Chirurgia Vascolare: patologie carotidee, aortiche e degli arti inferiori

Documento sulla Chirurgia Vascolare, che tratta patologie carotidee, aortiche, degli arti inferiori e altre vasculopatie. Il Pdf, utile per l'Università, descrive diagnosi e terapie, includendo sezioni sull'anatomia dell'aorta, offrendo un riassunto schematico di argomenti medici.

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61 pagine

G.fonzo (revisionato da J.iaccarino)
2
1) Patologia carotidea
Stenosi carotidea – pag. 4
Ictus – pag. 8 (di solito non lo chiedono)
2) Patologia aortica
Aneurisma aorta addominale – pag. 12
Sindrome di Leriche – pag. 15
3) Patologia arti inferiori
Arteriopatia obliterante arti inferiori – pag. 18
Aneurisma popliteo – pag. 27
Entrapment popliteo – pag. 28
Piede diabetico – pag. 29
Patologia venosa – pag. 34
Malattia varicosa cronica – pag. 35
Flebiti superficiali – pag. 40
Trombosi venosa profonda – pag. 41
Ulcere degli arti inferiori – pag. 44
Patologia linfatica – pag. 47 (chiesta raramente da Bracale)
4) Altre vasculopatie
Stenosi arteria renale – pag. 50 (chiesta anche dalla perrino a cardio)
Insufficienza cronica mesenterico-celiaca – pag. 53
Ischemia intestinale acuta – pag. 55
Fistola artero-venosa – pag. 56
Sindrome del furto della succlavia – pag. 57
Sindrome dello stretto toracico – pag. 59 (raramente chiesto)
Fenomeno di Raynaud – pag. 60 (raramente chiesto)
Chemodectomi – pag. 61 (mai chiesti)
Sindrome da riperfusione – pag. 61 (mai chiesta)
NB Ho cercato di inserire tutta la anatomia richiesta riassunta in poche pagine disperse nei vati
capitoli. Saperla bene è indispensabile per superare gli esami con alcuni professori quindi non
saltatela (soprattutto con Bracale). Non sono così esigenti ma almeno un po di decorso e
collaterali vogliono saperle (non credo più di quello che ho riportato).

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Anteprima

CHIRURGIA VASCOLARE

G.fonzo (revisionato da J.iaccarino)

  1. Patologia carotidea
  • Stenosi carotidea - pag. 4
  • Ictus - pag. 8 (di solito non lo chiedono)
  1. Patologia aortica
  • Aneurisma aorta addominale - pag. 12
  • Sindrome di Leriche - pag. 15
  1. Patologia arti inferiori
  • Arteriopatia obliterante arti inferiori - pag. 18
  • Aneurisma popliteo - pag. 27
  • Entrapment popliteo - pag. 28
  • Piede diabetico - pag. 29
  • Patologia venosa - pag. 34
  • Malattia varicosa cronica - pag. 35
  • Flebiti superficiali - pag. 40
  • Trombosi venosa profonda - pag. 41
  • Ulcere degli arti inferiori - pag. 44
  • Patologia linfatica - pag. 47 (chiesta raramente da Bracale)
  1. Altre vasculopatie
  • Stenosi arteria renale - pag. 50 (chiesta anche dalla perrino a cardio)
  • Insufficienza cronica mesenterico-celiaca - pag. 53
  • Ischemia intestinale acuta - pag. 55
  • Fistola artero-venosa - pag. 56
  • Sindrome del furto della succlavia - pag. 57
  • Sindrome dello stretto toracico - pag. 59 (raramente chiesto)
  • Fenomeno di Raynaud - pag. 60 (raramente chiesto)
  • Chemodectomi - pag. 61 (mai chiesti)
  • Sindrome da riperfusione - pag. 61 (mai chiesta)

NB Ho cercato di inserire tutta la anatomia richiesta riassunta in poche pagine disperse nei vati capitoli. Saperla bene è indispensabile per superare gli esami con alcuni professori quindi non saltatela (soprattutto con Bracale). Non sono così esigenti ma almeno un po' di decorso e collaterali vogliono saperle (non credo più di quello che ho riportato).

Patologia Carotidea

La patologia carotidea è una patologia aterosclerotica che colpisce soprattutto la biforcazione carotidea, nel suo tratto extracranico. Nella maggior parte dei casi è dovuta alla formazione di una placca ateromasica, che può avere diversa composizione.

Anatomia del Circolo Cerebrale

Anatomia: l'encefalo riceve il 15-20% della gittata cardiaca, essendo uno degli organi più vascolarizzati dell'organismo umano. La sua perfusione è garantita da due sistemi interconnessi tra loro:

  • Circolo anteriore, che origina dalle carotidi interne e fornisce la maggior parte del flusso ematico celebrale;
  • Circolo posteriore, che origina dall'unione delle due arterie vertebrali a livello del solco bulbo-pontino.

+ Al Cervello A. Carotide Destra A. Carotide Sinistra A. Vertebrale Destra A. Vertebrale Sinistra A. Succlavia Destra A. Succlavia Sinistra Al braccio sinistro Al braccio destro Arteria Innominata (Brachiocefsica) Arco Aortico Arteria Aorta

I vasi epiaortici comprendono la carotide comune, la quale a dx origina come ramo terminale dall'arteria anonima (tronco brachicefalico) insieme alla succlavia, a sinistra invece origina direttamente dall'arco aortico. La carotide comune decorre lungo il margine anteriore dello SCM, si biforca a livello del margine superiore della cartilagine tiroidea in un punto detto bulbo carotideo. Questa è la sede preferenziale delle patologie aterosclerotiche poiché la corrente sanguigna che arriva dall'aorta ascendente colpisce vorticosamente e ripetutamente la parete del bulbo (specialmente nel caso di ipertensione), causando delle microlesioni endoteliali che favoriscono l'infiltrazione di LDL. La carotide comune si divide in carotide interna, che incrocia indietro il nervo vago e presenta l'ipoglosso a cavaliere e che tende ad entrare nella rocca petrosa dell'osso temporale attraverso il foro lacero anteriore vascolarizzando la porzione anteriore del cervello, e in carotide esterna, che dà la tiroidea superiore e rami al volto, vascolarizzando il sistema extracranico. La carotide interna, a differenza di quella esterna NON dà collaterali nel collo, ma fornisce rami collaterali intracranici, di cui il più importante è l'arteria oftalmica. I rami terminali della carotide interna sono: cerebrale anteriore, cerebrale media, corioidea anteriore e comunicante posteriore.

Rami Terminali della Carotide Interna

Arteria comunicante Arteria striata anteriore Arteria cerebrale media (o Silvana) distale mediale (ricorrente di Heubner) Arteria cerebrale anteriore A2- Arteria oftalmica Arterie centrali antero-mediali Arteria coroidea anteriore Arteria carotide interna Poligono di Willis Arterie centrali postero-mediali Arteria cerebrale -P1 - posteriore Arteria comunicante posteriore Ram pontin Arteria basilare Arteria laberíntica Arteria cerebellare inferiore anteriore Arteria cerebellare inferiore posteriore Arteria vertebrale Arteria spinale anteriore

Le arterie vertebrali, che nascono dalle succlavie, si uniscono a livello della giunzione bulbo pontina, dando origine all'arteria basilare, i cui rami collaterali più importanti sono l'arteria cerebellare inferiore- anteriore, e l'arteria cerebellare superiore. I rami terminali dell'arteria basilare sono le 2 arterie cerebrali posteriori. Questi vasi irrorano le strutture in fossa cranica posteriore.

Poligono di Willis

A livello della base dell'encefalo, le arterie del circolo anteriore e quelle del circolo posteriore sono collegate tra loro da una rete anastomotica detta circolo o poligono di Willis. Questo è costituito dalle 2 arterie cerebrali anteriori, unite tra loro dall'arteria comunicante anteriore, dalle comunicanti posteriori e dalle due arterie cerebrali posteriori. Tale rete permette la comunicazione tra il sistema carotideo di destra e quello di sinistra, 3 + P2 Arteria cerebellare superiore

Stenosi Carotidea

Stenosi carotidea: l'eziologia è l'aterosclerosi e questa interessa soprattutto la biforcazione carotidea, a causa del brusco cambiamento di velocità del sangue alla base di un flusso turbolento, che genera danno endoteliale. La placca che si forma può avere diversa composizione:

  • Fibrosa: formata prevalentemente da fibrina
  • Fibrocalcifica: presenta calcificazioni e può presentare colesterolo
  • Emorragica: più pericolosa, maggior rischio emboligeno. Può essere escavata al centro (a scodella) ed andare incontro ad ulcerazione.

Clinica e Classificazione di Marsiglia

Clinica: il grado di stenosi carotidea è direttamente correlato alla insufficienza cerebro-vascolare che si manifesta con sintomi da ipoperfusione. Esse sono distinte in diversi stadi secondo quella che è stata definita come la classificazione di Marsiglia:

MANIFESTAZIONI CLINICHE STADIO Soffio asintomatico Zero TIA (durata di pochi secondi) la Ischemia prolungata (>24h) Ib Ischemia in evoluzione = Ischemia con deficit permanente lieve Illa Ischemia con deficit permanente grave Illb

  • Stadio 0: soffio a livello della biforcazione percepito con lo stetoscopio, in pz asintomatico. Quando si sente un soffio a livello della carotide bisogna sempre procedere con l'auscultazione anche a livello cardiaco perché potrebbe anche trattarsi di un soffio cardiaco che semplicemente si irradia a livello carotideo. Se il soffio è locale allora è probabile sia determinato da una stenosi.
  • Stadio I: caratterizzato dalle TIA che si dividono in 2 tipi:
    • Tipo Ia: TIA che dura pochi s, il paziente ha vari disturbi ma poi recupera perfettamente
    • Tipo Ib: TIA prolungata nel tempo che può arrivare fino alle 24h ma che in genere regredisce senza lasciare sintomi. Con mezzo di contrasto alla TAC è possibile riscontrare dei globuli fibrotici e sclerotici, residuo della reazione cicatriziale.
  • Stadio II ("progressive stroke" o "TIA - crescendo" o stroke in evoluzione): caratterizzato dal fatto che il pz presenta TIA ravvicinate con dei tempi sempre più ristretti tra un attacco e l'altro
  • Stadio III: è lo stadio dell'ictus cerebrale, e si distingue in:
    • IIIa: deficit permanente lieve in cui il pz ha un certo margine di recupero attraverso la terapia
    • IIIb: caratterizzato da deficit più gravi e irreparabili.

+ Quindi il pz con TIA ha comparsa improvvisa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focali cerebrali o visivi, attribuibili all'insufficiente apporto di 02 ma di durata <24h. Si parla di stroke quando il pz ha la comparsa di segni e sintomi correlati al deficit focale o globale delle funzioni cerebrali con una durata che risulta >24h. A seconda dei distretti cerebrali interessati c'è una sintomatologia tipica:

  • Centri anteriori e laterali: disturbi motori cioè una emiparesi dell'arto superiore o inferiore controlaterale ma può anche essere coinvolta l'area di Broca. Il pz tende quindi a presentare anche disartria, disfonia ed afasia transitoria
  • Circonvoluzioni posteriori: disturbi visivi con cecità improvvisa all'occhio controlaterale. Tuttavia, i sintomi oculari possono anche essere attribuibili all'occlusione dell'arteria oftalmica (ramo della carotide interna) e in questo caso ci sarà cecità omolaterale.
  • Cervelletto: vertigini o drop attack cioè una brusca perdita di tono degli arti inferiori a cui non si accompagna una perdita di coscienza (solitamente dura <15 s)
  • Tronco cerebrale: alterazioni sensibilità, anomalie motricità
  • Arteria cerebrale posteriore: emianopsia, dislessia, acalcilia, afasia, ipoestesia
  • Arteria vertebrale: nausea, vomito, vertigine, alterazioni equilibrio, miosi, ptosi, paralisi deglutizione e della vocalizzazione

Diagnosi della Stenosi Carotidea

Diagnosi: l'iter diagnostico della stenosi carotidea si basa in primo luogo sull'esame clinico comprensivo di anamnesi, EO e valutazione neurologica, poi si procede con i test strumentali. L'esame principale per la valutazione della stenosi è però l'eco-Color Doppler TSA, che dà informazioni morfologiche, consente la valutazione emodinamica del flusso e permette di distinguere se l'origine embolica è cardiaca o carotidea. In particolare, valuta la velocità di picco sistolico e diastolico, che correlano col grado di stenosi. È però da ricordare che ci possono essere anche altre cause di aumento di velocita del flusso come tortuosità vasale di varia natura:

  • Velocità sistolica di picco ≥130cm/s è correlata a stenosi angiografica ≥50%
  • Velocità sistolica di picco ≥200cm/s è correlata a stenosi angiografica ≥70%

Esami di secondo livello sono rappresentati da Angio-TC e Angio-RM.

Terapia Farmacologica e Rivascolarizzazione

Terapia: la terapia farmacologica prevede in prevenzione primaria:

  • Antiaggreganti: aspirina a basse dosi in pz con stenosi asintomatica >50%, mentre in pz con stenosi sintomatica deve essere somministrato clopidogrel in dosi di 75mg
  • Ipolipidemizzanti, antipertensivi e antidiabetici

NB si parla di BMT (best medical treatment) quando vi è la correzione dei fattori di rischio, (diabete, ipertensione, abolizione del fumo, miglioramento dell'igiene) + antiaggreganti

Į La vera terapia è però quella di rivascolarizzazione carotidea. La stenosi carotidea è definita sintomatica se il pz ha presentato sintomi neurologici focali (TIA) nei sei mesi precedenti alla diagnosi, in caso contrario si definisce asintomatica. Le indicazioni alla rivascolarizzazione carotidea dipendono dall'eventuale presenza di sintomi, dalle comorbidità del pz, dalle caratteristiche anatomiche e del rischio procedurale (deve essere eseguito in un centro in cui il rischio periprocedurale <6%). L'iter è regolamentato dalle linee guida ESC 2017 (vedi la figura).

Recent (<6 months) symptoms of stroke/TIA No Yes Imaging of carotid artery disease by Duplex ultrasound, CTA and/or MRA Imaging of carotid artery disease by Duplex ultrasound, CTA and/or MRA Carotid stenosis 60-99% Carotid stenosis <60% Occlusion or near occlusionª Carotid stenosis <50% Carotid stenosis 50-69% Carotid stenosis 70-99% Yes 1 Yes Life expectancy >5 yrs? Favourable anatomy? ≥I feature suggesting higher stroke risk on BMT? No BMT Class I A CEA + BMT should be considered Class lla B CEA + BMT is recommended Class I A Yes CAS + BMT may be considered Class Ilb B CEA + BMT should be considered Class lla B CAS + BMT may be considered Class Ilb B CAS + BMT should be considered if high-risk for CEA Class lla B "otherwise may be considered Class Ilb B

Endoarteriectomia Carotidea (CEA)

Endoarteriectomia carotidea (CEA): rappresenta il gold standard ed è effettuata in chirurgia open e prevede l'asportazione della placca con successiva pulizia. La procedura richiede il clampaggio della carotide ed esistono quindi delle metodiche per studiare in pre- o in intra-operatorio la tolleranza del pz al clampaggio carotideo:

  • Potenziali somato-sensoriali evocati: si registrano mediante con elettrodi posizionati lungo la colonna e sul capo le risposte elettriche evocate dalla stimolazione di nervi di polso e caviglia
  • Stamp pressure: consiste nel clampaggio della carotide comune ed esterna e nella misurazione della pressione nella carotide interna. La pressione così misurata, essendo chiusa la carotide comune, si dice che viene "da dietro" (cioè della carotide controlaterale). Se i valori misurati sono 50-70mmHg, il pz può essere operato senza posizionare uno shunt
  • EEG continuo
  • Doppler transcranico
  • Ossimetria giugulare continua: lo shunting è indicato se la pO2 < 50%

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