Storia della Lingua Italiana: evoluzione e influenze, Università di Granada

Documento dalla Universidad De Granada sulla storia della lingua italiana. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Lingue, esplora l'evoluzione dal latino ai dialetti, il ruolo delle corti signorili e l'importanza di figure come Dante e Petrarca, analizzando il carattere conservativo della grammatica e del lessico.

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DavideMarcone
HISTORIA DE LA LENGUA ITALIANA
4º Grado en Lenguas Modernas y sus Literaturas
Facultad de Filosofía y Letras
Universidad de Granada
Reservados todos los derechos.
No se permite la explotación económica ni la transformación de esta obra. Queda permitida la impresión en su totalidad.
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Historia de la lengua italiana
20/09/2023
Quali potrebbero essere i limiti della lingua italiana?
Ovviamente ci sono dei limiti sociali tra italiano scritto e italiano parlato, ma anche
geograficamente.
Dobbiamo tornare ai primi del ‘200. La situazione era caotica.
In pianura Padana troviamo una lingua comune, come in Toscana troviamo il fiorentino,
come in sicilia troviamo una lirica in volgare illustre. La lingua scritta COMUNE era il latino
medievale. Si scrivevano atti giudiziari, statuti delle città in latino medievale, e quasi in
questo stesso latino parlavano i religiosi. Era un latino volgareggiante.
I mercanti, che viaggiavano fuori dalla propria regione, se non riuscivano a farsi capire
parlando il proprio dialetto, provavano a parlare in latino. En fin, que el italiano todavía no
existía.
Rapporto tra dialetto e lingua italiana. La necessità di imporre una lingua ai dialetti, atta
per servire una nazione intera, nasce nel tardo medioevo. La tradizione ecclesiastica,
scolastica e notarile mantenevano vivo in tutte le persone, dotte o semi-dotte, l’uso del latino
(nella sua forma medievale). Affinché potesse nascere una nuova lingua, che si potesse
estendersi in tutto il territorio, era necessario che prima cascasse la coscienza di nazione,
cioè di una individualità dentro il mondo cristiano.
Evidentemente, le caratteristiche di ogni singolo dialetto (dialetto nome scelto dalla
filologia italiana) vengono studiate dalla dialettologia. Ci importa solamente il loro ruolo nelle
comunicazioni nazionali.
Un primo periodo, i dialetti provano ad essere illustri, eliminando i tratti locali per allargare il
raggio di azione (es. scrivere letteratura in dialetto). Questo sarà possibile attraverso del
latino, per diventare meno rozzo. Bisogna tenere in considerazione che stiamo parlando
della forma scritta, non quella orale.
Quando il fiorentino letterario, con funzione di lingua comune, si diffonde, e poi la stampa
(fondamentale per la diffusione della lingua), che comunica in fiorentino, in grosso modo, dal
1470 alla metà del 500 (Bruno Migliorini)le persone settentrionali e quelle meridionali, che
vogliono scrivere in italiano, lasciano trasparire nelle loro scritture tracce regionali dei propri
dialetti. Ma, dalla metà del 500 in poi, queste tracce regionali sono molto meno presenti,
sensibili. Questo vuol dire che il dialetto si fa sempre di più lingua propria O smette di essere
e usate.
I testi, dal 500 in poi, non hanno interesse nella storia della lingua. Si iscrivono
volontariamente in dialetto, o in latino…
- Carattere conservativo della grammatica e del lessico. L’italiano moderno è la
lingua che meno differisce dal latino. Han existido algunos momentos que han
cambiado la fisonomía de algunas palabras, pero es mucho menor que otras
lenguas latinas, como el francés. Alcuni autori dicono che questa è una caratteristica
dell’italiano, non si sono mai voltate le spalle al passato. In italiano, come in arabo,
alcune parole sono rimaste uguali ma come significato diverso (
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Storia della Lingua Italiana

WUOLAH Historia-de-la-lengua-italiana-2 ... DavideMarcone HISTORIA DE LA LENGUA ITALIANA 4º Grado en Lenguas Modernas y sus Literaturas Facultad de Filosofía y Letras Universidad de Granada

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Evoluzione della Lingua Italiana

Historia de la lengua italiana 20/09/2023

Limiti e Contesto Storico

Quali potrebbero essere i limiti della lingua italiana? Ovviamente ci sono dei limiti sociali tra italiano scritto e italiano parlato, ma anche geograficamente. Dobbiamo tornare ai primi del '200. La situazione era caotica. In pianura Padana troviamo una lingua comune, come in Toscana troviamo il fiorentino, come in sicilia troviamo una lirica in volgare illustre. La lingua scritta COMUNE era il latino medievale. Si scrivevano atti giudiziari, statuti delle città in latino medievale, e quasi in questo stesso latino parlavano i religiosi. Era un latino volgareggiante. I mercanti, che viaggiavano fuori dalla propria regione, se non riuscivano a farsi capire parlando il proprio dialetto, provavano a parlare in latino. En fin, que el italiano todavía no existía.

Rapporto tra Dialetto e Lingua Italiana

Rapporto tra dialetto e lingua italiana. La necessità di imporre una lingua ai dialetti, atta per servire una nazione intera, nasce nel tardo medioevo. La tradizione ecclesiastica, scolastica e notarile mantenevano vivo in tutte le persone, dotte o semi-dotte, l'uso del latino (nella sua forma medievale). Affinché potesse nascere una nuova lingua, che si potesse estendersi in tutto il territorio, era necessario che prima cascasse la coscienza di nazione, cioè di una individualità dentro il mondo cristiano. Evidentemente, le caratteristiche di ogni singolo dialetto (dialetto -> nome scelto dalla filologia italiana) vengono studiate dalla dialettologia. Ci importa solamente il loro ruolo nelle comunicazioni nazionali. Un primo periodo, i dialetti provano ad essere illustri, eliminando i tratti locali per allargare il raggio di azione (es. scrivere letteratura in dialetto). Questo sarà possibile attraverso del latino, per diventare meno rozzo. Bisogna tenere in considerazione che stiamo parlando della forma scritta, non quella orale. Quando il fiorentino letterario, con funzione di lingua comune, si diffonde, e poi la stampa (fondamentale per la diffusione della lingua), che comunica in fiorentino, in grosso modo, dal 1470 alla metà del 500 (Bruno Migliorini)le persone settentrionali e quelle meridionali, che vogliono scrivere in italiano, lasciano trasparire nelle loro scritture tracce regionali dei propri dialetti. Ma, dalla metà del 500 in poi, queste tracce regionali sono molto meno presenti, sensibili. Questo vuol dire che il dialetto si fa sempre di più lingua propria O smette di essere e usate. I testi, dal 500 in poi, non hanno interesse nella storia della lingua. Si iscrivono volontariamente in dialetto, o in latino ...

  • Carattere conservativo della grammatica e del lessico. L'italiano moderno è la lingua che meno differisce dal latino. Han existido algunos momentos que han cambiado la fisonomía de algunas palabras, pero es mucho menor che otras lenguas latinas, como el francés. Alcuni autori dicono che questa è una caratteristica dell'italiano, non si sono mai voltate le spalle al passato. In italiano, come in arabo, alcune parole sono rimaste uguali ma come significato diverso (:las -> treno, carovana di cammelli)

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  • L'unificazione dell'italiano, a differenza di altri paesi europei, si è creata grazie alla letteratura, e che questo è il suo fondamento. Nell'italia del 500 mancava una stretta unità di voita per creare una nazione. Esisteva questa aspirazione, con una lingua che regolava tutto il territorio, però non politicamente. Per questo esistono molte varietà grammaticali e lessicali (nomi regionali per tante cose, soprattutto per cose umili). Questa varietà è una conseguenza necessaria per il modo in cui è stata unita la nazione dalla lingua. Questa coagulazione stenta ancora a prodursi.

La letteratura ha visto nascere la lingua italiana, o meglio, volgare, per poi regolare l'uso poetico e prosastico della lingua.Si è provato a seguire un modello reale, che era quello latino. Infatti, la prosa segue la continuità latina. Questa non-separazione dal modello viene chiamata stigma. La letteratura non ci interessa dal punto di vista estetico, ma dal punto di vista linguistico. La questione della lingua, con Ariosto e il suo L'orlando furioso, non esiste più (per il momento). Dal X sec. in poi iniziano ad apparire i primi testi in italiano, che poco a poco sostituiscono i testi in latino medievale, soprattutto nella letteratura. Però, le strutture linguistiche hanno una vita più antica. Es decir, non è che un giorno qualcuno si è svegliato e inizia a scrivere in italiano, la storia ha più antichità. Questa cosa ha inizio dal I sec. a.C., con la divisione del latino scritto e quello parlato. (Decadenza romana, rinascita carolingia ... ). I miei pensieri dicono di uscire ed andare a mangiare. Considerare una lingua come strumento predisposto a fornire prestazioni linguistiche in base alle esigenze comunicative.

Le Origini della Lingua

Tema 1: Il Latino e le sue Varietà

Tema 1: le origini Il latino era veicolo di cultura, la lingua era segno di civiltà, che contribuiva alla loro unità. Bisogna ricordare che il latino, nella grammatica, è solamente una lingua scritta, usata da scrittori, contabili ... quindi permette diversi stili, o registri. Questo latino apparteneva alle persone colte, formate con i classici. Però nel vasto impero latino si parlava una varietà popolare. Di fatto, le persone dotte chiamavano questa varietà sermo provincialis, cioè varietà che si usava nelle province di Roma. C'era anche il sermo militaris, el habla usado entre los militares, ya que era uno de los más grandes grupos sociales que existía en aquella época. Altri parlano del sermo vulgaris o plebeians, cioè la lingua delle persone ignoranti, non a contatto con i classici. Esisteva una ricca espressione linguistica, come molti diminutivi o vezzeggiativi. Si usavano metafore (caput, indicava testa, ma era un vaso d'argilla). Si preferiva anche un lessico capace di chiarire le ambiguità della lingua. Questi dati sono sufficienti per dimostrare che le lingue moderne romanze derivano dal latino volgare.

Lingue Superstrato, Strato e Substrato

Lingue superstrato -> lingue che arrivano sopra altre lingue (lingua di culto). Il problema di questo tipo di lingua è la lingua che esisteva già, causando una miscela delle lingue per esempio. Lingue strato -> Fusione di lingue Lingue substrato -> lingue che esistevano già.

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Il latino classico, sull'italiano, sarà sempre una lingua superstrato (a priori, status quo, vice versa ... ) Plurilinguismo -> Non esiste un unico organismo che si evolve nell'italiano moderno; è il risultato di una fusione di molte lingue. Per interpretare un testo correttamente bisogna considerare questo elemento. Bisogna seguire i passi e l'evoluzione del latino. Il primo testo in latino appare nel VII sec. a.C .. Invece, il primo testo italiano nasce 15 secoli dopo. In questo arco di tempo, si manifesta l'ascesa, il consolidamento e il declino di Roma (476 d.C.).

Eventi Chiave e Influenze

313 d.C .: Editto di Milano. Si creano parole nuove e su calco del greco perché era la prima lingua del cristianeimo. Vocaboli religiosi e morali cambiano significato (fides: fiducia, che cambia in fedeltà) E fede (in senso teologico), o parabola: verbum, perché Cristo era il verbum dei, la parola di Dio)(attualmente parola) (CRISTO PARLAVA ARAMAICO?) Meglio essere criticati dai grammatici ed essere capiti dal popolo. 476: caduta dell'impero romano, goti e longobardi arrivano nella penisola. I goti, una volta inseriti tra i romani, conservarono religione, vita militare e lingua propria. Ma dopo furono cacciati dai longobardi, che rimasero poi nella penisola. Essi erano una civiltà tribale. Pur vivendo con i romani, conservarono anche i loro costumi, la loro tradizione, ma iniziarono ad usare la lingua di Roma, tanto che nel 643, per la prima volta furono fissate le proprie leggi, scritte secondo lo stile giuridico romano l'editto di Rotari. Dopo, arrivarono i bizantini, gli arabi, gli slavi ... la frammentazione politica, nonostante ciò, non distrusse la cultura latina. Anzi, si arricchì di elementi nuovi nonostante i grammatici andavano contro all'apporto di nuove culture. Nel periodo Carolingio, con la sua fondazione e ristrutturare l'unità politica, culturale e religiosa, vuole ricomporre l'unità linguistica, ma una lingua non si impone, e la gente capisce sempre meno il latino classico, che diventa di nuovo ufficiale. Si trovano varie testimonianze, tra cui il Concilio di Tours, in cui si diceva di usare la lingua popolare per diffondere la parola di Dio, oppure il tedesco. Quando i figli di Carlo Magno si dividono l'impero, si aiuteranno a vicenda. Invece, un altro punto di vista era quello del Giuramenti di Strasburgo. Sono considerati i primi documenti romanzi, o neolatini. Il latino parlato diventa anche scritto, diventa una lingua valida

Testimonianze del Volgare

22/09/2023 Esiste un'attestazione importante, non come una testimonianza del volgare ma l'uso di molte lingue parlate è un libro arabo scritto circa nell'800. Infatti è un'opera di geografia che parlava di commercio, quello che esisteva tra vari paesi. Diceva che questi mercanti parlano l'arabo, il persano, la lingua dei romani, quella di francia, quella di spagna ... Le lingue di Francia e Spagna già sono considerate lingue di commercio. C'è un indovinello veronoese, scritto alla fine del VIII sec., in un libro clerico, in minuscola corsiva italiana centro-settentrionale.

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