Le crisi della Guerra Fredda: Berlino, Cuba e la dottrina Flexible Response

Documento di Università sulla Quarta Lezione Definitiva. Il Pdf descrive le strategie militari e politiche adottate dalle superpotenze per mantenere la coesistenza competitiva, con un focus sui presidenti Kennedy e Krusciov, per la materia Storia.

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QUARTA LEZIONE DEFINITIVA
Sono due le principali crisi che mettono la crisi la consistenza tra Stati Uniti e
Unione Sovietica: la crisi di Berlino e la crisi di Cuba.
SECONDA FASE DELLA COESISTENZA COMPETITIVA
Protagonisti del contesto politico e diplomatico negli Stati Uniti e
in Unione Sovietica
Negli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, il più amato Presidente
della storia degli Stati Uniti dopo Obama, perché da sondaggi e studi
di carattere socio storico e socio-politico, sembrerebbe che Obama
abbia superato nel cuore gli americani, il compianto JFK.
Abbiamo il programma di JFK della cosiddetta nuova frontiera (new
frontir) che consiste nel voler consolidare soprattutto il rapporto tra
Stati Uniti e alleati in Europa occidentale, perché il la presenza
americana in Europa occidentale, soprattutto nella seconda parte dei
primi anni 50 (nell'ultima parte del mandato Eisenhower) si era
indebolita per il fatto che la stessa Europa si era data una propria
identità politica (prima si era costituito la Ceca (‘52), poi la Comunità
europea dell’energia atomica (EURATOM 1957) e infine la Comunità
economica europea (‘57). All'interno del gruppo dei paesi fondatori,
ce n’era uno in particolare che rivendicava la leadership tra di loro ed
era la Francia del Presidente De Gaulle. Quindi la presenza
americana, pur mantenendosi costante dal punto di vista militare
e strategico in Europa occidentale (perché è fondamentale per gli
Stati Uniti, era la difesa strema dell'Europa occidentale) il rapporto
tra diplomatico tra gli Stati Uniti e i paesi della dell'Europa
occidentale si era certamente allentato.
Ecco perché il Presidente Kennedy elabora addirittura una dottrina, la
dottrina della FLEXIBLE RESPONSE, della risposta flessibile. E in che
cosa consiste? Qualora il blocco sovietico o comunque l'altra
superpotenza tenda a dover minacciare l’Europa del blocco
occidentale, gli Stati Uniti risponderanno non solo in maniera uguale
rispetto alla minaccia avanzata dai sovietici, ma la supereranno di un
po’. Ecco perché è FLEXIBLE RESPONSE: la risposta americana
tenderà essere sempre leggermente superiore rispetto a quella
sovietica, in modo che i sovietici si spaventino definitivamente.
In che cosa consiste sul pratico la teoria della FLEXIBLE RESPONSE
di Kennedy? Fu una teoria che non fu solo teorica, fu anche pratica,
perché Kennedy diede vita alla cosiddetta MLF (multilateral force),
che fondamentalmente il dispiegamento e la creazione di basi
nucleari più nuove nell'Europa occidentale per potenziare il
sistema NATO. Le basi americane che erano presenti sul territorio
dell’Europa occidentale (una di queste, ad esempio, è Camp Derby
vicino Pisa e l’altro è la base di Sigonella in Sicilia) furono appunto
dotate di sistemi nucleari anch’esse. Accade tuttavia che nel secondo
mandato di Kennedy il problema più importante si verifica in Vietnam,
nel Vietnam del Sud, un colpo di Stato militare porta all'uccisione del
dittatore filoamericano di Diem; Kennedy e il suo staff, in maniera
probabilmente anche un po miope, ritennero che la morte di Diem
avrebbe inaugurato una grande stagione democratica nel Vietnam del
Sud. Assolutamente no, questo non fu. Anzi, la sua uccisione porterà
ad un'escalation che condurrà alla vera e propria guerra del Vietnam,
nella quale gli Stati Uniti si troveranno ampiamente impantanati a
causa dell'intervento militare al fianco del Vietnam del Sud. Questa è
una caratteristica dell'amministrazione Kennedy che gli storici li
hanno voluto riconoscere: una certa mancanza di lungimiranza nel
considerare l'uccisione di Diem come un elemento che avrebbe
portato solo ed esclusivamente una stagione democratica nel
Vietnam.
Il 22 novembre del 1963 il Presidente Kennedy rimane vittima di un
attentato a Dallas nel corso di una visita a Dallas e qui viene sostituito
dal suo vice, il Vicepresidente di Newton Johnson.
Alle elezioni successive Johnson verrà confermato il Presidente degli
Stati Uniti sull'onda anche dell'emozione dalla morte di Kennedy e

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Anteprima

Le crisi tra Stati Uniti e Unione Sovietica

Sono due le principali crisi che mettono la crisi la consistenza tra Stati Uniti e Unione Sovietica: la crisi di Berlino e la crisi di Cuba.

Seconda fase della coesistenza competitiva

Protagonisti del contesto politico e diplomatico

Protagonisti del contesto politico e diplomatico negli Stati Uniti e in Unione Sovietica Negli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, il più amato Presidente della storia degli Stati Uniti dopo Obama, perché da sondaggi e studi di carattere socio storico e socio-politico, sembrerebbe che Obama abbia superato nel cuore gli americani, il compianto JFK. Abbiamo il programma di JFK della cosiddetta nuova frontiera (new frontir) che consiste nel voler consolidare soprattutto il rapporto tra Stati Uniti e alleati in Europa occidentale, perché il la presenza americana in Europa occidentale, soprattutto nella seconda parte dei primi anni 50 (nell'ultima parte del mandato Eisenhower) si era indebolita per il fatto che la stessa Europa si era data una propria identità politica (prima si era costituito la Ceca ('52), poi la Comunità europea dell'energia atomica (EURATOM 1957) e infine la Comunità economica europea ('57). All'interno del gruppo dei paesi fondatori, ce n'era uno in particolare che rivendicava la leadership tra di loro ed era la Francia del Presidente De Gaulle. Quindi la presenza americana, pur mantenendosi costante dal punto di vista militare e strategico in Europa occidentale (perché è fondamentale per gli Stati Uniti, era la difesa strema dell'Europa occidentale) il rapporto tra diplomatico tra gli Stati Uniti e i paesi della dell'Europa occidentale si era certamente allentato.

Dottrina della Flexible Response

Ecco perché il Presidente Kennedy elabora addirittura una dottrina, la dottrina della FLEXIBLE RESPONSE, della risposta flessibile. E in che cosa consiste? Qualora il blocco sovietico o comunque l'altra superpotenza tenda a dover minacciare l'Europa del blocco occidentale, gli Stati Uniti risponderanno non solo in maniera ugualerispetto alla minaccia avanzata dai sovietici, ma la supereranno di un po'. Ecco perché è FLEXIBLE RESPONSE: la risposta americana tenderà essere sempre leggermente superiore rispetto a quella sovietica, in modo che i sovietici si spaventino definitivamente.

Teoria e pratica della Flexible Response

In che cosa consiste sul pratico la teoria della FLEXIBLE RESPONSE di Kennedy? Fu una teoria che non fu solo teorica, fu anche pratica, perché Kennedy diede vita alla cosiddetta MLF (multilateral force), che fondamentalmente il dispiegamento e la creazione di basi nucleari più nuove nell'Europa occidentale per potenziare il sistema NATO. Le basi americane che erano presenti sul territorio dell'Europa occidentale (una di queste, ad esempio, è Camp Derby vicino Pisa e l'altro è la base di Sigonella in Sicilia) furono appunto dotate di sistemi nucleari anch'esse. Accade tuttavia che nel secondo mandato di Kennedy il problema più importante si verifica in Vietnam, nel Vietnam del Sud, un colpo di Stato militare porta all'uccisione del dittatore filoamericano di Diem; Kennedy e il suo staff, in maniera probabilmente anche un po' miope, ritennero che la morte di Diem avrebbe inaugurato una grande stagione democratica nel Vietnam del Sud. Assolutamente no, questo non fu. Anzi, la sua uccisione porterà ad un'escalation che condurrà alla vera e propria guerra del Vietnam, nella quale gli Stati Uniti si troveranno ampiamente impantanati a causa dell'intervento militare al fianco del Vietnam del Sud. Questa è una caratteristica dell'amministrazione Kennedy che gli storici li hanno voluto riconoscere: una certa mancanza di lungimiranza nel considerare l'uccisione di Diem come un elemento che avrebbe portato solo ed esclusivamente una stagione democratica nel Vietnam.

La morte di Kennedy e la successione

Il 22 novembre del 1963 il Presidente Kennedy rimane vittima di un attentato a Dallas nel corso di una visita a Dallas e qui viene sostituito dal suo vice, il Vicepresidente di Newton Johnson. Alle elezioni successive Johnson verrà confermato il Presidente degli Stati Uniti sull'onda anche dell'emozione dalla morte di Kennedy edopo quindi tre mandati dei presidenti democratici, due di Kennedy e uno di Johnson, alla fine degli anni 60 ecco invece la vittoria dei repubblicani con Richard Nixon. Nixon che era stato tra l'altro l'avversario di Kennedy durante la campagna elettorale del suo secondo mandato, secondo mandato che fu interrotto dalla sua tragica morte.

In Unione Sovietica

Nikita Krusciov e le riforme

Invece in Unione Sovietica abbiamo un'altra personalità: Nikita Krusciov. Il rapporto Krusciov (già studiato)La riunione del partito comunista una volta ogni tanto e porta alla elezione del suo segretario, il quale ha anche la carica di Presidente dell'Unione Sovietica. Questo meccanismo di elezione di un leader che doveva avvenire una volta ogni 4/5 anni, era stato completamente scantinato dalle purghe che Stalin aveva intrapreso non soltanto nei confronti dei dissidenti capitalisti, ma anche di coloro che Stalin aveva voluto eliminare perché suoi avversari politici nel partito comunista sovietico. Questi erano quindi stati accusati di essere dissidenti, capitalisti, imperialisti, filoamericani, spie e poi mandati nei gulag, oppure uccisi oppure condannati a morte, ma in realtà potevano mettere in discussione il potere di Stalin come dittatore dell'Unione Sovietica. Dunque, era necessario attuare un programma di riforma e di ritorno a un normale funzionamento del partito comunista dell'Unione Sovietica. Nel periodo in cui Krusciov è segretario del partito comunista e presidente dell'Unione Sovietica, abbiamo la superiorità spaziale e militare dei sovietici rispetto agli americani, nel 1957 il lancio del primo satellite nello spazio sovietico, lo Sputnik, e la presa di coscienza da parte degli americani dei loro cosiddetto missyle gap, cioè la mancanza di elaborazione di un vettore tanto militare quanto aerospaziale di tipo missilistico. Gli americani puntavano più che altro al potenziamento e al funzionamento sempre più preciso dell'atomica e in particolare puntavano a quello che era il vettore cheaveva trasportato l'atomica su Hiroshima, cioè gli aerei. E anche quello di carattere logistico, come ad esempio quello dei satelliti. Ma non solo: soprattutto quello dei radar, il sistema dei radar per verificare la copertura aerea contro un eventuale aggressione o nucleare oppure convenzionale, in qualunque parte del mondo ci fosse l'ombrello americano, quindi non soltanto il proprio territorio, ma anche la America del Sud dove c'erano Paesi alleati oppure i Paesi dell'Europa occidentale. Abbiamo quindi la possibilità di arrivare a parlare delle due crisi che mettono in crisi questa coesistenza competitiva, non c'è un confronto come quello che c'era stato nella fase di contenimento, per cui l'Unione sovietica voleva difendere la propria integrità territoriale. Abbiamo la coesistenza fra le due superpotenze, i sovietici perché mettono appunto l'arma atomica ma sanno che gli americani ce l'hanno. Quindi c'è una coesistenza nella competizione, non c'è un voler scatenarne una crisi a danno dell'altra superpotenza, però c'è una competizione per una sempre maggiore sofisticatezza, soprattutto sul piano militare in particolare per l'arma atomica.

Crisi di Berlino

L'ultimatum sovietico su Berlino

L'Unione Sovietica si sentiva forte perche di fatto aveva il primato sul vettore missilistico e su quello spaziale e quindi propone agli americani un ultimatum relativo alla città di Berlino (che ricadeva interamente all'interno della Germania orientale della Repubblica democratica tedesca, quindi nella zona di occupazione sovietica). La città di Berlino era divisa in quattro zone, la zona occidentale era divisa in tre zone, americana, francese e britannica e quella orientale era interamente sovietica. Abbiamo già visto che nel 48/49 inglesi, francesi e americani riunificano la loro zona e questo crea la prima crisi di Berlino, perché i sovietici pensano che si voglia poi passare a prendersi anche la loro parte: ponte aereo crisi di Berlino viene risolta. I sovietici si sentono forti e quindi vogliono impossessarsi delle città di Berlino.Tutto intorno a Berlino ovest era sovietico. C'erano dei check point che consentivano ai berlinesi altra cosa che veramente. Chi provava ad entrare a Berlino ovest e da Berlino ovest prendere poi in aereo ed andarsene in Europa occidentale, spesso veniva condannato.

Punto più critico della crisi di Berlino

I sovietici propongono agli americani un ultimatum (perché ci loro si sentivano forti del primato sovietico, missilistico e spaziale): Berlino Ovest la dichiariamo città libera, quindi voi ve ne potete andare, ma rimane libera, nessuno la attaccherà mai. Deve essere smilitarizzata però, quindi le truppe americane, le truppe NATO, le truppe degli Stati Uniti devono andare via da Berlino Ovest, ma noi sovietici garantiamo che rimarrà città libera. Deve essere riconosciuto il confine della Germania est, perché tutti i paesi dell'Europa occidentale non avevano riconosciuto che la Germania avesse un'area sovietica oltre i fiumi ODERNAIS. Il confine è un confine di carattere militare, la cosiddetta CORTINA di ferro, di cui aveva parlato Churchill, ma di fatto i Paesi dell'Europa occidentale, tra cui la stessa Germania Ovest, non avevano mai riconosciuto ufficialmente lo Stato chiamato Repubblica democratica tedesca. Il tedesco deve è Deutsche Democratic Republic. Come se noi italiani non avessimo mai riconosciuto i confini austriaci. Esempio perfetto è tra Israele e Palestina. Questo perché perché il blocco occidentale capitanato dalla superpotenza Stati Uniti voleva la rivendicazione della Germania, mirata alla riunificazione della Germania, cosa che però i sovietici non volevano. Perché non volevano? Perché nel'agosto del 42, viaggio di Eden e Churchill a Mosca, che cosa era stato promesso a Stalin? Continua la guerra, resisti da solo, noi angloamericani il secondo fronte non te lo apriamo perché non ce la facciamo, quindi te la devi vedere per conto tuo. E Stalin aveva detto va bene, però nel momento in cui io procedo all'eliminazione dei nazifascisti, nella mia zona di

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