Documento di Appunti sull'introduzione all'antropologia culturale. Il Pdf esplora l'antropologia culturale, definendone i concetti fondamentali e la sua evoluzione storica, analizzando le radici del termine 'cultura' e le principali scuole di pensiero, come la Scuola di Manchester e l'antropologia dinamista, per il grado universitario.
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12/10/2023: Introduzione all'antropologia culturale.
L'antropologia, dal greco άνθρωπος anthropos «uomo» + λόγος, logos «discorso, dottrina» quindi letteralmente: «studio dell'uomo». Ma che Uomo? Uomo culturale.
Cultura, dal verbo latino "colere", che ha tra i suoi significati principali "coltivare". L'insediamento umano, e in particolare quello agricolo, in latino si dice proprio "cultura".
2 utilizzi del termine cultura. Classica e tradizionale: ideale di formazione individuale. "Un uomo di cultura" Delle moderne scienze sociali: la condizioni dei membri di un gruppo sociale "La cultura maori", "La cultura hip hop". E' tuttavia opportuno rendersi conto che entrambe le concezioni affondano nella stessa radice agricola. Alla base vi è l'idea di un intervento modificatore agito su un ambiente circostante.
Due elementi separano la concezione classica della culruea da quella delle scienze sociali.
Nascita del concetto moderno di cultura:
Da notare:
Una concezione della cultura che esclude i costumi rende molto difficile capire questi ultimi, che sembrano strani e bizzarri (soprattutto quelli degli altri). Aver dato a questi contenuti la forma della cultura ha significato il riconoscimento dell'esistenza di un senso e di un ordine. La fusione tra concetto di cultura e quello di costume ha prodotto un inglobamento dei costumi nella cultura, tanto è vero che ora non si dice più "usi e costumi". "Usi e costumi" tradisce un intento descrittivo e classificatorio "cultura" significa un punto di vista più profondo, un progetto volto a cogliere il senso e il fondamento degli usi e dei costumi
Nella storia dell'antropologia, vediamo anche diverse impostazioni per leggere il modo in cui la cultura interagisce con l'uomo.
La concezione stratigrafica: Kroeber 1917 "Il superorganico": vi è prima di tutto l'uomo come "sostanza organica che può essere considerata in quanto tale", e vi e poi l'uomo come portatore di cultura, perché l'essere umano è "una tavola su cui si può scrivere". Sul piano della realtà organica umana si deposita la realtà culturale: si tratta di due piani distinti, paralleli, sovrapposti e autonomi. I costumi non sono più stranezze senza senso, ma hanno un ruolo strumentale
Concezioni interazioniste: Il peso della "realtà umana" si sposta sul versante dei costumi. È impossibile trovare la vera "umanità" oltre i costumi. I costumi non "coprono" l'uomo, ne si limitano a completarlo, ma plasmano l'umanità nelle sue differenze culturali. L'essere dell'uomo non è una struttura universale che si ritrova identica in ogni tempo e in ogni luogo e che poi si veste in un luogo in un modo e in un luogo in un altro, ma E' la pluralità delle forme particolari e locali mediante cui gli esseri umani di volta in volta si realizzano.
Rifiuto dell'ordine temporale diacronico prima e dopo: "prima" evoluzione organiza e "dopo" evoluzione culturale + Rifiuto ordine gerarchico e sincronico "sotto" e "sopra": "sotto" base organica e "sopra" sovrastruttura culturale MA Interazione più profonda: la cultura non interviene a cose fatte sul piano organico MA si innesta direttamente nell'evoluzione organica come sua componente imprescindibile Es. evoluzione cerebrale (da 500 a 1500 cm cubi in pochi milioni di anni è avvenuta in un ambiente già culturale). La cultura (utensili, parole, fuoco ecc) è il prodotto del cervello, ma anche il cervello è prodotto da quella cultura.
La cultura è come l'aria. La cultura non è solo qualcosa di utile per un animale con scarse possibilità fisiche di caccia e difesa, anche se ovviamente la capacità di costruire utensili fu un grosso vantaggio evolutivo. La cultura è indispensabile per la formazione e lo sviluppo, ma anche per la tessa esistenza, come l'acqua per i pesci o l'aria per i polmoni (Remotti) Geertz: Gli uomini senza cultura "sarebebro inguaribili mostruosità con poichissimi istinti utili, ancor meno sentimenti riconoscibili e nessun intelletto". Il funzionamento del nostro intelletto è inconcepibile in un vuoto culturale come quello dei polmoni in uno privo. D'aria (remotti). Il nostro sistema nervoso centrale è cresciuto in gran parte in interazione con la cultura e, secondo Geertz, sarebbe incapace di dirigere il nostro comportamento "senza la guida fornita dal sistema di simboli significanti", ovvero della cultura. La cultura non è un aiuto, è alla base della sopravvivenza biologica dell'uomo.
Cultura come simbolismo Così come non esiste un uomo come essere naturale che produce in un secondo tempo la cultura, non esiste un uomo che sia distinto dalla società in maniera esistenziale che poi entra in una società. È nel contesto sociale che si formano tanto i simboli quanto gli individui che li usano. Il comportamento culturale degli uomini appare sempre mediato da simboli (es. linguaggio) Il simbolismo è un sistema condiviso di accordi e di vincoli culturali. La condivisione dei simboli è la base della vita sociale, degli scambi e delle azioni all'interno dei gruppi, il fondamento delle loro identità e quindi anche della loro differenza rispetto agli altri. Condividendo simboli si produce un "noi" e la relazione con "gli altri". Questo "noi", quindi questa "cultura" e questa "società", non sono insieme statici e immutabili.
Appadurai "Mi trovo spesso a disagio con il sostantivo cultura, mentre sono assolutamente affezionato alla forma aggettivale del sostantivo, e cioè culturale" e spiega. perché la cultura non è una sostanza o una cosa, , ma è una dimensione di fenomeni utile per conoscere, parlare e confrontare le differenze.
LA comparazione Comparare le differenze è quello che in fondo fa l'antropologia. Fabietti: nonostante la stessa idea di un'antropologia come sapere comparativo abbia subito col tempo mutamenti profondi, la comparazione tra culture resta un antico progetto della disciplina. Mettere a fronte istituzioni, e tratti culturali, confrontare usanze e modi di pensare, affiancare costumi e classificare per tipi: riti, miti, sistemi terminologici di parentela, idee della persona e del cosmo, schemi cognitivi e tecniche di fabbricazione di determinati strumenti. Tutto, per l'antropologia, può essere comparato. Il suo progetto è vasto come il mondo e si estende orizzontalmente nello spazio come verticalmente nel tempo. In questa comparazione tutta via, è necessario elaborare i criteri della comparazione. ci sono tanti modi per comparare e ce ne sono stati tanti nel corso della storia dell'antropologia.
Evoluzionismo: