Infezioni del cavo orale, saliva e tartaro: un'analisi completa

Documento della Dott.ssa D'Amicantonio sulle infezioni del cavo orale. Il Pdf esplora le malattie sostenute da microrganismi o virus, il ruolo della saliva, la formazione e mineralizzazione del tartaro, e i fattori che influenzano carie e gengivite, utile per lo studio universitario di Biologia.

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Dott.ssa D’Amicantonio 26 maggio
Il cavo orale normalmente ospita una delle più variate concentrazioni di microorganismi, tra cui
batteri, spore e virus.Nel cavo orale si possono trovare cocchi gram-positivi, cocchi gram negativi,
bacilli gram negativi, actinomiceti e microrganismi correlati, batteri gram-negativi anaerobi,
micoplasmi, lieviti, protozoi e virus. !
Il principale mezzo che hanno questi microrganismi per creare danno all’individuo è il tempo, se
noi gli togliamo il tempo in cui sostano sulle superfici del cavo orale non riescono ad iniziare il
processo di infezione. !
Quindi il modo migliore per prevenire questa infiammazione è fare prevenzione primaria, ovvero
avere delle buone manovre d’igiene orali domiciliare e lavarsi denti non appena è possibile. !
Le malattie sostenute da microrganismi o da virus prendono il nome di malattie da
infezione
Le infezioni possono essere:
Infezione esogena: arrivo nell'organismo di un qualsiasi microrganismo patogeno da
una qualsiasi sorgente esterna
Infezione endogena: localizzazione diversa da quella abituale, di un microrganismo
normalmente presente nella popolazione microbica di qualche distretto dell'organismo
stesso
Perché si realizzi una malattia da infezione è necessario che si instauri un processo di
infezione (esogena o endogena) in cui la consistenza numerica dell'agente infettante sia
tale da interessare un numero sufficientemente elevato di cellule.
L'infezione si traduce costantemente nella malattia conclamata, tutte le volte che la
patogenicità dell'agente infettante sia tale da superare le capacita' difensive
dell’organismo.
Questo ci fa capire come mai esiste una correlazione tra infezioni del cavo orale e malattie
sistemiche, nello specifico la malattia parodontale è speso collegata a patologie cardiache,
diabate, alzahimer, parti pre-termine etc …
Con il termine infezione intendiamo lo stabilirsi di un rapporto dinamico tra microrganismo
patogeno e organismo, ossia tra mezzi di offesa del microganismo da una parte e mezzi di
difesa dell'organismo dall’altra: quindi per stabilirsi l’infezione ci deve essere un grande
numero di questi microorganismi e devono avere una grande virulenza. Questo perché il
nostro organismo ha comunque un importante sistema di difesa con i globuli bianchi che
intervengono in presenza di questi agenti patogeni andandoli a fagocitare, quando però
questi microrganismi sono un numero molto più elevato può capitare che l’infezione non
venga controllata e il nostro sistema immunitario non riesca a debellarla; è per questo che
può venire un ascesso, che se non curato diventa cisti che a sua volta può evolvere nella
distruzione dell’osso.
La quantità di batteri presente in un millilitro di saliva varia dai 43 milioni ai 5,5 miliardi in
un individuo adulto e ciò è il risultato di una progressiva acquisizione della popolazione
microbica dopo la nascita. Nella vita intrauterina, infatti, il feto, in assenza di
manifestazioni patologiche, è sterile.
Il primo contatto che il neonato ha con i microrganismi è al momento della nascita durante
il passaggio nel canale del parto, dove viene in contatto con la popolazione microbica
normale del tratto genitale materno. La cavità orale, alla nascita risulta generalmente
sprovvista di microrganismi.
Se nell'adulto la cavità orale è mantenuta in buone condizioni di igiene i microrganismi
dominanti numericamente sono aerobi-anaerobi facoltativi rappresentanti per circa il 70%
da cocchi, in particolar modo streptococchi, e per il 30% da a altri microrganismi.
La saliva
La saliva è il più importante disinfettante che noi abbiamo in natura. Contiene fedeli enzimi
cellule che sono i leucociti polimorfi nucleati che sono capaci di distruggere questi
microorganismi; viene prodotta dalle ghiandole salivari che sono le parotidi, le
sottomandibolari e le sottolinguali.
La saliva ha numerose funzioni nel cavo orale, relative al mantenimento delle condizioni di
salute dei denti e dei tessuti molli, ha un’azione protettiva come lubrificante e come
detergente, inoltre contiene immunoglobuline, elettroliti ed altre sostanze che aiutano a
resistere alle malattie. La mancanza di saliva e la secchezza della bocca sono importanti
fattori di fastidio e di malattia, specialmente di formazione di carie.
La xerostomia è un sintomo, non una malattia. Sono principalmente le malattie
autoimmuni a causare la xerostomia in quanto le ghiandole salivari sono molto
compromesse.
Ruolo della saliva nel cavo orale:
Lubrificazione di membrane, gengive e denti
Pulizia nei meccanismi di autopulizia, con l’autodetersione andiamo a smuovere in parte
il biofilm
Gusto
Digestione: demolizione dei cibi con la masticazione formazione del bolo di cibo
deglutizione
Protezione contro le malattie perché contiene immunoglobuline
Antibatterica
Antimicotica, contro i funghi ch causano la candida
Antivirale
Tampone: controllo del pH, effetto tampone, il valore normale è 7 che e neutro al di sotto
diventa acido, sopra diventa basico. Più acido è più porta a demineralizzazione
Remineralizzazione: la saliva contiene ioni calcio, ioni fosfato che vanno a tamponare la
presenza di ioni idrogeno che demineralizzano lo smalto. Solitamente li ioni idrogeno li
troviamo nei carboidrati.
Protezione contro la demineralizzazione
Parola
Trasporto di anticorpi, ormoni, enzimi
Fornisce dati per test diagnostici
DMFT: indice che indica i denti mancanti, otturati, cariati e persi. È un indice epidemiologia
in cui si prende in considerazione tutta la popolazione, ne consegue che la carie è
attualmente ancora considerata una malattia epidemiologica.
I test salivari ci aiutano ad individuare i pazienti che hanno questo problema di cario-
ricettività, si svolgono raccogliendo la saliva facendo masticare una compressa di gomma;
la masticazione, stimolando le ghiandole salivari, porta a produrre più saliva. Questa saliva
viene raccolta in un bicchierino che misura da 0 fino a 5, 5ml dovrebbe essere la
produzione in un minuto, al di sotto siginbifca che c’è na produzione di saliva bassa.
Esistono poi dei test, dei terreni di coltura per individuare la presenza di lactobacilli e
streptococco mutans, la saliva viene messa su questi terreni di coltura per poi essere
messi in una incubatrice, si colorano e si vede la presenza di questi due batteri e la

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Microrganismi nel cavo orale

Il cavo orale normalmente ospita una delle più variate concentrazioni di microorganismi, tra cui batteri, spore e virus.Nel cavo orale si possono trovare cocchi gram-positivi, cocchi gram negativi, bacilli gram negativi, actinomiceti e microrganismi correlati, batteri gram-negativi anaerobi, micoplasmi, lieviti, protozoi e virus.

Il principale mezzo che hanno questi microrganismi per creare danno all'individuo è il tempo, se noi gli togliamo il tempo in cui sostano sulle superfici del cavo orale non riescono ad iniziare il processo di infezione.

Quindi il modo migliore per prevenire questa infiammazione è fare prevenzione primaria, ovvero avere delle buone manovre d'igiene orali domiciliare e lavarsi denti non appena è possibile.

Le malattie sostenute da microrganismi o da virus prendono il nome di malattie da infezione

Tipi di infezioni

  • Infezione esogena: arrivo nell'organismo di un qualsiasi microrganismo patogeno da una qualsiasi sorgente esterna
  • Infezione endogena: localizzazione diversa da quella abituale, di un microrganismo normalmente presente nella popolazione microbica di qualche distretto dell'organismo stesso

Perché si realizzi una malattia da infezione è necessario che si instauri un processo di infezione (esogena o endogena) in cui la consistenza numerica dell'agente infettante sia tale da interessare un numero sufficientemente elevato di cellule.

L'infezione si traduce costantemente nella malattia conclamata, tutte le volte che la patogenicità dell'agente infettante sia tale da superare le capacita' difensive dell'organismo.

Questo ci fa capire come mai esiste una correlazione tra infezioni del cavo orale e malattie sistemiche, nello specifico la malattia parodontale è speso collegata a patologie cardiache, diabate, alzahimer, parti pre-termine etc ...

Con il termine infezione intendiamo lo stabilirsi di un rapporto dinamico tra microrganismo patogeno e organismo, ossia tra mezzi di offesa del microganismo da una parte e mezzi di difesa dell'organismo dall'altra: quindi per stabilirsi l'infezione ci deve essere un grande numero di questi microorganismi e devono avere una grande virulenza. Questo perché il nostro organismo ha comunque un importante sistema di difesa con i globuli bianchi che intervengono in presenza di questi agenti patogeni andandoli a fagocitare, quando però questi microrganismi sono un numero molto più elevato può capitare che l'infezione non venga controllata e il nostro sistema immunitario non riesca a debellarla; è per questo che può venire un ascesso, che se non curato diventa cisti che a sua volta può evolvere nella distruzione dell'osso.

Popolazione microbica

La quantità di batteri presente in un millilitro di saliva varia dai 43 milioni ai 5,5 miliardi in un individuo adulto e ciò è il risultato di una progressiva acquisizione della popolazione microbica dopo la nascita. Nella vita intrauterina, infatti, il feto, in assenza di manifestazioni patologiche, è sterile.

Il primo contatto che il neonato ha con i microrganismi è al momento della nascita durante il passaggio nel canale del parto, dove viene in contatto con la popolazione microbica normale del tratto genitale materno. La cavità orale, alla nascita risulta generalmente sprovvista di microrganismi.Se nell'adulto la cavità orale è mantenuta in buone condizioni di igiene i microrganismi dominanti numericamente sono aerobi-anaerobi facoltativi rappresentanti per circa il 70% da cocchi, in particolar modo streptococchi, e per il 30% da a altri microrganismi.

La saliva

La saliva è il più importante disinfettante che noi abbiamo in natura. Contiene fedeli enzimi cellule che sono i leucociti polimorfi nucleati che sono capaci di distruggere questi microorganismi; viene prodotta dalle ghiandole salivari che sono le parotidi, le sottomandibolari e le sottolinguali.

La saliva ha numerose funzioni nel cavo orale, relative al mantenimento delle condizioni di salute dei denti e dei tessuti molli, ha un'azione protettiva come lubrificante e come detergente, inoltre contiene immunoglobuline, elettroliti ed altre sostanze che aiutano a resistere alle malattie. La mancanza di saliva e la secchezza della bocca sono importanti fattori di fastidio e di malattia, specialmente di formazione di carie.

La xerostomia è un sintomo, non una malattia. Sono principalmente le malattie autoimmuni a causare la xerostomia in quanto le ghiandole salivari sono molto compromesse.

Ruolo della saliva nel cavo orale

  • Lubrificazione di membrane, gengive e denti
  • Pulizia nei meccanismi di autopulizia, con l'autodetersione andiamo a smuovere in parte il biofilm
  • Gusto
  • Digestione: demolizione dei cibi con la masticazione formazione del bolo di cibo deglutizione
  • Protezione contro le malattie perché contiene immunoglobuline
  • Antibatterica
  • Antimicotica, contro i funghi ch causano la candida
  • Antivirale
  • Tampone: controllo del pH, effetto tampone, il valore normale è 7 che e neutro al di sotto diventa acido, sopra diventa basico. Più acido è più porta a demineralizzazione
  • Remineralizzazione: la saliva contiene ioni calcio, ioni fosfato che vanno a tamponare la presenza di ioni idrogeno che demineralizzano lo smalto. Solitamente li ioni idrogeno li troviamo nei carboidrati.
  • Protezione contro la demineralizzazione
  • Parola
  • Trasporto di anticorpi, ormoni, enzimi
  • Fornisce dati per test diagnostici

Indice DMFT e test salivari

DMFT: indice che indica i denti mancanti, otturati, cariati e persi. È un indice epidemiologia in cui si prende in considerazione tutta la popolazione, ne consegue che la carie è attualmente ancora considerata una malattia epidemiologica.

I test salivari ci aiutano ad individuare i pazienti che hanno questo problema di cario- ricettività, si svolgono raccogliendo la saliva facendo masticare una compressa di gomma; la masticazione, stimolando le ghiandole salivari, porta a produrre più saliva. Questa saliva viene raccolta in un bicchierino che misura da 0 fino a 5, 5ml dovrebbe essere la produzione in un minuto, al di sotto siginbifca che c'è na produzione di saliva bassa.

Esistono poi dei test, dei terreni di coltura per individuare la presenza di lactobacilli e streptococco mutans, la saliva viene messa su questi terreni di coltura per poi essere messi in una incubatrice, si colorano e si vede la presenza di questi due batteri e laquantità. Attraverso questi strumenti è possibile determinare un piano di trattamento segnalando il paziente come un paziente ad alto, medio o basso rischio di carie, ovviamente al paziente ad altro rischio faremo dei protocolli per prevenire esempio dentifrici fluoro, fluoroprofilassi ogni 4 mesi, sigillature, utilizzo di cicche allo xilitolo, limitare il consumo di carboidrati etc ..

Depositi molli

I depositi molli sono costituiti da una patina leggera acquisita, o cuticola, dalla placca batterica, dalla materia alba e dai depositi di cibo.

La pellicola acquisita è un tenace strato membranoso, salivare, amorfo, acellulare, organico che si forma sopra le superfici esposte del dente, sulle ricostruzioni o sul tartaro, si trova anche su altre superfici della cavità orale.

Stadi di formazione della pellicola

I STADIO: le glicoproteine salivari sono assorbite sullo smalto dentale per formare la pellicola. Proteine salivari formanti la pellicola ·- Strato di pellicola + Smalto

Il STADIO: colonizzazione selettiva della pellicola da parte dei microorganismi Microorganismi 00 salivari Microorganismi 00 aderenti Strato di pellicola Smalto

III STRATO: crescita e maturazione della placca Organismi di placca e matrice interbatterica + Strato di pellicola Smalto

La pellicola acquisita contiene delle proteine salivari, che sono una specie di colla, a cui si attaccano facilmente i batteri sulla superficie del dente. Si forma il primo strato di pellicola e col passare del tempo si forma il secondo strato di pellicola, in cui i "mattoncini" mutano e iniziano ad attaccarsi nuovi microorganismi. Quindi da uno strato sottile si passa all'ultimo composto da placca e matrice e sotto lo strato di pellicola. Ovviamente tutto ciò porta ad una adesione batterica facilitata, si forma la placca batterica sopra la quale poi troviamo la materia alba (quella che riusciamo a rimuovere anche solo con una garzina)

La pellicola acquisita comincia a formarsi pochi minuti dopo che il materiale esterno è stato rimosso con una sostanza abrasiva dalla superficie del dente è composta essenzialmente da glicoproteine che si trovano nella saliva e che sono selettivamente assorbite dall'idrossiapatite della superficie del dente.

Funzioni della pellicola acquisita

  • Protettiva: fornisce una barriera contro gli acidi prodotte dai carboidrati; può essere d'aiuto nel ridurre gli attacchi di carie dentali
  • Lubrificante: mantiene le superfici umide; previene l'essicamento
  • Luogo favorevole allo sviluppo dei batteri: partecipa allo formazione della placca batterica favorendo l'aderenza dei microrganismi.
  • Attacco del tartaro: il depositarsi del tartaro può verificarsi anche attraverso la pellicola.

* La pellicola è presente 24 ore su 24, si riduce la presenza solo di notte perché non vi è masticazione

La placca batterica

E' una massa densa non mineralizzata, complessa costituita da colonie in una matrice intermicrobica gelatinosa.

Aderisce saldamente alla pellicola acquisita e quindi ai denti, al tartaro, alle ricostruzioni fisse e mobili.

Si possono trovare microoganismi diversi dai batteri: micoplasmi, lieviti, protozoi, virus ma anche materiale inorganico dovuto anche a ciò che noi mangiamo

Fasi di formazione della placca

La placca si forma seguendo tre fasi fondamentali:

  • Formazione della pellicola
  • Colonizzazione batterica
  • Maturazione della placca

* Mentre i bastoncelli e cocchi sono batteri gran positivi aerobi che quindi colonizzano la parte sopra gengivale, i vibrioni e i spirocheti sono anaerobi e quindi responsabili della malattia parodontale

1. Cellula epiteliale Bocca ben pulita e pochi cocchi = Nessuna pulizia Massa di cocchi bastoncelli corti per 1-2 giorni 111. Batteri filamentosi 4-7 giorni Leucociti- Fusobatteri IV 1-2 settimane Spirochete - Vibrioni Salute gengivale ripristinata dopo 3-5 giorni di spazzolamento ed uso di filo interdentale, efficaci Gengivite acuta, appare nel corso di 2-3 settimane

Formazione della placca batterica

  • Formazione della pellicola: la pellicola si forma sulla superficie del dente dopo un assorbimento selettivo dei componenti proteici della saliva
  • Adesioni dei batteri sulla pellicola: l'adesione iniziale dei batteri sulla pellicola è dovuta ad una aderenza selettiva di batteri specifici provenienti dall'ambiente orale.
  • Moltiplicazione e colonizzazione batterica:
    1. I batteri si moltiplicano e crescono, formando degli strati di microcolonie.
    2. Con l'aumento delle dimensioni, le colonie si incontrano per formare un'unica massa batterica.
    3. I microrganismi delle prime ore sono cocchi e bastoncelli gram-positivi.

Crescita e maturazione della placca

L'aumento della massa e dello spessore della placca deriva da:

  1. una continua moltiplicazione batterica.
  2. Una continua aderenza di batteri sulla superficie della placca.

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