Slide dalla Scuola sui Longobardi e il Papato. Il Pdf esplora la storia dei Longobardi, dalla loro origine in Scandinavia fino al regno in Italia, con un focus su figure come Rotari e Liutprando, e il loro rapporto con la Chiesa, utile per la Storia nella Scuola superiore.
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I Longobardi erano un popolo germanico che in origine provenivano dalla Scandinavia, specificamente dalla regione della Scania. Nel corso del tempo, verso il I secolo a.C. si spostarono verso sud, verso l'area dell'attuale Germania settentrionale, in un'area che gli storici hanno individuato sull'attuale costa tedesca del mar Baltico; poi ,seguendo il corso dell'Elba, si scontrarono con i Vandali e poi con altri popoli germanici. Probabilmente tra la fine del V secolo e l'inizio del VI secolo Si stabilirono in Pannonia (l'odierna Ungheria) dopo una lunga migrazione.
Nel 568 i Longobardi furono costretti a lasciare la Pannonia, spinti dalla pressione di alter popolazioni nomadi provenienti da est, in particolare dagli Avari e si diressero verso ccidente, guidati da re Alboino fino a raggiungere l'Italia. Nel 569 varcarono le Alpi Giulie , occuparono nella pianura padana, senza incontrare resistenza, raggiunsero la Toscana, l'area di Spoleto e di Benevento. Nel 572 conquistarono Pavia che diventò la capitale del loro regno. La loro espansione non incontrò forti resistenze e non richiese scontri militari, ma fu il risultato di assedi di città,razzie,saccheggi, accordi con le autorità locali per ottenerne la sottomissione. La conquista di gran parte del territorio italiano avvenne in tempi rapidi, perché le popolazioni locali opposero scarsa resistenza.
In questo modo I Longobardi si impadronirono dell'Italia settentrionale, della Toscana e di un'ampia area centro-settentrionale che si estendeva dall'Umbria alla Basilicata. I Bizantini difesero e conservarono oltre a Roma e al Lazio, le zone costiere dell'Adriatico,( l'area lagunare veneta dove sorse Venezia) importanti per i traffici commerciali tra l'Italia e l'Oriente; l'Emilia Romagna con i territori della Pentapoli (costituita da cinque città portuali sul litorale dell'Adriatico: Rimini, Fano, Ancona, Senigallia e Rimini); buona parte dell'Italia meridionale (Puglia e Calabria),la Sicilia, Sardegna e Corsica. La Liguria ,inizialmente bizantina venne abbandonata ai Longobardi verso la metà del VII secolo. Nel 584 fu costituito l'esarcato d'Italia con capitale Ravenna, composto da tutti i territori bizantini
I longobardi invadono l'Italia (568)
Sutrio Lucera Mare Adriatico Fano REGNO DEGLI AVARILa penisola divisa La dominazione longobarda, durata fino al 774, decretò la fine dell'unità politica e territoriale quindi unità politica e territoriale, conseguita da Roma nel corso del III secolo a.C., poichè l'Italia fu divisa in un'area ridotta controllata dai bizantini (la Romania) e in una vasta zona dominata dai longobardi (la Longobardia). L'unità politica si raggiungerà solo nel XIX secolo con il Risorgimento. All'arrivo dei Longobardi, vi era una situazione di regresso e di crisi economica. I nuovi dominatori non si attivarono per risollevare l'economia del territorio, ma si limitarono a prendere le poche risorse ancora disponibili. In questo contesto i commerci diminuirono ulteriormente; le strade, in gran parte già degradate, furono abbandonate; le città si spopolarono quasi del tutto e agricoltura e artigianato si ridussero ad attività di sussistenza. La prima fase del dominio longobardo fu un'epoca di regresso economico e di dissoluzione delle strutture civili.
Profondamente diversi dalla popolazione latina per cultura, lingua, diritto e religione (la maggior parte pagani, poi molti diventarono ariani), I Longobardi non cercarono alcuna forma di integrazione con i latini, ma si stabilirono come dominatori: si impossessarono delle terre migliori, sottraendole all'aristocrazia romana, che si vide privata anche del potere in ambito amministrativo e burocratico. I Romani furono sottoposti a un gravoso regime tributario. La classe dirigente romana scomparve ( grandi proprietari terrieri furono uccisi o sottomessi o espropriati delle terre e del potere politico e amministrativo, pertanto scomparvero come ceto dirigente).
I longobardi conservarono e imposero, nei territori occupati, la stessa struttura sociale che avevano da secoli. Si stabilirono nelle campagne, suddivisi in fare, reparti militari (o gruppi di guerrieri) costituiti da più gruppi familiari, tutti discendenti da un commune antenato. A capo delle fare vi erano i duchi, comandanti militari, che risiedevano nei pochi centri urbani rimasti; si divisero il territorio occupato, creando i ducati e rimasero indipendenti dall'autorità del sovrano,che riconoscevano solo in ambito militare. La stessa conquista dell'Italia fu il risultato di imprese di singoli capi che riconoscevano solo formalmente l'autorità del sovrano. La presenza di diversi poteri locali accentuò la frammentazione territoriale della penisola. In un primo momento l'autorità dei re longobardi fu molto debole e I vari duchi agirono in modo autonomo, interessati ad accrescere il proprio potere.
Erano divisi in tribù organizzate su base familiare. Più tribù diedero vita a reparti militari dette fare, a capo di ognuna delle quali vi era un duca. Giunti in Italia, i longobardi crearono numerosi ducati. Le decisioni più importanti venivano prese da assemblee composte dagli arimanni, gli unici ad essere liberi. In una condizione di semilibertà erano invece gli aldi. Le decisioni più importanti erano prese da un'assemblea che riuniva tutti i guerrieri liberi, detti «arimanni», i soli a godere dei diritti politici. La maggior parte della popolazione era costituita dagli «aldii»: erano individui semiliberi (di solito artigiani o contadini di origine italica), vincolati a un padrone, che aveva nei loro confronti una serie di diritti, come esigere tributi in natura e prestazioni di manodopera, ma godevano di diritti civili come possedere terre e beni. L'ultima classe era costituita dai servi che non godevano né di diritti civili né di quelli politici.
Nel 572 re Alboino fu assassinato in una congiura ordita dalla moglie Rosmunda in accordo con | Bizantini. L'assemblea dei duchi affidò il ruolo di sovrano a Clefi, che però venne ucciso nel 574. Per circa un decennio i longobardi non nominarono un re finché I duchi longobardi, minacciati dai Bizantini e dai Franchi, che dalla Gallia desideravano espandersi anche in Italia, per raggiungere una maggiore stabilità politica, decisero di eleggere nel 584 un sovrano, Autari (584-590), figlio di Clefi, che avviò un processo di accentramento del potere, cioè rafforzò l'autorità del sovrano. Autari sposò nel 589 la cattolica Teodolinda, figlia di Garibaldo, duca del popolo dei Bavari, per rafforzare l'alleanza contro l'espanssione dei Franchi. Dopo la precoce morte di Autari nel 590 (per malattia o forse avvelenato) Teodolinda si risposò con Agilulfo (591-615) ,duca di Torino, eletto re dei Longobardi nel 591.
Agilulfo riuscì a farsi consegnare dai duchi la metà dei loro possedimenti terrieri in modo da sostenere le spese militari e quelle per l'amministrazione del regno.Si costituì una prima struttura statale organizzata e centralizzata , al vertice della quale vi erano il sovrano e la sua corte ,che risiedevano a Pavia, capitale del regno dal 626. La base dell'organizzazione statale longobarda era costituita dai gastaldi, funzionari nominate dal re che esercitavano poteri giudiziari e amministrativi come quelli dei duchi, prima nelle terre di proprietà del sovrano e poi la loro autorità fu estesa all'area settentrionale e alla Toscana, mentre I ducati di Spoleto nell'Italia centrale e di Benevento, nell'Italia meridionale rimasero autonomi.
Durante il suo regno iniziò la conversione dei longobardi al cattolicesimo, grazie all'influenza della regina Teodolinda in accordo con il papa Gregorio Magno. Nel 603 il sovrano, influenzato dalla moglie ,abolì il divieto per I longobardi di aderire al cattolicesimo. La regina Teodolinda svolse un ruolo fondamentale nella conversione dei Longobardi al cattolicesimo e nel processo di integrazione con gli Italici. La regina intrattenne un fitto rapporto epistolare con papa Gregorio Magno; fece battezzare il figlio Adaloaldo secondo il rito cattolico (fu il primo re longobardo cattolico); fece costruire la chiesa di S. Giovanni a Monza e sostenne la fondazione del monastero di Bobbio ad opera del monaco irlandese Colombano. Agilulfo seguì una politica espansionistica e giunse alle porte di Roma nel 593, ma per non compromettere i rapporti con il papa rinunciò alla conquista della città e accettò di ritirarsi in cambio di un ingente un tributo da parte del pontefiice. Quando morì Agilulfo (616), Teodolinda resse il regno fino alla maggiore età del figlio; la politica di apertura ai cattolici, sua e di Adaloaldo, indispettì l'aristocrazia longobarda, che alla fine estromise dal potere il giovane re e la madre. Papa Gregorio Magno (590-604): svolse una funzione di mediazione tra longobardi, popolazione locale e Impero bizantino. Nel Lazio e a Roma il papa si sostituì come autorità politica all' imperatore bizantino: scese a patti con i longobardi, pagando loro tributi, si adoperò per la loro conversione al cattolicesimo, in accordo con la regina Teodolinda, ma trattò anche con i Franchi in funzione antilongobarda; favorì la diffusione del cattolicesimo presso i popoli ancora ariani o pagani,soprattutto in Britannia,dove nel 596 inviò i benedettini con il compito di convertire gli Angli e i Sassoni.