Introduzione al libro di filosofia: fenomenologia e Philosophy for Children

Documento di Università su Introduzione Libro Filosofia. Il Pdf esplora la fenomenologia, con focus su Husserl e Dietrich von Hildebrand, distinguendo conoscenza scientifica e filosofica. Il Pdf illustra anche il progetto "Philosophy for Children", evidenziando l'importanza del dialogo e della comunità di ricerca in classe per la materia Filosofia.

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61 pagine

INTRODUZIONE LIBRO FILOSOFIA
Fenomenologia = “studio di ciò che appare”, metodo di indagine filosofica che consente di mettere
tra parentesi ogni oggetto e ridurlo ad un fenomeno. Studia le essenze dei dati di fatto intuiti dalla
coscienza quando i fenomeni si presentano ad essa. (Si passa dal pensiero alla concretezza dei
fenomeni). L’epoché (o sospensione del giudizio) è l'astensione da un determinato giudizio o
valutazione, qualora non risultino disponibili sufficienti elementi per formulare il giudizio stesso.
Psicologismo = ridurre la persona all’unione di corpo e psiche. Nella prospettiva fenomenologica,
oltre al corpo e all’anima, esiste l’anima dell’anima, ovvero lo spirito (da dove partono le scelte
morali)
HUSSERL (Moravia, 1859 - Germania, 1938)
E’ il padre della fenomenologia (per lui scienza eidetica, ovvero scienza dell’essenza), si laureò in
Matematica e iniziò a seguire le lezioni di Franz Brentano, colui che lo condusse a dedicarsi in
modo esclusivo alla filosofia.
Obiettivo del suo filosofare divenne quello di individuare come praticare la filosofia con un metodo
rigoroso così da renderla una conoscenza scientifica ma con caratteristiche proprie rispetto alle
altre scienze (scienze naturali e psicologia) che si occupavano della conoscenza umana, ma in
modo insufficiente.
Nel libro Filosofia dell’aritmetica svolge un’analisi del modo in cui funziona la mente.
Testo fondamentale fu RICERCHE LOGICHE, che conteneva una critica allo psicologismo (si
evidenzia la necessità di separare la fondazione della logica dalla psicologia).
Per lui era evidente una distinzione tra
L’evidenza fenomenologica non è
l’immediata evidenza empirica e l’intuizione dell’essenza, si tratta di un’intuizione originaria, della
presentazione del fenomeno in carne ed ossa, che offre la cosa tutta intera nella pienezza della
sua essenza, anche se noi rischiamo a coglierne sempre solo alcuni profili.
La fenomenologia risulta così animata dalla domanda radicale sul “che cos’è” ossia sull’essenza di
un fenomeno, sui suoi caratteri costitutivi.
Per conoscere i fenomeni nella loro essenza occorre considerare la realtà liberata dai pregiudizi e
da tutto ciò che diamo per scontato ma che ci impedisce di conoscere davvero.
L’atteggiamento fenomenologico diventa un puro guardare alla ricerca di una chiarezza di tipo
essenziale. Lo spazio proprio di questo guardare è la coscienza intesa da Husserl come
intenzionalità (l’esser rivolti verso qualcosa).
Saper vedere l’essenziale in ciò che appare richiede un cammino di approfondimento e di
affinamento del guardare.
DIETRICH VON HILDEBRAND (Firenze, 1889 - New York, 1977)
Autore tedesco, figlio di scultore, studiò all’università di Monaco dove frequentò i corsi di Lipps ed
entrò a far parte dell’Associazione (gruppo di studio), dove conobbe altri studiosi tra cui: Reinach,
Pfander, Geiger, Daubert e Stein. E’ un fenomenologo, nel suo testo Etica è presente la sua
riflessione morale, la scelta di diventare allievo di Edmund Husserl.
Al centro degli studi di Lipps c’era la ricerca dei tratti costitutivi della dimensione coscienziale,
condotta non sul terreno della sperimentazione bensì su quello dell’analisi concettuale. Egli aveva
un approccio empirico ed introspezionista, in quanto tendeva a ridurre la questione della
conoscenza ai singoli vissuti di coscienza (cioè considerava la conoscenza umana come
contenuto solo di una coscienza empirica/individuale). Hildebrand rimase deluso da questo
approccio, divenendo consapevole che tale tipo di psicologismo rendeva l’uomo prigioniero della
propria mente, vedendo invece nella fenomenologia il superamento di ogni forma di empirismo e di
scetticismo. Iniziò a discostarsi dagli insegnamenti di Lipps e si trasferì a Gottinga, affascinato
conoscenza scientifica
conoscenza filosofica
dalle lezioni di Husserl, riconoscendolo come nuovo maestro. Da nacque il “Circolo di Gottinga e
Monaco”.
L’esigenza di fondo della filosofia di Hildebrand è aderire il più possibile al dato, per coglierne
l’eidos, ovvero l’essenza.
-> Dibattito interno dell’Associazione generata dall’incontro con le Ricerche Logiche e lo
psicologismo. Husserl nel suo testo, criticava la pretesa di fondare la logica (conoscenza oggettiva
e necessaria) su una scienza empirica quale la psicologia.
Nel libro Che cos’è la filosofia il suo intento è chiarire e rivalutare la scientificità del sapere
filosofico, rispetto sia alla conoscenza spontanea, sia al metodo delle scienze naturali. Emerge
come la conoscenza non dipenda solo dalla nostra psiche, ma dalle caratteristiche oggettive della
realtà.
La conoscenza filosofica si distingue dalla conoscenza ingenua (prescientifica):
conoscenza ingenua:
non tematica rispetto all’oggetto (si
concentra non sulla realtà in bensì
su altro) e all’atto conoscitivo (non
importa l’atto con cui si raggiunge la
conoscenza)
acritica (non si preoccupa di accertare
con quale evidenza ci è dato l’oggetto)
mossa da interessi
pragmatici/utilitaristici
conoscenza filosofica:
tematica (pone a tema sia l’oggetto
conosciuto sia l’atto con cui
conosciamo)
critica (non si accontenta del dato per
scontato e distingue tra evidenza e non
evidenza)
non pragmatica
sistematica (fa uso di un metodo che
permette accuratezza nell’indagine)
scientifica e rigorosa (considera solo
ciò che è generale, universale e
necessario)
eidetica (=dell’essenza) (ogni realtà
richiede un atto conoscitivo adeguato e
possiamo cogliere la realtà nelle sue
caratteristiche esteriori ed empiriche
attraverso la percezione sensibile,
mentre cogliamo le essenze attraverso
l’intuizione intellettuale.
Von Hildebrand descrive il metodo fenomenologico come “analisi intuitiva di essenze autentiche e
intellegibili (comprese solo con l’intelletto)”.
Perciò
le proposizioni filosofiche sono oggettive e
altamente intellegibili perché descrivono
caratteristiche universali e necessarie, mentre
le proposizioni empiriche sono di
limitata intellegibilità perché descrivono
del reale ciò che non è ancorato
nell’essenza.
E mentre ci sono
oggetti di conoscenza dotati di unità (oggetti
concreti, esempio stoviglie),
oggetti della conoscenza filosofica che hanno
unità costitutiva superiore (la persona, l’amore,
la volontà, ecc). Tra questi i valori morali, che
conservano la propria essenza
indipendentemente da ciò che è
empiricamente esistente.
Nella concretezza dell’esistenza non si ha accesso solo all’esperienza con ciò che accade
fisicamente, ma soprattutto interiormente: sono queste le esperienze più significative (esperienza
educativa).

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Anteprima

Introduzione alla Fenomenologia

Fenomenologia = "studio di ciò che appare", metodo di indagine filosofica che consente di mettere tra parentesi ogni oggetto e ridurlo ad un fenomeno. Studia le essenze dei dati di fatto intuiti dalla coscienza quando i fenomeni si presentano ad essa. (Si passa dal pensiero alla concretezza dei fenomeni). L'epoché (o sospensione del giudizio) è l'astensione da un determinato giudizio o valutazione, qualora non risultino disponibili sufficienti elementi per formulare il giudizio stesso.

Psicologismo = ridurre la persona all'unione di corpo e psiche. Nella prospettiva fenomenologica, oltre al corpo e all'anima, esiste l'anima dell'anima, ovvero lo spirito (da dove partono le scelte morali)

Edmund Husserl: Padre della Fenomenologia

Biografia e Formazione di Husserl

(Moravia, 1859 - Germania, 1938)

E' il padre della fenomenologia (per lui scienza eidetica, ovvero scienza dell'essenza), si laureò in Matematica e iniziò a seguire le lezioni di Franz Brentano, colui che lo condusse a dedicarsi in modo esclusivo alla filosofia.

Obiettivo Filosofico di Husserl

Obiettivo del suo filosofare divenne quello di individuare come praticare la filosofia con un metodo rigoroso così da renderla una conoscenza scientifica ma con caratteristiche proprie rispetto alle altre scienze (scienze naturali e psicologia) che si occupavano della conoscenza umana, ma in modo insufficiente.

Opere e Critica allo Psicologismo di Husserl

Nel libro Filosofia dell'aritmetica svolge un'analisi del modo in cui funziona la mente.

Testo fondamentale fu RICERCHE LOGICHE, che conteneva una critica allo psicologismo (si evidenzia la necessità di separare la fondazione della logica dalla psicologia).

Per lui era evidente una distinzione tra conoscenza scientifica conoscenza filosofica

L'Evidenza Fenomenologica

L'evidenza fenomenologica non è l'immediata evidenza empirica e l'intuizione dell'essenza, si tratta di un'intuizione originaria, della presentazione del fenomeno in carne ed ossa, che offre la cosa tutta intera nella pienezza della sua essenza, anche se noi rischiamo a coglierne sempre solo alcuni profili.

La fenomenologia risulta così animata dalla domanda radicale sul "che cos'è" ossia sull'essenza di un fenomeno, sui suoi caratteri costitutivi.

Per conoscere i fenomeni nella loro essenza occorre considerare la realtà liberata dai pregiudizi e da tutto ciò che diamo per scontato ma che ci impedisce di conoscere davvero.

L'atteggiamento fenomenologico diventa un puro guardare alla ricerca di una chiarezza di tipo essenziale. Lo spazio proprio di questo guardare è la coscienza intesa da Husserl come intenzionalità (l'esser rivolti verso qualcosa).

Saper vedere l'essenziale in ciò che appare richiede un cammino di approfondimento e di affinamento del guardare.

Dietrich von Hildebrand

Biografia e Studi di von Hildebrand

(Firenze, 1889 - New York, 1977)

Autore tedesco, figlio di scultore, studiò all'università di Monaco dove frequentò i corsi di Lipps ed entrò a far parte dell'Associazione (gruppo di studio), dove conobbe altri studiosi tra cui: Reinach, Pfander, Geiger, Daubert e Stein. E' un fenomenologo, nel suo testo Etica è presente la sua riflessione morale, la scelta di diventare allievo di Edmund Husserl.

Critica allo Psicologismo di Lipps e Approccio Fenomenologico

Al centro degli studi di Lipps c'era la ricerca dei tratti costitutivi della dimensione coscienziale, condotta non sul terreno della sperimentazione bensì su quello dell'analisi concettuale. Egli aveva un approccio empirico ed introspezionista, in quanto tendeva a ridurre la questione della conoscenza ai singoli vissuti di coscienza (cioè considerava la conoscenza umana come contenuto solo di una coscienza empirica/individuale). Hildebrand rimase deluso da questo approccio, divenendo consapevole che tale tipo di psicologismo rendeva l'uomo prigioniero della propria mente, vedendo invece nella fenomenologia il superamento di ogni forma di empirismo e di scetticismo. Iniziò a discostarsi dagli insegnamenti di Lipps e si trasferì a Gottinga, affascinatodalle lezioni di Husserl, riconoscendolo come nuovo maestro. Da lì nacque il "Circolo di Gottinga e Monaco".

L'Esigenza di Fondo della Filosofia di Hildebrand

L'esigenza di fondo della filosofia di Hildebrand è aderire il più possibile al dato, per coglierne l'eidos, ovvero l'essenza.

-> Dibattito interno dell'Associazione generata dall'incontro con le Ricerche Logiche e lo psicologismo. Husserl nel suo testo, criticava la pretesa di fondare la logica (conoscenza oggettiva e necessaria) su una scienza empirica quale la psicologia.

Nel libro "Che cos'è la filosofia" il suo intento è chiarire e rivalutare la scientificità del sapere filosofico, rispetto sia alla conoscenza spontanea, sia al metodo delle scienze naturali. Emerge come la conoscenza non dipenda solo dalla nostra psiche, ma dalle caratteristiche oggettive della realtà.

Conoscenza Filosofica vs. Conoscenza Ingenua

La conoscenza filosofica si distingue dalla conoscenza ingenua (prescientifica):

  • conoscenza ingenua:
  • non tematica rispetto all'oggetto (si concentra non sulla realtà in sè bensì su altro) e all'atto conoscitivo (non importa l'atto con cui si raggiunge la conoscenza)
  • acritica (non si preoccupa di accertare con quale evidenza ci è dato l'oggetto)
  • mossa da interessi pragmatici/utilitaristici
  • conoscenza filosofica:
  • tematica (pone a tema sia l'oggetto conosciuto sia l'atto con cui conosciamo)
  • critica (non si accontenta del dato per scontato e distingue tra evidenza e non evidenza)
  • non pragmatica
  • sistematica (fa uso di un metodo che permette accuratezza nell'indagine)
  • scientifica e rigorosa (considera solo ciò che è generale, universale e necessario)
  • eidetica (=dell'essenza) (ogni realtà richiede un atto conoscitivo adeguato e possiamo cogliere la realtà nelle sue caratteristiche esteriori ed empiriche attraverso la percezione sensibile, mentre cogliamo le essenze attraverso l'intuizione intellettuale.

Il Metodo Fenomenologico di von Hildebrand

Von Hildebrand descrive il metodo fenomenologico come "analisi intuitiva di essenze autentiche e intellegibili (comprese solo con l'intelletto)".

Perciò le proposizioni filosofiche sono oggettive e altamente intellegibili perché descrivono caratteristiche universali e necessarie, mentre le proposizioni empiriche sono di limitata intellegibilità perché descrivono del reale ciò che non è ancorato nell'essenza.

E mentre ci sono oggetti di conoscenza dotati di unità (oggetti concreti, esempio stoviglie), oggetti della conoscenza filosofica che hanno unità costitutiva superiore (la persona, l'amore, la volontà, ecc). Tra questi i valori morali, che conservano la propria essenza indipendentemente da ciò che è empiricamente esistente.

Nella concretezza dell'esistenza non si ha accesso solo all'esperienza con ciò che accade fisicamente, ma soprattutto interiormente: sono queste le esperienze più significative (esperienza educativa).La presa di coscienza fenomenologica permette di attuare ciò che invece rimane implicito nella vita quotidiana, e quindi implica un contatto più completo, profondo e preciso con quella realtà.

Conoscerne l'essenza ci permette di vivere più pienamente le esperienze future.

L'approccio fenomenologico permette di comprendere profondamente molti dati.

Von Hildebrand denunciò la crisi della scienza occidentale, non per insuccesso ma per l'incapacità di rispondere alle domande fondamentali della vita umana. Vuole recuperare la dimensione di un'esperienza originaria racchiusa nel mondo della vita.

Incontro con Scheler e Differenze Filosofiche

Incontro con SCHELER -> conosciuti a Monaco, il loro legame si interruppe quando Scheler prese le distanze dal Cristianesimo e al contempo von Hildebrand vi si era convertito.

Per von H., Scheler non aveva un metodo, aveva una personalità infantile, egocentrica e capricciosa e vi era incoerenza tra il suo essere e i suoi temi filosofici.

Nonostante ciò, Scheler era capace di cogliere subito ciò che restava ignoto alla visione della gente comune e molte delle sue idee non erano frutto di una rigorosa ricerca di una realtà oggettiva e non appena formava un pensiero, veniva spinto da nuove intuizioni.

Nella filosofia di von H. troviamo dei temi scheleriani come quelli legati al valore della vita emotiva, dell'amore e dell'Ordo Amoris, anche se affrontati in maniera diversa.

Scheler vedeva nella fenomenologia non un metodo quanto un atteggiamento o un modo di vivere le esperienze, di apprendere le cose quando sono date nella comprensione immediata.

Von H. riteneva fosse << errato in filosofia l'eccessiva semplificazione o l'incapacità di distinguere le cose che devono essere distinte, pur avendo qualche apparente analogia>>.

Per questo motivo, von H. riteneva suo maestro Reinach (non Scheler).

Reinach e la Scuola Fenomenologica

REINACH = primo collaboratore di Husserl.

La I guerra mondiale fu decisiva per le sorti della scuola fenomenologica di Gottinga. Ma non dipese solo da questo: il motivo fu il distacco di Husserl dal realismo fenomenologico (oggettività) verso l'idealismo trascendentale, prospettiva secondo cui l'analisi eidetica dei vissuti viene ricondotta ad un io puro, ossia alla coscienza trascendentale (quanto non è riconducibile all'esperienza ma la rende possibile).

Questo pensiero portò gli allievi di Husserl a non accettare la sua nuova posizione.

<< Sembrò un ritorno al Kantismo, una rinuncia verso ciò che è oggettivo>> (E. Stein).

Orientamenti della Fenomenologia

Si arrivò a tre orientamenti

  1. trascendentale (di Husserl, anche Fink)
  2. esistenziale (di Heidegger)
  3. realista (degli allievi di Gottinga)

Husserl definisce von H. come autonomo nella propria elaborazione e mai servile, spinto da profonde intuizioni dell'essenza, ma poi le porta ad evidenza, analizzandole con precisione rigore e chiarezza: questi sono i tratti costitutivi del metodo fenomenologico.

L'Azione Morale e i Valori

La prospettiva realista di von H. è evidente nella tesi di dottorato "L'idea dell'azione morale" il cui tema è l'analisi dei valori e dei loro portatori.

Si distacca dall'idea kantiana per cui << la volontà pura è l'unica portatrice di moralità nella vita>>.

Distinzione tra valori e gli scopi di Scheler = gli scopi sono oggetti del desiderio che sono intesi proprio come portatori di valore. I valori non hanno esistenza reale in sé ma esistono solo quando sono incarnati da una persona (portatore effettivo); sono pure qualità eidetiche, se anche nessuno li attuasse, non smetterebbero di essere valori, cioè di valere.

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