Documento dall'Università sull'orecchio: anatomia, fisiologia e caratteristiche del suono. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Scienze, approfondisce l'anatomia dell'orecchio, le proprietà del suono come frequenza e ampiezza, e i test diagnostici per i deficit uditivi.
Mostra di più17 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Orecchio L'orecchio si divide in:
Tuba di Eustachio La tuba di Eustachio (che mette in comunicazione l'orecchio medio con la rinofaringe) serve a equilibrare la pressione dell'orecchio medio con la pressione atmosferica; ad esempio, in montagna la pressione atmosferica diminuisce, mentre quella dell'orecchio medio rimane invariata e, quindi, si sente ovattato. In questi casi si sbadiglia, ad esempio, per permetterle l'apertura della tuba di Eustachio, in modo da far uscire l'aria presente nell'orecchio e, così facendo, la pressione diventa uguale a quella esterna.
Suono Il suono è costituito da delle onde di compressione e rarefazione che si trasmettono in un mezzo, per cui nel vuoto il suono non si trasmette e la sua velocità dipende dal mezzo; se il mezzo è l'aria, la velocità del suono è 340 m/s.
Dal punto di vista musicale il suono è un insieme di toni semplici, dove un tono è un'oscillazione pressoria con andamento sinusoidale con una certa frequenza.
Nel suono vi sono tante oscillazioni sinusoidali di varie frequenze; la frequenza più bassa è il tono fondamentale, le altre sono le frequenze armoniche, con una frequenza sicuramente più alta.
Il suono è dato da onde di compressione e rarefazione che si propagano in un mezzo (nel vuoto non c'è suono) in linea retta. Velocità di propagazione= dipende dal mezzo. Nell'aria la velocità di trasmissione è 340 m/s, nell'acqua 1430 m/s Tono= oscillazione sinusoidale di una data frequenza. Usato come mezzo diagnostico Suono = insieme di più toni semplici. Andamento ciclico delle oscillazioni pressorie. Si riconosce una frequenza fondamentale (la + bassa) + armoniche (multipli della frequenza fondamentale) Rumore= insieme di frequenze senza andamento periodico
CARATTERISTICHE DEL SUONO
Nel suono ho un insieme di oscillazioni sinusoidali, nel rumore invece no, ho il caos, sono oscillazioni non sinusoidali.
Caratteristiche del suono Essendo un'oscillazione di onde di compressione e rarefazione, il suono è caratterizzato da una frequenza e da una lunghezza d'onda.
I sistemi di trasmissione dell'energia pressoria dell'onda sonora sono due: la propagazione per via aerea e la propagazione per via ossea, dovuto dal fatto che il suono che arriva alla testa va anche a stimolare le ossa craniche, in particolare il temporale. La differenza tra le due vie è che la via ossea ha frequenze superiori ai 2000 Hz e va ad agire dall'interno, andando APPROFONDIMENTO I DECIBEL Il volume (ampiezza) del suono è determinato dalle diffe- renze di densità delle molecole d'aria tra le regioni com- presse e quelle rarefatte. Poiché l'orecchio è sensibile ad un ampio ambito di intensità, l'ampiezza sonora viene gene- ralmente espressa in unità logaritmiche conosciute come de- cibel (dB). Le misure in decibel confrontano sempre due diverse in- tensità secondo la seguente equazione: dB = 20 log ampiezza sonora ampiezza di riferimento Nell'udito, l'ampiezza di riferimento è la soglia uditiva che, in altre parole, è l'ampiezza minima che può essere percepita e a cui viene dato il valore di 1. Pertanto, con denominatore 1, l'equazione diventa: dB = 20 log (ampiezza sonora) 20 dB (20 log (10)=20), mentre un suono che è centomila volte la soglia è 100 dB (20 log (100.000)=100). La seguente tabella mostra le intensità di vari suoni fami- liari. I suoni che si avvicinano a 100 dB possono causare dan- ni all'udito. I suoni vicini a 130-140 dB raggiungono la soglia per il dolore. INTENSITÀ DI ALCUNI SUONI COMUNI SUONO INTENSITÀ (DECIBEL) Ticchettio di orologio 20 Musica da atmosfera 40 Conversazione 50-60 Suono di una sveglia 80 Concerto rock 100 Martello percussore 110 Aeroplano ad elica 120 In corrispondenza dell'ampiezza soglia, il numero di de- cibel è 0 (20 log (1)=0). Un suono che è dieci volte la soglia è Jet 130 direttamente a stimolare la coclea e le strutture nervose, la via aerea, invece, interessa l'orecchio esterno, il medio e poi anche la coclea e ha frequenze inferiori ai 2000 Hz.
Propagazione del suono per via aerea Il suono è dato da onde di compressione e rarefazione che colpiscono il timpano, che normalmente è una membrana fibroelastica che viene posta in vibrazione e segue fedelmente le vibrazioni dell'oscillazione sonora. Questo movimento del timpano si trasferisce a martello, incudine, staffa; la staffa ha un piede che poggia sulla membrana, anch'essa fibroelastica, della finestra ovale, che viene posta in oscillazione. Sotto la membrana della finestra ovale c'è la membrana della finestra rotonda che è una struttura fibroelastica. La membrana della finestra ovale, essendo spinta dalla staffa, oscilla, quindi protrude verso l'orecchio interno e alternativamente protrude verso l'orecchio medio. Le oscillazioni vengo trasmesse ai liquidi dell'orecchio interno, in particolare della coclea.
Coclea Finestra ovale (a) (b) Nervo cocleare Scala vestibolar Membrana vest Staffa sulla finestra ovale Membrana tetto Membrana basi Scala media Scala timpanica Finestra rotonda (c) (d) Membrana tettoria Stereociglia Membrana vestibolare Scala vestibolare Cellule ciliate Scala media Membrana tettoria Organd di Čort Scala timpanica Cellule di supporto Membrana basilare Fibre del nervo cocleare (f) La coclea è formata da tre scale o rampe, che sono la scala vestibolare, la scala media e la scala timpanica, rispettivamente dall'alto verso il basso. Queste scale contengono due liquidi:
Il movimento della membrana della finestra ovale causa l'oscillazione della perilinfa, contenuta nella scala vestibolare, che si trasmette alla perilinfa contenuta in scala timpanica; le due scale, vestibolare e timpanica, comunicano tra di loro attraverso l'elicotrema. La membrana della finestra ovale fa vibrare le perilinfe della scala vestibolare e della scala timpanica, che a loro volta fanno oscillare la scala media in mezzo; nella scala media abbiamo l'endolinfa e i recettori acustici. Questi liquidi vibrano a patto che ci sia un'altra membrana, sotto funzionante, della finestra rotonda, che verrà posta in oscillazione.
Cellula cigliata interna Membrana tettoria Cellula cigliata esterna Stria vasculare Scala vestibolare Scala media Membrana di Reissner T Scala timpanica Membrana basilare Lamina spirale Pilastri del Corti Se la membrana della finestra rotonda non è più Fibre nervose fibroelastica, ma diventa sclerotica, non oscilla più e i C liquidi, essendo incomprimibili, in questo modo, non possono oscillare; quindi, affinché i liquidi oscillino, la membrana deve essere elastica. Ogni volta che la membrana della finestra ovale protrude verso l'interno, la membrana della finestra rotonda protrude verso l'orecchio medio. I recettori acustici poggiano sulla membrana basilare, localizzata nella scala media, e vengono stimolati dalle oscillazioni acustiche. Questi recettori acustici si depolarizzano e rilasciano il loro neurotrasmettitore che farà partire i potenziali d'azione lungo le fibre del nervo acustico. Nella trasmissione dell'onda sonora lungo questo sistema dal timpano, dagli ossicini ecc, siccome il suono incontra strutture diverse, dal punto di vista teorico ci potrebbe essere una perdita di energia. Questo perché l'onda sonora arriva al timpano, il timpano assorbe un po' di energia dell'onda sonora, poi un po' di energia viene assorbita da martello, incudine e staffa; per cui per questi motivi, quando si arriva alla membrana della finestra ovale, il contenuto energetico potrebbe essere minore di quello che avevo all'inizio.
Finestra rotonda Elicotrema Membrana basilare -