Documento dall'Università sulla misurazione in psicologia. Il Pdf esplora i concetti di misurazione, le fonti come self-report e osservazione, e approfondisce la misurazione quantitativa con TCT, IRT e Teoria della Generalizzabilità. Vengono anche discussi metodi qualitativi come la ricerca etnografica e la ricerca-azione, e il focus group, per la materia di Psicologia.
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La misura rende esplicita, attraverso una funzione, la relazione tra un'entità non numerica (il peso, il caldo, una caratteristica di personalità o l'abilità di un soggetto) e una quantità numerica che la definisce (un numero o un'etichetta). Viene così stabilita una corrispondenza tra l'insieme dei numeri e l'insieme non numerico degli eventi misurati. Il problema di base insito nella misurazione psicologica è che le caratteristiche psicologiche, e quindi l'oggetto della misura, non sono caratteristiche fisiche concrete, cioè non sono direttamente osservabili, come per esempio la lunghezza di un tavolo o il peso di un frigorifero. La misurazione consiste nell'attribuire numeri a oggetti o eventi seguendo determinate regole. Ciò porta all'esistenza di diversi tipi di scale, tante quante sono le corrispondenze fra l'insieme dei numeri e l'insieme non numerico degli eventi misurati.
Possono essere categorizzate in self report e osservazione.
L'osservazione serve a poter cogliere dei comportamenti e sulla base di questi può essere creata una teoria e sulla base della teoria possono essere individuati gli indicatori del comportamento osservato che prendono il nome di indicatori comportamentali. Arrivati a questo punto possiamo essere in grado di costruire degli strumenti che ci permettano la misurazione. Tutte le osservazioni del comportamento umano portano a quattro tipi di misure: latenza ( intervallo di tempo tra la presentazione dello stimolo e il verificarsi della risposta a quest'ultimo), frequenza (numero di voltare che si presenta un determinato evento), durata ( quantità di tempo in cui un singolo comportamento viene mantenuto) e intensità ( entità della frequenza).
Il vantaggio dell'osservazione è che si tratta di una misura diretta del comportamento e, dunque, è in grado di fornire un'evidenza concreta del fenomeno oggetto di indagine; per esempio, studiando la comunicazione di coppia, i partner potrebbero dire nell'intervista che "non riescono a comunicare e non vanno da nessuna parte". Tuttavia, se vengono osservati mentre interagiscono, è possibile avere un'indicazione più chiara della natura dei loro problemi. L'osservazione consente di valutare il comportamento all'interno del suo contesto; ad esempio, osservare i bambini nel setting familiare e anche in classe da la possibilità al ricercatore di identificare e misurare variabili situazionali. L'osservazione è utileanche per studiare comportamenti di cui le persone non sono consapevoli. Lo svantaggio è che può essere usata solo per rispondere a certi tipi di domande di ricerca, specialmente quando si è interessati ai comportamenti esteriori; inoltre, un altro svantaggio dei metodi osservazionali, si riscontra in quanto gli studi di osservazione hanno spesso problemi legati alla reattività alla misurazione: le persone possono comportarsi in maniera differente se sanno di essere osservate (effetto Hawthorne). Una possibile soluzione a questo è l'osservazione di nascosto ma questo va a sollevare problematiche etiche.
Si basa essenzialmente sulla manipolazione di dati numerici, e quindi su strumenti standardizzati, più rigidi. Una caratteristica fondamentale è l'uso della statistica e anche l'uso dei formalismi, il che si traduce in rilevazioni più precise e attendibili ma anche in più limitazioni in termini di usi, poiché non possono essere indagati fenomeni troppo complessi o che implicano un'analisi di troppi dati. Si riconoscono tre approcci/ teorie generali di analisi dei dati:
Insieme all'item response theory è un'alternativa alla teoria classica dei test. La teoria presuppone che le misurazioni si compongano di tre elementi, persone, variabili e aspetti di misurazione. Si possono distinguere quattro aspetti: osservatori, occasioni, strumenti e setting. Questa teoria prende in esame la fiducia/sicurezza con cui si possono generalizzare le misurazioni ad altri osservatori, occasioni, strumenti o setting. Le tipologie più concettuali di validità (contenuto, apparente ecc .. ), non sono adeguate alla cornice teorica della generalizzabilità, devono essere trattate separatamente oppure considerate come aspetti di un quinto livello di astrazione: la generalizzazione della definizione operativa della variabile ad un'altra rappresentazione.
È una possibile minaccia nello studio di un intervento psicologico. È quando l'atto del misurare cambia ciò che deve essere misurato. Per esempio, ci possono essere degli effetti di pratica su un test psicologico, per cui i partecipanti potrebbero andare meglio alla seconda somministrazione del test in quanto hanno imparato a rispondere.
È uno degli svantaggi del metodo osservazionale e si ha quando le persone possono comportarsi in maniera differente se sanno di essere osservate. Una possibile soluzione a questo è l'osservazione di nascosto ma questo va a sollevare problematiche etiche.
L'errore è una componente della misura, insieme alla componente vera. Gli errori di misura si dividono in errori accidentali, errori sistematici ed errori grossolani:
Errore di immissione di dati: può accadere nell'analisi preliminare dei dati e sono errori che pregiudicano i risultati delle ricerche. I dati mancanti in genere non vanno eliminati, dato che esistono semplici o sofisticate procedure di sostituzione.
Possono essere:
Per costrutto s'intende una definizione di una nozione teorica presentata in modo tale da poterne poi dare una empirica. È un concetto astratto non direttamente osservabile, si può dare una definizione teorica per poi decidere come renderla osservabile. è il termine e la definizione che viene attribuito a un fenomeno che, pur non avendo una realtà empirica, si costituisce come oggetto di studio In psicologia, un "costrutto" è il termine e la definizione che viene attribuito a un fenomeno che, pur non avendo una realtà empirica, si costituisce come oggetto di studio. I costrutti servono a comunicare,