Documento da Deborah@lagiuristasocial su Ordinamento e Deontologia Forense. Il Pdf esamina le professioni intellettuali, gli ordini professionali e la responsabilità civile e penale dell'avvocato, utile per studenti universitari di Diritto.
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@lagiuristasocial
Gli ARTT.2229 ss. C.C. disciplinano le PROFESSIONI INTELLETTUALI, che rappresentano un'applicazione concreta
del lavoro autonomo, in quanto il contratto d'opera professionale costituisce una particolare forma del contratto
d'opera. Rispetto al contratto di lavoro autonomo in generale, quello d'opera intellettuale si caratterizza per:
Il concetto di professione intellettuale rientra nella categoria del lavoro autonomo, ma può svolgersi anche
in regime di lavoro subordinato. Tra le professioni intellettuali vi sono quelle che, ai sensi dell'ART.2229,
CO.1, C.C., richiedono l'iscrizione in appositi albi o elenchi (le cd. PROFESSIONI REGOLARMENTE PROTETTE
L'iscrizione avviene con il superamento dell'esame di Stato. La tutela di queste professioni consiste:
Il professionista è soggetto a una disciplina statale dettagliata, poiché l'attività
professionale coinvolge interessi non solo privatistici, ma anche pubblicistici.
Gli ordini e i collegi professionali sono enti pubblici non economici che esercitano un
controllo sul comportamento degli iscritti, potendo anche infliggere sanzioni disciplinari.
L'associazione professionale si pone in una posizione di sovraordinazione rispetto
al singolo professionista. Tale posizione si manifesta nel potere disciplinare
e nel potere di ammissione ed espulsione (ampiamente vincolato dalla legge).
Nell'ambito dell'autonomia regolamentare, gli ordini professionali
possono emanare norme interne deontologiche vincolanti per gli iscritti.
Tali regole deontologiche sono sottoposte a controllo giurisdizionale solo se:
Copia concessa a
Adriana Altamura
Deborah@lagiuristasocial
1La competenza degli ordini e collegi professionali si esplica principalmente in 2 ambiti:
L'attività di tenuta degli albi o elenchi non ha natura discrezionale, ma è vincolata
dalla legge (es., possesso del titolo idoneo o perdita sopravvenuta dei requisiti).
La PERSONALITÀ DELLA PRESTAZIONE (ART.2232 C.C.) è un elemento essenziale nella disciplina
delle professioni intellettuali, poiché identifica nel professionista la figura centrale del contratto.
Tale personalità evidenzia l'infungibilità della prestazione d'opera intellettuale, che
richiede il possesso di specifiche conoscenze ed esperienze da parte del professionista.
La costituzione di una società tra professionisti non contrasta con tale principio, poiché permane
la responsabilità personale di ciascun professionista per gli atti che la legge e i regolamenti
attribuiscono in via esclusiva alla sua competenza, e che deve quindi svolgere personalmente.
Essendo la prestazione d'opera intellettuale personale:
La possibilità di avvalersi di collaboratori non esclude la personalità della prestazione, purché:
I collaboratori, sostituti o ausiliari non diventano parte del rapporto con il cliente: l'unico responsabile
verso quest'ultimo e legittimato a richiedere il compenso rimane sempre il PROFESSIONISTA.
Il contratto d'opera professionale è normalmente oneroso: l'esecuzione della prestazione dà diritto al COMPENSO.
Il diritto al compenso presuppone il conferimento dell'incarico in una forma che manifesti chiaramente
la volontà del cliente di avvalersi dell'attività del professionista. Il soggetto tenuto al pagamento
del compenso (cioè il cliente) non coincide necessariamente con la parte assistita, ovvero con
colui nel cui interesse è svolta la prestazione. Il diritto al compenso è soggetto alla prescrizione
presuntiva triennale (ART.2956 C.C.), applicabile anche al rimborso delle spese sostenute.
Il legislatore stabilisce una GERARCHIA DI FONTI per la determinazione del compenso:
La parcella del professionista, se accompagnata dal parere del competente ordine
professionale, è titolo idoneo per l'emissione di decreto ingiuntivo. Tuttavia:
Il parere dell'ordine professionale rappresenta soltanto un controllo formale sulla parcella. Se il
cliente contesta la parcella, il professionista dovrà provare rigorosamente le prestazioni svolte.
Deborah@lagiuristasocial
2
L'ART.2, L. 247/2012 definisce l'AVVOCATO come un libero professionista che, in libertà,
autonomia e indipendenza, esercita le attività professionali previste dalla legge.
Tale definizione è coerente con l'ART.1, CO.2, LETT. B) della stessa legge, che assegna all'
ordinamento forense il compito di garantire indipendenza e autonomia degli avvocati.
Secondo l'ART.3, L. 247/2012, l'ATTIVITÀ DELL'AVVOCATO si caratterizza per:
Per esercitare la professione di avvocato sono richiesti:
giuristasocial
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Possono usare il titolo di avvocato:
Il titolo è vietato a chi sia stato radiato, perché ritenuto indegno.
È invece consentito anche a chi sia stato sospeso o cancellato.
L'avvocato deve adempiere regolarmente e tempestivamente agli obblighi verso gli organi forensi e agli
adempimenti previdenziali e fiscali. La prescrizione quinquennale prevista per i contributi previdenziali
non si applica ai contributi dovuti alla Cassa forense, cui resta soggetta la disciplina dell'art.19, L. 576/1980.
Pertanto, la prescrizione è decennale e si applica unicamente per il futuro,
nonché per le prescrizioni non ancora maturate secondo il regime precedente.
L'avvocato iscritto nell'apposito elenco ha l'obbligo di prestare la DIFESA D'UFFICIO e di assicurare
il PATROCINIO IN FAVORE DEI NON ABBIENTI (ART.3, CO.1, L. 247/2012). Tale obbligo costituisce una
ECCEZIONE ALLA LIBERTÀ DI ACCETTARE O RIFIUTARE L'INCARICO prevista dall'ART.14, L. 247/2012.
L'ART.11 del Codice deontologico forense impone al difensore d'ufficio di assolvere l'incarico
con diligenza e sollecitudine. Se impossibilitato a partecipare a singole attività processuali, deve:
L'ART.97, CO.2, C.P.P. prevede che il difensore d'ufficio sia scelto tra gli iscritti all'elenco nazionale
predisposto dai Consigli dell'Ordine di ciascun distretto di Corte d'appello, mediante un ufficio centralizzato.
Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) fissa ogni anno i criteri generali per la nomina dei difensori d'ufficio.
Deborah@lagiuristasocial
3I CRITERI CNF sono stati adottati con delibera del 2016, modificati nel
2018 e nel 2019, e integralmente sostituiti con la delibera del 2022.
È necessario possedere almeno uno dei seguenti requisiti:
Inoltre, è condizione per l'iscrizione all'elenco nazionale aver assolto l'OBBLIGO DI FORMAZIONE CONTINUA,
dimostrato dal conseguimento, nell'anno precedente la domanda, di almeno 15 crediti formativi, di cui
3 nelle materie obbligatorie. L'avvocato ha l'obbligo di curare il costante aggiornamento della propria
competenza professionale, al fine di assicurare la qualità delle prestazioni e contribuire al miglior
esercizio della professione, nell'interesse sia dei clienti che dell'amministrazione della giustizia.
Sono esentati dall'obbligo di formazione continua:
La domanda va presentata telematicamente al Consiglio dell'Ordine
circondariale di appartenenza, che la trasmette al CNF con il proprio parere.
Alla domanda va allegata un'autocertificazione che attesti la partecipazione ad almeno:
regolare adempimento dell'obbligo formativo.
Contro la decisione di rigetto della domanda di inserimento o permanenza nell'elenco unico nazionale,
l'interessato può proporre opposizione al CNF entro 30 giorni dalla comunicazione del rigetto.
L'avvocato che non presenta la domanda di permanenza entro il 31 dicembre dell'anno successivo a
quello dell'inserimento o a quello dell'ultima permanenza richiesta, viene cancellato d'ufficio dall'elenco.
Per l'iscrizione nell'elenco unico dei difensori d'ufficio dinanzi alla CASSAZIONE, è necessario che l'avvocato:
La SOSPENSIONE dall'elenco nazionale può essere: