Selvicoltura generale: panoramica e situazione forestale italiana

Slide da Unipg su Selvicoltura Generale. Il Pdf, una presentazione didattica di Daniela Farinelli per l'anno accademico 2024/2025, offre una panoramica della selvicoltura e della ripartizione delle superfici forestali italiane, con tabelle statistiche dettagliate per l'Università.

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57 pagine

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Selvicoltura generale
Daniela Farinelli
AA 2024/2025

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A.D. 1308 unipg

DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AMBIENTALI

GENERALE

. STUDIUM GEN CIVITAT SCS HER LAN CV VS TATIS PERUSII · A. D. MCCCVIII www.unipg.itA.D. 1308 unipg DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AMBIENTALI Selvicoltura generale AA 2024/2025 Daniela Farinelli

Definizione di bosco

Da un punto di vista naturalistico

È l'insieme di tutti gli organismi vegetali ed animali viventi in un'associazione vegetale sufficientemente estesa e di cui gli elementi più appariscenti sono le piante legnose (presenti con una certa densità).

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Da un punto di vista economico

Il bosco rappresenta un'area coperta da piante legnose il cui prodotto principale è dato dal legno, accompagnato o no da altri prodotti secondari, quali pascolo, frutti, funghi, resine, ecc ..

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Per I'VE (Eurostat)

la definizione è quella denominata Forest Resources Assessment 2000 (FRA2000): "si definisce bosco o foresta un terreno coltivato o naturale con alberi capaci di raggiungere almeno 5 m di altezza a maturità, la cui area di incidenza è maggiore del 20% (10% per formazioni forestali chiare) su una superficie minima di almeno 5.000 m2.

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Per la FAO

"Si definisce bosco o foresta un terreno con copertura arborea di almeno il 10% della superficie che si estende su una superficie di almeno 5.000 m2."

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Secondo l'ISTAT

rileva come superficie boscata quella con copertura arborea di almeno il 50%, con alberi alti almeno 5 m a maturità, con superficie di almeno 5.000 m2 e quella non boscata ma necessaria alla produzione (strade forestali, viali parafuoco, depositi legname, vivai, ecc.).

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Decreto Legislativo 3 aprile 2018 n. 34

Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali art. 3 Superfici coperte da vegetazione forestale arborea non inferiore a 2000 m2 con larghezza non inferiore a 20 m e con copertura forestale di almeno il 20%

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Superficie forestale mondiale

Complessivi 4.172 milioni di ha (32% sup. terrestre); per avere un termine di confronto si consideri che la quota di terre destinata ad usi agricoli è pari al 37%. L'UE presenta un tasso di boscosità pari al 42,5% (da 8,8 e 9,8% di Irlanda e Danimarca a 75,5% e 68% di Finlandia e Svezia)

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Come definire un bosco

https://www.youtube.com/watch?v=nvuB aYIevak

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TABELLA IV: DATI DI BASE RELATIVI AL PATRIMONIO BOSCHIVO DELL'UE (UE-27, 2015-2019)

Stato membro UE-27 Foreste/ superfici boschive (1 000 ettari, 2019) Percentuale di foreste sulla superficie totale (%) (2019) VALI superficie forestale (EUR/ ettari) (2018) Proprietà delle foreste: % di Foreste pubbliche (2015) Foreste e altre superfici boschive per abitante (ettari, 2015) Persone occupate nel settore forestale (1 000 ULA) (2018) Austria 3 885,6 46,4 274 25,8 0,47 21,7 Belgio 689,3 22,6 121 46,5 0,06 2,3 Bulgaria 3 880,0 35,2 68 87,9 0,53 22,2 Croazia 1 936,6 34,2 112 71,7 0,59 14,4 Cipro 172,7 (2015) 33,9 442 68,8 0,34 21,8 Cechia 2 675,3 33,9 442 76,6 0,25 21,8 Danimarca 627,5 14,6 557 23,7 0,12 6,0 Estonia 2 438,4 53,9 98 41,3 1,85 5,8 Finlandia 22 409,0 66,2 183 30,4 4,23 20,8 Francia 17 169,6 27,1 206 24,7 0,27 30,0 Germania 11 419,0 32,0 275 52 0,14 39,0 Grecia 3 901,8 29,5 14 77,5 0,59 9,0 Ungheria 2 054,5 22,1 129 57,6 0,22 20,7 Irlanda 17780 11 1 21 529 0 17 2.4 Italia 9 512,3 31,5 208 33,6 0,19 38,8 Lettonia 3 406,9 52,0 163 52,5 1,72 17,9 Lituania 2 200,0 33,7 122 61,4 0,77 11,9 Lussemburgo 88,7 34,3 400 47,1 0,16 0,3 Malta 0,4 1,5 0,0 - - [0,0 Paesi Bassi 1368.6 8.9 1430 48.5 10.02 2,0 Polonia 9 471,0 30,3 165 81,9 0,24 73,3 Portogallo 3 312,0 35,9 288 3 0,47 15,3 Romania 6 929,1 29,1 257 67 0,35 51,8 Slovacchia 1 925,9 39,3 256 50,2 0,36 25,5 Slovenia 1 185,6 58,5 228 25,3 0,62 7,1 Spagna 18 567,9 36,7 54 29,2 0,59 88,8 Svezia 27 980,0 63,8 110 24,3 3,18 40,0 UE-27 158 822,9 37,7 168 39,7 (UE-28) 0,36 (UE-28) 519,4 Fonte: Eurostat e DG AGRI

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Superficie forestale (ISTAT)

ha 6.762.000 (22% sup. nazionale.), di cui: 2.935.000 ha di fustaie (43%). Di queste: - 49% di resinose - 39% di latifoglie - 12% di fustaie miste (res+lat) 3.827.000 cedui (57%). Di questi: - 74% cedui semplici - 20% cedui composti - 6% macchia mediterranea.

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Tab. 1.1 - Superfici forestali rilevate (migliaia di ettari).

Statistica Forestale ISTAT, Inventari forestali nazionali 1995 e 2005.

Anno

1948 1967 2005 Superficie forestale 5.622 6.101 8,379 10.467 Boschi di conifere 1.074 1.261 1.334 1.714 Boschi di latifoglie 4.552 4.846 4.954 6.867 Di cui boschi cedui 3.442 3.614 3.674 3.663

Tab. 1.2 - Ripartizione delle categorie forestali in Italia.

Inventario Forestale Nazionale (2005).

1.708.000
ha

Boschi 8.759.000 ha Di cui conifere 1.714.000 ha Bosco e terre non boscate 10.467.000 ha Boschi di latifoglie Non classificati 1.460.000 ha Di alto fusto 1.666.000 ha Cedui 3.663.000 ha Totale 6.789.000 ha unipg Lezione 1 Selvicoltura Generale Terre non boscate 1985

Tab. 1.3 - Ripartizione delle categorie forestali in Italia.

1000 ettari. Inventario Forestale Nazionale.

Specie
Totale
Non class.
Fustaia
Ceduo
Faggio
1035
130
428
477
Roverella(1)
1084
264
286
534
Cerro(2)
1011
112
223
676
Castagno
788
156
39
593
Carpini(3)
852
174
41
637
Igrofile (+)
229
125
69
35
Altre cad. (5)
995
384
296
315
Leccio
620
157
98
365
Sughera
169
23
139
7
Altre semprev.
85
20
41
24
Totali
6868
1445
1760
3663

(1) Rovere 59, Farnia 29. (2) Farnetto 23, Fragno 29, Aceri-tiglio-frassineti 178, Betulla 56. (3) Carpino nero 812, C. bianco 40. (+) Salici 229, Ontano nero 34, Ontano bianco 9. (5) Robinia 234, Ontano napoletano 230.

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Tab. 1.4 - Ripartizione geografica delle superfici dei boschi cedui. Migliaia di ettari e percentuale sul totale dei boschi

ALPI V. Aosta 2 (2%) Piemonte 361 (40%) Alto Adige 13 (4%) Lombardia 269 (44%) Trentino 54 (14%) Veneto 155 (39%) Friuli- V. G. 41 (13%) CENTRO-NORD Liguria 213 (62%) Abruzzo 131 (3%) Emilia Romagna 338 60%) Molise 18 (14%) Toscana 626 (61%) Umbria 277 (74%) Marche 148 (51%) ITALIA MERIDIONALE ISOLE Lazio 340 (62%) Sicilia 51 (28%) Campania 164 (42%) Sardegna 128 (22%) Puglia 69 (47%) Basilicata 78 (38%) Calabria 137 (29%)

A.D. 1308 unipg Lezione 1 Selvicoltura Generale PADANIA ABRUZZO E MOLISE

Distribuzione dei boschi in Italia

NORD 45% CENTRO 28% SUD 26% MONTI 60,6% COLLINA 33,9% PIANURA 5,5%

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La Selvicoltura

è la scienza della coltivazione dei boschi per ricavarne utile economico e/o naturalistico

  • selvicoltura agronomica
  • selvicoltura naturalistica

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Selvicoltura agronomica

Ha come scopo l'ottenimento della maggior produzione legnosa nel minor tempo possibile. E' indicata nelle stazioni fertili e poco soggette a dissesto idrogeologico

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Selvicoltura naturalistica

Mira a non alterare eccessivamente l'equilibrio del bosco con interventi saltuari. E' indicata nelle stazioni soggette a dissesto idrogeologico ed in cui la rinnovazione è difficile.

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Selvicoltura agronomica vs selvicoltura naturalista

  • Anni cinquanta - sessanta contrapposizione
  • La prima esaltava la produzione legnosa con largo impiego di rinnovazione artificiale e delle specie esotiche, nonché, in generale, del rimboschimento come azione preventiva di difesa del suolo;
  • La seconda invece intendeva operare in modo meno radicale, ricorrendo soprattutto alla rinnovazione naturale e alla valorizzazione delle specie indigene

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SELVICOLTURA SISTEMICA

Ora, ormai abbandonata la via della selvicoltura agronomica, andatasi configurando nell'arboricoltura da legno, all'applicazione della selvicoltura naturalista Si è andata contrapponendosi la proposta della "selvicoltura sistemica", attenta al rispetto del sistema bosco e modello - obiettivo di riferimento prima di qualsiasi

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SELVICOLTURA PRODUTTIVA LEGNOSA

Quella selvicoltura che ha come obiettivo principale quello di produrre legno, cercando di conciliare i vincoli di natura ambientale, il rispetto del buon funzionamento dei sistemi e i condizionamenti di carattere sociale ed economico

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Principali specificazioni attribuibili alla selvicoltura che implicano l'uso di tecniche colturali diverse

Produttiva legnosa (compresa l'arboricoltura da legno) Tecniche colturali adatte a massimizzare la produzione legnosa, sia come biomassa sia come matica Produttiva erbacea Tecniche colturali che, pur conservando il bosco, tendono a massimizzare la produzione erbacea per incrementare il pascolo in bosco, sia di animali selvatici sia domestici. Produttiva di funghi (selvicoltura micologica) Tecniche colturali che tendono a massimizzare la produzione di funghi ipogei (tartufi) ed epigei. Produttiva per raccolta di altri prodotti Tecniche colturali che tendono a massimizzare la produzione di prodotti secondari, costituiti per lo più da frutti (pic- coli frutti, castanicoltura da frutto, ecc.). Autoprotettiva (restauro forestale) Tecniche colturali che tendono a ripristinare la funzionalità sistemica in formazioni soggette a degrado. Eteroprotettiva (selvicoltura minimale) Tecniche colturali che tendono a ridurre i rischi e gli impatti dei disturbi di carattere naturale (frane, valanghe, ecc.). Idroprotettiva Tecniche colturali che tendono a migliorare le caratteristiche quali-quantitative delle acque destinate all'uso umano e a ridurre i rischi d'inquinamento delle sorgenti.

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