Documento dall'Università sulla Teoria e Tecnica della Traduzione. Il Pdf, un documento di tipo Pdf, esplora la storia della traduzione, il plurilinguismo e le diverse ermeneutiche, utile per lo studio universitario delle Lingue.
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Come nasce la traduzione? Per necessità, per poter comunicare con le altre persone, o anche per non voler comunicare con le altre persone.
Le lingue sono diverse, è un fatto naturale o una punizione divina? Se sono diverse, quali strumenti per gestire il contatto abbiamo? La traduzione, ma anche la gestualità. Gli italiani gesticolano perché erano dialettofoni, non conoscevano la lingua italiana.
Dialettofoni: vuol dire parlare lingue diverse, dialetti, fino a quando? Fino al 1860, quando l'Italia è nata come regno, era scarsissima la percentuale di italiani che conoscevano l'italiano, sul 2%. È stato formato un governo unico, un esercito, parlavano gesticolando: prima forma di comunicazione interlinguistica, forma di comunicazione e traduzione.
Strumenti: linguistici, non linguistici e pragmatici (atti linguistici concreti, disciplina che mi permette di dire che se voglio ottenere un determinato scopo, lo posso far capire in base ai gesti o comunicazione, sottoforma di ordine o in maniera cortese, mi insegna a ottenere, con gli atti comunicativi, gli scopi che voglio ottenere).
Erano poche le persone che detenevano il sapere, e decidevano di condividerlo o di non condividerlo, e nel passato, questo era determinato dai libri sacri.
Torre di Babele: desiderio di immortalità degli uomini, ma nel momento della costruzione, c'era una varietà di lingue che non permise la costruzione, questo vuol dire che questa varietà era una punizione divina.
La Pentecoste: l'ascesa dello Spirito santo, simboleggia la conoscenza. Cominciarono a parlare altre lingue, nel modo in cui lo Spirito santo dava loro il potere di esprimersi. Attenzione alla capacità o non capacità di comunicare con gli altri. Qui la ricchezza data dallo spirito santo, è la ricchezza di non avere problemi di comunicazione nella maniera più assoluta.
Il destino linguistico della civiltà occidentale:
Le ragioni di babele: il plurilinguismo è punizione divina, intrinseca alla condizione umana è timore del non capire e non farsi capire: è il timore del conflitto.
Le ragioni della Pentecoste: il plurilinguismo è dono divino, è segno di una ricomposizione, cioè di una conquista. È segno e condizione dell'attenzione alle ragioni degli altri.
Nelle fasi più antiche era normale l'accettazione dell'esistenza degli altri, sono esistite realtà urbane senza protezioni di mura: vuol dire che non ho paura degli altri. > Poi però, mura di Gerico: guerra, una delle prime guerre di cui si ha conoscenza, quindi l'opposizione di un popolo. Le mura furono distrutte.
Come gestire il plurilinguismo nella mezzaluna fertile?
Avevamo delle lingue importanti: il sumerico, lingua non indoeuropea, una delle lingue che hanno contribuito alla nascita della scrittura, con una lista di parole che sono state ritrovate, circa nel 3000 a.C. Sono state fatte delle liste bilingue sumerico- accadico, liste di traduzioni, II Millennio a.C.
Qui si può dire che avevamo la nascita delle traduzioni, dizionari bilingue. Liste di almeno 3 lingue: sumerico, persiano e accadiche.
Vediamo come sono state gestite le varie lingue, quello che noi chiamiamo plurilinguismo: riflessione del periodo storico- politico, fra Il e I Millennio a.C., cambiano le condizioni stoiche e viene meno l'idea reciproca di tolleranza etnico-linguistica: momento di chiusura. Necessità di comunicare, ma siamo in un periodo più buio, ora le lingue le gestisce lo scriba. Chi è? Le poche persone che erano in grado di leggere e scrivere. Nasce la figura istituzionale del 'mettere in corrispondenza' di persone che non hanno adeguata istituzione linguistica.
Presupposto: le diverse lingue hanno una struttura profonda analoga; occorre trovare le corrispondenze delle parole di una lingua con un'altra. Le parole non saranno sempre uguali, non basta sostituire le parole di una lingua con un'altra. Ci rendiamo conto che questo sistema poteva creare delle difficoltà nel creare delle corrispondenze: ci si affidava al cielo e allo scriba o a coloro che controllavano la corrispondenza, il supervisore dello scriba.
Le differenze linguistiche: incomunicabilità, differenze di lingue come punizione, dono (occidente); anche come creazione da parte della divinità, qualunque essa sia (Egitto). Si comincia a identificare piano piano "lingua-paese".
La visione monolinguistica soppianta il plurilinguismo: per i greci quella era la lingua, gli altri erano balbuzienti, quindi chi voleva parlare con loro, dovevano sapere il greco. Ma si comincia a riconoscere altre problematiche legate al linguaggio: la variabilità linguistica interna.
Tullio Gregory: fondatore con Tullio de mauro ed Eugenio Garin del Lessico intellettuale europeo, 1964.
La traduzione: significa "trasferimento", cambiamenti di imperi e culture: è parte dell'armonia generale, permette di ereditare e trasmettere da un popolo a un altro. Dunque, significa interpretare, dare espressione di nuove esperienze di pensiero, non basta dare espressione alle parole, ma creare, creatività.
La questione passa dalla mezzaluna fertile al mediterraneo greco (e poi ai romani).
Abbiamo culture che si tramandano non solo oralmente, ma anche la scrittura: permette ai greci di avere coscienza del proprio passato, scrivere significa fissare quello che è stato e che rimarrà. AI tempi si credeva che la scrittura fosse tramandata come dono. Insegna la scrittura agli umani, ovvero l'Ermeneutica: arte di interpretare e tradurre. (Da Ermete)
La cultura greca ha origine egiziane: ma rinnega di avere questo rapporto.
Ermeneutica: per Sant'Agostino, ricorda, che in quell'epoca tutto quello che era filosofia era religioso; riconoscendo l'importanza dell'alchimia e dell'ermeneutica. Dice che bisogna continuare nella conoscenza e di continuare ad utilizzare la conoscenza anche pagana, bisogna conoscere l'altro, è aperto alla cultura di altri.
La traduzione è vista come attività sacra, ed è una tradizione di sapienza, filosofica religiosa e che passa da popolo a popolo.
Importante la traduzione della Bibbia 'dei Settanta': si viene a considerare non solo la scrittura come dono divino, ma anche la traduzione. Chi ha il potere di tradurre ha anche il potere di interpretare secondo le sue credenze e intenzioni il testo di arrivo.
Riguarda anche il traduttore oggi: la traduzione deve essere fedele o non fedele? Ne parleremo più avanti. Un testo tradotto è sempre un altro testo.
La translatio dei regni, delle culture delle lingue come principio fondativo della natura e della storia. All'epoca dei greci e dei latini, tutto era affidato al cielo, al dio, e quindi anche la traduzione rientrava nella sfera di ciò che non era perfettamente controllabile dall'umano. La storia della cultura è sempre un ereditare e trasmettere; traduzione come riscrittura dei significati precedenti secondo le complesse linee di una metamorfosi ordinata. Perché tradurre, ereditare, trasmettere è sempre interpretare.
Neologia e Neosemia: significa creare neologismi, significa mutare il significato di una parola, non solo in rapporto di un testo tradotto, ma anche la relazione all'esigenza di dare espressione a nuove esperienze di pensiero.
Abbiamo detto che i greci avevano un atteggiamento monolinguistico, il greco è considerata una lingua di prestigio.
Prestigio di una lingua rispetto a un'altra: detta le regole.
Invece per i romani, latini, tradurre è vitale. Assimilavano, non imponevano le proprie regole, non interessava quale dio pregassero i popoli, o che imparassero il latino, basta che ci fosse pace. Erano i romani a imparare le lingue dei popoli, non obbligavano gli altri, disponibilità al plurilinguismo. La cultura latina aveva subito la necessità di trasferire, trascrivere e tradurre esperienze delle quali sentiva la mancanza, modelli di scrittura.
C'è un'altra esigenza: la cultura greca è in crisi, occorreva garantire la conservazione dei saperi che nel frattempo avevano acquisito i greci e quindi bisognava accedere ai testi greci, i romani dovevano imparare il greco.
Cicerone: tradurre è necessita di rendere latini i testi greci, attualizzarli. Rielaborare in opere moderne temi e problemi connessi al pensiero greco per renderlo accessibile ai latini, usare parole latine ante come calchi dal greco (riproduzione di una lingua), creare parole nuove in rapporto alla novità delle materie trattate (neologismi).
Tradurre, secondo il filosofo, è essere creativi dal pov linguistico.
Boezio: importanza all'operazione della traduzione, tradurre non è solamente trasferire da una lingua all'altra, ma anche educare, nobilitare, conoscere meglio le lingue oggetto della traduzione. La traduzione diventa strumento per mantenere la memoria storica.
Carlo Magno: translatio studiorum, translatio imperii, creazione di nuove scuole, creazione di una nuova biblioteca.
Con l'epoca di Carlo Magno abbiamo la necessità di concentrarci sul problema delle lingue, sulla traduzione, poi abbiamo una nuova concezione della trasmissione del sapere, più moderna. L'istituzione della prima scuola, la creazione di una nuova biblioteca, quindi, l'intenzione di trasmettere il sapere in un modo diverso da prima, non c'è più lo scriba, abbiamo altre figure che si sostituiscono allo scriba.
Cassiodro: funzione etica
Cominciano a porsi dei problemi riguardo l'attività di tradurre: c'è un problema etico. Perché la funzione etica comincia a essere oggetto di riflessione? Si ha nella traduzione delle responsabilità etiche, perché chi non conosce le due lingue coinvolte, si affida a chi va a tradurre, se viene omesso o inserito qualcosa che nel testo originale non c'era, l'interpretazione diventa soggettiva. Abbiamo un arricchimento sugli aspetti della traduzione.
Trasferire da una lingua all'altra può essere anche abbellire, nobilitare, ecco che il testo di arrivo diventa qualcosa di altro rispetto al testo originale. Quindi i bravi traduttori erano coloro che appartenevano alle culture che si stavano formando in maniera più importante rispetto ad altre, non tutte le latitudini del nostro mondo hanno sviluppato allo stesso momento un grado di evoluzione culturale, si sta parlando di ambito europeo in questo caso.
Inaugurazione di un nuovo filone di studi: Patristica, Pater (padre), ricerca delle origini delle fonti. Per quanto riguarda l'Europa, riguarda la ricerca delle fonti greche e del pensiero cristiano, come la bibbia che prima di arrivare a noi è passata dal greco.
Prime innovazioni lessicali delle traduzioni (800): ci rendiamo conto che il lessico usato nei secoli di prima era inattuale, con la civiltà si era evoluta.
Attività di traduzione: grande lavoro soprattutto dal greco e dall'arabo al latino. A quell'epoca il latino era ancora la lingua dei sapienti, i volgari erano considerati ancora dei volgari, non lingue degne di mostrare gli eventi culturali e storici. La funzione diventa anche quella di far rinascere, ritrovare i testi antichi che venivano dall'arabo e dal greco. Rinascere, ma anche attingere di conoscenze di altre civiltà che si erano sviluppate prima di quella europea e che avevano raggiunto, matematica, scienza, che provengono dall'oriente. Dunque, scoprire.
Chi conosceva le lingue, ed era in grado di accedere alla sorgente, ai segreti della conoscenza, era un redentore: considerata come un mago, un alchimista, come una persona al di fuori dagli schemi, come Ermete Trismegisto, che aveva portato l'alchimia, ogni trasformazione fisica veniva attribuito a poteri particolari.
Questo sapere che veniva dal mondo greco e araba, conveniva tradurlo, perché erano testi scientifici che potevano portare nuove conoscenze e pratiche, questa tipologia di traduzione che non era solo di testi sacri, apre le porte a nuove conoscenze a un nuovo sapere, ma non si aveva un lessico adeguato; quindi, si formano neologismi e calchi prestiti dall'arabo e dal greco.
Nonostante la traduzione inizia a prendere parte anche dei testi scientifici, non abbandona i testi religiosi. Cominciamo ad avere una piccola traduzione laica, ma la traduzione era riservata a chi abitava nei monasteri, nelle chiese, nella struttura della religione più diffusa in Europa. Dunque, abbiamo da una parte, le prime università che avevano delle biblioteche più scientifiche dei testi tradotti, e continuiamo ad avere anche la conservazione dei testi all'interno dei monasteri e in tutto