Appunti di Glottologia: linguistica, fonemi e fonetica articolatoria

Documento di Università su Glottologia. Il Pdf è un insieme di appunti schematici e dettagliati sulla glottologia, che copre argomenti come la linguistica, i fonemi, gli allofoni e la fonetica articolatoria, utile per lo studio delle Lingue.

Mostra di più

53 pagine

GLOTTOLOGIA
1
26/1/2024
- Qualsiasi parola che viene ricostruita dall’indo-europeo ma non è attestata viene
indicata con un * davanti
- lingue SOD: greco, indo-europeo - l’italiano li ha invertiti
LINGUAGGIO, LINGUE, CODICI
Linguistica: studio scientifico del linguaggio e delle lingue (si appoggia alla fisica). È
una disciplina autonoma che a sua volta si può dividere in branche (applicata,
forense…).
Non è normativa ma descrittiva e non ha lo scopo di dare delle regole normative
(come la grammatica → prime grammatiche risalgono al ‘700).
Ogni settore della linguistica porta a diverse direzioni che a volte non sono
accettate da tutti ed ha diversi compiti tra i quali:
1. specificare la natura del linguaggio e le diverse potenzialità che esso offre
all’uomo;
2. identificare le regole che i parlanti di una data lingua applicano nel
produrre e nel ricevere un messaggio; parole> frasi + suono = applico una
serie di regole
3. descrivere e spiegare i cambiamenti che una lingue subisce nel tempo.
La linguistica si muove tra due poli, uno specifico e uno più generico:
1. analisi empirica di fatti linguistici (se sono incuriosita da un fatto linguistico
e voglio capire perché funziona così, faccio delle ricerche)
2. formulazione di teorie generali (dalle quali possono nascere 1-2 eccezioni)
- Inizialmente si raccolgono i fatti linguistici da analizzare (fondamento operativo)
- Successivamente si formulano teorie generali per spiegare i dati e dar loro un
senso
Se parlo ed uso le lingue ed il linguaggio in un certo modo io interpreto il mondo per
come voglio, se parlano in un’altra lingua lo interpretano nel loro modo: anche se le
lingue sono diverse c’è una base di somiglianza perché il cervello umano usa le lingue.
L’uomo cambia il registro ed il modo in cui usa la lingua in base al contesto in cui si
trova, così come quando scrive.
L’interesse per gli studi linguistici è antichissimo.
Nel mondo occidentale Platone, Aristotele, Stoici sono i più vicini a noi e avevano a
disposizione poco materiale linguistico su cui lavorare (greco e poi anche latino).
Coloro che non parlavano greco, con cui si entrava in contatto per motivi commerciali o
militari, venivano chiamati “balbuzienti” (βάρβαροι) e, nonostante la scarsità di
2

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

GLOTTOLOGIA

126/1/2024

  • Qualsiasi parola che viene ricostruita dall'indo-europeo ma non è attestata viene indicata con un * davanti
  • lingue SOD: greco, indo-europeo - l'italiano li ha invertiti

LINGUAGGIO, LINGUE, CODICI

Linguistica: studio scientifico del linguaggio e delle lingue (si appoggia alla fisica). È una disciplina autonoma che a sua volta si può dividere in branche (applicata, forense ... ). Non è normativa ma descrittiva e non ha lo scopo di dare delle regole normative (come la grammatica -> prime grammatiche risalgono al '700). Ogni settore della linguistica porta a diverse direzioni che a volte non sono accettate da tutti ed ha diversi compiti tra i quali:

  1. specificare la natura del linguaggio e le diverse potenzialità che esso offre all'uomo;
  2. identificare le regole che i parlanti di una data lingua applicano nel produrre e nel ricevere un messaggio; parole> frasi + suono = applico una serie di regole
  3. descrivere e spiegare i cambiamenti che una lingue subisce nel tempo.

La linguistica si muove tra due poli, uno specifico e uno più generico:

  1. analisi empirica di fatti linguistici (se sono incuriosita da un fatto linguistico e voglio capire perché funziona così, faccio delle ricerche)
  2. formulazione di teorie generali (dalle quali possono nascere 1-2 eccezioni)
  • Inizialmente si raccolgono i fatti linguistici da analizzare (fondamento operativo)
  • Successivamente si formulano teorie generali per spiegare i dati e dar loro un senso -> Se parlo ed uso le lingue ed il linguaggio in un certo modo io interpreto il mondo per come voglio, se parlano in un'altra lingua lo interpretano nel loro modo: anche se le lingue sono diverse c'è una base di somiglianza perché il cervello umano usa le lingue. -> L'uomo cambia il registro ed il modo in cui usa la lingua in base al contesto in cui si trova, così come quando scrive.

L'interesse per gli studi linguistici è antichissimo. Nel mondo occidentale Platone, Aristotele, Stoici sono i più vicini a noi e avevano a disposizione poco materiale linguistico su cui lavorare (greco e poi anche latino). Coloro che non parlavano greco, con cui si entrava in contatto per motivi commerciali o militari, venivano chiamati "balbuzienti" (βάρβαροι) e, nonostante la scarsita di 2materiale linguistico su cui lavorare e la semplicità concettuale, fecero ragionamenti molto elaborati. Le nozioni, le categorie, i termini coniati dai filosofi greci vengono usati tuttora (come le parti del discorso). La linguistica studia l'inosservabile e tenta di rappresentarlo graficamente, scompone la lingua in parti per poterla analizzare meglio (CONTINUUM FONICO = una serie di suoni) e diventa una produzione umana e non spontanea, naturale, ma viene vista come un oggetto esterno da poter studiare. Il linguaggio essendo uno dei principali prodotti della mente umana il suo studio illumina il funzionamento della mente e del pensiero (teoria di Chomsky). -> È una disciplina "astratta" (nel senso positivo di astrazione) e si concentra sull'astrazione come metodo e procedura cercando di astrarre regolarità, caratteristiche comuni e principi basici. -> È fatta di suoni, frasi, toni e "colori". Linguaggio: non è esclusivo dell'uomo ma è un'entità biplanare perché ha la facoltà di associare un contenuto (mentale) a un'espressione (Hjelmslev).

  • Linguaggio: una facoltà che ognuno di noi ha di comunicare con gli altri, non è unico (linguaggio umano, animale .. ) · danza delle api (modo che hanno per comunicare dove si trova il cibo): circolare -se è vicino al cibo- o dell'addome -a forma di 8 per guidare le altre verso il cibo- (movimento) + sequenziale · segnali guida delle formiche -prende le altre per portarle dal cibo o lascia delle scie di "profumo"- (movimento)

Caratteristiche del Linguaggio

Ha diverse caratteristiche:

  1. Carattere eteroclito (Saussure): ha diverse sfaccettature, formato anche di suoni, collegato a fisica e pedagogia;
  2. Carattere congenito (Chomsky): la facoltà di linguaggio è innata;
  3. Relativa immutabilità: anche se per un motivo x iniziamo ad usare le lingue tardi, la facoltà di linguaggio innata non si perde (es. bambino lupo, bimbi che hanno vissuto in totale isolamento senza un motivo preciso);
  4. Universalità: a prescindere da dove si nasce e vive è universale per il carattere congenito, uomini e animali;
  5. Inapprendibilità e incancellabilità: non la possiamo dimenticare perché è all'interno del nostro cervello e non devo apprenderla, la userò in maniera imprevedibile, senza farci caso; 3
  6. Indifferenza alle singole espressioni: a prescindere dal fatto che sono nata da qualche altra parte (es. Cina) e vengo a vivere in Italia (es.) imparerò l'italiano perché mi parleranno in quella lingua;
  7. Limiti: in base al tipo di essere vivente, o non, che usa questa facoltà di linguaggio non sono tutte valide per tutte le specie (es. danza delle api, valida per le api).

Linguaggio>comunicazione>emittente, ricevente (non sono fissi)

  • umano (predisposto a comunicare) >comunica>attraverso suono>lingua verbale
  • animali>comunica>attraverso movimento>

Codici

La semiotica (dal greco sēmeion "segno") è la disciplina che studia i sistemi di segni e di comunicazione, guarda le lingue come oggetto di comparazione e di contrasto con altri sistemi di segni e, dal punto di vista semiotico, le lingue sono codici ovvero sistemi di corrispondenze tra l'ordine dell'espressione e l'ordine del contenuto usati per trasmettere un'informazione tra un emittente (codifica) e un ricevente (decodifica). La classe dei codici è vastissima. Ordine dell'espressione: parola Ordine di contenuto: mentale

Codici Primari

I codici primari

  1. sistema di numerazione arabo o romano;
  2. spie presenti in una macchina per indicare il funzionamento;
  3. luci del semaforo;
  4. segni clinici che un medico vede in un paziente per diagnosticare una malattia;
  5. lingua dei segni - codice morse;

L'uomo crea codici sempre diversi per usi nuovi ed anche l'apparente mancanza dei segnali è un codice (es. silenzio, luci spente .. )

Codici Secondari

I codici secondari (hanno come contenuto l'espressione di un altro codice) come la scrittura alfabetica e sono un sistema di segni in cui qualcosa sta per qualcos'altro. Ci sono 3 tipi di codici:

  1. SEMPLICI (universali) es. spia benzina (o c'è o non c'è) es. maschio/femmina bagno
  2. ARTICOLATI (posizionalità, sincronizzazione) es. (26, 62, 262626) *non è formato da codici semplici* -> formato da molti più segni, dipende dall'ampiezza del codice, e hanno 2 caratteristiche importanti: posizionalità (è importante la posizione delle lettere, 4es. "pane" - "pena") e sincronizzazione (dobbiamo conoscere lo stesso codice tra di noi, essere sincronizzati).
  3. CODICI CON "STAND BY" es. Elisa è una bella bambina -> interrompono il flusso dell'informazione, inserendo nuovo materiale, per poi riprendere il flusso iniziale es. Roberta mangia una mela es. Roberta, che ieri ha mangiato tantissimo, mangia una mela

Relazione tra Espressione e Contenuto

I codici guardando la relazione tra espressione e contenuto hanno diverse caratteristiche:

  1. iconicità (ad es. icone dei bagni per far capire tramite delle figure) e arbitrarietà;
  2. chiusura (quelli già formati ed a cui non possiamo più aggiungere materiale, es. icona del bagno) e apertura (quelli sempre più ampliabili, es. lingue verbali);
  3. codici sinonimici (usare la stessa parola con sfumature diverse, es. operazione) e non-sinonimici;
  4. vaghezza (con il contesto in cui si trova la parola/frase si può eliminare la vaghezza, es. questo-quello);
  5. pertinenza (es. "sei stato a mare ieri?" "si/no" "si perché non avevo niente da fare e ho voluto fare una passeggiata in spiaggia" la risposta pertinente è il sì o il no + il resto è solo un'aggiuntiva, la pertinenza cambia sempre in base al contesto d'uso)2

Dal punto di vista del contenuto sono semanticamente limitati (chiuso, iconico che possono esprimere pochi contenuti) e illimitati (lingue verbali). -> I codici possono essere analogici (si vedono tutti i movimenti -> i codici iconici ad esempio) o digitali (si vede solo il passaggio -> le lingue verbali ad esempio) e possono formare messaggi i cui segni sono simultanei (codice formato da un solo segno, es. icona bagno delle donne, + due codici simultanei IDENTICI, es. gesticolare ed urlare) o sequenziali (dimensione temporale, tempo che utilizziamo pronunciando una parola/frase) I codici sono un'associazione stabile di un'espressione a un contenuto che però non sono un unico blocco ma entrambe vanno articolate. -> forma e sostanza dell'espressione (it. a | €; ar. a €) -> forma e sostanza del contenuto. -> nelle lingue verbali ci sono dei tratti di iconicità (come i nomi onomatopeici) es1. il turco dove raddoppiano delle lettere per fare il plurale es2. verso del gallo in italiano e in inglese, cambia il modo in cui viene percepito e riprodotto il verso 5es3. modo in cui viene percepita, scritta e dai suoni della risata (it: ahah, spa: ajajaj)

LINGUE VERBALI

29/1/2024

  1. Legati al corpo: gesti, sguardo, movimenti, aspetto, postura
  2. Alcuni sono universali e con lo stesso significato (es. colpo di sopracciglia -> atteggiamento positivo, perché c'è l'apertura dell'occhio)
  3. Altri sono specifici di singole culture (es. scuotere della testa su e giù)
  4. Si usano per comunicare con gli animali

Proprietà delle Lingue Verbali

Diverse proprietà delle lingue verbali:

  1. Arbitrarietà (orizzontale, verticale, onomatopee) : il rapporto tra un segno linguistico è l'unione di un significato a un significante. Lunghezza vocalica (es. "ship" e "sheep") Lunghezza consonantica (es. "cane" e canne")
  2. Produttività e composizionalità : si possono produrre parole e frasi all'infinito. Le frasi si basano sul comporre gli elementi che ci sono.
  3. Doppia articolazione : suoni (non hanno significato) che uniti parole e, le parole unite formano frasi.
  4. Sintatticità e trasformabilità : ogni lingua ha il suo proprio ordine sintattico
  5. Ricorsività : x ha i capelli rossi. sempre x, che ha i capelli rossi, ha gli occhi blu (si può continuare all'infinito ma si perde il senso della frase)
  6. Coesione
  7. Narratività : narrare un qualcosa -> caratteristica delle lingue
  8. Sintagmatico (linea in cui noi disponiamo le parole) e paradigmatico (memoria)
  9. Contestualità
  10. Trasferibilità : se io dico la stessa cosa cantando (urlando ecc.) il significato non cambia, rimane uguale
  11. Variabilità : le lingue sono variabili, variano nel tempo e nello spazio. L'italiano che uso a Palermo non sarà mai uguale a quello che usano a Verona.
  12. Riconducibilità a famiglie (europea ecc.) e tipi : tutte le lingue sono raggruppabili in famiglie che, come l'albero genealogico, ci fanno vedere come le lingue che sono lontane fanno parte della stessa famiglia perché si somigliano in diversi aspetti.
  • Hockett ha trovato altri tratti costitutivi delle lingue che riguardano, però, il modo in cui l'utente le usa 6

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.