Filosofia: La Ricerca della Conoscenza e la Logica Aristotelica, Appunti Uniroma1

Documento dall'Università degli Studi di Roma La Sapienza sulla Filosofia: La Ricerca della Conoscenza (Riccardo Chiaradonna, Paolo Pecere). Il Pdf, pensato per studenti universitari di Filosofia, riassume i concetti chiave della filosofia antica, con focus su sillogismi, dimostrazioni e dialettica, come da abstract e outline.

Mostra di più

50 pagine

(Riassunto manuale) FILOSOFIA. LA
RICERCA DELLA CONOSCENZA
(Riccardo Chiaradonna, Paolo
Pecere)
Storia della filosofia antica
Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1)
49 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-manuale-filosofia-la-ricerca-della-conoscenza-riccardo-chiaradonna-paolo-pecere-1/5262806/
Downloaded by: pietro-denaro (pietrodenaro4@gmail.com)
1
Storia della filosofia antica
(6 CFU) a.a. 2019/2020
“FILOSOFIA. LA RICERCA DELLA
CONOSCENZA” CHIARADONNA -
PECERE (RIASSUNTO)
Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-manuale-filosofia-la-ricerca-della-conoscenza-riccardo-chiaradonna-paolo-pecere-1/5262806/
Downloaded by: pietro-denaro (pietrodenaro4@gmail.com)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

La filosofia in Ionia d'Asia

Premesse

Philosophia = amore per la sapienza. Termine usato da Socrate e Platone per indicare un tipo di conoscenza diversa dalle altre, amata per se stessa e non come mezzo per arrivare ad altro. È a partire dal IV sec. che assumerà questi caratteri configurandosi in primo luogo come un'indagine sulla physis (natura) Prima del V sec. aveva significato prettamente pratico. I sophoì erano i pratici in saggezza giuridica, tecnico-pratica o anche divinatoria Intreccio logos-mythos alla nascita della filosofia. Mentre i due sono stati distinti successivamente, agli inizi il racconto poetico fu la fonte d'ispirazione e la forma narrativa di cui si servirono i sophoì per trasmettere sapere filosofico. Logos = pensiero + linguaggio discorsivo. Sono le accezioni più comuni con cui s'intende il termine, ma sono solo due fra i tanti. Tra l'altro il verbo legein ha anche significato di "raccogliere" (notato da Heidegger e presente in Omero): dire qualificato, calcolato, misurato e ragionato. Il patrimonio culturale cui attinsero i primi pensatori greci era ricco e variegato:

  1. Poemi omerici: enciclopedia di saperi. Sono il serbatoio della memoria storica, culturale e popolare di tutti gli abitanti dell'Ellade: frutto di una cultura orale tramandata dagli aedi e dai rapsodi investiti dalle Muse, dee della poesia
  2. Teogonia e cosmogonia di Esiodo ed Epimenide di Creta. Racconti sull'origine individuata nel Chaos (abisso iniziale) in cui è risolutivo l'intervento degli dèi per la creazione del cosmo; Epimenide individua gli elementi originari nell'Aria (principio maschile) e la Notte (principio femminile): rappresentazione sempre teologica del mondo
  3. Sette Sapienti

Indagine sulla natura (VI-V sec. a.C.)

Disponiamo di testimonianze indirette rispetto alle dottrine dei pensatori precedenti a Socrate: sono raccolte in opere dossografiche (= raccolte di dottrine/opinioni). La ricerca del principio primo/causa ultima di ogni cosa (arche) è l'obiettivo di questi pensatori. La physiologia/discorso sulla natura proprio di questi è nettamente distinto dalla theologia/discorso sugli dèi: lo fa Aristotele nella Metafisica dicendo che «i più tra quelli che per primi praticarono la filosofia credettero che i principi materiali fossero gli unici principi di tutte le cose» senza far ricorso ad una spiegazione divina, adottando una prospettiva critica. Talete (archè = acqua) A lui ancor prima di Socrate è attribuito il detto "gnothi seauton". Versato in conoscenze tecnico pratiche e nell'astronomia, avrebbe escogitato il metodo per guadare il fiume Halys. Principio primo: acqua = elemento essenziale per la vita. Analogie con le credenze del vicino Oriente, ma per Talete l'acqua non è un principio divino ma fisico, alla base del divenire.

Anassimandro (archè = apeiron)

Discepolo di Talete, autore della prima carta geografica della Terra. L'umidità è per lui all'origine della vita, la Terra ha forma di un largo cilindro sospeso in aria e immobile Principio primo = apeiron = indefinito/infinito. Riporta Simplicio nel Commento alla Fisica di Aristotele le parole di Anassimandro, primo principio della filosofia greca: «da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione secondo l'ordine del tempo». L'indefinito è un elemento pieno, che abbraccia il tutto e genera separazione dei contrari: essi alla base del conflitto fra le sostanze naturali poste tuttavia in un equilibrio dinamico.

Anassimene (archè = aria)

Ateismo di Senofane

Pitagora

Eraclito

Unità e molteplicità

Parmenide (VI-V sec.)

Parmenide, attivo ad Elea tra il VI e il V sec. a.C., può essere considerato il fondatore dell'ontologia. La sua è la più antica e astratta indagine su "ciò che è", su che cosa significa essere. Il suo trattato Perì Physeos ci è arrivato solo tramite frammenti di Sesto Empirico e Simplicio (commentatore di Aristotele): difficile argomento filosofico in forma poetica Identifica tre vie di ricerca della «ben rotonda verità» (alètheia):

  1. La via dell'essere, praticabile solo da pochi eletti -> vera realtà delle cose. Einai si può tradurre in senso copulativo (X è rosso), esistenziale (X esiste), veritativo (X è vero)
  2. La via del non essere, sentiero non percorribile e sbarrato al pensiero
  3. La via della doxa, intrapresa dai mortali, ingannevole e reversibile e che non conduce da nessuna parte. I mortali definiti "dalla doppia testa" confondono nella loro esperienza quotidiana essere e non essere: l'esperienza dei sensi è sempre inadeguata e ingannevole L'essere è uno, ingenerato (non esiste nulla prima dell'essere) e incorruttibile, immobile e immutabile, finito, uniforme, inviolabile, identico a sé stesso, pensabile e dicibile (pensare = dire); il non essere non è realmente pensabile né dicibile

Scuola eleatica

Zenone

Difende la tesi di Parmenide dell'unità dell'essere e dell'assenza di movimento con il paradosso di Achille e la tartaruga + paradosso della freccia + paradosso dello stadio andando contro il senso comune: argomentazioni sul regresso all'infinito

Melisso

Affermazioni sull'infinitezza (spaziale e temporale) dell'essere, al contrario di quanto affermava Parmenide

Scuola pluralista (V-IV sec.)

  1. La realtà è originariamente molteplice;
  2. Il molteplice originario è costituito dai principi della realtà, gli elementi/i semi/le qualità;
  3. La sensazione coglie la manifestazione dei processi nascosti e ha perciò un valore positivo.

Empedocle

I principi della realtà sono in quattro radici (acqua, aria, terra, fuoco): aggregandosi e disgregandosi esse vanno a comporre il reale (vortice della materia detto Sfero + mondo). I flussi di particelle si distaccano da ogni ente sensibile unendosi ad altri secondo il principio del simile che conosce il simile. Le forze che uniscono/disgregano le particelle sono Contesa e Amore. Ciò si riflette dal cosmo (che seguendo cicli regolari è dominato da una forza e poi dall'altra) all'anima umana, la quale si contamina o si purifica a seconda che segua l'una o l'altra forza.

Anassagora (V sec. pieno)

Individua i principi della realtà nei semi/omeomerie (parti omogenee sempre uguali a se stesse): essi per moto centrifugo si separano dalla massa indistinta in cui sono inizialmente uniti producendo così gli enti (sono presenti in essi secondo una diversa proporzione) dividendosi all'infinito. Il Nous è la causa che dà ordine al cosmo, un principio (attenzione) materiale. Non ha orientamento finalistico, agisce meccanicamente. Concezione empirica della conoscenza, la centralità del sapere tecnico-pratico. La ricerca della verità inizia prima dalla percezione sensibile («le cose che appaiono sono uno sguardo su quelle che non si vedono»), passando per la memoria e arrivando all'intelletto (la forma più alta di sapere, grazie alla quale si decifrano i segni e che assicura la superiorità dell'uomo sugli altri viventi).

Democrito

Individua i principi della realtà negli atomi indivisibili e nel vuoto che permette il loro movimento. L'aggregazione e la disgregazione degli atomi è causata dal loro moto rotatorio e determina l'origine degli enti. Dagli enti si distaccano flussi che colpiscono gli organi di senso umani, causando le percezioni; le qualità sensibili associate ai corpi non sono proprietà effettive ma solo convenzioni: tramite l'intelletto è possibile andare oltre l'apparenza, conoscendo atomi e vuoto.

I sofisti e Socrate

Atene del V sec: nascita della sofistica

Atene raggiunge il suo acme culturale e politico. Cinquant'anni di Pericle (495-429 a.C.) > conclusione del Partenone (438 a.C.) -> grandi opere teatrali di Eschilo, Sofocle, Euripide e Aristofane -> Guerra del Peloponneso (431-404) -> Governo dei Trenta (404) > morte di Socrate (399 a.C.) Atene, "scuola dell'Ellade" vede la nascita del movimento della sofistica. Insegnamento a pagamento e riflessione orientata al mondo degli uomini e alla politica, in cui si intrecciano le prime dottrine sul linguaggio e la morale. «Formazione di un nuovo ceto dirigente [ ... ] dibattito pubblico e confronto argomentativo fra tesi rivali». I sofisti (non più sophoi), "maestri dia sapienza", erano figure estranee all'aristocrazia tradizionale e per questo esclusi dalla vita politica diretta se non in quanto consiglieri. Con il tempo il termine "sofista" assume un'accezione sempre più negativa: formulatore di ragionamenti cavillosi e capziosi, polemici, in contrasto con la cultura tradizionale. L'arte retorica = dell'eloquenza era per i sofisti la tecnica più importante di tutte. Era ritenuta la chiave del successo politico nella città democratica. Esibizione = pubblica performance in cui si mostrava l'eccellenza retorica + dibattiti pubblici con un avversario che sosteneva la tesi opposta (vd. Discorsi contrastanti)

Protagora: umanesimo

Amico di Pericle, condivideva con lui i medesimi ideali politici (difficile ricostruire con sicurezza la sua vita perché abbiamo solo testimonianze indirette di Platone e Aristotele, oltretutto polemiche). «L'uomo misura di tutte le cose»: riflessione sulla verità. Processo di relativizzazione dei saperi e dei valori (=/ essere eleatico); relativismo sia gnoseologico che morale per cui le conoscenze dipendono da ciascun individuo nella sua soggettività. Protagora mira ad unificare il piano dell'essere e dell'opinione nella riconquistata dignità dell'uomo che può orientarsi nell'esperienza secondo la propria visione. L'utilità è il principio su cui si fonda la ricerca. Non più verità, ma l'utile aiuta nel confronto col reale. Sapienza pratica che rende più forte anche il discorso più debole se l'obiettivo è prendere «decisioni accorte tanto nelle faccende private quanto in quelle pubbliche»: è una tecnica politica. Il ruolo del linguaggio: retorica, correttezza (orthoèpeia) dei nomi, critica alla tradizione poetica. La capacità da parte delle parole di significare (semainein) qualcosa aderendo al reale considerando tutti i punti di vista (= quindi non vera adesione al reale): coerenza dell'argomentare. I poeti non sono depositari di un saper da rammemorare, ma sono portatori di falsi miti che il sofista deve saper smascherare. Giustizia = legge = fondate sull'utile e il vantaggioso. La natura dell'uomo ha bisogno di un aspetto normativo per migliorarsi e progredire: il nomos è tutelato come garanzia di sopravvivenza della civiltà. Protagora reinterpreta a proposito il mito di Prometeo

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.