracetamolo pur non avendo un effetto anti-infiammatorio ha un effetto antipiretico). Il cortisone inibisce la fosfolipasi A2.
Naturalmente la prima cosa da fare è curare la causa scatenante; tuttavia, esistono tre categorie principali di farmaci sintomatici che è possibile utilizzare:
Si ricorda che COX-1 è localizzata anche a livello gastrico, aspetto molto rilevante per gli effetti collaterali quali la formazione di ulcere in questa sede e la conseguente esposizione del paziente a tutte le complicanze annesse (tale effetto collaterale è minimizzato nel caso di farmaci che agiscono selettivamente su COX-2). La formazione di ulcere intestinali è invece osservata anche nei pazienti che assumono inibitori di COX-2 in quanto non determinate dalla promozione della secrezione acida;
Si tratta di una dose maggiore rispetto a quella che viene data come antiaggregante (75-100 mg al giorno). Non si usa nei bambini piccoli, perché in alcune forme virali può portare alla sindrome di Reye (infiammazione, edema cerebrale e danno epatico). L'unica situazione in cui si usa l'aspirina nei bambini è la malattia di Kawasaki, per prevenire la formazione di aneurismi coronarici.
È tipicamente utilizzata nella febbre da malattie linfoproliferative e nelle malattie ematologiche, perché riduce notevolmente la sintesi di citochine, tanto che alcuni Autori sostengono che se è presente una febbre che risponde solo alla indometacina e non agli altri farmaci è necessario cercare una di queste patologie. È utilizzata anche per favorire la chiusura del dotto di Botallo.
L'indometacina è estremamente gastrolesiva (molto più degli altri FANS).
Se la terapia è di breve durata (<3-4 gg) e si utilizza un FANS classico, l'indicazione è semplicemente di assumere il farmaco a stomaco pieno, in modo tale che il cibo tamponi la mancanza di muco indotta dai FANS; se invece la terapia richiede tempi più lunghi occorre somministrare anche una terapia di protezione gastrica con farmaci inibitori di pompa protonica a dosaggio pieno (40 mg per Pantoprazolo ed Esomeprazolo; 30 mg per Lansoprazolo e 20 mg per Omeprazolo).
In genere nei bambini non si usano FANS perché sono meno tollerati (N.B. per questo motivo a lezione e nella sbobina sono stati discussi esclusivamente i dosaggi relativi al paziente adulto).
Benché, come discusso in precedenza, la forma più comune di ipertermia sia legata al colpo di calore ed il trattamento si basi sul raffreddamento corporeo mediante mezzi fisici (es. acqua o ghiaccio), occorre ricordare che esistono forme legate all'utilizzo di farmaci. In questi casi è necessario chiedere al paziente quali farmaci assume e cercare di capire se uno di essi può essere alla base del disturbo.
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