Documento sui Linguaggi del Cinema, esplorando il significato della forma filmica come sistema di relazioni percepibili. Il Pdf analizza la rappresentazione cinematografica, i tre livelli della rappresentazione e i modelli narrativi di Field e Vogler, utili per lo studio universitario.
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Il modo migliore di pensare alla forma artistica è basarsi su chi la percepisce. In ogni fase dell'esistenza, la PERCEZIONE è un'ATTIVITÀ. Le opere d'arte si affidano a questa qualità dinamica della mente umana -> forniscono occasioni in cui esercitare e sviluppare la nostra capacità di prestare attenzione, anticipare gli eventi che avverranno ... Ogni film persuade a connettere le sequenze in un'unità più ampia.
L'opera d'arte ci sollecita ad eseguire una specifica attività -> senza lo stimolo dell'opera, il processo non potrebbe iniziare e proseguire. Se noi non recepissimo lo stimolo, l'opera rimarrebbe solo un manufatto = L'OPERA D'ARTE E LA PERSONA CHE LA VIVE DIPENDONO L'UNA DALL'ALTRA. Queste sollecitazioni non sono casuali -> sono organizzate in SISTEMI -> ogni serie di elementi che dipendono l'uno dall'altro o si influenzano reciprocamente. Il corpo umano è un sistema di questo tipo: se un suo compartimento, il cuore, smette di funzionare, tutti gli altri saranno un pericolo. Un film non è semplicemente un accumulo fortuito di elementi -> ha una FORMA. Per FORMA FILMICA intendiamo il sistema generale di relazioni che si possono percepire fra gli elementi nel complesso del film.
In Il mago di Oz lo spettatore può cogliere molti elementi distinti:
Dato che il film è un sistema, lo spettatore mette attivamente in relazione tra loro gli elementi di ogni serie -> connette e confronta gli elementi narrativi e stilistici. La nostra mente, inoltre, è in grado di collegare questi due sistemi tra di loro -> i colori del film caratterizzano alcuni punti di riferimento; i movimenti di macchina richiamano la nostra attenzione sull'azione della storia; la musica serve a descrivere certi personaggi e azioni. È la rete delle relazioni tra i vari elementi a creare la forma del film.
Molto spesso si considera la "forma" come concetto opposto al "contenuto". Partendo da questo presupposto, la forma diviene molto meno importante di qualunque cosa sia destinata a contenere. Noi non accettiamo questo presupposto -> se la forma è l'intero sistema che lo spettatore attribuisce al film, non possono esistere un interno e un esterno. Ogni componente funziona come parte del disegno complessivo che viene recepito. Dal nostro punto di vista, l'argomento trattato e le idee astratte rientrano tutti nel sistema compiuto dell'opera d'arte -> l'argomento e le idee diventano diversi da quanto potrebbero essere al di fuori dell'opera. Il soggetto, dunque, è forgiato dal contenuto formale del film e dal modo in cui noi lo percepiamo.
Il termine rappresentazione sta a significare:
L'approccio al film e alla sua analisi è esplicitamente di carattere strutturale e categoriale. Partiamo dal testo come oggetto compiuto per indagarne la composizione, le architetture e le dinamiche -> la nostra attenzione privilegia il risultato più che il processo. Nella natura stessa della rappresentazione cinematografica risiedono le radici di un doppio e contraddittorio percorso:
Il rappresentare procede sia in direzione della PRESENZA della cosa (sulla base dell'evidenza e della rassomiglianza), sia in direzione della sua ASSENZA (sulla base dell'illusorietà e del miraggio dell'immagine). Il mondo pone subito un dilemma a chi, col cinema o con altri mezzi si appresta a rappresentarlo: TRADURLO O TRADIRLO? INSISTERE SUL SOSTITUTO O SUL SOSTITUENTE? DUPLICE AMBIGUITÀ -> di termine e di direzione
Di fronte ad un'immagine filmica che ci scorre velocemente davanti agli occhi, abbiamo come la sensazione che essa metta in gioco TRE GRANDI PIANI DI FUNZIONAMENTO:
Di solito questi tre livelli vengono riportati ad altrettanti fasi del lavoro cinematografico -> il film a cui stiamo assistendo si è venuto formando attraverso TRE TAPPE FONDAMENTALI dell'impostazione, della ripresa e dell'edizione:
(Vedi tabella dispense pagina 128)
La messa in scena costituisce il momento in cui si definisce il mondo da rappresentare e lo si dota di tutti gli elementi che esso richiede o di cui ha bisogno -> si tratta di ALLESTIRE e ARREDARE l'universo raffigurato dal film. É al livello della messa in scena che l'analisi si trova a fare i conti con il contenuto dell'immagine (oggetti, persone ... - > elementi che danno consistenza e spessore al mondo rappresentato sullo schermo). Questo mondo si presenta naturalmente come dotato di grande ricchezza e complessità:
Una seconda maniera di organizzare i dati offerti dal testo filmico è quella di vedere verso quale tipo di universo ci portano:
Esiste un'interazione reciproca tra quanto da corpo all'universo rappresentato nel film e la maniera in cui questo universo si affaccia concretamente sullo schermo -> sul livello della messa in scena pesano alcuni tratti che sono propri della messa in quadro e viceversa. LA SCELTA DI UNA CERTA FORMA DI MESSA IN QUADRO DETERMINA UNA DATA FORMA DI MESSA IN SCENA Per messa in quadro indichiamo il piano in cui si esplicitano le MODALITÀ di rappresentazione -> definisce il tipo di sguardo che si getta sul mondo rappresentato, la maniera in cui esso è colto dalla macchina da presa. Al contenuto si sovrappone la modalità, che può essere: