Slide di Università su Prima lezione. Il Pdf esplora l'evoluzione dei concetti di inclusione e disabilità in ambito educativo, dalla psicologia. Il documento, schematico e ben strutturato, è utile per lo studio autonomo.
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Tutto ciò rientra nella gestione integrata della classe.
Radici epistemologiche nell'Attivismo pedagogico (prima metà del Novecento). Questo concetto ha avuto origine negli anni 20. Secondo questo concetto è l'insegnante che deve adattare l'insegnamento agli allievi. Tra gli attivisti c'erano soprattutto medici, quindi la radice profonda delle differenze tra le persone sta dentro la vita psichica di ciascuno di noi, la nostra vita intelligente non è altro che il nostro adattamento all'ambiente. L'interesse ci fa sopravvivere, vivere meglio. L'individualizzazione è quindi nato proprio dal funzionamento psichico come insieme di funzioni rivolte all'adattamento all'ambiente, l'insegnante deve adattarsi alle esigenze dell'allievo
C'erano anche le macchine per insegnare (Skinner) che favorivano dei percorsi di insegnamento individualizzato. E' basato su programmi didattici differenziati.
Ancora nel primo Novecento, prevale il modello della "modernità" iluminista (razionalità, progresso, poteri della scienza): la diversità come anti-valore da studiare e «normalizzare:
In questa fase si introduce l'idea di programmazione, con obiettivi, metodologie, esperienze didattiche e valutazioni dichiarate in modo trasparente. Nel dopoguerra avviene la scolarizzazione di massa, basata su obiettivi misurabili; è necessaria la programmazione. Infatti in questo periodo sono nate le teorie dell'istruzione; Bruner, Bloom hanno suggerito dei protocolli per la programmazione. Si introduce il concetto di Mastery learning, (apprendimento per padronanza, adattamento ai singoli), cioè pensare dei percorsi per potenziare la didattica; è il precursore del piano educativo individualizzato (in questo periodo non si occupavano ancora di disabilità, ma del fenomeno di dispersione quindi degli allievi problematici), che è nato per far fronte all'eterogeneità della classe. Bruner parla di diversi metodi di insegnamento: attivo, iconico e simbolico.
In origine era SEN: Special Educational Needs. Nata nel Regno Unito, in cui si notò che i ragazzi non imparavano, quindi da un sondaggio si vide che 1% degli allievi della classe erano degli allievi atipici, che imparavano in modo più lento. Non erano dei ragazzi ineducabili perché erano stati inseriti nelle scuole, ma visto che avevano difficoltà bisognava agire su larga scala e potenziare le attività didattiche.
Riconosciamo 3 sottocategorie di BES:
Questa differenziazione tripartita è stata adottata in Italia nel 2012, nei Paesi OECD è stata adottata nel 2000.
si estende al di là di quelli che sono inclusi nelle categorie di disabilità, per coprire quegli alunni che vanno male a scuola (failing) per una varietà di altre ragioni che sono note nel loro impedire un progresso ottimale (Unesco, 1997) bisogno di individualizzare l'offerta formativa, aggiungendo risorse, adattando le attività di insegnamento/apprendimento passaggio dal concetto di disabilità tradizionale al concetto Bisogno Educativo Speciale Questa slide è riassuntiva. Pertanto possiamo dire che gli allievi con BES non sono solo quelli con disabilità, ma tutti quelli che vanno male a scuola per una varietà di ragioni. Cosa si fa per loro? Individualizzando l'offerta, aggiungendo risorse e adattando le attività di insegnamento/apprendimento, quindi anche semplificazione degli obiettivi e prevedendo strumenti compensativi.
Razionalizzazione dell'istruzione di contrasto all'insuccesso scolastico, la programmazione
All'estero, identificata la popolazione degli studenti con bisogni educativi speciali (SEN - Special Educational Needs) da fine anni'70 In Italia:
Possono essere individuati attraverso le risorse aggiuntive in supporto alla loro educazione: dai bisogni del bambino all'offerta formativa scolastica Approccio sociale alla diversità? Positivo? >Una sfida in salita BES è indicatore per l'erogazione di servizi? BES: qualificatore di difficoltà personali Cresce il rischio in educazione e scuola considerata come ambiente di rischio
I soggetti con disturbi spesso vengono considerati secondo un'ottica prevalentemente medica - la disabilità è una caratteristica individuale, sta dentro di loro come esito naturale o accidentale. Il ri-adattamento si attua nella direzione individuo -> società Nelle società occidentali continua a predominare questo modello - L'erogazione dei servizi dipende dalla diagnosi - La cura della persona tende a trascurare la sua individualità globale/storicità e la sua iniziativa a partecipare al percorso di adattamento/inclusione L'approccio medico I soggetti con disturbi spesso vengono considerati secondo un'ottica prevalentemente medica - la disabilità è una caratteristica individuale, sta dentro di loro come esito naturale o accidentale Il ri-adattamento si attua nella direzione individuo società.
PREGI: Il modello medico ci dà come vantaggio la possibilità di avere il servizio sanitario gratuito. Inoltre, la diagnosi dà degli elementi di conoscenza clinica del soggetto, cioè, se ben fatta, se fatta da uno specialista disponibile al confronto, ci permette di conoscere meglio un allievo, DIFETTI: Il rischio della diagnosi è che non possiamo predeterminare il futuro di quell'allievo, il modello medico è una conoscenza del passato, della diagnosi, ma bisogna essere aperti all'inatteso. Quindi l'approccio medico non è del tutto prognostico. Si rischia una visione standard, disinteresse verso la compensazione, logica assistenziale, consumistica, totale dipendenza dal servizio sanitario.