Teoria e tecnica del colloquio psicologico in psicologia clinica e psichiatria

Documento di Università su Teoria e Tecnica del Colloquio Psicologico in Psicologia Clinica e Psichiatria. Il Pdf esplora la valutazione della personalità, i sistemi emotivo-motivazionali e le strategie di coping, oltre a transfert e controtransfert, per la materia Psicologia.

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61 pagine

TEORIA E TECNICA DEL COLLOQUIO PSICOLOGICO IN PSICOLOGIA CLINICA E
PSICHIATRIA
CAPITOLO 4: la valutazione della personalità secondo una prospettiva integrata
La personalità ci informa del modo di sentire emotivamente, pensare, e comportarsi.
Le emozioni segnalano che un evento rilevante a livello motivazionale è accaduto e se esso
è vantaggioso o svantaggioso per la persona; motivano particolari tipi di comportamento, lo
attivano o disattivano. La "motivazione" comporta l'idea di un cambiamento nella linea di
condotta di un organismo che si dirige verso un nuovo obiettivo.
i sistemi emotivo-motivazionali servono all’adattamento e alla sopravvivenza, l’attivazione di
ciascun sistema emotivo determina una particolare lettura dell’ambiente circostante, nella
quale assumono salienza percettiva e cognitiva alcuni stimoli piuttosto che altri.
i sistemi emotivo-motivazionali→ Le neuroscienze affettive hanno organizzato le esperienze
affettive in sette sistemi motivazionali di base:
- Il Sistema della RICERCA è caratterizzato da una tendenza a indagare ed esplorare
l'ambiente in modo persistente. Quando è al servizio di emozioni piacevoli, è accompagnato
da sentimenti di interesse. Questo sistema induce a evitare le situazioni emotivamente
spiacevoli.
- Il Sistema della PAURA si attiva al fine di segnalare una minaccia per l'organismo e genera
stati affettivi spiacevoli che fanno propendere alla fuga. L'attivazione di questo sistema
condiziona la lettura dell'ambiente sociale in termini di evidenziazione degli stimoli connotati
da minaccia e pericolo.
- Il Sistema della COLLERA opera in difesa della territorialità, del proprio spazio vitale e può
assumere la funzione di rivendicare i propri diritti. Favorisce l'acquisizione o la difesa delle
risorse e può essere attivato da una frustrazione. Di base è un affetto spiacevole, ma
diventa piacevole quando consente di affermare i propri desideri. Questo sistema determina
la lettura dell'ambiente sociale in modo tale da rendere salienti le minacce ai propri spazi di
autonomia.
- Il Sistema del PANICO/SOFFERENZA, detto anche "di ansia da separazione", è
caratterizzato dal desiderio incessante e urgente di ricongiungersi alla propria fonte di cura.
Nella specie umana è il precursore evoluzionistico del sistema dell'Attaccamento. Quando
tale sistema è attivo determina una lettura dell'ambiente sociale per cui appaiono salienti gli
stimoli riferibili a perdita, abbandono, vulnerabilità, fragilità, impotenza.
- Il Sistema della CURA descrive l'impulso ad adottare atteggiamenti di accudimento verso i
propri simili. È anche la fonte del sentimento dell'amore; si associa a una lettura della realtà
in termini di compassione, empatia e indulgenza.
- Il Sistema del DESIDERIO SESSUALE innesca rituali di corteggiamento. Quando è attivo
fornisce salienza percettiva agli stimoli connessi alla possibilità di riprodursi. Costituisce,
anch'esso, una delle fonti dell'amore.
- Il Sistema del GIOCO agevola l'apprendimento delle dinamiche e delle strutture sociali, e
l'apprendimento delle strategie migliori per far fronte agli eventi avversi. L'attivazione di
questo sistema permette una lettura dell'ambiente secondo i criteri di una sperimentazione
controllata e non troppo rischiosa.
In aggiunta ai sette sistemi emotivo-motivazionali di base, ci sono i sistemi della Dominanza
e della Cooperazione, che, sul piano evoluzionistico, sono derivati secondari dei sistemi di
base.
-Sistema della Dominanza: descrive comportamenti finalizzati a stabilire relazioni fondate
sulla competizione e segnala una lettura dell'ambiente in termini di sottomissione, gerarchia
confronto, giudizio. La Dominanza si attiva al fine di conquistare in modo esclusivo una
risorsa limitata e rappresenta l'opposto del sistema cooperativo.
- Il Sistema Cooperativo: si sviluppa a partire dal GIOCO, e prevede la lettura delle relazioni
in termini di pariteticità. Si attiva al fine di ottenere il raggiungimento di una risorsa mediante
la collaborazione con almeno un altro individuo. Presuppone la tolleranza della reciproca
dipendenza dall'altro e della diversità.
I sistemi emotivo-motivazionali a valenza positiva (piacevoli) sono: RICERCA, CURA,
GIOCO, DESIDERIO SESSUALE, quelli a valenza negativa (spiacevoli) sono: PAURA,
COLLERA, PANICO/SOFFERENZA.
4.3Le strategie di regolazione emotiva (Stili di Coping)
Gli stili di coping sono delle strategie di regolazione emotiva ricorrenti finalizzate alla
gestione di problemi o di eventi stressanti. Sono modi caratteristici di raggiungere obiettivi
desiderati o di evitare esperienze spiacevoli.
4.3.1 Lo stile di coping esternalizzante
Un soggetto con coping esternalizzante tende a regolare le sue emozioni spiacevoli o a
massimizzare le emozioni piacevoli mediante un'azione diretta sull'ambiente esterno, in
termini di relazioni interpersonali o sostanze materiali (e.g. droghe, cibo).
4.3.2 Lo stile di coping internalizzante
Un individuo con coping internalizzante tende a regolare le sue emozioni spiacevoli o a
massimizzare le emozioni piacevoli mediante un'azione diretta sull'ambiente interno,
adoperando meccanismi quali la rimuginazione, l'inibizione, la preoccupazione ecc.
4.3.3 Comprendere le credenze metacognitive sulle emozioni
Le interpretazioni e i giudizi sulle proprie emozioni possono generare strategie di coping
maladattive che mantengono più a lungo nel tempo le emozioni spiacevoli, impedendo loro
di scemare gradualmente in modo fisiologico. La regolazione emotiva si sviluppa così:
a. insorgenza dello stato emotivo
b. attenzione rivolta alle emozioni
c. tre possibili approcci metacognitivi
1. è normale provare delle emozioni→ Se l'emozione è giudicata "normale" segue
l'accettazione e l'apprendimento. All'emozione stessa viene "consentito" il naturale e
graduale processo di spegnimento, accettando i tempi. Ogni volta che un'emozione simile si
ripresenterà, non sarà associata a pericolo, ma sarà interpretata come un naturale veicolo di
informazione;
2. evitamento delle emozioni→ se invece l’emozione tende a essere evitata si ha lo sviluppo
di strategie che portano a perdita di controllo e/o permanenza dell’emozione spiacevole e
che possono condurre a rimuginazione, all’evitamento delle situazioni stressanti attivanti le
emozioni stesse

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Anteprima

La valutazione della personalità secondo una prospettiva integrata

La personalità ci informa del modo di sentire emotivamente, pensare, e comportarsi. Le emozioni segnalano che un evento rilevante a livello motivazionale è accaduto e se esso è vantaggioso o svantaggioso per la persona; motivano particolari tipi di comportamento, lo attivano o disattivano. La "motivazione" comporta l'idea di un cambiamento nella linea di condotta di un organismo che si dirige verso un nuovo obiettivo. i sistemi emotivo-motivazionali servono all'adattamento e alla sopravvivenza, l'attivazione di ciascun sistema emotivo determina una particolare lettura dell'ambiente circostante, nella quale assumono salienza percettiva e cognitiva alcuni stimoli piuttosto che altri.

Sistemi emotivo-motivazionali

i sistemi emotivo-motivazionali-> Le neuroscienze affettive hanno organizzato le esperienze affettive in sette sistemi motivazionali di base:

  • Il Sistema della RICERCA è caratterizzato da una tendenza a indagare ed esplorare l'ambiente in modo persistente. Quando è al servizio di emozioni piacevoli, è accompagnato da sentimenti di interesse. Questo sistema induce a evitare le situazioni emotivamente spiacevoli.
  • Il Sistema della PAURA si attiva al fine di segnalare una minaccia per l'organismo e genera stati affettivi spiacevoli che fanno propendere alla fuga. L'attivazione di questo sistema condiziona la lettura dell'ambiente sociale in termini di evidenziazione degli stimoli connotati da minaccia e pericolo.
  • Il Sistema della COLLERA opera in difesa della territorialità, del proprio spazio vitale e può assumere la funzione di rivendicare i propri diritti. Favorisce l'acquisizione o la difesa delle risorse e può essere attivato da una frustrazione. Di base è un affetto spiacevole, ma diventa piacevole quando consente di affermare i propri desideri. Questo sistema determina la lettura dell'ambiente sociale in modo tale da rendere salienti le minacce ai propri spazi di autonomia.
  • Il Sistema del PANICO/SOFFERENZA, detto anche "di ansia da separazione", è caratterizzato dal desiderio incessante e urgente di ricongiungersi alla propria fonte di cura. Nella specie umana è il precursore evoluzionistico del sistema dell'Attaccamento. Quando tale sistema è attivo determina una lettura dell'ambiente sociale per cui appaiono salienti gli stimoli riferibili a perdita, abbandono, vulnerabilità, fragilità, impotenza.
  • Il Sistema della CURA descrive l'impulso ad adottare atteggiamenti di accudimento verso i propri simili. È anche la fonte del sentimento dell'amore; si associa a una lettura della realtà in termini di compassione, empatia e indulgenza.
  • Il Sistema del DESIDERIO SESSUALE innesca rituali di corteggiamento. Quando è attivo fornisce salienza percettiva agli stimoli connessi alla possibilità di riprodursi. Costituisce, anch'esso, una delle fonti dell'amore.
  • Il Sistema del GIOCO agevola l'apprendimento delle dinamiche e delle strutture sociali, e l'apprendimento delle strategie migliori per far fronte agli eventi avversi. L'attivazione di questo sistema permette una lettura dell'ambiente secondo i criteri di una sperimentazione controllata e non troppo rischiosa.

In aggiunta ai sette sistemi emotivo-motivazionali di base, ci sono i sistemi della Dominanza e della Cooperazione, che, sul piano evoluzionistico, sono derivati secondari dei sistemi di base.

  • Sistema della Dominanza: descrive comportamenti finalizzati a stabilire relazioni fondate sulla competizione e segnala una lettura dell'ambiente in termini di sottomissione, gerarchia confronto, giudizio. La Dominanza si attiva al fine di conquistare in modo esclusivo una risorsa limitata e rappresenta l'opposto del sistema cooperativo.
  • Il Sistema Cooperativo: si sviluppa a partire dal GIOCO, e prevede la lettura delle relazioni in termini di pariteticità. Si attiva al fine di ottenere il raggiungimento di una risorsa mediante la collaborazione con almeno un altro individuo. Presuppone la tolleranza della reciproca dipendenza dall'altro e della diversità.

I sistemi emotivo-motivazionali a valenza positiva (piacevoli) sono: RICERCA, CURA, GIOCO, DESIDERIO SESSUALE, quelli a valenza negativa (spiacevoli) sono: PAURA, COLLERA, PANICO/SOFFERENZA.

Le strategie di regolazione emotiva (Stili di Coping)

Gli stili di coping sono delle strategie di regolazione emotiva ricorrenti finalizzate alla gestione di problemi o di eventi stressanti. Sono modi caratteristici di raggiungere obiettivi desiderati o di evitare esperienze spiacevoli.

Lo stile di coping esternalizzante

Un soggetto con coping esternalizzante tende a regolare le sue emozioni spiacevoli o a massimizzare le emozioni piacevoli mediante un'azione diretta sull'ambiente esterno, in termini di relazioni interpersonali o sostanze materiali (e.g. droghe, cibo).

Lo stile di coping internalizzante

Un individuo con coping internalizzante tende a regolare le sue emozioni spiacevoli o a massimizzare le emozioni piacevoli mediante un'azione diretta sull'ambiente interno, adoperando meccanismi quali la rimuginazione, l'inibizione, la preoccupazione ecc.

Comprendere le credenze metacognitive sulle emozioni

Le interpretazioni e i giudizi sulle proprie emozioni possono generare strategie di coping maladattive che mantengono più a lungo nel tempo le emozioni spiacevoli, impedendo loro di scemare gradualmente in modo fisiologico. La regolazione emotiva si sviluppa così: a. insorgenza dello stato emotivo b. attenzione rivolta alle emozioni c. tre possibili approcci metacognitivi

  1. è normale provare delle emozioni-> Se l'emozione è giudicata "normale" segue l'accettazione e l'apprendimento. All'emozione stessa viene "consentito" il naturale e graduale processo di spegnimento, accettando i tempi. Ogni volta che un'emozione simile si ripresenterà, non sarà associata a pericolo, ma sarà interpretata come un naturale veicolo di informazione;
  2. evitamento delle emozioni-> se invece l'emozione tende a essere evitata si ha lo sviluppo di strategie che portano a perdita di controllo e/o permanenza dell'emozione spiacevole e che possono condurre a rimuginazione, all'evitamento delle situazioni stressanti attivanti le emozioni stesse
  3. interpretazione negativa delle emozioni-> si può provare senso di colpa, incomprensibilità, inaccettabilità delle emozioni provate, così anche in questo caso le emozioni diventano problematiche e possono condurre a schemi mentali negativi

Due forme particolari di regolazione emotiva: la mentalizzazione e la metacognizione

  • La mentalizzazione è un processo mentale "immaginativo" che interpreta il comportamento umano in termini di stati mentali intenzionali(es: bisogni, desideri, emozioni, credenze, obiettivi).
  • La metacognizione è la capacità umana di comprendere gli stati mentali, propri e altrui.

La prima sarebbe attiva nel contesto dell'attaccamento, mentre le persone compiono atti metacognitivi nel contesto di tutti i sistemi motivazionali. MENTALIZZAZIONE-> sta in mezzo tra le emozioni, empatia, è implicita ed esplicita, riguarda se e gli altri. capacità di vedere noi stessi dall'esterno e gli altri dall'interno, definizione di Fonagy

  • esplicita-> io utilizzo la mia coscienza in maniera esplicita,
  • implicita-> mi chiedo cosa pensi ecc lo faccio inconsapevolmente.

anche il paziente lo fa con il terapeuta, fa una valutazione di come gli arriviamo sulla base delle sue capacità, se ha una buona mentalizzazione avrà un certo comportamento mentre se è cattiva ne avrà un altro. le dimensioni della mentalizzazione

  • automatica/controllata
  • se/altro-> leggo la mente dell'altro o il mio
  • cognitivo/affettivo-> riflessione sui pensieri che passano all'altro oppure una mentalizzazione che si rivolge agli affetti
  • interno/esterno-> può essere qualcosa che utilizzo per osservare una interazione dare senso alle scene che osserviamo oppure osservare come il mondo esterno impatta su di noi, come l'esterno mi evoca delle sensazioni dentro di me

Forma di buona capacità di mentalizzazione

Che forma assume una buona capacità di mentalizzazione? Una buona capacità di mentalizzazione assume un'unica forma. Al valutatore viene richiesto di riflettere su l'intervista condotta e di annotare gli indizi convincenti di questo o quel tipo di mentalizzazione mettendo un segno di spunta nella colonna corrispondente a seconda del caso. A ognuna delle quattro aree tematiche deve essere attribuito un punteggio:

  1. In relazione ai pensieri e at sentimenti di altre persone, buona mentalizzazione: a) Opacità-> il soggetto spesso non sa cosa gli altri stiano pensando, anche se non è del tutto disorientato da tutto ciò che succede nella mente degli alti. b) Assenza di paranoia-> non considerare i pensieri degli altri come minacciosi in sé e contemplare la possibilità che le menti sono in grado di cambiare. c) Contemplazione e riflessione-> un desiderio di riflettere su come gli altri riescono a pensare in modo rilassato invece che compulsiva. d) Capacità di assumere il punto di vista dell'altro-> accettare che una stessa cosa possa apparire diversa se osservata da differenti prospettive in base alla storia personale di ognuno e) un reale interesse per i pensieri e i sentimenti degli altri-> non solo per il contenuto ma anche per lo stile che tali pensieri o stati d'animo esibiscono f) apertura alla scoperta-> il soggetto è restio a fare congetture su quello che gli altri pensano o provano g) indulgenza-> capacità di considerare le particolari condizioni in cui gli altri si trovano per comprendere i loro stati mentali h) prevedibilità-> un senso generale che le reazioni degli altri sono prevedibili una volta che se ne conoscano il pensiero e i sentimenti

la buona mentalizzazione la possiamo osservare quando il paziente ragione su tutte le dimensioni precedenti in maniera ipotetica, ovvero costruisce delle ipotesi , mentre la cattiva mentalizzazione è l'eccessiva sicurezza/certezza, perché nell'eccesso di sicurezza si violano delle caratteristiche/principi è un pensare a me stessa

Cattiva mentalizzazione

cattiva mentalizzazione

  • equivalenza psichica-> quando il paziente o noi diamo per scontato che quello che sentiamo dentro è quello che c'è fuori,per esempio: il paziente arriva e noi stiamo sovrappensiero e il paziente ci dice che non abbiamo voglia di stare qui, si vede in modo molto importante quando il paziente è molto ansioso e sente che le sue paure diventano realtà, attribuire a una credenza il fatto che sì come io lo sento allora sarà così. il dentro è uguale a fuori
  • far finta-> la sincerità è molto delicato nei primi colloqui (auto-svelamento), fa finta di pensare non sta in contatto con se stessi sta generalizzando, recitare e interpretare un ruolo ma non è consapevole è lo spostare per non sentire qualcosa o per giustificarsi, (validazione empatica/confrontazione)
  • teleologica-> accade quando attribuisco ad un effetto esterno un solo significato, si caratterizza per il pensiero concreto, per esempio il paziente narcisista penserà se diventerò ricco sarò anche amato.
  • iper.mentalizzazione-> attribuire a ciò che non so un significato qualsiasi

queste 3 modalità configurano delle difficoltà nel colloquio

Gli schemi interpersonali prototipici e le credenze Se-Altro

Ogni bisogno emotivo-motivazionale può richiedere l'attuazione di uno schema interpersonale, che, di fatto rappresenta una strategia di regolazione emotiva. [Per esempio, cerchiamo di tenerci vicini gli amici come strategia funzionale a evitare emozioni spiacevoli di solitudine, quindi per disattivare il sistema a valenza spiacevole del PANICO-SOFFERENZA. Uno schema interpersonale porta l'individuo a selezionare in automatico, solo le info che lo confermano, ignorando quelle che potrebbero disconfermare. In altri termini, selezioniamo l'info in entrata rispetto al desiderio attivo La ripetizione di determinati schemi interpersonali prevede la formazione di credenze (convinzioni) su se stesso e gli altri.

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