Documento da Unimore su Virologia (Cermelli). Il Pdf, utile per lo studio universitario di Biologia, esplora i Paramixovirus e i virus influenzali, dettagliando classificazione, meccanismi di infezione, trasmissione, quadri clinici e pandemie storiche.
Mostra di più15 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Avevamo visto che sull'envelope ci sono le due glicoproteine: F che serve per la fusione e la glicoproteina che fa da antirecettore, differente nelle diverse specie di paramixovirus.
Esistono diversi generi:
Sono due virus comparsi negli anni '901. Hedravirus diede a poco tempo di distanza (ma geograficamente a 1000 km di distanza) due piccoli focolai epidemici in cavalli con un quadro clinico caratterizzato da polmonite che poi evolveva in encefalite. Ci sono stati anche tre casi umani, infettati mediante il contatto con i cavalli e 2 o 3 sono morti. Il serbatoio naturale di questi virus è rappresentato dai pipistrelli frugivori. Pochi anni dopo in Malasya, si realizza un focolaio epidemico molto più sostenuto (265 casi umani di cui 105 morti). Il quadro clinico era esattamente lo stesso di Hedravirus ma in questo caso l'ospite intermedio era rappresentato dai maiali e il serbatoio naturale erano le volpi volanti (i grossi pipistrelli della frutta).
In generale, i focolai epidemici di Hedravirus sono sempre stati meno gravi rispetto a quelli di Nipahvirus, con dei piccoli focolai di infezioni nei mesi che per noi sono quelli estivi poiché è la stagione in cui le femmine di pipistrello partoriscono i cuccioli ed è il momento in cui si ha la maggior probabilità di compiere spillover, quindi di "passare" il virus ad un'altra specie (uomo compreso).
La mortalità, data da questi virus nei focolai umani, è sempre stata sopra il 60%. Nipahvirus si è diffuso molto di più, attualmente i paesi più coinvolti sono Bangladesh e India, con centinaia di casi umani ogni anno e mortalità oltre il 90%.
Nipah oltre ad essere trasmesso mediante un contatto con il maiale, viene trasmesso mediante il consumo della linfa di dattero, sciroppo che proviene dalla corteccia delle palme, questo viene raccolto di notte, i pipistrelli frugivori lo contaminano cibandosi di quest'ultimo e tramite il consumo della bevanda contaminata si trasmette l'infezione all'uomo e poi segue trasmissione interumana.
1 Nel '94 Hedra e nel '98 Nipah. Entrambi hanno il nome del posto in cui sono stati identificati.
Questi virus, soprattutto Nipah, sono infezioni che stanno aumentando sempre di più, sia come numero di focolai epidemici che come numero di persone infettate, hanno inoltre dimostrato un'alta capacità di variabilità antigenica, quindi si selezionano varianti spesso caratterizzate da un aumento di trasmissibilità e patogenicità.
È possibile che questi virus vadano oltre i confini e che raggiungono l'Africa.
Esistono cinque tipi antigenici: 1, 2, 3, 4A e 4B.
L'1 e 2 sono i più diffusi, il 3 (molto diffuso, ma un po' meno) da le forme più gravi poiché facilmente scende nelle basse vie respiratorie, dando bronchiti, bronchioliti e polmoniti. I due sierotipi 4 hanno invece una circolazione più limitata e hanno un ruolo minore.
Avviene mediante le goccioline di saliva, è una trasmissione fondamentalmente diretta, quindi scambio ravvicinato, perché sono poco resistenti nell'ambiente. Ci può essere anche una trasmissione indiretta ma in realtà è molto difficile e rara. Nonostante questo, sono estremamente contagiosi, si diffondono molto facilmente negli ambienti chiusi2, tanto che solitamente l'1 e il 2 danno delle epidemie biennali, ossia la popolazione fragile si infetta tutta nell'arco della stagione invernale e quindi ci vuole un po' di tempo prima che si infettino nuove persone fragili.
L'1 e 2 hanno un periodo di incubazione più lungo, circa 4 o 5 giorni, mentre il 3 ha un'incubazione molto più rapida, di soli 2 giorni.
Il quadro clinico che ne deriva è diverso in base alla tipologia di paziente:
2 Scuole materne, ambito familiare, nosocomiale, ecc. 3 Hanno un apparato respiratorio più corto, muco meno efficiente, ecc. e tendono più facilmente e scendere.
Negli anziani e immunodepressi principalmente danno polmoniti.
Sono virus estremamente contagiosi, sia perché le cellule dell'orofaringe sono estremamente sensibili a questa infezione, ma anche perché i soggetti guariti (soprattutto bambini), dopo la guarigione continuano ad eliminare il virus anche più dieci giorni dopo la risoluzione dell'infezione. Quindi il bambino torna a scuola, ma continua ad eliminare il virus e a contribuire alla sua diffusione.
Ultimamente il sistema più utilizzato è una PCR multiplex, nei bambini non è necessario il materiale delle vie profonde ma basta anche la saliva perché hanno un apparato respiratorio più corto quindi il virus si ritrova in quantità sufficienti anche nella saliva.
Nell'anziano o nell'immunodepresso è richiesto un espettorato o generalmente un bronco lavaggio.
Non esiste un vaccino e non esistono antivirali specifici quindi la terapia è esclusivamente legata alla sintomatologia.
Al genere del Rubulavirus appartengono i virus parainfluenzali 2 e 4 e il virus della parotite, responsabile della parotite epidemica comunemente chiamata "orecchioni", poiché il segno più caratteristico è l'ingrossamento considerevole delle parotidi che può essere monolaterale o bilaterale. Esiste un unico sierotipo, ha una fase viremica, quindi l'immunità è data dalle igG che fa sì che quasi mai ci si reinfetti.
Circola principalmente nella stagione fredda (inizio inverno e primavera), è ancora più contagioso dei virus parainfluenzali e nei soggetti non vaccinati a 15 anni il 90% ha avuto l'infezione. Si trasmette mediante le secrezioni respiratorie, principalmente in maniera diretta, ma in contesti pediatrici un'altra via di trasmissione è rappresentata dalle urine.
Tramite il sistema della doppia viremia, il virus raggiunge tutti gli organi e poi le ghiandole salivari parotidi. Il periodo di incubazione è di 10-14 giorni al seguito del quale comparirà il segno tipico di questa infezione.
L'ingrossamento delle parotidi è accompagnato da febbre molto alta e talvolta convulsioni febbrili anche perché il virus è neurotropo (SNC).
Questo virus ha un grande tropismo per tutti i tessuti ghiandolari, tra cui tra i più sensibili abbiamo le gonadi, dando vita a complicanze: