Psicologia Generale: Evoluzione del rapporto tra psiche e soma

Documento dall'Università su Psicologia Generale. Il Pdf esplora l'evoluzione del rapporto tra psiche e soma, da Ippocrate a Freud, con un focus sul dualismo cartesiano e la medicina psicosomatica. Questo Pdf di Psicologia è adatto a studenti universitari.

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17 pagine

PSICOLOGIA GENERALE Lezione del 06/03/2025
Sbobinatore: Elettra Ulivieri
Revisionatore: Miriam Lamorte
La scorsa lezione, attraverso un brainstorming, si è analizzato il rapporto tra psiche e soma da diversi
punti di vista; si è partiti da una concezione di psiche e soma come un tutt’uno e quindi il corpo come
prigione dellanima, fino ad arrivare alla concettualizzazione del rapporto tra psiche e soma, inteso
come un qualcosa di psicologico che provoca qualcosa di somatico e viceversa (aspetti somatici che
possono avere un impatto sulla psiche).
EVOLUZIONE DEL RAPPORTO TRA PSICHE E SOMA
È importante sapere l’evoluzione di questi concetti e come l’evoluzione del rapporto tra psiche e soma
ha avuto un impatto sull’approccio all’individuo, alla terapia, alla cura e alla concezione di malattia
e salute.
Inizialmente la concettualizzazione di psiche e soma era considerata come un qualcosa di
unito, un monismo; essi sono indissolubilmente legati, non si può studiare il corpo quando
non è legato alla psiche, in quanto il corpo è concepito come un involucro morto, un
contenitore e quindi non può essere studiato, compreso, capito, trattato se non è albergato
dalla psiche.
Questa concezione olistica e monista di psiche e soma ha avuto un impatto nell’approccio
all’individuo, alla salute e alla malattia, in particolar modo nella Grecia classica (esempio di
Ippocrate).
IPPOCRATE
La salute viene concepita come un equilibrio tra diversi umori.
Ippocrate parla di 4 umori che albergano il corpo e ad ognuno di essi corrisponde un organo
specifico:
BILE NERA milza
BILE GIALLA fegato
FLEGMA cervello
SANGUE cuore
Lo squilibrio di uno di questi umori è collegato ad un’alterazione, una problematica ad
uno degli organi corrispondenti a questi umori. Ogni problematica di un organo, e quindi
ogni squilibrio dell’umore, è associata anche: ad alcune caratteristiche comportamentali,
temperamentali, ad una fisionomia con una caratteristica corporea, ad una particolare
stagione dell’animo, ad un particolare clima.
Per trattare uno squilibrio di uno di questi organi si compensa cambiando ambiente, clima,
dieta, approccio all’individuo, in modo da riequilibrare gli umori corrispondenti.
Esempio: una problematica del cervello crea uno squilibrio di flegma; per risolvere questa
problematica si cerca di cambiare il clima e trovare un clima che sia più secco e caldo in
modo da riequilibrare e compensare lo squilibrio di questi umori.
Ippocrate parla di:
DISCRASIA: ovvero di malattia, cioè lo squilibrio di questi umori.
EUCRASIA: equilibrio degli umori che corrisponde alla salute.
In questa accezione ogni malessere fisico corrisponde in modo diretto e specifico ad
un particolare stato d’animo.
Questo modello è olistico perché non riguarda soltanto l’equilibrio della parte interna
(organi, umori, stati d’animo, temperamento, caratteristiche personali, fisionomia,
ecc.) ma anche qualcosa di esterno (il clima esterno, l’ambiente esterno. Il contesto in
cui vive l’individuo); si tratta di una visione molto simile alla concezione attuale del
modello biopsicosociale, in cui anche il contesto esterno in cui vive l’individuo riveste
un ruolo centrale nello sviluppo della salute e della malattia.
Inoltre, la teoria umorale di Ippocrate è anche una teoria della personalità, nello
specifico:
Problemi all’organo fegato, eccesso di bile gialla, rendono l’individuo:
collerico (caratteristica temperamentale); magro, asciutto, con un bel colore
(caratteristiche fisionomiche); irascibile, permaloso, furbo, superbo, generoso
(caratteristiche comportamentali).
Problemi al cuore, eccesso di sangue, rendono l’individuo: rubicondo,
gioviale, allegro, goloso e dedito ad una sessualità giocosa.
Problemi a livello celebrale, eccesso di flegma, rendono l’individuo: beato,
lento, pigro, sereno e talentuoso.
Problemi a livello della milza, eccesso di bile nera, l’individuo è: magro,
pallido, debole, avaro, triste.

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Anteprima

PSICOLOGIA GENERALE

Lezione del 06/03/2025 Sbobinatore: Elettra Ulivieri Revisionatore: Miriam Lamorte

La scorsa lezione, attraverso un brainstorming, si è analizzato il rapporto tra psiche e soma da diversi punti di vista; si è partiti da una concezione di psiche e soma come un tutt'uno e quindi il corpo come prigione dell'anima, fino ad arrivare alla concettualizzazione del rapporto tra psiche e soma, inteso come un qualcosa di psicologico che provoca qualcosa di somatico e viceversa (aspetti somatici che possono avere un impatto sulla psiche).

EVOLUZIONE DEL RAPPORTO TRA PSICHE E SOMA

È importante sapere l'evoluzione di questi concetti e come l'evoluzione del rapporto tra psiche e soma ha avuto un impatto sull'approccio all'individuo, alla terapia, alla cura e alla concezione di malattia e salute.

Inizialmente la concettualizzazione di psiche e soma era considerata come un qualcosa di unito, un monismo; essi sono indissolubilmente legati, non si può studiare il corpo quando non è legato alla psiche, in quanto il corpo è concepito come un involucro morto, un contenitore e quindi non può essere studiato, compreso, capito, trattato se non è albergato dalla psiche. Questa concezione olistica e monista di psiche e soma ha avuto un impatto nell'approccio all'individuo, alla salute e alla malattia, in particolar modo nella Grecia classica (esempio di Ippocrate).

IPPOCRATE

La salute viene concepita come un equilibrio tra diversi umori. Ippocrate parla di 4 umori che albergano il corpo e ad ognuno di essi corrisponde un organo specifico:

  • BILE NERA -> milza
  • BILE GIALLA > fegato
  • FLEGMA ->cervello
  • SANGUE > cuore

Lo squilibrio di uno di questi umori è collegato ad un'alterazione, una problematica ad uno degli organi corrispondenti a questi umori. Ogni problematica di un organo, e quindi ogni squilibrio dell'umore, è associata anche: ad alcune caratteristiche comportamentali, temperamentali, ad una fisionomia con una caratteristica corporea, ad una particolare stagione dell'animo, ad un particolare clima. Per trattare uno squilibrio di uno di questi organi si compensa cambiando ambiente, clima, dieta, approccio all'individuo, in modo da riequilibrare gli umori corrispondenti.Esempio: una problematica del cervello crea uno squilibrio di flegma; per risolvere questa problematica si cerca di cambiare il clima e trovare un clima che sia più secco e caldo in modo da riequilibrare e compensare lo squilibrio di questi umori.

Teoria Umorale di Ippocrate

Ippocrate parla di:

  • DISCRASIA: ovvero di malattia, cioè lo squilibrio di questi umori.
  • EUCRASIA: equilibrio degli umori che corrisponde alla salute.

In questa accezione ogni malessere fisico corrisponde in modo diretto e specifico ad un particolare stato d'animo. Questo modello è olistico perché non riguarda soltanto l'equilibrio della parte interna (organi, umori, stati d'animo, temperamento, caratteristiche personali, fisionomia, ecc.) ma anche qualcosa di esterno (il clima esterno, l'ambiente esterno. Il contesto in cui vive l'individuo); si tratta di una visione molto simile alla concezione attuale del modello biopsicosociale, in cui anche il contesto esterno in cui vive l'individuo riveste un ruolo centrale nello sviluppo della salute e della malattia.

Teoria della Personalità di Ippocrate

Inoltre, la teoria umorale di Ippocrate è anche una teoria della personalità, nello specifico:

  • Problemi all'organo fegato, eccesso di bile gialla, rendono l'individuo: collerico (caratteristica temperamentale); magro, asciutto, con un bel colore (caratteristiche fisionomiche); irascibile, permaloso, furbo, superbo, generoso (caratteristiche comportamentali).
  • Problemi al cuore, eccesso di sangue, rendono l'individuo: rubicondo, gioviale, allegro, goloso e dedito ad una sessualità giocosa.
  • Problemi a livello celebrale, eccesso di flegma, rendono l'individuo: beato, lento, pigro, sereno e talentuoso.
  • Problemi a livello della milza, eccesso di bile nera, l'individuo è: magro, pallido, debole, avaro, triste.

Grecia V sec. A.C. IPPOCRATE: Teoria Umorale - 4 umori di base legati ad organi specifici > 4 elementi; 4 temperamenti; 4 stati d'animo; 4 stagioni; 4 periodi di vita SALUTE= eucrasia equilibrio dei 4 elementi Squilibrio effetti su soma e psiche Malessere fisico Stato d'animo CUORE emotività SANGUIGNO sangue caldo ARIA umido FEGATO collera COLLERICO bile gialla FUOCO ACQUA flegma FLEMMATICO CERVELLO apatia secco TERRA freddo bile nera MELANCONICO MILZA melanconia

La cura dell'individuo, quindi, non prevede soltanto la cura del soma, ma anche la cura della psiche ed un cambiamento del contesto esterno (dieta, terme, cambiamento di clima); si ha quindi un approccio alla medicina di tipo olistico.

CARTESIO

Questa visione permea nella cultura occidentale fino al 1500/1600 finché Cartesio decreta la separazione netta tra psiche e soma. CARTESIO decreta la separazione netta tra psiche (res cogitans) e soma (res extensa), si ha quindi una visione dualista. Nell'approccio occidentale, nella medicina occidentale e nella filosofia occidentale, in questo periodo (1600) avviene questa separazione netta; questo non avviene in altre culture e filosofie, ad esempio in quella orientale psiche e soma sono sempre stati lo yin e yang, sono sempre state molto legate, non è mai arrivata questa separazione.

Res Extensa e Res Cogitans

Secondo Cartesio:

  • La RES EXTENSA è il corpo che può essere considerato come una macchina, composta da parti che possono essere sezionate e studiate specificatamente e singolarmente. In questa nuova concezione quindi il corpo può essere studiato separatamente dalla psiche.
  • La RES COGITANS è il pensiero, la cosa pensante (a livello etimologico), è concettualizzata come qualcosa che non è divisibile; emozioni, pensieri, non sono divisibili e quindi in questa accezione non possono essere studiati perché sono qualcosa di indivisibile, che non posso vedere ed osservare.

Psiche e soma diventano quindi due ingranaggi della stessa materia ma senza un'interconnessione fra di loro, non c'è relazione, c'è solo un punto di contatto in cui le informazioni vengono scambiate da un ingranaggio all'altro; questo punto di contatto Cartesio lo attribuisce alla GHIANDOLA PINEALE che si trova a livello del cervelletto. Nella frase "cogito ergo sum" (= penso quindi sono) in qualche modo Cartesio da una supremazia alla res cogitans, alla mente rispetto al corpo, ma di fatto quello di cui si può occupare, secondo Cartesio, la medicina è la res extensa.

PSICHE # SOMA

Se il fuoco si trova vicino al piede, le particelle di questo fuoco, che come sapete si muovono con grandissima velocità, hanno la forza di im- primere il loro stesso movimento al punto della pelle di questo piede che esse toccano, e tirando con simile mezzo il piccolo filamento che vede- te esservi attaccato, esse aprono allo stesso istante l'entrata del poro sul quale questo piccolo filamento ha la propria terminazione: allo stesso modo in cui, tirando una delle estremità di una corda, si fa suonare nel- lo stesso tempo la campana che è sospesa all'altra estremità. Ora, essendo allo stesso tempo l'entrata del poro, o piccolo condot- to, così aperta, gli spiriti animali della concavità vi entrano dentro, e at- traverso quel condotto sono trasportati, parte nei muscoli che servono a ritirare il piede dal fuoco, parte nei muscoli che servono a far volgere gli occhi e la testa verso il piede, e parte ancora nei muscoli che servo- no a portare avanti le mani e a piegare tutto il corpo in sua difesa (1664/1986, pp. 94-95).

Nel seguente trafiletto del rapporto tra psiche e soma secondo Cartesio, vi è spiegato come uno stimolo esterno, somatico (il fuoco), brucia il corpo ed il corpo che da il segnale alla mente del fatto che c'è qualcosa che sta bruciando e quindi la mente da il segnale al piede di allontanarsi dal fuoco. Le particelle del fuoco, come spiritelli maligni, toccano il punto della pelle, il poro in quel momento si apre e tirano la "cordicella" che muove la ghiandola pineale, facendo sì che la psiche decida di farci spostare il piede.

Secondo Cartesio la ghiandola pineale, organo a forma di goccia, è il punto di contatto attraverso cui le particelle di materia vengono trasportate dai nervi, comunicando al corpo i mutamenti che deve fare.

Questa visione meccanicistica dell'uomo ha permesso la nascita della medicina occidentale moderna di tipo specialistico, ed in particolare ha dato le basi per il modello biomedico, che ha avuto una supremazia fino agli anni '50 del Novecento. La medicina si occupa quindi di studiare e di trattare il corpo perché è quello che può essere diviso, studiato, capito; il resto è dovuto a problematiche legate agli spiriti, alla religione, ecc. (tutto ciò che non può essere studiato dalla medicina allora è appannaggio di qualcos'altro).

MEDICINA PSICO-SOMATICA

Dal 1800 ed in particolar modo agli inizi del 1900 si inizia ad aver un movimento che cerca di rimettere insieme psiche e soma, vengono infatti coniati i termini:

  • PSICO-SOMATICO
  • SOMATO-PSICHICO

In questo approccio alla medicina si cerca di rimettere insieme qualcosa che ancora viene considerato separato (va sottolineata la presenza del trattino (-) nei due nuovi termini), ma si inizia a credere che esse non siano totalmente slegate e che forse sono presenti degli aspetti che si influenzano.

FREUD

In questo periodo nasce la MEDICINA PSICO-SOMATICA che cerca di mettere insieme qualcosa che a livello filosofico e culturale è considerato separato (psiche e soma). Di fatto è Freud con la psicoanalisi a parlare per primo di medicina psicosomatica (termine in realtà coniato da Felix Deutsch). Con questo nuovo termine si fa riferimento al fatto che nonostante psiche e soma siano separate, sono presenti delle situazioni, delle malattie, delle evidenze che mostrano una connessione tra esse; ovvero ci sono dei disturbi/malattie che hanno una manifestazione somatica ma che non hanno una causa somatica bensì psicologica (cioè, si nota come quella zona del corpo, il cui mal funzionamento potrebbe generare quella manifestazione somatica, in realtà funziona perfettamente, quindi la causa non se non è somatica, deve essere psicologica). Si inizia a dare una visione più scientifica anche a ciò che non è visibile, cioè invece di considerare queste problematiche non riconducibili ad una causa somatica e non osservabili come qualcosa di legato agli spiriti o alla religione; aumenta la visione introspettiva, collegando questi disturbi ad un qualcosa di interno all'individuo. All'inizio del 1900 Freud, padre fondatore della psicoanalisi, si concentra inizialmente proprio sui disturbi che presentano una manifestazione somatica in mancanza di una causa somatica; Freud ritrova la causa di queste problematiche nella mente. Ci sono diversi esponenti della psicoanalisi del XIX-XX sec. ma quello che hanno in comune è il focalizzare la causa del disturbo psicosomatico in un conflitto intrapsichico (interno all'individuo); non si ha una causa esterna ma una causa interna all'individuo.

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