Pediatria Generale e Specialistica: Malattie Esantematiche Infantili

Slide dall'Università degli Studi di Milano su Pediatria Generale e Specialistica – 1 Cfu. Il Pdf è una presentazione didattica che esplora le malattie esantematiche infantili, con dettagli su eziologia, epidemiologia e terapia, utile per studenti universitari di Biologia.

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56 pagine

MED/38 PEDIATRIA GENERALE E SPECIALISTICA 1 CFU
Il neonato :
Definizione, classificazione e particolarità anatomofisiologiche
Screening neonatale
Ittero neonatale
Particolarità anatomofisiologiche del neonato pretermine e di basso peso: assistenza e
follow-up
Accrescimento staturo-ponderale
Sviluppo psicomotorio
Cromosomopatie e sindromi genetiche
Le cure primarie
Le malattie di più frequente ospedalizzazione in età pediatrica dal lattante all’adolescente:
Apparato digerente: gastroenterite acuta, malassorbimento
Apparato respiratorio: laringite, bronchiolite, asma, tubercolosi
SNC: convulsioni, meningite, tumori
Malattie nefrologiche: infezione delle vie urinarie, glomerulonefrite e sindrome nefrosica
Malattie oncoematologiche
Malattie endocrine e metaboliche
Malattie esantematiche e infettive dell’infanzia
Interventi di prevenzione:
- Allattamento al seno
- Alimentazione come prevenzione
- Strategie di vaccinazioni
STEFANO CHIARAVALLI
stefano.chiaravalli@unimi.it
DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE PER LA SALUTE
Corso di Laurea in Infermieristica
MALATTIE ESANTEMATICHE
MORBILLO
ROSOLIA
VARICELLA
SCARLATTINA
MEGALOERITEMA O V MALATTIA
ESANTEMA CRITICO O VI MALATTIA

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Anteprima

Malattie Esantematiche

Morbillo

Morbillo= piccolo morbo (per distinguerlo nel medioevo dai grandi morbi: peste, colera, vaiolo, febbre gialla).

Eziologia del Morbillo

Paramixovirus (RNA-virus) Mortalità in Africa: 20 %. Mortalità in Europa (ante vaccinazione): 0,2 % Provoca depressione del sistema immunitario colpendo linfociti B e T con riduzione anche della blastizzazione e della sensibilità ritardata. Contagio diretto dal 7º giorno di incubazione al 5º giorno dopo la comparsa dell'esantema. Indice di contagiosità: 95 % Periodo di incubazione: 8-12 giorni. Immunità per tutta la vita; gli anticorpi materni conferiscono una protezione parziale per buona parte del 1º anno di vita.

Clinica del Morbillo

1º fase: incubazione 8-12 gg (soggetto asintomatico). 2º fase pre-esantematica (2-4 gg) febbre elevata (remittente) enantema macchie di Koplik (puntini bianchi come spruzzatura di calce sulle guance) mucositi rinite, congiuntivite (lacrimazione e fotofobia), laringite (tosse secca insistente), bronchite. 3º fase esantematica: (4-6 gg) Miglioramento con defervescenza Ripresa della febbre Comparsa di esantema maculo-papuloso di colore rosso scuro-violaceo, grandezza da 1 a 5 mm, leggermente rilevate sul piano cutaneo che tendono a confluire lasciando piccole isole di cute integra. Inizia dalle regioni retroauricolari e si diffonde a volto- testa-collo-tronco-arti (senso cranio-caudale). Durata: 5-6 giorni Scomparsa secondo l'ordine di apparizione con residua fine desquamazione furfuraceaMacchie di Koplik

Complicanze del Morbillo

Per localizzazione tipica del virus Polmonite interstiziale (1-6%) Da sovrainfezione batterica: a) Polmonite batterica (per depressione immunitaria da Stafilococco, Pneumococco, H. influenzae)(1-2 %) b) Otite media acuta (7 %) Neurologiche: · Nevrassite -> Meningoencefalite virale (convulsioni fino al coma e morte 1:1000 casi) dovuta a reazione immuno-allergica. La mortalità elevata (20%), spesso, reliquati neurologici. b) Pan Encefalite Sclerosante Subacuta (PESS)-> rara (1:100.000) forma degenerativa con latenza di 7 anni. Determina un progressivo scadimento delle funzioni neurologiche (paralisi spastica) ed intellettive fino a morteADEM 1) Lesioni piccole (< 5 mm) 2) Lesioni grandi, confluenti o simil-tumorali 5) Gadolinio 4) AHEM 3) Lesioni bitalamiche 6) Midollo spinale ALTRE TECNICHE di NEUROIMAGING -- > MRS = - NAA; + lattato; = colina DWI, PWI, PET, SPECT = diminuzione metabolismo; ipoperfusioneNAA Cho MI Cr A uV Fp1-3 P3-01 FOR-F4 FICA CIN P4-02 60 FT-T3 60 T3-TE Cho NAA Lipid Lactate T4-TO TE-02 B A B CI-P1 CAN P4-02 F7-T3 T3-TE 18-01 Fp2-Pa FB-T4 T4-TE V T4-02 Stadio IV Quick Time™ e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. Fpt#3 -- - Stadio III c Stadio II 0.5 B Panencefalite subacuta sclerosante [SSPE] A FI-T4

Terapia Sintomatica del Morbillo

ANTIPIRETICI MUCOLITICI ANTITOSSE TRATTAMENTO COMPLICAZIONI DISPOSIZIONI LEGISLATIVE DENUNCIA OBBLIGATORIA ISOLAMENTO DEL MALATO PROFILASSI IMMUNIZZAZIONE PASSIVA CON IgG SPECIFICHE (0,25 mg/Kg) NEGLI IMMUNODEPRESSI IMMUNIZZAZIONE ATTIVA

  • VACCINAZIONE CON VIRUS VIVO ATTENUATO (DAL 15° MESE DI VITA)

Rosolia

ROSOLIA POSTNATALE BENTONA ROSOLIA CONGENITA FORMA GRAVE EMBRIONALE FORMA ± GRAVE FETALE

Rosolia Postnatale

Eziologia: virus a RNA Contagio: diretto con gocce di saliva da una settimana prima della comparsa dell'esantema fino a 5 giorni dopo comparsa dell'esantema. Incubazione: 14-21 giorni

Clinica della Rosolia Postnatale

Periodo prodromico (1-5 giorni): linfoadenomegalia retronucale e laterocervicale, modica splenomegalia, febbricola Esantema: maculopapuloso, non confluente o modestamente confluente, diffuso su tutto il corpo, leggero (meno intenso di quello del morbillo), inizia al viso e procede verso il basso. Non sempre è presente.

Diagnosi della Rosolia Postnatale

· Quadro clinico · Indagini di laboratorio: leucopenia linfocitosi relativa aumento delle plasmacellule · ricerca degli anticorpi specifici (Rub test): IgM specifiche

Profilassi della Rosolia Postnatale

► Passiva: y-globuline specifiche (0,2-0,3ml/Kg) Attiva: vaccino vivo attenuato in una unica dose

  • Vaccinazione a tutte le bambine in età puberale (GUNEVAX SCLAVO)
  • Vaccinazione trivalente al 15° mese: anti-morbillo, rosolia e parotite (TRIVIRATEN) TERAPIA: NESSUNA

Rosolia Congenita o Sindrome della Rosolia Congenita (SRC)

TRASMISSIONE PER VIA TRANSPLACENTARE IN CORSO DI INFEZIONE MATERNA · Infezione nel I trimestre di gravidanza->SRC nel 70% dei casi · Infezione nel II trimestre di gravidanza->SRC nel 15% dei casi · Infezione nel III trimestre di gravidanza-> % SRC trascurabile

Quadro Clinico della Rosolia Congenita

Triade di Gregg: 1) cardiopatia congenita (pervietà del dotto arterioso di Botallo) 2) cataratta 3) sordità Alla nascita può essere presente un quadro settico: ittero, porpora trombocitopenica, epatosplenomegalia Altri segni: Basso perso, malformazioni scheletriche, dismorfie.

Diagnosi della Rosolia Congenita

ISOLAMENTO DEL VIRUS nell'urina e nel secreto naso-faringeo DIMOSTRAZIONE DI ANTICORPI SPECIFICI · Ricerca di Ig M specifiche nel liquido amniotico, sangue cordonale · Ricerca di Ig G tardive e loro persistenza dopo 6 mesi dalla nascita · Ricerca di Ig G materne

Profilassi della Rosolia Congenita

PRIMA DELLA GRAVIDANZA-Ig ANTIROSOLIA->< 1:8 VACCINAZIONE ESPOZ. AL CONTAGIO 1. Ig SPECIFICHE ENTRO 48 h (120.000 UI i.m.) DURANTE LA GRAVIDANZA (PRIMA VISITA OSTETRICA) 2. CONTROLLO MOVIMENTO ANTICORPALE I IgM a 0 e a 15gg SE TITOLO AUMENTATO 1 PERICOLO

Terapia della Rosolia Congenita

IN RAPPORTO CON I SINGOLI ORGANI IMPLICATI ANEMIA - TROMBOCITOPENIA TRASELISIONI CATARATTA TERVENTO PRECOCE DIFETTI UDITIVI AMI AUDIOMETRICI CARDIOPATIE ORREZIONE SE POSSIBILE

Varicella

EZIOLOGIA: Virus Varicella-zooster (VZ), un DNA-virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae. CONTAGIOSITÀ: elevata (indice di contagiosità: 90%), con incidenza più elevata nei bambini di età compresa tra 5 e 9 anni. INCUBAZIONE: 12-21 gg. SORGENTE DI INFEZIONE: vescicole cutanee e secrezioni respiratorie Risulta contagiosa da un giorno prima a circa 6 giorni dopo l'esordio dell'eruzione cutanea . I neonati possono acquisire la malattia dalla madre che contrae la varicella alla fine della gestazione. RAPPORTI FRA VARICELLA ED HERPES ZOOSTER Varicella e herpes zooster possono occorrere insieme nella stessa famiglia e nello stesso bambino dando un'immunità crociata. La varicella può essere considerata la forma acuta, mentre lo zooster il risultato della riattivazione dalla fase latente del virus nei gangli spinali.

Quadro Clinico della Varicella

PERIODO PRODROMICO: febbre e malessere generale della durata di circa 24 ore; subito dopo compare l'esantema. ESANTEMA si manifesta inizialmente alla parte superiore del tronco quindi al volto, al cuoio capelluto ed alle estremità. MACULO-PAPULE VESCICOLE PUSTOLE CROSTE POUSSE' SUBENTRANTI Le lesioni inizialmente sono maculo-papulari che evolvono in vescicole di 2-3 mm. di diametro, circondate da un alone eritematoso, a contenuto dapprima liquido ed in seguito torbido (pustole); entro 4-6 giorni queste lesioni si trasformano in croste che in seguito cadono senza lasciare cicatrici evidenti (a volte cicatrici appena visibili). "Rash cutaneo a cielo stellato"-> nella fase di stato sono presenti elementi in tutti i diversi stadi evolutivi, cioè esistono gittate successive.

Diagnosi della Varicella

Quadro clinico Esami di laboratorio -> test di Tzanck Test di Tzanck Materiale cellulare viene prelevato dal fondo e dalle pareti della vescicola, strisciato e colorato con soluzione di Wright o colorazione di Giemsa: Cellule giganti multinucleate sono presenti nell'herpes simplex, nell'herpes zoster e nella varicella.

Complicanze della Varicella

Sovrainfezione delle vescicole da stafilococco o altri germi Polmonite (soprattutto negli adulti) · Manifestazioni neurologiche: · encefalomielite (molto rara): compare dopo 1-2 settimane dalla fine della malattia con segni cerebellari, atonia, tremori, convulsioni, coma · sindrome di Reye -> (aspirina come antipiretico!)

Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

Università degli Studi di Milano

DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE PER LA SALUTE Corso di Laurea in Infermieristica

MED/38 Pediatria Generale e Specialistica - 1 CFU

Il neonato : Definizione, classificazione e particolarità anatomofisiologiche Screening neonatale Ittero neonatale Particolarità anatomofisiologiche del neonato pretermine e di basso peso: assistenza e follow-up Accrescimento staturo-ponderale Sviluppo psicomotorio Cromosomopatie e sindromi genetiche Le cure primarie

Malattie di più Frequente Ospedalizzazione in Età Pediatrica

Le malattie di più frequente ospedalizzazione in età pediatrica dal lattante all'adolescente: Apparato digerente: gastroenterite acuta, malassorbimento Apparato respiratorio: laringite, bronchiolite, asma, tubercolosi SNC: convulsioni, meningite, tumori Malattie nefrologiche: infezione delle vie urinarie, glomerulonefrite e sindrome nefrosica Malattie oncoematologiche Malattie endocrine e metaboliche Malattie esantematiche e infettive dell'infanzia

Interventi di Prevenzione

  • Allattamento al seno
  • Alimentazione come prevenzione
  • Strategie di vaccinazioni

STEFANO CHIARAVALLI stefano.chiaravalli@unimi.it

Malattie Esantematiche

  • MORBILLO
  • ROSOLIA
  • VARICELLA
  • SCARLATTINA
  • MEGALOERITEMA O V MALATTIA
  • ESANTEMA CRITICO O VI MALATTIA

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