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Dritti al punto
Unità di Apprendimento (UdA): indicazioni pratiche per la progettazione, la costruzione e la valutazione
Lezione 3
La costruzione delle Unità di Apprendimento
A cura di Luciano BertiLE OPERAZIONI PRELIMINARI
Nei contributi precedenti sono stati trattati e argomentati gli elementi caratteriz-
zanti l'apprendimento per la competenza.
Sintetizzando, possiamo affermare che, per la progettazione delle unità di ap-
prendimento, occorre tenere sempre in considerazione i seguenti aspetti di sfon-
do:
a. Generali
- La centralità dell'alunno e la personalizzazione dell'attività didattica
- Lo sviluppo e l'acquisizione delle competenze
- Il legame con le esperienze concrete degli alunni
L'enfasi sull'attività progettuale del docente
b. Qualitativi
- La predisposizione di esperienze che facilitino il processo di costruzione
della conoscenza
- La promozione di esperienze di comprensione attraverso molteplici pro-
spettive
- L'inserimento dell'apprendimento in contesti realistici e rilevanti
- L'incoraggiamento della padronanza e la libertà di apprendimento
- L'inserimento dell'apprendimento in un contesto sociale
- " L'incoraggiamento dell'uso di molteplici modalità di rappresentazione
- La promozione dell'autoconsapevolezza del processo di apprendimento
c. Propedeutici
- " La conoscenza approfondita della classe
- La collaborazione con gli insegnanti del medesimo team (o Consiglio di
Classe)
- La collaborazione con gli insegnanti della medesima materia (riunioni di
dipartimento)
- " La coerenza con il Piano triennale dell'Offerta Formativa dell'istituto.
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1Ciò detto, nella costruzione di unità di apprendimento, vi sono operazioni preli-
minari concrete, ineludibili:
- Individuare un compito autentico o un prodotto finale che consenta
l'utilizzazione delle conoscenze e abilità apprese e le trasformi in compe-
tenza
- Identificare le competenze prevalenti e concorrenti delle discipline
- Condividere con i docenti interessati le conoscenze e abilità necessarie per
ciascuna disciplina., così che gli alunni superino la divisione disciplinare e
colgano il valore della disciplina per la realizzazione dell'attività attraverso
approcci diversi.
- Individuare il nucleo centrale dell'attività: la tematica, l'argomento.
Questa deve essere significativa, può essere posta come un problema da risolvere
stimolante e appassionanti per i ragazzi.
Queste considerazioni preliminari sono indispensabili e permettono di scegliere le
strategie e le tecniche del lavoro didattico, individuare le esperienze concrete in
grado di innescare il processo di apprendimento.
La progettazione è un atto preventivo e deve essere impostato a priori nelle linee
generali, occorre altresì la consapevolezza che, durante lo svolgimento
dell'attività, potranno intervenire modificazioni, adeguamenti, per il carattere in-
trinsecamente flessibile della progettazione delle unità di apprendimento.
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L'INDIVIDUAZIONE DELLA TEMATICA
Nell'individuazione della tematica, occorre sempre tenere in considerazione le ca-
ratteristiche dell'Unità di apprendimento:
- V È un insieme (unità organica ed effettiva) di occasioni di apprendimento che
consentono all'allievo di entrare in un rapporto personale con il sapere at-
traverso compiti che conducono a prodotti;
- V È costituita da parti ed ha un titolo;
- V Prevede l'individuazione di un compito di apprendimento unitario, articola-
bile al suo interno, su cui la didattica esercita il compito di mediazione in
modo che, a partire dalle risorse (conoscenze, abilità), lo studente giunga
alla competenza.
Per l'individuazione della tematica si possono individuare due percorsi:
- La via discendente che, partendo dai documenti ministeriali di riferimento
(Indicazioni nazionali, Linee guida), giunge ad incontrare i bisogni e la sto-
ria del gruppo di alunni;
- La via ascendente che, partendo dai bisogni e dalla storia degli alunni, si
raccorda con le Indicazioni Nazionali e le Linee guida.
Questi due percorsi sono complementari, per cui nella pratica didattica si potrà
indifferentemente praticare l'una o l'altra a seconda delle necessità.
Con la dovuta avvertenza di non pensare come assolute e antitetiche le considera-
zioni seguenti, possiamo dire che:
- La via discendente si presta ad una progettazione di unità di carattere disci-
plinare, a percorsi maggiormente strutturati per il perseguimento degli
obiettivi e delle competenze previste nei documenti ministeriali (lavoro per
discipline o ambiti disciplinari);
- La via ascendente si orienta verso unità dove siano interessati ambiti disci-
plinari, gruppi di materie per la realizzazione di un curricolo fortemente le-
gato ai bisogni, agli stimoli e alle opportunità presenti nel territorio (temi e
percorsi interdisciplinari).
In entrambi i casi, in quanto progetto predisposto intenzionalmente prima
dell'attività didattica, tra progettazione e realizzazione ci sarà sempre uno scarto
inevitabile, un adattamento dovuto alle sollecitazioni provenienti dalla classe.
Il tema sul quale si vuole incentrare l'unità di apprendimento deve essere selezio-
nato comunque sulla base del lavoro già svolto e deve essere strettamente con-
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3nesso con il compito unitario o prodotto finale che testimonia il possesso della
competenza.
La scelta del tema presuppone preliminarmente l'individuazione degli elementi di-
sciplinari o interdisciplinari più adeguati a soddisfare il bisogno di apprendimento
individuato.
Riassumendo:
- La tematica deve essere significativa, avere aspetti problematici e stimolan-
ti, appassionanti per i ragazzi;
- Se si individua una tematica interdisciplinare, essa deve prestarsi a prospet-
tive diverse: in tal modo i ragazzi superano la divisione disciplinare e impa-
rano ad affrontare e risolvere problemi con apporti provenienti da discipline
diverse.
Una modalità possibile rimanda alla regola delle 5W del giornalismo inglese: what,
who, where, when, why, che ricalca la regola delle 5Q dei retori latini: quod, quis,
quando, quo loco, qua re.
Prendendo ad esempio una unità di apprendimento di una ricostruzione storiogra-
fica, la scelta della tematica è connessa all'individuazione del:
- v Cosa (il fatto o l'insieme di fatti, l'evento o l'insieme di eventi);
- V Chi (i soggetti presi in considerazione come protagonisti);
- Y Dove (l'area geografica in cui si collocano fatti ed eventi e in cui vivono i
soggetti);
- v Quando (in quale momento cronologico o in quale periodo circoscritto av-
vengono i fatti presi in considerazione relativi ai soggetti che vivono nei
luoghi dati);
- V Perché (condizioni che hanno reso possibile il verificarsi di quei fatti, a quel-
le persone, in quei luoghi e in quei tempi).
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LA STRUTTURA DELL'UNITÀ DI APPRENDIMENTO
L'unità di apprendimento prevede una strutturazione definita "a ritroso".
La progettazione prevede infatti di:
- Identificare gli esiti di apprendimento in termini di competenza
- Determinare gli elementi che evidenziano gli esiti
- Formulare prove di accertamento delle competenze e determinare i livelli di
possesso
- Predisporre attività articolate in unità di apprendimento
- Definire interventi di personalizzazione
In sostanza, individuata la/le competenza/e da perseguire, il/i docente/i si pon-
gono le seguenti domande:
- Come gli allievi possono dimostrare il possesso delle competenze richieste?
- Quali prove evidenziano il possesso delle competenze?
- Come rilevo e misuro i risultati delle prove?
- Quali conoscenze, abilità sono richieste per pervenire alla competenza?
- Quali attività consentono all'alunno di applicare gli apprendimenti acquisiti
in contesti di realtà?
- Qual è il percorso didattico adatto?
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LE FASI DELL'UNITÀ DI APPRENDIMENTO
La struttura classica dell'Unità di apprendimento è articolata in forma di progetto.
Vi sono modelli organizzativi diversi.
I punti comuni sono:
La parte generale
Essa individua:
- Il prodotto finale (compito autentico - compito unitario - compito di real-
tà);
- Le competenze che si intendono sviluppare, articolate, culturali e relative
abilità e conoscenze: le competenze sono specificate in comportamenti.
Le competenze possono essere tratte dalle competenze chiave, dai traguardi per
lo sviluppo della competenza contenuti nelle discipline delle indicazioni nazionali
per la scuola dell'infanzia e il I ciclo, nelle linee generali e negli obiettivi specifici
di apprendimento delle indicazioni nazionali per i Licei1 e delle Linee guida degli
istituti tecnici2 e professionali3.
- Le prove che evidenziano il perseguimento della competenza;
- Gli alunni destinatari.
Non necessariamente questi devono coincidere con il gruppo classe, sono possibi-
li articolazioni diverse coerenti con le finalità e gli scopi dell'UdA. I gruppi posso-
no essere costituiti utilizzando tutte le forme previste dalla normativa (classi aper-
te, gruppi elettivi, ecc.).
1 Schema di regolamento recante "Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti
le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all'articolo 10, comma 3,
del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione all'articolo 2, commi 1 e 3, del medesi-
mo regolamento." ALLEGATI A e B.
2 ALLEGATO A: Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema
educativo di istruzione e formazione per gli Istituti Tecnici. ALLEGATO B: Indirizzi, profili, quadri orari e risultati di ap-
prendimento.
3 Istituti professionali, Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento. ALLEGATO A.
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- Le risorse di docenza e gli apporti professionali necessari.
In caso di UdA interdisciplinari, risulta fondamentale un'articolazione flessibile
dell'orario di servizio dei docenti (peraltro prevista anche nel Contratto di lavoro).
È difficile, se non impossibile, realizzare le attività previste dall'unità senza modi-
fiche temporanee dell'orario settimanale di servizio, possono essere necessarie in-
fatti attività in co-presenza tra docenti, aggregazioni disciplinari. L'organico
dell'autonomia previsto dalla legge 107/2015 favorisce un'organizzazione obiet-
tivamente più complessa del servizio dei docenti.
- Il periodo di svolgimento, il tempo necessario (monte-ore).
Questi aspetti possono essere indicati con il diagramma di Gantt, che evidenzia lo
sviluppo temporale dell'unità (Allegato 3).
- La definizione degli obiettivi formativi e di apprendimento.
La fase operativa
Questa fase si concretizza nella realizzazione delle attività con i ragazzi, nello
svolgimento delle lezioni, attraverso l'utilizzazione di contenuti, metodi, strumen-
ti, materiali e sussidi individuati in fase di progettazione.
La scelta dei contenuti è di pertinenza del docente di disciplina; non esistendo più
i programmi ministeriali, non vi sono contenuti obbligatori.
Rispetto alle metodologie, la scelta deve essere funzionale all'attività, occorre evi-
tare di essere innovativi a tutti i costi, la lezione frontale non deve essere demo-
nizzata. Occorre però tener presente che una didattica basata sull'acquisizione di
competenze, si fonda sulla valorizzazione dell'esperienza degli alunni,
sull'operatività e sull'acquisizione di competenze sociali.
- Lezione frontale, tradizionale
- Metodologie attive
- Brainstorming, Role Playing
- Cooperative learning
- Didattica laboratoriale
- Problem solving
- Peer to peer, Peer tutoring
Anche relativamente a materiali, sussidi ed ambienti, la scelta deve essere funzio-
nale all'attività. Anche l'aula può essere un laboratorio (predisposizione di banchi,
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