Documento dall'Università degli Studi di Pavia sulla funzione genitoriale. Il Pdf approfondisce le caratteristiche fondamentali, la valutazione delle competenze e le implicazioni della procreazione medicalmente assistita. Questo Pdf di Psicologia, adatto per l'Università, analizza anche le conseguenze psicologiche dell'infertilità e i disturbi dell'umore correlati.
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Psicopatologia Dello Sviluppo (Università degli Studi di Pavia) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Gianluca Gallieco (gianluca.gallieco@hotmail.it)RIASSUNTO: LA FUNZIONE GENITORIALE (Simonelli A.)
La funzione genitoriale è definita come una funzione autonoma e processuale dell'essere umano, pre-esistente e parzialmente indipendente dalla generatività biologica (ossia dal fatto di avere un figlio) che è soltanto una delle sue espressioni fondamentali ma non necessaria (Fava Viziello, 2003). Quindi si tratta di una funzione complessa, che implica la capacità di comprendere i bisogni dell'altro, di proteggerlo e di accudirlo conoscendone la soggettività, in molteplici situazioni che richiedono la creazione di competenze di cura a livello fisico e affettivo relazionale, nonchè l'attivazione del proprio mondo rappresentazionale. Le prime espressioni delle competenze genitoriali compaiono molto precocemente nel corso dello sviluppo affettivo- relazionale dell'individuo. Infatti fin la prima infanzia l'acquisizione delle competenze intersoggettive e della teoria della mente spinge il piccolo a cercare di comprendere i bisogni dell'altro nella relazione e a trovare il modo di soddisfarli. Le interazioni che manifestano queste competenze riguardano gli scambi tra adulto e bambino nei quali il piccolo mette in atto comportamenti di cura nei confronti della figura di riferimento. Nel corso del suo sviluppo il bambino dunque costruisce con i suoi adulti di riferimento una molteplicità di schemi di interazione, o, come li definisce Stern "gli schemi di stare con": questi rappresentano la struttura fondamentale attraverso la quale il piccolo costruirà un proprio modello interattivo e relazionale dell'incontro con l'altro significativo, che ripeterà nelle relazioni fondamentali nel corso della vita come quella con il partner e soprattutto con il figlio. Gli scambi interattivi bidirezionali che avvengono tra adulto e bambino il processo di sviluppo affettivo-emotivo- cognitivo di una funzione è possibile osservare più tardi nel gioco con gli oggetti e con i pari, attraverso l'adolescenza e fino alle fantasie di genitorialità, ossia della funzione genitoriale, di cui le capacità di provvedere all'altro, di conoscerne l'aspetto e il funzionamento corporeo e mentale in cambiamento, e infine di esplorarne via via le reazioni sono asse portante. Dunque lo sviluppo della genitorialità influisce sullo sviluppo della persona e viceversa il percorso evolutiva dell'individuo modifica e determina il sviluppo delle sue competenze genitoriale.
QUESTIONI CONNESSE ALLA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE GENITORIALI: -alcuni autori parlano di "rappresentazioni"(Stern, 1995) compresenti nella madre e nel padre a partire dalla gravidanza e in continua evoluzione durante la crescita del bambino e lo sviluppo della relazione con lui che si crea attraverso le ripetute interazioni. Le rappresentazioni mentali della genitorialità sperimentate come figli o immaginate come futuri genitori possono essere conosciute attraverso il colloquio sulla funzione genitoriale. Ma anche le interviste o i questionari come l'intervista delle rappresentazioni materne in gravidanza pubblicata in Italia nelle diverse versioni "Irmag" o "Mate-R" e applicata in molteplici ricerche sul tema attraverso la narrazione. -gli studiosi dell'infant-research definiscono la genitorialità in termini di "interazioni adulto-bambino" (Sandler e Stern). Questa comporta la possibilità di osservare e valutare la qualità di ciò che si svolge nello scambio reale, a livello comportamentale tra adulto e bambino. In letteratura esistono svariati metodi e strumenti di osservazione della qualità delle interazioni precoci, e la caratteristica che accomuna tutte queste procedure è la scelta di variabili di tipo comportamentale (del bambino, dell'adulto e/o della relazione) come oggetto privilegiato della misurazione. C'è da chiedersi se la funzione genitoriale sia una competenza che si estrinseca solo su base diadica (interazione/rappresentazione adulto-bambino) oppure se si estrinseca su un sistema di genitorialità centrato su basi 1 This document is available on studocu Scaricato da Gianluca Gallieco (gianluca.gallieco@hotmail.it)triadiche (situazione rappresentazionale/interattiva che vede entrambi i partner coinvolti con il bambino), oppure un contesto teorico-osservativo che preveda interazioni multiple. Per molti anni teorici e ricercatori si sono focalizzati unicamente sullo studio della diade madre/bambino. Ma un superamento di questi limiti si è avuto con lo spostamento in senso triadico per lo studio delle interazioni precoci: questo ha portato a prendere in considerazione lo studio della "famiglia come insieme". La famiglia viene studiata come un sistema gerarchicamente strutturato in sottosistemi quali la coniugalità e la cogenitorialità. Il concetto di coinvolgimento paterno(Lamb,2000) implica 3 componenti: impegno (nelle interazioni dirette con il bambino, sia a scopo di cura che nel gioco),accessibilità o disponibilità (anche se non impegnato in interazione diretta con il bambino), la responsabilità (partecipazione alle decisioni che riguardano la cura del figlio). La VALUTAZIONE DELLA GENITORIALITA' necessita di: -osservazione della qualità delle interazioni reali, diadiche, e triadiche costruite tra bambino e adulti nel corso dello sviluppo; -valutazione della qualità del mondo rappresentazionale dell'adulto, relativo a se stesso e alla propria storia affettivo- relazionale e relativo al bambino, che permette di comprendere in qualche modo l'organizzazione mentale dell'adulto sugli aspetti individuali connessi alle potenzialità genitoriali; -valutazione della percezione che gli adulti hanno della qualità delle proprie relazioni significative e del proprio adattamento al contesto di vita individuale e familiare. E' considerato in maniera molto positiva il fatto che in bambino possa essere accudito da più persone che pur comportandosi, pensando e sentendo in maniera diversa gli uni dagli altri, hanno reciproca stima e possono avere modi di accudire diversi dagli altri, senza per questo svalutarsi reciprocamente.
GENITORIALITA': IL RUOLO DEL PADRE E' ritenuto importante sia nelle pratiche di accadimento dei figli sia come elemento di mediazione nella relazione madre-bambino, attraverso la sua funzione di supporto e cooperazione con la partner nello svolgimento della funzione genitoriale. Il concetto di "coinvolgimento paterno" implica 3 componenti:
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-SCELTA:La nascita del legame di coppia è riconducibile al momento della scelta reciproca tra i due partner, tramite mutuo riconoscimento e volontà di conoscenza, in seguito alla ricerca della persona con cui realizzare un'aspettativa soggettiva che è nel contempo di appartenenza e novità. L'inizio delle relazione di coppia è quindi un processo legato alla storia individuale e familiare, in quanto avviene nel momento in cui il mondo interiorizzato entra in contatto con le relazioni reali. Ogni partner sarà più o meno attratto dall'immagine ideale che l'altro presenta nella misura in cui essa risponde alla soluzione di antichi bisogni profondi che vengono condivisi dall'altro. INNAMORAMENTO: Si attiva su più livelli: affettivo, cognitivo e fisico. Implica sensazioni di ansia, felicità. Il partner appare come l'unico in grado di soddisfare esigenze ed aspettative più profonde, in un bisogno dell'altro come completamento di sé, che porta un sentimento di armonia e realizzazione, e l'impressione di una profonda affinità, addirittura di un'essenza comune. L'idealizzazione investe l'altro anche nel suo aspetto corporeo, da qui nascono il desiderio di tenerezza e l'impulso erotico. La sessualità in questa fase ha un'importanza primaria, determinando un forte senso di appartenenza reciproca e fungendo da organizzatore dell'esperienza relazionale. AMORE STABILE E DURATURO: è possibile a condizione che si accetti l'altro nella sua realtà di individuo diverso da sé con le proprie esigenze, caratteristiche e autonomia. Se l'innamoramento è un processo di presunzione di somiglianza in cui l'altra persona è definita in base alle proprie identificazioni originarie e in cui su di essa viene proiettata la capacità di soddisfare i propri bisogni, l'amore è invece una condizione di cooperazione, complicità e comprensione, tenerezza, calore, rispetto e fiducia. Modello trifasico (Sternberg, 1986) L'amore maturo si qualifica anche per l'esclusività, che si realizza tramite il riconoscimento da parte dei partner del rapporto come privilegiato, dell'altro come la persona più importante e presenza essenziale della sua vita, con la sottointesa implicazione di non cercare altri potenziali partner al di fuori del legame.