Documento dall'Università degli Studi di Roma La Sapienza sulla Filosofia: La Ricerca della Conoscenza (Riccardo Chiaradonna, Paolo Pecere). Il Pdf, pensato per studenti universitari di Filosofia, riassume i concetti chiave della filosofia antica, con focus su sillogismi, dimostrazioni e dialettica, come da abstract e outline.
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Philosophia = amore per la sapienza. Termine usato da Socrate e Platone per indicare un tipo di conoscenza diversa dalle altre, amata per se stessa e non come mezzo per arrivare ad altro. È a partire dal IV sec. che assumerà questi caratteri configurandosi in primo luogo come un'indagine sulla physis (natura) Prima del V sec. aveva significato prettamente pratico. I sophoì erano i pratici in saggezza giuridica, tecnico-pratica o anche divinatoria Intreccio logos-mythos alla nascita della filosofia. Mentre i due sono stati distinti successivamente, agli inizi il racconto poetico fu la fonte d'ispirazione e la forma narrativa di cui si servirono i sophoì per trasmettere sapere filosofico. Logos = pensiero + linguaggio discorsivo. Sono le accezioni più comuni con cui s'intende il termine, ma sono solo due fra i tanti. Tra l'altro il verbo legein ha anche significato di "raccogliere" (notato da Heidegger e presente in Omero): dire qualificato, calcolato, misurato e ragionato. Il patrimonio culturale cui attinsero i primi pensatori greci era ricco e variegato:
Disponiamo di testimonianze indirette rispetto alle dottrine dei pensatori precedenti a Socrate: sono raccolte in opere dossografiche (= raccolte di dottrine/opinioni). La ricerca del principio primo/causa ultima di ogni cosa (arche) è l'obiettivo di questi pensatori. La physiologia/discorso sulla natura proprio di questi è nettamente distinto dalla theologia/discorso sugli dèi: lo fa Aristotele nella Metafisica dicendo che «i più tra quelli che per primi praticarono la filosofia credettero che i principi materiali fossero gli unici principi di tutte le cose» senza far ricorso ad una spiegazione divina, adottando una prospettiva critica. Talete (archè = acqua) A lui ancor prima di Socrate è attribuito il detto "gnothi seauton". Versato in conoscenze tecnico pratiche e nell'astronomia, avrebbe escogitato il metodo per guadare il fiume Halys. Principio primo: acqua = elemento essenziale per la vita. Analogie con le credenze del vicino Oriente, ma per Talete l'acqua non è un principio divino ma fisico, alla base del divenire.
Discepolo di Talete, autore della prima carta geografica della Terra. L'umidità è per lui all'origine della vita, la Terra ha forma di un largo cilindro sospeso in aria e immobile Principio primo = apeiron = indefinito/infinito. Riporta Simplicio nel Commento alla Fisica di Aristotele le parole di Anassimandro, primo principio della filosofia greca: «da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione secondo l'ordine del tempo». L'indefinito è un elemento pieno, che abbraccia il tutto e genera separazione dei contrari: essi alla base del conflitto fra le sostanze naturali poste tuttavia in un equilibrio dinamico.
Parmenide, attivo ad Elea tra il VI e il V sec. a.C., può essere considerato il fondatore dell'ontologia. La sua è la più antica e astratta indagine su "ciò che è", su che cosa significa essere. Il suo trattato Perì Physeos ci è arrivato solo tramite frammenti di Sesto Empirico e Simplicio (commentatore di Aristotele): difficile argomento filosofico in forma poetica Identifica tre vie di ricerca della «ben rotonda verità» (alètheia):
Difende la tesi di Parmenide dell'unità dell'essere e dell'assenza di movimento con il paradosso di Achille e la tartaruga + paradosso della freccia + paradosso dello stadio andando contro il senso comune: argomentazioni sul regresso all'infinito
Affermazioni sull'infinitezza (spaziale e temporale) dell'essere, al contrario di quanto affermava Parmenide
I principi della realtà sono in quattro radici (acqua, aria, terra, fuoco): aggregandosi e disgregandosi esse vanno a comporre il reale (vortice della materia detto Sfero + mondo). I flussi di particelle si distaccano da ogni ente sensibile unendosi ad altri secondo il principio del simile che conosce il simile. Le forze che uniscono/disgregano le particelle sono Contesa e Amore. Ciò si riflette dal cosmo (che seguendo cicli regolari è dominato da una forza e poi dall'altra) all'anima umana, la quale si contamina o si purifica a seconda che segua l'una o l'altra forza.
Individua i principi della realtà nei semi/omeomerie (parti omogenee sempre uguali a se stesse): essi per moto centrifugo si separano dalla massa indistinta in cui sono inizialmente uniti producendo così gli enti (sono presenti in essi secondo una diversa proporzione) dividendosi all'infinito. Il Nous è la causa che dà ordine al cosmo, un principio (attenzione) materiale. Non ha orientamento finalistico, agisce meccanicamente. Concezione empirica della conoscenza, la centralità del sapere tecnico-pratico. La ricerca della verità inizia prima dalla percezione sensibile («le cose che appaiono sono uno sguardo su quelle che non si vedono»), passando per la memoria e arrivando all'intelletto (la forma più alta di sapere, grazie alla quale si decifrano i segni e che assicura la superiorità dell'uomo sugli altri viventi).
Individua i principi della realtà negli atomi indivisibili e nel vuoto che permette il loro movimento. L'aggregazione e la disgregazione degli atomi è causata dal loro moto rotatorio e determina l'origine degli enti. Dagli enti si distaccano flussi che colpiscono gli organi di senso umani, causando le percezioni; le qualità sensibili associate ai corpi non sono proprietà effettive ma solo convenzioni: tramite l'intelletto è possibile andare oltre l'apparenza, conoscendo atomi e vuoto.
Atene raggiunge il suo acme culturale e politico. Cinquant'anni di Pericle (495-429 a.C.) > conclusione del Partenone (438 a.C.) -> grandi opere teatrali di Eschilo, Sofocle, Euripide e Aristofane -> Guerra del Peloponneso (431-404) -> Governo dei Trenta (404) > morte di Socrate (399 a.C.) Atene, "scuola dell'Ellade" vede la nascita del movimento della sofistica. Insegnamento a pagamento e riflessione orientata al mondo degli uomini e alla politica, in cui si intrecciano le prime dottrine sul linguaggio e la morale. «Formazione di un nuovo ceto dirigente [ ... ] dibattito pubblico e confronto argomentativo fra tesi rivali». I sofisti (non più sophoi), "maestri dia sapienza", erano figure estranee all'aristocrazia tradizionale e per questo esclusi dalla vita politica diretta se non in quanto consiglieri. Con il tempo il termine "sofista" assume un'accezione sempre più negativa: formulatore di ragionamenti cavillosi e capziosi, polemici, in contrasto con la cultura tradizionale. L'arte retorica = dell'eloquenza era per i sofisti la tecnica più importante di tutte. Era ritenuta la chiave del successo politico nella città democratica. Esibizione = pubblica performance in cui si mostrava l'eccellenza retorica + dibattiti pubblici con un avversario che sosteneva la tesi opposta (vd. Discorsi contrastanti)
Amico di Pericle, condivideva con lui i medesimi ideali politici (difficile ricostruire con sicurezza la sua vita perché abbiamo solo testimonianze indirette di Platone e Aristotele, oltretutto polemiche). «L'uomo misura di tutte le cose»: riflessione sulla verità. Processo di relativizzazione dei saperi e dei valori (=/ essere eleatico); relativismo sia gnoseologico che morale per cui le conoscenze dipendono da ciascun individuo nella sua soggettività. Protagora mira ad unificare il piano dell'essere e dell'opinione nella riconquistata dignità dell'uomo che può orientarsi nell'esperienza secondo la propria visione. L'utilità è il principio su cui si fonda la ricerca. Non più verità, ma l'utile aiuta nel confronto col reale. Sapienza pratica che rende più forte anche il discorso più debole se l'obiettivo è prendere «decisioni accorte tanto nelle faccende private quanto in quelle pubbliche»: è una tecnica politica. Il ruolo del linguaggio: retorica, correttezza (orthoèpeia) dei nomi, critica alla tradizione poetica. La capacità da parte delle parole di significare (semainein) qualcosa aderendo al reale considerando tutti i punti di vista (= quindi non vera adesione al reale): coerenza dell'argomentare. I poeti non sono depositari di un saper da rammemorare, ma sono portatori di falsi miti che il sofista deve saper smascherare. Giustizia = legge = fondate sull'utile e il vantaggioso. La natura dell'uomo ha bisogno di un aspetto normativo per migliorarsi e progredire: il nomos è tutelato come garanzia di sopravvivenza della civiltà. Protagora reinterpreta a proposito il mito di Prometeo