Documento di Università su La dimensione gruppale secondo Pichon-Riviére. Il Pdf di Psicologia analizza le fasi del processo gruppale (pre-compito, compito, progetto) e le dinamiche sottostanti, come le fantasie inconsce e le resistenze.
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Enrique Pichon-Rivière (1907-1977) era uno psichiatra svizzero, naturalizzato come argentino, al quale si deve l'introduzione della psicoanalisi dei gruppi in Argentina, con la sua celebre opera del 1977: El proceso grupal (traduzione italiana Il processo gruppale: dalla psicoanalisi alla psicologia sociale). Nel 1940, è uno dei membri fondatori della Asociación Argentina de Psicoanálisis e negli anni '50 partecipa alla fondazione dell'Instituto Argentino de Estudios Sociales. Da questi pochi elementi biografici, risulta immediatamente evidente il suo lavoro di integrazione tra psicoanalisi e psicologia sociale. Per comprendere a pieno il suo contributo, bisogna localizzarlo storicamente nell'Argentina dei primi anni settanta, un periodo cruciale nel quale si assiste alla crescita di un forte movimento di protesta che comprendeva operai, disoccupati, studenti, intellettuali e associazioni professionali, inclusi i lavoratori nel settore della salute mentale, con un proliferare di scioperi, assemblee politiche e manifestazioni. Nel campo della salute mentale, in particolare, nasce fortemente l'esigenza di un rinnovamento epistemologico nella psichiatria che trova nel contributo di Pichon-Rivière un punto di riferimento fondamentale.
Diverse sono le modalità con le quali si può procedere nell'integrazione tra psicologia sociale alla psicoanalisi. Diversamente da altri autori, Pichon-Rivière considera che l'integrazione non possa limitarsi all'interiorizzare di teorie e tecniche da un settore all'altro, ma richiede una revisione più generale dell'impalcatura epistemologica su cui si basa una disciplina. Coerentemente con questa posizione, egli procede verso l'abbandono dell'impianto teorico psicoanalitico e la costruzione di una nuova psicologia sociale che pensa con lapsicoanalisi ma che se ne distanzia per quanto riguarda le premesse per spiegare la vita psichica.
In questa direzione, il punto di rottura tra psicoanalisi e psicologia sociale passa attraverso la messa in discussione della teoria degli istinti e degli assunti impliciti su cui essa si basa. La psicoanalisi, vede la vita psichica come il risultato dell'azione di forze istintive innate. L'istinto viene descritto come una forza costante ha la sua fonte nell'eccitazione somatica, la cui finalità è quella di eliminare lo stato di tensione originato dalla spinta pulsionale attraverso un oggetto. Da ciò alcune conseguenze:
Queste affermazioni, fondano un presupposto implicito nella psicoanalisi che consiste nell'illusione metafisica dell'esistenza di una "natura umana" immodificabile nella sua essenza. Per Pichon-Rivière, questo assunto implicito può avere risvolti pericolosi perché occulta la determinazione da parte della struttura socio-economica di fatti come la guerra, la violenza, la dominazione, la proprietà privata,l'autoritarismo, ecc. Questa visione esclude la funzione del contesto storico-sociale come determinante dei processi psicosociali.
Per Pichon-Rivière, nel soggetto non c'è niente che non sia risultante dell'interazione tra individui, gruppi e classi. Da questa concezione dell'individuo, l'autore propone una serie di elaborazioni centrali per la definizione della psicologia sociale, che andiamo a descrivere utilizzando le parole originali dell'autore (Pichon-Rivière, 1972):
La psicologia sociale utilizza la teoria degli ambiti, intendendo per ambito l'ampiezza o l'estensione della totalità degli elementi che interagiscono in un determinato campo. In particolare, vengono definiti quattro tipi di ambiti:
I quattro ambiti non si escludono vicendevolmente ma al contrario uno studio completo dovrebbe comprenderli tutti, e considerare anche la relazioni tra i diversi ambiti. Se questo non è sempre possibile nella pratica, perlomeno non bisogna prendere solo uno di essi e scambiarlo per la totalità. Infatti, i fenomeni sociali e psicologici esistono nello stesso tempo nei quattro ambiti, nei quali si manifestano a diversi livelli, e costituisce un errore supporre che il fenomeno sociale esista esclusivamente nei raggruppamenti umani e non nell'individuo o nella personalità, così com'è un errore supporre che la psicologia esista solo come psicologia dell'individuo o della personalità.
Vediamo adesso i principali concetti che vanno a formare l'impianto teorico costruito da Pichon-Rivière, con i quali si definisce una nuova visione della psicoanalisi nella direzione di una maggiore considerazione dei fattori sociali.
Come abbiamo visto, Pichon-Rivière critica il concetto di istinto per via degli assunti impliciti che veicola. Al posto dell'istinto, prone il concetto di necessità: "l'uomo è un essere di necessità che non possono essere soddisfatte che socialmente nelle relazioni che le determinano" (Pichon Rivière, 1977). Il soggetto è la risultante originale di una relazione di interazione dialettica tra oggetti esterni e oggetti interni. "La psicologia sociale implica una nuova problematica, cioè un'impostazione con nuove premesse del problema della vita psichica. Il punto di partenza è l'ipotesi che esista una relazione dialettica tra il soggetto e il mondo. L'uomo - attraverso la prassi - si costituisce storicamente e socialmente in una contraddizione non polarizzata con la natura, dalla quale emerge e che domina. L'uomo è una costruzione storico-sociale risultante da una prassi [ ... ] L'uomo non è un punto di partenza, non esiste l'essenza umana, l'uomo è un punto di arrivo, in costante costruzione, diverso in ogni momento storico, in ogni formazione concreta. L'uomo si costruisce, dunque, nella relazione dialettica con il mondo, il motore della relazione è la necessità" (Pichon Rivière, 1977).
Pichon-Rivière (1977) afferma: "Il contrasto che più sorprende lo psicoanalista nell'esercizio del suo compito, consiste nello scoprire con ogni paziente che non ci troviamo di fronte a un uomo isolato, ma a un messaggero; nel comprendere che l'individuo come tale non è solo l'attore principale di un dramma che si chiarisceattraverso l'analisi, ma anche il portavoce di una situazione rappresentata dai membri del gruppo sociale (la sua famiglia), con i quali è implicato da sempre e che ha interiorizzato nel suo mondo interno a partire dai primi istanti della sua vita". La nozione di gruppo interno viene proposta a patire dall'osservazione delle condizioni di psicopatologia, nel trattamento dei pazienti psicotici, nei quali era possibile direttamene un mondo interno che si configura come una scena, dalla quale è possibile ricostruire la dinamica dell'interiorizzazione degli oggetti. Per Pichon-Rivière termini mondo interno o gruppo interno si riferiscono al sistema dei rapporti intersoggettivi e sociali da cui emerge il soggetto. Il mondo interno, dunque, è prodotto da un processo di interiorizzazione attraverso il quale si ha un passaggio fantasmatico da un sistema di rapporti esterni (sociali) ad una interrelazione che Pichon-Rivière definisce come intra- sistemica. I gruppi interni sono dei modelli interni che orientano il comportamento nella relazione con gli altri.
Il concetto di legame (vinculo) viene proposto per allargare il precedente concetto psicoanalitico di relazione oggettuale. Il legame viene definito come "una struttura complessa, che comprende un soggetto, un oggetto e le loro mutuali relazioni con dei processi di comunicazione e di apprendimento" (Pichon-Rivière, 1977). Il legame rappresenta una struttura complessa che comprende il soggetto, l'oggetto e la relazione tra di essi, tanto a livello interno quanto a livello esterno. Ad esempio, secondo l'autore quando si parla di "legame fraterno" non ci si riferisce soltanto a fantasie relative ai fratelli ed alle sorelle, ma anche al rapporto inter-personale reale con un fratello o una sorella. Vediamo, dunque, che bisogna sempre considerare due versanti della relazione, quello intrapsichico (interno) e quello interpersonale (esterno).