Documento da Abivet Società Benefit a R. L. su Il gatto Sviluppo comportamentale Etogramma. Il Pdf, di Biologia per l'Università, esplora lo sviluppo comportamentale del gatto, analizzando le fasi di crescita, l'etogramma, l'importanza del gioco e del territorio, e il comportamento sessuale.
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Periodo fetale o prenatale 5 Periodo neonatale 5 Periodo di transizione 5 Periodo di socializzazione 6 Periodo infantile 7 Periodo adolescenziale 7 Considerazioni. 8 L'importanza del gioco per il gatto. 9 Il gatto e il territorio 10 Il gatto e il territorio casa 10 Comportamento sessuale del gatto. 12 Comportamento della gatta "in calore" 13 L'accoppiamento 14 La gravidanza 15 Il parto 15 L'allattamento. 17 3 4
Nel descrivere e comprendere il comportamento del gatto è quasi d'obbligo confrontarlo con quello del cane, considerando che sono gli animali che più di tutti gli altri vivono con noi e con i quali maggiormente si interagisce. Tra cane e gatto c'è una notevole differenza sul piano della socialità, sia interspecifica che intraspecifica, sicuramente legata alla diversa origine dei due animali: il cane ha come progenitore il lupo, un animale da branco al cui interno ha un ruolo di cooperazione con gli altri membri (anche se nel cane moderno questo comportamento di comunanza è andato in parte perso); l'antenato del gatto domestico è il gatto selvatico F. silvestris lybica, un animale solitario sia nella caccia che nella difesa del proprio territorio e dei cuccioli, e che ha rapporti con altri individui solo durante il periodo degli accoppiamenti. Il gatto domestico, a differenza del suo progenitore, ha acquisito la capacità di condividere spazi con i suoi simili, formando delle colonie, a patto che, comunque, vi sia disponibilità di risorse: il gatto non è un animale sociale obbligato, solo se le condizioni ambientali lo permettono può convivere con altri. Le colonie sono di tipo matriarcale e tra le femmine si stabiliscono ruoli su una base gerarchica, con collaborazione nella gestione dei cuccioli. Il maschio ha rapporti con la colonia in maniera marginale: per usufruire del cibo, per accoppiarsi e per impedire ad altri gatti maschi di aggredire i cuccioli o di fecondare le femmine, evitando così che venga cresciuta discendenza non sua. Il rapporto uomo-gatto, in origine, si è stabilito per l'utilità del gatto in relazione all'attività predatoria, per poi evolversi in una convivenza grazie alla domesticazione e alla selezione delle varie razze. الجماهيرية العربية الليبية الشعبية الاشتراكية العظمى THE GREAT SOCIALIST PEOPLE 'S LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA WWF القط الليبى Felis lybica 200 درهم 3
Nel crescere un gatto è importante rispettare i tempi del suo sviluppo neurologico che va di pari passo con lo sviluppo comportamentale: sono soprattutto i primi 3 mesi di vita quelli che ne condizioneranno il carattere. In questo periodo di tempo, tutte le esperienze che il gattino vive андranno a costituire il suo bagaglio comportamentale e la sua indole, in quanto vengono memorizzate per sempre: da qui l'importanza di far vivere il cucciolo in un ambiente stimolante e sereno. Crescendo un gattino in casa è bene favorire la conoscenza dei rumori usuali, il contatto con le persone e con altri animali, in modo tale da abituarlo al contesto di una famiglia e far sì che non sia sfuggente e impaurito una volta cresciuto. Se si coabita con una gatta gravida, anche la gravidanza va seguita attentamente, non solo per il benessere della mamma ma per assicurarsi che anche i nascituri ne traggano beneficio. Nello sviluppo comportamentale del gatto si riconoscono dei periodi critici o sensibili, durante i quali è doveroso rispettare le capacità di apprendimento e sensibilità del gatto in relazione alla sua maturità neurologica e quindi alla capacità di imparare. I comportamenti istintivi, legati alla specie di appartenenza e che costituiscono il bagaglio genetico, hanno modo di essere espressi solo se vengono esercitati o reindirizzati come accade quando il gattino vive con la mamma e i fratelli e poi con l'uomo. I periodi sensibili per il gatto vengono suddivisi in
È il periodo che copre gli ultimi 20 giorni di gravidanza. I gattini sono in grado di avvertire la presenza degli altri fratelli e le contrazioni dell'utero, riescono a percepire i sapori degli alimenti ingeriti dalla gatta e le sensazioni tattili se questa viene accarezzata sulla pancia. Inoltre, condividono anche gli stati emotivi della mamma (stress e piacere), sensazioni che possono rimanere impresse nei nascituri, predisponendoli a consequenziali comportamenti di tipo ansioso o sereno a seconda di quello che ha provato la mamma durante la gravidanza.
I cuccioli nascono con occhi ed orecchie chiuse. Il periodo neonatale va dalla nascita fino alla 2 settimana di vita. Durante questo periodo il micetto dipende completamente dalla mamma, che provvede a nutrirlo, a scaldarlo e a stimolarlo per le eliminazioni. Il cucciolo esercita il senso del tatto, del gusto e dell'olfatto.
Va dalla fine del periodo neonatale (2 settimane di età) fino al periodo della socializzazione. I gattini aprono gli occhi e le orecchie ma non sono in grado di vedere in maniera distinta e di comprendere l'origine dei rumori. Iniziano a camminare, spuntano i primi denti e cominciano ad assumere cibo più solido. 5
Il periodo di socializzazione comprende l'arco di tempo che va dalla 3/4 settimana alla 16 settimana di età. È il periodo più importante per la crescita del gatto, quello che riesce ad imparare in questo lasso di tempo gli rimarrà per tutta la vita. Questa lunga fase comprende vari momenti in cui nel gattino si sviluppa ulteriormente il sistema nervoso ed è in grado di apprendere in maniera cosciente. In queste settimane prende consapevolezza della realtà esterna, riconosce i suoi simili, impara a relazionarsi con l'uomo e le altre specie animali. È il periodo importante per esternare i comportamenti istintivi: primo fra tutti quello predatorio. La mamma insegna ai micetti le tecniche della predazione iniziando con l'invito ad afferrare la propria coda in movimento, in seguito, se la gatta ha modo di poterlo fare, è lei a portare le prede tramortite ai piccoli, incoraggiandoli ad ucciderle. Nei gatti cresciuti in casa questo comportamento materno non si esplica, per questo i gatti domestici, a differenza dei selvatici, non uccidono le prede né le mangiano. Nei gatti di casa è presente l'istinto del cacciare che si manifesta con l'inseguimento di piccole prede viventi (farfalle, uccellini) o di fantasia (palline, pupazzetti), ma l'atto dell'uccisione della preda e soprattutto il mangiarla non si realizza quasi mai. Anche il grooming è parte del comportamento istintivo del gatto, ed è sempre la mamma che insegna come dover procedere per una corretta pulizia. Attraverso il gioco sociale, importantissimo in questo periodo, imparano a relazionarsi e apprendono l'inibizione del morso e dei graffi, dosandone l'intensità. Questo apprendimento è importantissimo, senza il quale il gattino non saprà distinguere il gioco dalla predazione: cosa fondamentale per far sì che il gatto non sia aggressivo quando interagisce per gioco con altri individui, uomo compreso. In questo periodo il gattino impara la comunicazione felina. In ultimo c'è la fase del distacco, che va dalla 9 settimana alla 12 settimana di età, periodo in cui l'individuo tende a manifestare un buon livello d'indipendenza. 6
Va circa dai 60 giorni di età fino alla maturità sessuale; questa si raggiunge tra il 6 e il 10 mese.
Inizia nel momento in cui si raggiunge la maturità sessuale; quindi, è il periodo della pubertà (6/10 mesi di età) e si protrae fino al raggiungimento della maturità sociale, che avviene intorno ai 3/4 anni. 7
Quindi, un cucciolo sarà "ben educato" ed avrà un buon temperamento se è stato guidato nelle primissime fasi della sua vita da una mamma equilibrata. È necessario lasciare il gattino il più a lungo possibile con la mamma: per legge è vietata l'adozione di cuccioli con meno di due mesi e, quando possibile, sarebbe bene non allontanarli fino ai 70 giorni di età. Dalla mamma il gattino apprende le caratteristiche della specie, a controllare morsi e graffi e a saper comunicare correttamente con i suoi simili. Sta all'uomo, sin dalle prime settimane di età, educarlo ad essere manipolato ed accarezzato, abituarlo ai rumori di una casa, farlo venire a contatto con altri animali così che, una volta adulto, non avrà difficoltà a relazionarsi con chiunque. Un gatto mal socializzato può presentare problemi comportamentali, anche di tipo sessuale, rendendo difficile e problematica la convivenza con gli altri gatti e con altri soggetti. Con il gatto le eccezioni non mancano: nonostante le accortezze nell'"educare" il micetto, facendogli vivere varie esperienze, ci possono essere individui con caratteristiche comportamentali innate ancora selvatiche che rifiutano il contatto e la condivisione degli spazi con gli altri ma, in ogni caso, con un buon approccio nella fase neonatale e di socializzazione si riesce almeno ad ottenere un gatto non aggressivo e sfuggente. 8
Per il gattino il gioco ha un ruolo essenziale per l'equilibrio comportamentale. Con il gioco il gatto sperimenta le fasi della caccia, imparandone le modalità ed attuando le sequenze comportamentali proprie della specie. Il cucciolo a 30 giorni di età inizia a simulare l'aggressione e ad inarcare la schiena gonfiando il pelo. A 45 giorni i gattini lottano fra loro e si cimentano nelle arrampicate, nei salti, nelle prove di equilibrio. Dalla adolescenza in poi, può capitare che più gatti si inseguano inizialmente per giocare ma finendo poi con soffi e ringhi. Da giovane adulto, il gatto ama giocare da solo, inseguendo oggetti in movimento. Per i gatti che vivono in casa, è necessario lasciare a loro disposizione palline o pupazzetti con i quali esternare il processo della predazione. Play? ! O 9