Fondamenti di Costituzione Economica: evoluzione e ruolo dell'UE

Documento universitario sui Fondamenti di Costituzione Economica. Il Pdf esplora l'evoluzione della forma di Stato e le sue finalità economiche, analizzando l'influenza dell'Unione Europea e il ruolo della BCE, con un focus sull'articolo 81 della Costituzione italiana e la riforma del 2012.

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52 pagine

FONDAMENTI DI COSTITUZIONE ECONOMICA
1 EVOLUZIONE DELLA FORMA DI STATO: SUE FINALITÀ E CONSEGUENTE
EVOLUZIONE SUL PIANO ECONOMICO
Il modo in cui si sviluppa l’economia, è strettamente connesso alla FORMA DI STATO e alla concezione che la pubblica
autorità ha del singolo, sia esso suddito o cittadino.
Per forma di stato si intende il rapporto tra governati e governanti, quindi il rapporto tra potere pubblico e i cittadini, ovvero i
destinatari della regolamentazione statale.
È intesa anche come il rapporto che esiste tra popolo e le istituzioni statali in un determinato territorio (la forma di Stato
può essere modello federale, accentrato, democratico sociale, ecc).
Il rapporto tra governati e governanti è la descrizione delle finalità che si pone lo stato: si può dire che vi sia un andamento
parallelo tra la forma di stato, le finalità e i mezzi utilizzati per realizzarle. Quando si parla di forma di Stato occorre
individuare le finalità che esso si pone (lo stato assoluto non aveva le stesse finalità della democrazia). Con le evoluzioni
delle forme di Stato vi è una conseguente evoluzione a livello delle finalità (lo stato liberale è un modello improntato
all’utilitarismo e all’individualismo, la finalità ultima era quella di garantire i diritti di libertà - rivoluzione borghese).
Dal punto di vista della evoluzione delle forme di Stato troviamo:
STATO ASSOLUTO
STATO LIBERALE
STATO TOTALITARIO
MODELLO DEMOCRATICO SOCIALE
Nelle evoluzioni delle forme di stato, le finalità sono cambiate e così anche le condizioni economiche che lo stato deve
garantire, mettendo in atto azioni di gestione del patrimonio statale, che hanno portato alla nascita di una vera e propria
COSTITUZIONE ECONOMICA.
Nel momento in cui lo stato si pone la garanzia di diritti e finalità (libertà nel caso dello stato liberale), ciò prevede un costo
che lo stato dovrà sostenere per garantire quei determinati diritti. Dopo la 2° guerra mondiale, non vengono più garantite
solo le libertà negative, ma anche i diritti sociali e positivi. Lo stato ha un’obbligazione positiva nei confronti del cittadino
con: l’istruzione e la salute; quindi vi è un ruolo attivo dello Stato che cerca di ridurre quelle che sono le disuguaglianze
(accesso garantito per tutti alla sanità, all’università o alla scuola dell’obbligo).
Con questa evoluzione ed estensione della tutela dei diritti positivi, inevitabilmente si ha una modifica anche sul piano
economico.
COSTITUZIONE ECONOMICA
Con Costituzione economica (art. 35 - art. 47) ci si riferisce a l’insieme di norme e principi che riguardano la
regolamentazione del fattore economico cioè:
l’intervento dello Stato e dei poteri pubblici in economia;
le relazioni e i rapporti tra pubblico e privato e tra privati.
Troviamo sempre un’evoluzione parallela tra forma di Stato, obiettivi che lo Stato si pone e mezzi per raggiungere quegli
obiettivi.
-
Negli anni del ‘900 possiamo distinguere vari fasi di modifica del fattore economico grazie agli interventi del governo che
sono stati più o meno invasivi:
anni ‘60: dopo la fase di ricostruzione, abbiamo una fase di nazionalizzazione dell’economia, dove il privato viene
limitato, sottraendogli la gestione e trasportata sul lato pubblico;
anni ‘70-‘80: il debito pubblico cresce a causa dell’espansionismo dell'intervento statale che si traduce in un aumento
della spesa pubblica;
anni ’90: vi è una fase di contrazione, si torna alla privatizzazione delle risorse. Con la nascita dell’UE e del mercato
unico, tende a venire meno il principio di concorrenza in favore del principio di Stato; nascono così nuove figure che
fanno da garanti, soggetti economici pubblici indipendenti che hanno il compito di controllare il fenomeno della
privatizzazione.
L’art 117 C. fa riferimento alla ripartizione delle competenze tra Stato e regione. Questa fase comporta un’ulteriore
modifica sul versante economico: nasce l’antitrust o figure garanti, un nuovo soggetto economico pubblico ma
indipendente dal governo, per controllare il fenomeno della privatizzazione
ultima fase: è quella relativa ad una forte riduzione della spesa pubblica e una serie di vincoli maggiori nel gestire la
spesa pubblica. Questi vincoli vengono imposti dalla UE. Il controllo UE è sempre più pervasivo, a causa della crisi
dell' del 2008, un controllo che prima era successivo e ora è preventivo e costante. La fase della predisposizione del
bilancio è un continuo dialogo tra lo Stato membro, la commissione europea e il consiglio.
Un altro elemento importante è il next generation dato agli Stati a sostegno della crisi economica, l'elemento
significativo è che il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) è sottoposto al controllo dell'UE.
Si parla del tema della condizionalità: condizionare quello che è l'utilizzo di fondi a determinate condizioni; da un lato
abbiamo il principio di solidarietà e dall'altro condiziona l'erogazione di questi fondi. Tutto ciò comporta un cambiamento
dei rapporti.
Il fattore economico è quasi un’arma (Ungheria/Polonia e il problema dello stato di diritto: l'Europa è una comunità
economica e di valori, deve avere degli strumenti che le permettano di tutelare i valori fondanti come la condizionalità;
come: annullare l'erogazione di fondi perché non vengono rispettate delle regole - strumento di coercizione nei
confronti dei paese membri).
Tutti questi momenti sembrano in contraddizione tra loro. Il senso è quello di leggere queste norme non come un comparto
stagno all'interno della Costituzione, ma occorre leggerli insieme alle altre norme e all'evoluzione continua.
Le norme e i principi della Costituzione economica vanno letti congiuntamente al resto della carta costituzionale, dal
momento che l’interpretazione dei principi varia dipendentemente dal periodo storico di riferimento. L’utilità sociale, la
funzione sociale e l’interesse pubblico sono concetti che mutano col mutare della società, non sono concetti fissi,
cambiano in base alle esigenze; sono concetti che creano il limite ai diritti contenuti nelle norme economiche e cambiano in
base alle esigenze.
Se non si legge tutto insieme non si comprende il senso unico, ovviamente sorgono delle difficoltà interpretative (art. 41 C.
ovvero l’iniziativa privata, deve essere letta all'interno dei principi fondamentali della Costituzione).
In Assemblea costituente c'è stato un dibattito approfondito, questo perché la nostra Costituzione è una carta
compromissoria e il compromesso non era solo di tipo politico, ma anche di tipo economico. Vi erano diversissimi approcci
dal punto di vista economico. Non è possibile dividere la concezione politica da quello che sono gli aspetti economici (le
rivoluzioni liberali nascono da rivendicazione di diritti e anche di carattere economico, la rivoluzione americana ne è un
esempio ma ce ne sono altri).

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Evoluzione della Forma di Stato e Finalità Economiche

Il modo in cui si sviluppa l'economia, è strettamente connesso alla FORMA DI STATO e alla concezione che la pubblica autorità ha del singolo, sia esso suddito o cittadino. Per forma di stato si intende il rapporto tra governati e governanti, quindi il rapporto tra potere pubblico e i cittadini, ovvero i destinatari della regolamentazione statale. È intesa anche come il rapporto che esiste tra popolo e le istituzioni statali in un determinato territorio (la forma di Stato può essere modello federale, accentrato, democratico sociale, ecc). Il rapporto tra governati e governanti è la descrizione delle finalità che si pone lo stato: si può dire che vi sia un andamento parallelo tra la forma di stato, le finalità e i mezzi utilizzati per realizzarle. Quando si parla di forma di Stato occorre individuare le finalità che esso si pone (lo stato assoluto non aveva le stesse finalità della democrazia). Con le evoluzioni delle forme di Stato vi è una conseguente evoluzione a livello delle finalità (lo stato liberale è un modello improntato all'utilitarismo e all'individualismo, la finalità ultima era quella di garantire i diritti di libertà - rivoluzione borghese).

Evoluzione delle Forme di Stato

Dal punto di vista della evoluzione delle forme di Stato troviamo:

  • STATO ASSOLUTO
  • STATO LIBERALE
  • STATO TOTALITARIO
  • MODELLO DEMOCRATICO SOCIALE

Nelle evoluzioni delle forme di stato, le finalità sono cambiate e così anche le condizioni economiche che lo stato deve garantire, mettendo in atto azioni di gestione del patrimonio statale, che hanno portato alla nascita di una vera e propria COSTITUZIONE ECONOMICA. Nel momento in cui lo stato si pone la garanzia di diritti e finalità (libertà nel caso dello stato liberale), ciò prevede un costo che lo stato dovrà sostenere per garantire quei determinati diritti. Dopo la 2º guerra mondiale, non vengono più garantite solo le libertà negative, ma anche i diritti sociali e positivi. Lo stato ha un'obbligazione positiva nei confronti del cittadino con: l'istruzione e la salute; quindi vi è un ruolo attivo dello Stato che cerca di ridurre quelle che sono le disuguaglianze (accesso garantito per tutti alla sanità, all'università o alla scuola dell'obbligo). Con questa evoluzione ed estensione della tutela dei diritti positivi, inevitabilmente si ha una modifica anche sul piano economico.

Costituzione Economica: Norme e Principi

Con Costituzione economica (art. 35 - art. 47) ci si riferisce a l'insieme di norme e principi che riguardano la regolamentazione del fattore economico cioè:

  • l'intervento dello Stato e dei poteri pubblici in economia;
  • le relazioni e i rapporti tra pubblico e privato e tra privati.

Troviamo sempre un'evoluzione parallela tra forma di Stato, obiettivi che lo Stato si pone e mezzi per raggiungere quegli obiettivi.Negli anni del '900 possiamo distinguere vari fasi di modifica del fattore economico grazie agli interventi del governo che sono stati più o meno invasivi:

  • anni '60: dopo la fase di ricostruzione, abbiamo una fase di nazionalizzazione dell'economia, dove il privato viene limitato, sottraendogli la gestione e trasportata sul lato pubblico;
  • anni '70-'80: il debito pubblico cresce a causa dell'espansionismo dell'intervento statale che si traduce in un aumento della spesa pubblica;
  • anni '90: vi è una fase di contrazione, si torna alla privatizzazione delle risorse. Con la nascita dell'UE e del mercato unico, tende a venire meno il principio di concorrenza in favore del principio di Stato; nascono così nuove figure che fanno da garanti, soggetti economici pubblici indipendenti che hanno il compito di controllare il fenomeno della privatizzazione.

Modifiche sul Versante Economico e Controllo UE

L'art 117 C. fa riferimento alla ripartizione delle competenze tra Stato e regione. Questa fase comporta un'ulteriore modifica sul versante economico: nasce l'antitrust o figure garanti, un nuovo soggetto economico pubblico ma indipendente dal governo, per controllare il fenomeno della privatizzazione

  • ultima fase: è quella relativa ad una forte riduzione della spesa pubblica e una serie di vincoli maggiori nel gestire la spesa pubblica. Questi vincoli vengono imposti dalla UE. Il controllo UE è sempre più pervasivo, a causa della crisi dell'€ del 2008, un controllo che prima era successivo e ora è preventivo e costante. La fase della predisposizione del bilancio è un continuo dialogo tra lo Stato membro, la commissione europea e il consiglio.

Un altro elemento importante è il next generation dato agli Stati a sostegno della crisi economica, l'elemento significativo è che il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) è sottoposto al controllo dell'UE. Si parla del tema della condizionalità: condizionare quello che è l'utilizzo di fondi a determinate condizioni; da un lato abbiamo il principio di solidarietà e dall'altro condiziona l'erogazione di questi fondi. Tutto ciò comporta un cambiamento dei rapporti. Il fattore economico è quasi un'arma (Ungheria/Polonia e il problema dello stato di diritto: l'Europa è una comunità economica e di valori, deve avere degli strumenti che le permettano di tutelare i valori fondanti come la condizionalità; come: annullare l'erogazione di fondi perché non vengono rispettate delle regole - strumento di coercizione nei confronti dei paese membri). Tutti questi momenti sembrano in contraddizione tra loro. Il senso è quello di leggere queste norme non come un comparto stagno all'interno della Costituzione, ma occorre leggerli insieme alle altre norme e all'evoluzione continua. Le norme e i principi della Costituzione economica vanno letti congiuntamente al resto della carta costituzionale, dal momento che l'interpretazione dei principi varia dipendentemente dal periodo storico di riferimento. L'utilità sociale, la funzione sociale e l'interesse pubblico sono concetti che mutano col mutare della società, non sono concetti fissi, cambiano in base alle esigenze; sono concetti che creano il limite ai diritti contenuti nelle norme economiche e cambiano in base alle esigenze. Se non si legge tutto insieme non si comprende il senso unico, ovviamente sorgono delle difficoltà interpretative (art. 41 C. ovvero l'iniziativa privata, deve essere letta all'interno dei principi fondamentali della Costituzione). In Assemblea costituente c'è stato un dibattito approfondito, questo perché la nostra Costituzione è una carta compromissoria e il compromesso non era solo di tipo politico, ma anche di tipo economico. Vi erano diversissimi approcci dal punto di vista economico. Non è possibile dividere la concezione politica da quello che sono gli aspetti economici (le rivoluzioni liberali nascono da rivendicazione di diritti e anche di carattere economico, la rivoluzione americana ne è un esempio ma ce ne sono altri).

Fonti della Costituzione Economica

Per quanto riguarda le fonti della costituzione economica si trovano in maggioranza all'interno della Costituzione. Non è possibile capire il sistema economico del nostro ordinamento se non si tiene conto di un'altra fonte, quella dell'unione europea; ossia le libertà fondamentali su cui l'UE si fonda, i regolamenti, le direttive e le decisioni ..

Le Quattro Libertà Fondamentali dell'UE

Tra queste troviamo le 4 LIBERTÀ FONDAMENTALI su cui l'UE si poggia:

  1. CIRCOLAZIONE DEI MEZZI
  2. CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI
  3. CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI
  4. CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI.

Queste sono le basi su cui poggerà il mercato unico.

Atti dell'Unione Europea

Oltre alle libertà fondamentali, vi sono alcuni atti come:

  • trattati;
  • regolamenti: direttamente vincolanti per lo Stato membro;
  • direttive: atti dell'UE che vincolano lo Stato ma per un'obbligazione particolare, ovvero dettano i principi fondamentali e poi sarà lo Stato membro a doverla implementare all'interno del suo ordinamento;
  • decisioni: non hanno efficacia generale, ma riguardano specifiche realtà (efficacia limitata nello spazio).

Al centro di tutto troviamo la mediazione politica; quindi all'interno di tutto questo contesto, oltre alla costituzione è necessario considerare le leggi. La fonte normativa e legislativa è cardinale perché si tratta del fondamento del potere politico e la sua giustificazione; ma allo stesso tempo ne è anche il limite, ovvero descrive i limiti entro i quali il legislatore può muoversi ed intervenire. Nella costituente vi erano diverse visioni di quella che sarebbe potuta essere l'organizzazione dello Stato, dai liberali alla democrazia cristiana, fino al comunismo. Quindi visioni profondamente differenti sull'aspetto finalistico dello Stato, ovvero il ruolo che lo Stato dovrebbe avere per garantire diritti ed attuare i propri fini considerando anche tutto l'aspetto economico utile a questi scopi. Da questo ne deriva un'economia di tipo misto. L'economia di tipo misto vuol dire che: l'elemento privato (la partecipazione e l'attività dei privati) concorre e sta a fianco a quella che è l'attività del pubblico. Questo significa che avremo il riconoscimento e la tutela dell'imprenditore privato e l'imprenditore Stato che al fine di raggiungere determinati scopi si fa imprenditore e subentra per pubblicizzare alcuni servizi. Quindi l'economia mista vi è quando il privato si colloca accanto al pubblico e concorrono, nonostante abbiano in parte interessi divergenti e finalità differenti. Art. 118 C .: regola il principio di sussidiarietà. Vi è una norma verticale e un tipo di sussidiarietà di carattere orizzontale; ovvero favorire l'intervento dei privati a livello complementare, il privato affianca il pubblico per soddisfare interessi generali (sanità, istruzione).

Modelli di Organizzazione Economico-Costituzionale

I MODELLI DI ORGANIZZAZIONE ECONOMICO-COSTITUZIONALE sono macrocategorie, figure *tassonomiche, modelli ideali ed astratti in cui rientrano le singole realtà concrete, dove il fattore economico si integra con fattori sociali e normativi.

Modello dell'Economia di Mercato Pura

  • MODELLO DELL'ECONOMIA DI MERCATO (PURA)

Si tratta della figura più semplice e astratta. È un modello che si basa sull'economia di mercato: abbiamo un'estrema fiducia sul lato individualista e su quello privato. Il funzionamento del versante economico, come la produzione dei beni e dei servizi (quanto produrre, cosa produrre e come produrlo), deriva ed è soggetto a scelte rimesse in via esclusiva all'iniziativa privata. Si tratta dell'incontro della domanda e dell'offerta. La domanda e l'offerta formano la scelta in funzione di cosa produrre, come produrre, il prezzo dei beni e dei servizi. Anche la regolamentazione del mercato del lavoro è rimessa al principio dell'incrocio tra domanda e offerta. *TASSONOMIA: disciplina che si occupa della classificazione di elementi viventi e non.

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