Documento di Università sulla comunicazione digitale d'impresa. Il Pdf esplora la rivoluzione digitale, le teorie della comunicazione e le strategie di marketing, con un focus sulle sei funzioni del linguaggio e un esempio pratico sulle campagne Nutella.
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Parlare di "evoluzione" può non essere corretto neanche da un punto di vista linguistico. Ø L'evoluzione è un passaggio graduale di un popolo a forme di cultura, di civiltà, di organizzazione sociale di sviluppo economico sempre più progredite. Nel nostro caso, l'adozione del digitale ha portato la nostra società verso una vera e propria rivoluzione, ossia la rivoluzione digitale. Ø Si tratta di un fenomeno culturale, tecnologico e sociale che ha preso diverse forme nel corso del tempo, passando dalla rivoluzione di Internet e arrivando ai giorni nostri alla rivoluzione dei social media. La digitalizzazione è la trasformazione di un segnale continuo nel tempo (es. un suono) e/o nello spazio (es. un'immagine) in un segnale discreto, tramite una conversazione analogico-digitale. Una rivoluzione è sempre qualcosa che porta a cambiamenti drastici. Il digitale, a differenza di molte altre rivoluzioni storiche, invece, ha iniziato a diffondersi in modo soft in tutti gli ambiti della nostra società, senza particolari segnali di mutazione. In realtà, dalla nascita del web in poi, il cambiamento è stato sempre più dirompente. Nel marketing e nella comunicazione, questo effetto è stato particolarmente evidente. Esiste solo un marketing, quello moderno, che con il digitale è diventato più completo, più potente e misurabile.
Noi parleremo molto di marketing (il marketing spesso ha come primo obiettivo quello di risolvere dei bisogni di un ipotetico cliente). La comunicazione fa parte del marketing (il marketing ha lo scopo di vendere un qualcosa a qualcuno). Il marketing si muove in una situazione di red ocean (molta concorrenza). Es: Solo a Torino ci sono 4000 aziende digitali e pubblicitarie.
L'atto della comunicazione ha lo scopo di trasmettere a qualcuno informazioni e messaggi. È comunemente accettato tuttavia che "non è possibile non comunicare" (per l'essere umano è praticamente impossibile non mostrare le sue emozioni).
1948: Claude Shannon e Warren Weaver, in ambito matematico, hanno elaborato una teoria matematica della comunicazione, basata sugli esperimenti di trasmissione elettrica di informazioni. Il loro schema prevede: Fonte -> codifica -> canale -> decodifica -> destinazione
Oggi questa teoria è ancora usata (oggi studiamo ancora tutti gli elementi che compongono questa teoria). Negli ultimi anni ci si è concentrati molto su un elemento che non c'è in questa teoria, ossia il messaggio. Spesso però, tendiamo a concentrarsi solo sul messaggio, dimenticandosi di tutti gli altri elementi, facendo un grosso errore. Es: Dimenticarsi del mittente, è un grave errore (dimenticarsi del mittente, significa non sapere chi è). Weaver, a distanza di pochi mesi, ha aggiunto un ulteriore passaggio. Secondo lui, dopo la destinazione, c'è anche un altro elemento, ossia un feedback. Egli afferma che non si può essere sicuri che la comunicazione sia avvenuta, se non c'è un feedback da parte del destinatario. Es:
Nella comunicazione digitale il feedback c'è (es: i cookie), ma in quella tradizionale, il feedback non c'è. Es: Azionistica stradale per fare pubblicità. Chi mette il pannello pubblicitario, non sa da chi viene letto, e se viene letto (i dati poi comprendono il numero totale di auto che ci panano davanti, ma non c'è nessun feedback).
Questa teoria si basa sulle 6 funzioni del linguaggio, corrispondenti ciascuna a uno dei sopracitati elementi presenti nella comunicazione, sono:
contesto fun. referenziale mittente funzione emotiva messaggio funzione poetica destinatario funzione conativa canale o contatto funzione fatica codice f. metalinguistica Queste sei funzioni sono sempre presenti, almeno in potenza, tuttavia, sono presenti con maggiore o minore importanza a seconda del tipo di comunicazione in atto.
Es: Quando si dice "ciao, ti vengo a prendere a casa stasera" ci stiamo riferendo direttamente al destinatario (non abbiamo detto che siamo partiti, ne se siamo venuti in macchina o a piedi). Queste funzioni sono utili, perché quando non riusciamo a comunicare, banalmente significa che abbiamo sbagliato a lavorare in una o più di queste funzioni. Es: Utilizzare troppo la funzione emotiva in un messaggi di comunicazione pubblicitario, è un errore (come nel caso di Chiara Ferragni e Balocco, in cui la Ferragni si è scusata piangendo con un vestito da casa che vale migliaia di euro).
E' il processo che, a partire da una serie di obiettivi aziendali (di medio-lungo termine), e attraverso una fase preliminare di diagnosi della domanda e della concorrenza (red ocean), arriva a individuare i bisogni e le esigenze degli attuali e dei potenziali clienti, e a stabilire le azioni più opportune per soddisfarli, con reciproco vantaggio per i clienti e per l'impresa (o per l'organizzazione).
Il marketing vuole vendere qualcosa ai clienti.
In estrema sintesi, si possono individuare tre diverse accezioni principali in cui il termine marketing può essere inteso come:
Secondo il classico modello delle 4P ideato da McCarthy, le leve fondamentali del marketing mix sono: