Slide sui Padri della Chiesa e le Principali Eresie, con focus sulla riflessione trinitaria. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Religione, esplora la storia dei Padri della Chiesa, le eresie e la Regola Fidei, analizzando le ragioni storiche e culturali di diverse interpretazioni della fede cristiana.
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DUE RAGIONI SPINGONO LA RIFLESSIONE TRINITARIA: LA PRIMA, PIÙ INTERNA ALLA VITA DELLA CHIESA, DERIVA DALLA NECESSITÀ DI ESPRIMERE CORRETTAMENTE E DIFENDERE LA VERA FEDE APOSTOLICA, QUELLA PROFESSATA NEL NUOVO TESTAMENTO, NEL CONFRONTO CON LE DEVIAZIONI E GLI AUTENTICI ERRORI DI INTERPRETAZIONE CHE NON TARDANO A EMERGERE NELLA CHIESA STESSA. INFATTI, NEL SECONDO E TERZO SECOLO MOLTE PERSONE DI CULTURA GRECA SI CONVERTIRONO ALLA FEDE E IL CONTATTO CON IL LORO PENSIERO E LA LORO COMPRENSIONE DELLA FEDE FU INEVITABILE. TRA IL VANGELO DI GIOVANNI, CHE PARLA DEL LOGOS, E LA LORO CULTURA, C'ERANO UNA SERIE DI SOMIGLIANZE CHE POTEVANO CONFONDERE SE LETTE SUPERFICIALMENTE. IL DIO DEI FILOSOFI è UN ESSERE COSÌ SUBLIME CHE NON PUÒ AVERE CONTATTI CON IL MONDO O ESSERE CONTAMINATO DALLA MATERIA. PER QUESTO MOTIVO SI PENSAVA CHE, SE DIO INTERVENIVA NEL MONDO, ERA ATTRAVERSO UN "MEDIATORE" A LUI INFERIORE: IL LOGOS. DA QUESTA TEORIA, PASSATA ALL'AMBIENTE CRISTIANO, SI PASSA A ERESIE COME IL SUBORDINAZIONISMO, COME SE L'IMMAGINE DI CRISTO" FOSSE INFERIORE A COLUI CHE LA PRODUCE. TRA DIO E IL MONDO NON PUÒ ESSERCI DIO. IN QUESTO MODO PENSAVANO DI SALVARE IL «MONOTEISMO». IL MODALISMO PENSAVA, INVECE, DI SALVARE LA PROBLEMATICITà DELLE «TRE PERSONE» FACENDO RICORSO AL «MODALISMO», COME SE IL P., IL F. E LO SS. FOSSERO SOLTANTO MODI, NOMI DIVERSI DI ESPRIMERE L'INTERVENTO DI DIO PER LA NOSTRA SALVEZZA.
LA SECONDA, STRETTAMENTE LEGATA ALLA PRIMA, DERIVA DAL DESIDERIO DI ESPRIMERE E QUASI DI SPIEGARE, PER QUANTO POSSIBILE, QUESTO MISTERO COSÌ NUOVO PER LA CULTURA E IL PENSIERO FILOSOFICO DEL MONDO CIRCOSTANTE. QUESTI MOTIVI CONVERGONO NELLA NECESSITÀ DI PENETRARE PIÙ PROFONDAMENTE NELLA FEDE ATTRAVERSO LA VITA E IL PENSIERO. COSÌ APPAIONO LE PRIME OPERE DEI TEOLOGI CRISTIANI GIÀ NEL PERIODO PRE-NICENO. MA I CAMMINI APERTI NELLA CHIESA ANTICA SONO GLI STESSI CAMMINI CHE ANCORA OGGI PERCORRIAMO:
X Negli Apologisti c'erano inizi di riflessione trinitaria, ma ci sono imprecisioni nel modo di concepire la generazione del Figlio, che è l'essenza della relazione tra il Padre e il Figlio, e lasciano nel buio o hanno espressioni ambigue sullo Spirito Santo. X Epoca di grandi progressi grazie all'importanza data alla regola della fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo come punto di partenza della riflessione trinitaria e della difesa della fede contro eresie pericolose e diffuse. X I RAPPRESENTANTI PIÙ IMPORTANTI DI QUESTO PERIODO SONO IRENEO DI LEONE, TERTULLIANO E ORIGENE.
Cos'è la regula fidei? La regula fidei: 1. È un insieme di criteri fondamentali di ortodossia che aiutava a distinguere la vera fede cristiana dalle eresie. Garanzia di ortodossia. 2. È una sintesi della fede trasmessa dagli Apostoli. Non un testo fisso, ma un contenuto stabile, una specie di «credo ufficiale» tramandato oralmente e poi sintetizzato in formule brevi. 3. Un principio di interpretazione scritturistica: la Scrittura veniva letta alla luce della regula fidei, evitando interpretazioni arbitrarie. 4. È l'articolazione dei simboli di fede di struttura ternaria, dove i tre articoli che ne costituiscono l'ossatura sono la fede in Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
X Si tratta dello sforzo della ragione per spiegare ciò che crede (ortodossia) e ciò che vive (ortoprassi). X Connessione tra regola fideie battessimo «legittimo» (formula trinitaria di Mt 28,19): La triplice immersione del rito battesimale era preceduta dalla triplice interrogazione sulla fede in ciascuna delle persone divine. Nel corso del tempo, la tripla domanda battesimale ha lasciato il posto alla proclamazione dei vari simboli o formulazioni di fede, che hanno quindi una forma trinitaria. X L'origine della regola della fede e nella vita della Chiesa, perché si basa sulla fede battesimale professata, ma non si limita ad essa, bensì è anche celebrata nell'Eucaristia, pregata attraverso le dossologie, spiegata nella predicazione e nella catechesi e testimoniata dai confessori della fede e dai martiri. Così gli atti dei martiri sono un'eccellente prova del fatto che la fede trinitaria non è il risultato di elucubrazioni teologiche, ma di una fede vissuta e donata fino in fondo.
X Vengono sviluppate le dossologie neotestamentarie organizzandole in due strutture: O la forma economica: «gloria al Padre per mezzo del Figlio e nello Spirito Santo», che sottolinea l'azione della Trinità sviluppata nell'economia salvifica; o la forma coordinata: «gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo», che sottolinea la pari dignità di tutti e tre.
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X Sottolinea la regola della fede, mettendo allo stesso livello e dignità il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. X Le formule ternarie manifestano l'azione delle tre persone della Trinità: ○ Al Padre viene attribuita la creazione ○ Il Figlio si è incarnato per la nostra salvezza o Lo Spirito Santo ha annunciato il mistero di Gesù Cristo per mezzo dei profeti.
X Ireneo parte dalla regola di fede, dove si manifesta l'azione della Trinità nell'economia della salvezza. Per questo, il suo riferimento fondamentale è la Trinità nella sua dimensione salvifica (Trinità economica), senza appena sviluppare la vita intradivina (Trinità immanente). X Sebbene non abbia sviluppato una dottrina trinitaria sistematica, difese la divinità di Cristo e dello Spirito Santo contro le eresie del suo tempo. X Opere: o Adversus haereses (Contro gli eretici e le loro speculazioni gnostiche), in cinque libri. Ireneo si propone di confutare le principali espressioni dello gnosticismo, incompatibile con il cristianesimo[.] M11 o Testi, cf. [11]
X Ireneo, secondo la regola della fede, difende l'intervento delle tre persone divine sia nell'opera della creazione che in quella della salvezza. X Considera l'unità e l'uguaglianza del Dio creatore e salvatore in contrapposizione al dualismo gnostico che concepiva il Dio del Nuovo Testamento, che è buono, come separato e distinto dal Dio dell'Antico Testamento, che era malvagio. Ireneo difende la creazione dal dualismo gnostico, che finisce per disprezzare la materia e il mondo che non è creato da Dio, ma emanato dal demiurgo come ultimo eone1 attraverso il processo di degradazione. Parlando della creazione, interpreta il «Facciamo l'uomo» (Gn 1,26) in senso trinitario e afferma che il mondo è stato fatto dal Padre con le sue «due mani», il Figlio (il Verbo) e lo Spirito Santo (la Sapienza). M7
X Creazione dell'uomo: distingue tra immagine e somiglianza. X L'immagine si riferisce alla condizione creaturale (naturale) dell'uomo, che è fatto a immagine del Figlio, e la somiglianza si riferisce all'azione dello Spirito Santo che fa crescere l'uomo nella santità fino a raggiungere la somiglianza perfetta nella vita eterna. X Il Verbo incarnato è il modello di vomo; il corpo è l'immagine di Dio e lo Spirito è colui che porta quell'immagine alla somiglianza in quel processo in cui si perfeziona. X Sulla salvezza: Il Padre agisce anche attraverso il Figlio e lo Spirito Santo. Attraverso lo Spirito Santo abbiamo accesso al Figlio di Dio e attraverso il Figlio possiamo raggiungere il Padre. X Ireneo segue l'ordine trinitario ascendente, cioè, visto dall'uomo: lo Spirito Santo ci conduce al Figlio e il Figlio ci conduce al Padre2. [15] Tale è l'ordine, il ritmo, il movimento col quale l'uomo, creato e modellato a immagine e somiglianza del Dio increato diventa ciò che è chiamato a essere: il Padre decide e ordina, il Figlio eseguisce e foggia, lo Spirito nutre e incrementa, e l'uomo a poco a poco progredisce 1verso il suo destino (cf. P. Coda, p. 340).
X Dio è Padre di tutta la creazione, ma soprattutto dei credenti. Accanto al Padre ci sono il Figlio o Verbo di Dio, che è generato, e lo Spirito Santo o Sapienza divina3. X Dio è Figlio e lo chiama anche Verbo. Nel parlare della generazione del Verbo non usa analogie o sviluppi speculativi come facevano gli gnostici. Afferma chiaramente che la generazione ha luogo, anche se non arriva al concetto di «generazione eterna». X Lo Spirito Santo è identificato con la Sapienza (Prov 8,22) che agisce nell'opera creativa e salvifica in unità, portando a perfezione l'opera del Figlio. X Rifiuta il termine homousios, in quanto lo considera gnostico. X Sottolineando il primato del Padre, tende a certo subordinazionismo.
Contro gli eretici, I, 10,1: «La Chiesa, benché disseminata su tutto il mondo abitato fino ai confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede! in un solo Dio, Padre onnipotente, «che ha fatto il cielo la terra i mari e tutto ciò che è in essi»; e in un solo? Gesù Cristo, il Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza; e nello Spirito Santo, che per mezzo dei profeti ha annunciato le economie', le venute?, la nascita dalla Vergine, la passione e risurrezione dai morti, l'assunzione al cielo nella carne dell'amato Gesù Cristo nostro Signore e il ritorno dal cielo nella gloria del Padre, per «ricapitolare tutte le cose» e risuscitare ogni carne di tutta l'umanità"» Dimostrazione della fede apostolica, 7: Per questa ragione, la nostra nuova nascita - il battesimo - ha luogo grazie a questi tre articoli, che ci portano la grazia della nuova nascita in Dio Padre, per mezzo di Dio Figlio nello Spirito Santo. Poiché coloro che portano lo Spirito di Dio sono condotti al Verbo, cioè al Figlio, ma il Figlio li presenta al Padre, ed il Padre dona la incorruttibilità. Così, dunque, senza lo Spirito non è possibile vedere il Figlio di Dio, e senza il Figlio nessuno può avvicinarsi al Padre, in quanto il Figlio è la conoscenza del Padre, e la conoscenza del Figlio avviene mediante lo Spirito Santo. [12]