Documento dall'Università degli Studi di Messina su Appunti di Laboratorio di Tecnologia Farmaceutica. Il Pdf, utile per studenti universitari di Chimica, tratta le preparazioni galeniche, le normative e le responsabilità del farmacista, incluse le sostanze dopanti.
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medicinali allestiti in farmacia sono un'attività ancora estremamente attuale e lo è diventata ancora di più durante e in seguito la pandemia: in un momento così drammatico infatti è diventato fondamentale assicurare al paziente la possibilità di ottenere un medicinale che non è disponibile a livello industriale e sono stati numerosi i casi di medicinali carenti per shortage della catena produttiva. Ad esempio nell'estate del 2022 si è verificata una carenza di ibuprofene pediatrico: in questo caso grazie a società scientifiche accreditate che aiutano i farmacisti nella preparazione è stata emessa una procedura per allestire sciroppo a base di paracetamolo, quindi il concetto di assicurare un medicinale non disponibile sul mercato è fondamentale e diventa quindi importantissima la figura del farmacista. Per questo motivo i medicinali allestiti in farmacia sono parte integrante della pratica in farmacia. Questo corso si occuperà in particolare della Legislazione relativa a tali medicinali e delle responsabilità del farmacista nell'allestimento e dispensazione degli stessi.
I medicinali industriali hanno due forme di autorizzazione, ovvero l'autorizzazione alla produzione (AP) e l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), che assicurano che il medicinale abbia i requisiti di efficacia e sicurezza indispensabili. Chiaramente anche il medicinale allestito in farmacia deve avere questo tipo di autorizzazioni e in effetti le ha, in particolare:
Quindi i preparati allestiti in farmacia possono essere di due tipi:
In entrambi i casi esiste un documento che autorizza ad allestire quella determinata preparazione: questo è necessario perché l'AIC si basa su qualità, efficacia e sicurezza che non sono "campo del farmacista" ma sono campo del medico, quindi anche per le preparazioni galeniche serve che qualcuno decida per il farmacista la sicurezza e l'efficacia di un determinato prodotto.
La definizione dei due preparati si trova nelle Norme di Buona Preparazione (NBP), presenti nella Farmacopea e che guidano il farmacista nell'atto dell'allestimento definendo cosa il farmacista può fare o non fare. È importante sottolineare che preparazione e produzione sono due concetti diversi, infatti la farmacia non produce il medicinale perché non segue le GMP, bensì lo prepara (o allestisce) seguendo le NBP.
Il preparato magistrale (o individuale) consiste nella preparazione di un medicinale sulla base di una prescrizione medica destinata al singolo paziente e può partire dal materiale grezzo, oppure può essere una semplice ripartizione o miscelazione.
L'autorizzazione al commercio del magistrale consiste nella ricetta del medico. Per i medicinali il medico ha dei limiti, ovvero:
Inoltre per la scelta del p.a. si può fare riferimento a:
Questo perché la via di somministrazione è la stessa, quindi un altro ente ha autorizzato tale ingrediente e questo significa che la sicurezza è stata provata. Se un p.a. non soddisfa questi requisiti, non può essere usato in una preparazione galenica, quindi ci sono tre aspetti da sottolineare:
Il preparato officinale (o multiplo) è il preparato allestito in farmacia sulla base alle indicazioni di una farmacopea e destinato ad essere fornito direttamente ai pazienti che si servono in tale farmacia.
In Farmacopea ne sono riportati diversi esempi, ad esempio per la Digitossina in preparazioni iniettabili sono riportati:
Inoltre ci sono una serie di semisolidi, di basi per lo sciroppo e ad esempio viene fornita la composizione per 100 g, un'idea di come deve essere allestita e qualche informazione relativa alla conservazione.
I preparati in questo caso sono multipli e sono dei piccoli lotti quindi se ne può allestire una massa che non superi i 3 kg. L'utente può poi portare la ricetta o per prodotti che lo consentano può essere semplicemente una richiesta verbale (ad esempio per uno sciroppo per la tosse non serve la ricetta). Inoltre se si sa che in quella particolare zona c'è un medico che prescrive spesso una certa preparazione, ad esempio una cartina con un antiacido in una particolare fascia di popolazione, si può allestire in quantità e poi dispensarla quando arriva il paziente con la ricetta corretta, quindi questi medicinali seguono la normale legislazione.
Una volta verificati i vari ruoli, bisogna capire il ruolo del farmacista in tutto questo contesto, il quale come già detto è responsabile della qualità e deve inoltre fare una serie di verifiche sulla ricetta che viene fornita dal paziente, ovvero:
Questa responsabilità è del farmacista anche nei confronti di tecnici qualificati che allestiscono le forme al posto suo ed è importante che il farmacista scelga il personale in modo corretto e che questo venga istruito e deve inoltre controllare che ciò che viene fatto venga fatto in modo corretto.
I razionali delle preparazioni magistrali sono numerosi e alcuni di questi vengono di seguito illustrati:
Quindi il preparato magistrale è ancora necessario in quanto esistono numerose casistiche.
Per quanto il preparato magistrale sia sempre utile, in farmacia non si riescono a ottenere gli stessi standard di qualità che si possono ottenere in un'industria, ma è intrinseco nella preparazione magistrale il fatto che la preparazione è per il singolo paziente e non si riesce a mantenere il controllo che si può avere producendo lotti da milioni di pezzi, quindi per quanto il preparato magistrale sia ancora fondamentale resta comunque di qualità più bassa del prodotto industriale.
Per questo motivo è importante capire realmente quando serve e diventa così un fine gioco di equilibri, in cui si valutano i rischi legati alla preparazione, qual è il rapporto sicurezza/efficacia della sostanza e qual è la possibilità di fallire in questo contesto rispetto al valore aggiunto di avere quel determinato preparato.
Ad esempio si ipotizzi di dover preparare ad un paziente intollerante al lattosio delle cartine contenenti 1 mg di un certo p.a. perché in commercio esiste la specialità medicinale, la quale però contiene lattosio e il paziente non può prendere integratori: in questo caso il più grosso limite nell'allestimento è legato al dosaggio e all'uniformità di contenuto, ad esempio si potrebbe avere una bilancia non adatta a pesare 10 mg se si devono fare 10 cartine, quindi il principale rischio è l'uniformità di contenuto. In questo caso si devono bilanciare rischio (che in questo caso è la possibilità che il paziente possa ricevere alcune cartine da 3 mg e altre da 0.5 mg, con relativi problemi di efficacia e sicurezza) e beneficio, ovvero la salute del paziente.
L'allestimento dipende dalla singola situazione, perché se farmacista è attrezzato e può garantire i requisiti di qualità, allora il medicinale ha un valore aggiunto. Chiaramente se il medicinale esiste in commercio si deve avvisare il medico perché il prodotto industriale ha una qualità superiore.