Introduzione all'antropologia culturale: concetti e scuole di pensiero

Documento di Appunti sull'introduzione all'antropologia culturale. Il Pdf esplora l'antropologia culturale, definendone i concetti fondamentali e la sua evoluzione storica, analizzando le radici del termine 'cultura' e le principali scuole di pensiero, come la Scuola di Manchester e l'antropologia dinamista, per il grado universitario.

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64 pagine

12/10/2023: Introduzione all’antropologia culturale.
Cos’è?
A cosa serve?
I concetti fondamentali (etnografia, cultura/e, comparazione,
evoluzione/sviluppo, parentela, etnia)
Antropologia Culturale
1) Cos’è l’antropologia culturale?
L'antropologia, dal greco
ἄνθρωπος ànthropos «uomo» + λόγος, lògos «discorso, dorina»
quindi leeralmente: «studio dell'uomo».
Ma che Uomo? Uomo culturale.
Cultura, dal verbo lano colere”, che ha tra i suoi signica principali
colvare”. L’insediamento umano, e in parcolare quello agricolo, in lano si
dice proprio “cultura”.
2 ulizzi del termine cultura.
Classica e tradizionale: ideale di formazione individuale. “Un uomo di cultura”
Delle moderne scienze sociali: la condizioni dei membri di un gruppo sociale
“La cultura maori, “La cultura hip hop”.
E’ tuavia opportuno rendersi conto che entrambe le concezioni aondano
nella stessa radice agricola. Alla base vi è l’idea di un intervento modicatore
agito su un ambiente circostante.
Due elemen separano la concezione classica della culruea da quella delle
scienze sociali.
1. La cultura separa aristocracamente l’individui “colto” dal popolo
“incolto”, soraendolo ai “mores” (costumi) della sua società
parcolare per innalzarlo a una supposta comunità di do che
conoscono le “verità” universali.
La cultura in senso classico si rivela incompabile con i “costumi”
sempre locali e parcolari.
E’ proprio araverso questa cultura senza “costumi” che la cultura in
senso classico pensa di poter realizzare la vera humanitas, ovvero la
vera natura umana.
2. La concezione moderna di cultura allarga i suoi contenu e i suoi
conni. E’ costuita soprauo dai costumi perché si riconosce la loro
importanza in una molteplicità di ambi del comportamento umano.
Nascita del conceo moderno di cultura:
- Radici verso la metà del 700 in Europa, epoca di spedizioni ed esplorazioni.
Sono proprio i resocon di viaggio, sempre più numerose e accurate a
diventare fon imprescindibili per studiare il mondo umano nelle sue forme.
Johann Goried Herder: “desiderio di rimanere costantemente in una sorta
di viaggio araverso gli uomini”, raccogliendo informazioni da ogni parte della
terra, così da rimediare alla “piega” parcolare impressa al suo animo dal fao
di abitare in un “angolo sperduto, scico, del mondo”, riutando di trovare “in
un piccolo angolo della terra il mondo tuo” e tue quelle “forme di vita” che
l’umanità può assumere.
- La prima denizione antropologica di cultura 1871, Taylor:
«La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnograco, è quell'insieme
complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il dirio, il
costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come
membro di una società.»
Da notare:
1. È imprescindibile la dimensione etnograca
2. La nozione di cultura si applica a tua l’umanità
3. La cultura è un “Insieme” che ingoloba diverse avità, non soltanto
quelle intelleuali
4. La cultura è acquisita e non innata
5. Connessione tra il conceo di cultura e quello di socie
6. In posizione centrale vi è proprio la parola costume”

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Anteprima

Introduzione all'Antropologia Culturale

12/10/2023: Introduzione all'antropologia culturale.

  • Cos'è?
  • A cosa serve?
  • I concetti fondamentali (etnografia, cultura/e, comparazione, evoluzione/sviluppo, parentela, etnia)

Cos'è l'Antropologia Culturale?

L'antropologia, dal greco άνθρωπος anthropos «uomo» + λόγος, logos «discorso, dottrina» quindi letteralmente: «studio dell'uomo». Ma che Uomo? Uomo culturale.

Il Concetto di Cultura

Cultura, dal verbo latino "colere", che ha tra i suoi significati principali "coltivare". L'insediamento umano, e in particolare quello agricolo, in latino si dice proprio "cultura".

Utilizzi del Termine Cultura

2 utilizzi del termine cultura. Classica e tradizionale: ideale di formazione individuale. "Un uomo di cultura" Delle moderne scienze sociali: la condizioni dei membri di un gruppo sociale "La cultura maori", "La cultura hip hop". E' tuttavia opportuno rendersi conto che entrambe le concezioni affondano nella stessa radice agricola. Alla base vi è l'idea di un intervento modificatore agito su un ambiente circostante.

Concezione Classica vs. Scienze Sociali

Due elementi separano la concezione classica della culruea da quella delle scienze sociali.

  1. La cultura separa aristocraticamente l'individui "colto" dal popolo "incolto", sottraendolo ai "mores" (costumi) della sua società particolare per innalzarlo a una supposta comunità di dotti che conoscono le "verità" universali. La cultura in senso classico si rivela incompatibile con i "costumi" sempre locali e particolari.E' proprio attraverso questa cultura senza "costumi" che la cultura in senso classico pensa di poter realizzare la vera humanitas, ovvero la vera natura umana.
  2. La concezione moderna di cultura allarga i suoi contenuti e i suoi confini. E' costituita soprattutto dai costumi perché si riconosce la loro importanza in una molteplicità di ambiti del comportamento umano.

Nascita del Concetto Moderno di Cultura

Nascita del concetto moderno di cultura:

  • Radici verso la metà del 700 in Europa, epoca di spedizioni ed esplorazioni. Sono proprio i resoconti di viaggio, sempre più numerose e accurate a diventare fonti imprescindibili per studiare il mondo umano nelle sue forme.
  • Johann Gottfried Herder: "desiderio di rimanere costantemente in una sorta di viaggio attraverso gli uomini", raccogliendo informazioni da ogni parte della terra, così da rimediare alla "piega" particolare impressa al suo animo dal fatto di abitare in un "angolo sperduto, scitico, del mondo", rifiutando di trovare "in un piccolo angolo della terra il mondo tutto" e tutte quelle "forme di vita" che l'umanità può assumere.
  • La prima definizione antropologica di cultura 1871, Taylor: «La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.»

Caratteristiche della Definizione di Cultura di Taylor

Da notare:

  1. È imprescindibile la dimensione etnografica
  2. La nozione di cultura si applica a tutta l'umanità
  3. La cultura è un "Insieme" che ingoloba diverse attività, non soltanto quelle intellettuali
  4. La cultura è acquisita e non innata
  5. Connessione tra il concetto di cultura e quello di società
  6. In posizione centrale vi è proprio la parola "costume"

Una concezione della cultura che esclude i costumi rende molto difficile capire questi ultimi, che sembrano strani e bizzarri (soprattutto quelli degli altri). Aver dato a questi contenuti la forma della cultura ha significato il riconoscimento dell'esistenza di un senso e di un ordine. La fusione tra concetto di cultura e quello di costume ha prodotto un inglobamento dei costumi nella cultura, tanto è vero che ora non si dice più "usi e costumi". "Usi e costumi" tradisce un intento descrittivo e classificatorio "cultura" significa un punto di vista più profondo, un progetto volto a cogliere il senso e il fondamento degli usi e dei costumi

Interazione tra Cultura e Uomo

Nella storia dell'antropologia, vediamo anche diverse impostazioni per leggere il modo in cui la cultura interagisce con l'uomo.

La Concezione Stratigrafica

La concezione stratigrafica: Kroeber 1917 "Il superorganico": vi è prima di tutto l'uomo come "sostanza organica che può essere considerata in quanto tale", e vi e poi l'uomo come portatore di cultura, perché l'essere umano è "una tavola su cui si può scrivere". Sul piano della realtà organica umana si deposita la realtà culturale: si tratta di due piani distinti, paralleli, sovrapposti e autonomi. I costumi non sono più stranezze senza senso, ma hanno un ruolo strumentale

Concezioni Interazioniste

Concezioni interazioniste: Il peso della "realtà umana" si sposta sul versante dei costumi. È impossibile trovare la vera "umanità" oltre i costumi. I costumi non "coprono" l'uomo, ne si limitano a completarlo, ma plasmano l'umanità nelle sue differenze culturali. L'essere dell'uomo non è una struttura universale che si ritrova identica in ogni tempo e in ogni luogo e che poi si veste in un luogo in un modo e in un luogo in un altro, ma E' la pluralità delle forme particolari e locali mediante cui gli esseri umani di volta in volta si realizzano.

Rifiuto dell'Ordine Temporale e Gerarchico

Rifiuto dell'ordine temporale diacronico prima e dopo: "prima" evoluzione organiza e "dopo" evoluzione culturale + Rifiuto ordine gerarchico e sincronico "sotto" e "sopra": "sotto" base organica e "sopra" sovrastruttura culturale MA Interazione più profonda: la cultura non interviene a cose fatte sul piano organico MA si innesta direttamente nell'evoluzione organica come sua componente imprescindibile Es. evoluzione cerebrale (da 500 a 1500 cm cubi in pochi milioni di anni è avvenuta in un ambiente già culturale). La cultura (utensili, parole, fuoco ecc) è il prodotto del cervello, ma anche il cervello è prodotto da quella cultura.

La Cultura come Aria

La cultura è come l'aria. La cultura non è solo qualcosa di utile per un animale con scarse possibilità fisiche di caccia e difesa, anche se ovviamente la capacità di costruire utensili fu un grosso vantaggio evolutivo. La cultura è indispensabile per la formazione e lo sviluppo, ma anche per la tessa esistenza, come l'acqua per i pesci o l'aria per i polmoni (Remotti) Geertz: Gli uomini senza cultura "sarebebro inguaribili mostruosità con poichissimi istinti utili, ancor meno sentimenti riconoscibili e nessun intelletto". Il funzionamento del nostro intelletto è inconcepibile in un vuoto culturale come quello dei polmoni in uno privo. D'aria (remotti). Il nostro sistema nervoso centrale è cresciuto in gran parte in interazione con la cultura e, secondo Geertz, sarebbe incapace di dirigere il nostro comportamento "senza la guida fornita dal sistema di simboli significanti", ovvero della cultura. La cultura non è un aiuto, è alla base della sopravvivenza biologica dell'uomo.

Cultura come Simbolismo

Cultura come simbolismo Così come non esiste un uomo come essere naturale che produce in un secondo tempo la cultura, non esiste un uomo che sia distinto dalla società in maniera esistenziale che poi entra in una società. È nel contesto sociale che si formano tanto i simboli quanto gli individui che li usano. Il comportamento culturale degli uomini appare sempre mediato da simboli (es. linguaggio) Il simbolismo è un sistema condiviso di accordi e di vincoli culturali. La condivisione dei simboli è la base della vita sociale, degli scambi e delle azioni all'interno dei gruppi, il fondamento delle loro identità e quindi anche della loro differenza rispetto agli altri. Condividendo simboli si produce un "noi" e la relazione con "gli altri". Questo "noi", quindi questa "cultura" e questa "società", non sono insieme statici e immutabili.

Variazioni Culturali

  • Ogni volta che si riproduce un aspetto culturale non si riproduce identico (variazioni indiviuali)
  • Reciproche trasformazioni nelle iterazioni tra culture (globalizzazione)
  • Le variazioni non sono deviazioni, ma le modalità effettive di realizzazione della cultura. La cultura non è al di là, ma dentro le variaizioni: il mutamento è al centro della cultura.

Appadurai "Mi trovo spesso a disagio con il sostantivo cultura, mentre sono assolutamente affezionato alla forma aggettivale del sostantivo, e cioè culturale" e spiega. perché la cultura non è una sostanza o una cosa, , ma è una dimensione di fenomeni utile per conoscere, parlare e confrontare le differenze.

La Comparazione in Antropologia

LA comparazione Comparare le differenze è quello che in fondo fa l'antropologia. Fabietti: nonostante la stessa idea di un'antropologia come sapere comparativo abbia subito col tempo mutamenti profondi, la comparazione tra culture resta un antico progetto della disciplina. Mettere a fronte istituzioni, e tratti culturali, confrontare usanze e modi di pensare, affiancare costumi e classificare per tipi: riti, miti, sistemi terminologici di parentela, idee della persona e del cosmo, schemi cognitivi e tecniche di fabbricazione di determinati strumenti. Tutto, per l'antropologia, può essere comparato. Il suo progetto è vasto come il mondo e si estende orizzontalmente nello spazio come verticalmente nel tempo. In questa comparazione tutta via, è necessario elaborare i criteri della comparazione. ci sono tanti modi per comparare e ce ne sono stati tanti nel corso della storia dell'antropologia.

Approcci all'Evoluzionismo

Evoluzionismo:

  • Antropologi "da salotto" che si basavano sui racconti di viaggio
  • Morgan 1971 delinea "tappe" che ogni società attraversa, per andare dalle più primitive alle più evolute sulla base dei rapporti di parentela, dal "rapporto promiscuo" alla "famiglia civile".
  • Durkheim: "regole del metodo sociologico" 1895 propone i metodo delle variazioni concomitanti. Lo scopo non è più studiare le evoluzioni dei tratti culturali presi in analisi, ma predire la loro manifestazione. L'idea è semplice: se una serie di elementi si presenta correlato in un buon numero di culture, è lecito immaginare che quando uno di essi viene riscontrato da solo in un'altra cultura, siano presenti anche gli altri oppure stiano per presentarsi anche gli altri.
  • Evans Pritchard, 1965: "il. Metodo comparativo nell'antropologai sociale". Pur dichiarando il metodo irrinunciabile, lo limita. Non deve essere usato per spiegare le somigliane, ma le differenze. Non si possono correlare interi contesti culturali con altri, ma bisogna comparare società simili oppure prendere in considerazione solo tematiche circoscritte.
  • Edmund Leach: critica alla comparazione fatta come una "raccolta di farfalle", con uno spirito oggettivante e decontestualizzante
  • Needham: per evitare questo rischio, meglio scegliere una comparazione più debole, che mira a stabilire connessioni piuttosto che ricercare ossessivamente tratti identici. SI basa sul concetto di "aria di famiglia" di Wittgenstein.
  • Remotti: "reti di connessioni" che l'antropologia tesse tra i fenomeni per analizzarli e metterli in relazione

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