Slide su Leonardo da Vinci, genio universale del Rinascimento. Il Pdf esplora il suo approccio sperimentale alla conoscenza e l'importanza dell'osservazione diretta, presentando opere come "Sant'Anna, la Vergine e il Bambino" e la "Battaglia di Anghiari", con studi scientifici dell'ultimo decennio della sua vita. Adatto per la scuola superiore in Arte.
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Leonardo da Vinci (1.452/1.519), figura complessa e affascinante del Rinascimento italiano, è un genio universale: pittore, architetto, orafo, musicista, geologo, ingegnere idraulico, scrittore, inventore, ma, soprattutto, scienziato. Il suo approccio sperimentale alla conoscenza lo porta ad indagare, attraverso l'osservazione diretta e in modo sistematico, tutti gli aspetti della natura e a rifiutare i dogmi assoluti e le convenzioni.
L'arte per Leonardo è un insuperabile strumento dell'indagine scientifica. La pittura, in particolare, vera e propria scienza della visione, è tra tutte le arti quella che meglio consente di riprodurre la natura e di studiarla.Kä ?? on tap amali funny semanal front ofere cerspecies play . a .p. nagent sedpiment . comole. song armata
Leonardo, Uomo Vitruviano, 1.490 c., Venezia, Gallerie dell'Accademia
La formazione artistica di Leonardo avviene a Firenze presso la bottega di Andrea del Verrocchio. Leonardo comincia presto a eseguire numerosi disegni, di carattere non solo artistico, ma anche tecnico. In una delle opere che li raccolgono, il Codice Atlantico, sono presenti oltre 1.700 fogil contenenti calcoli matematici, progetti architettonici, poesie e disegni anatomici.
Nel celebre Uomo Vitruviano Leonardo rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano, inserendolo armoniosamente nelle due figure "perfette" del cerchio, che simboleggia il Cielo inteso come la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra. L'uomo rappresenterebbe l'unione tra microcosmo e macrocosmo, quindi l'idea stessa di mondo. Riconducendo tale visione alla filosofia platonica, aristotelica e neoplatonica, l'uomo viene considerato "specchio dell'universo". Egli è il riflesso di un ordine superiore, che contiene gli elementi che compongono il mondo intero. L'uomo come "misura di tutte le cose". Le proporzioni del corpo umano vengono analizzate in accordo con gli scritti dell'architetto romano Vitruvio.
Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1.472 c., Firenze, Galleria degli Uffizi
Le ali dell'arcangelo Gabriele sono le ali di un rapace, attentamente studiato da Leonardo. Gli alberi illuminati in controluce sono riprodotti con rigore scientifico. Il giardino è raffigurato pieno di fiori e testimonia la vasta conoscenza che Leonardo aveva delle piante. L'arcangelo e Maria hanno volti definiti da un morbido sfumato, pose aggraziate e abiti dai ricchi panneggi modulati dal chiaroscuro.
Nel 1.472 Leonardo esegue un grande dipinto a olio raffigurante l'Annunciazione. L'opera è innovativa in quanto per la prima volta questo soggetto sacro viene ambientato all'aperto, nel giardino davanti a un palazzo rinascimentale. Nell'Annunciazione Leonardo sperimenta un nuovo modo di rappresentare lo spazio in profondità. Utilizza un gioco di luci e ombre giustapposte (prospettiva aerea), sfumando i colori ed eliminando la linea di contorno. Come è ben visibile nella raffigurazione delle montagne.
Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1.472 c., Firenze, Galleria degli Uffizi
Nell'Annunciazione di Leonardo il punto di fuga è nello sfondo, tra le montagne. Per dare profondità all'architettura del palazzo rinascimentale, Leonardo usa la prospettiva lineare, ricavata dalla regola geometrica delle linee che convergono all'orizzonte.
Fra il 1.475 e il 1.480 Leonardo esegue il ritratto della figlia di un ricco banchiere fiorentino, famosa all'epoca per la sua bellezza e per il suo amore per la letteratura. Ginevra dè Benci era andata in sposa nel 1.474 a Bernardo Niccolini, ma aveva anche un rapporto d'amore platonico con Pietro Bembo, uomo politico, umanista e scrittore.
Il volto della donna, ritratta di 3/4, si staglia davanti a una pianta di ginepro. Di qua l'identificazione della donna per l'assonanza con il nome della pianta (Ginevra-ginepro). Nel piccolo spazio lasciato libero dal ginepro si osserva uno sfondo in cui il cielo sembra fondersi con gli altri elementi naturali, come le due colline arrotondate. Leonardo nell'utilizzo della prospettiva aerea prende in considerazione anche la densità dell'aria e le variazioni di luminosità.
Leonardo da Vinci, Ritratto di Ginevra de Benci, 1.475/80, Washington, National Gallery of ArtVIR TVTEM FOR DECORAT MA
Leonardo da Vinci, retro del Ritratto di Ginevra de Benci, 1.475/80, Washington, National Gallery of Art
Nel ritratto di Ginevra dè Benci della donna vengono lodate sia le qualità esteriori, sia quelle spirituali. Oltre all'espressione seria e concentrata della ragazza, sul retro della tavola sono raffigurati il ginepro, altre piante dal valore simbolico come la palma e l'alloro (allusioni alla purezza e all'amore per la poesia della donna) e soprattutto un cartiglio con su scritto: VIRTUTEM FORMA DECORAT, ossia la bellezza è l'ornamento della virtù.
Nel 1.481 Leonardo comincia a dipingere 'Adorazione dei Magi per il monastero di San Donato a Scopeto (FI), ma lascia l'opera incompiuta perché si trasferisce a Milano.
Nella tavola Leonardo dispone a semicerchio, in maniera dinamica, le figure di numerosi personaggi attorno alla Madonna con il Bambino. I volti e gli atteggiamenti, attraverso i gesti, manifestano i sentimenti destati dal miracolo dell'Epifania. Sullo sfondo, a sinistra, è raffigurato un edificio in rovina o in costruzione; a destra si distinguono le figure di alcuni cavalieri che combattono tra loro. Innovativa è anche la tecnica pittorica basata sul chiaroscuro e sui passaggi graduali di tono che non isolano le figure ma le mettono in relazione tra loro e con lo spazio atmosferico.
Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi, 1.482 c., Firenze, Galleria degli Uffizi
Leonardo da Vinci, La Vergine delle Rocce, 1.483/90, Parigi, Museo del Louvre
Nel 1.482 Leonardo si trasferisce a Milano per lavorare alla corte del duca Ludovico il Moro. Il primo dipinto che esegue in questa città è a città è La Vergine delle Rocce, una pala d'altare per la Chiesa della Confraternita dell'Immacolata Concezione.
Il dipinto, realizzato fra il 1.483 e il 1.490, raffigura la Vergine con Gesù, Giovanni Battista (bambino sulla sinistra) e l'arcangelo Gabriele in un paesaggio roccioso. I personaggi sono inseriti in uno schema piramidale. Lo sfondo roccioso è la parte innovativa del dipinto e il paesaggio con le montagne è reso con la prospettiva aerea o atmosferica per rendere visibile l'aria che avvolge le figure. La Vergine pone la mano destra sulle spalle del piccolo San Giovanni. I volti sono modellati con delicatezza grazie all'uso dello sfumato. La mano della Vergine protesa in avanti accentua la sensazione di profondità dello spazio, mentre Gesù è raffigurato nell'atto di benedire. I movimenti dei personaggi e l'intreccio dei loro sguardi rendono animata la composizione, secondo la poetica degli affetti teorizzata dall'artista.
Nel refettorio del convento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, fra il 1.494 e il 1.497, Leonardo realizza il Cenacolo (o Ultima Cena). L'opera rappresenta il punto d'arrivo delle ricerche prospettiche, naturalistiche, anatomiche e fisionomiche compiute dall'artista. Il prolungamento illusorio dello spazio del refettorio è ottenuto mediante l'uso della prospettiva, del chiaroscuro e della luce.
Leonardo da Vinci, Ultima Cena, 1.494/7 c., Milano, Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie
Gli apostoli raffigurati nel momento immediatamente successivo all'annuncio del tradimento, reagiscono individualmente, esprimendo pena, incredulità, disappunto, orrore. Leonardo caratterizza ogni apostolo attraverso gesti ed espressioni che ne rivelano lo stato d'animo. Leonardo sperimenta una tecnica a secco che comincia però a deteriorarsi subito, causando gravi danni al dipinto. Un recente e delicato restauro, durato molti anni, ha permesso oggi di poterlo di nuovo ammirare.
Leonardo da Vinci, Ultima Cena, 1.494/7 c., Milano, Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie
La prospettiva è individuata dalle linee del soffitto e da quelle che passano sui bordi superiori degli arazzi. Gli apostoli sono riuniti in gruppi di 3, di forma triangolare. Il punto di fuga si trova sulla testa di Cristo, che è raffigurato in una posa triangolare. Tutti i personaggi sono dallo stesso lato del tavolo: Giuda non è isolato. Il paesaggio è realizzato con la prospettiva aerea. Il volto di Cristo ha un'espressione serena. Gli apostoli manifestano con la vivacità delle pose il loro stupore, ognuno a suo modo.
Agli anni milanesi di Leonardo appartiene anche l'opera Dama con l'ermellino (1.490 c.), figura identificata con Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro.
Leonardo da Vinci, Dama con l'ermellino, 1.489/90 c., Cracovia, Czartoryski Muzeum
La novità del dipinto è costituito dal fatto che il ritratto raffigura il busto della donna per intero e non a mezzo busto come era stato nei ritratti fino ad allora. Il viso è modellato con delicatezza. RELA PPERONTRRE La posa è resa dinamica dalla rotazione del busto a sinistra e dalla testa nella direzione opposta, verso la luce. L'abbigliamento della donna è semplice, ma elegante. La raffigurazione delle mani rende la composizione più espressiva e animata. L'ermellino può alludere:
Dopo la fuga da Milano di Ludovico il Moro, Leonardo trascorre un periodo a Firenze. Qui, tra il 1.503 e il 1.506, esegue l'opera più nota di tutta la sua produzione pittorica: la Gioconda (o Monna Lisa). Dopo il 1.506, tuttavia, l'artista continua a modificare più volte il dipinto.
Leonardo da Vinci, Monna Lisa, dal 1.503, Parigi, Museo del Louvre
La Gioconda è raffigurata di 3/4, ha il busto girato a sinistra e il volto ruotato in senso opposto. Grazie all'uso dello sfumato i contorni delle forme appaiono molto morbidi e la figura della donna sembra fondersi con il paesaggio, reso molto profondo dalla prospettiva aerea. Leonardo non usa più la linea di contorno, egli giunge a questa scelta tramite l'osservazione della realtà: secondo lui riusciamo infatti a distinguere le forme degli oggetti non perché hanno una linea di contorno, ma grazie al loro colore, alla luce e al chiaroscuro che essa crea sugli oggetti stessi. La Monna Lisa è seduta su una poltroncina davanti a un parapetto con indosso un velo trasparente usato dalle puerpere (donne che avevano partorito da poco) e una veste elegante.