Islamistica: confronto tra Cristianesimo e Islam, Mohammad e origini

Documento sull'Islamistica, che esplora il confronto tra Cristianesimo e Islam in termini di spiritualità, gerarchia e regole di vita. Il Pdf analizza la figura di Mohammad, il contesto del sistema tribale pre-islamico e le origini dell'Islam, delineando le differenze tra Sunnismo e Sciismo per la materia Religione a livello universitario.

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66 pagine

Da mercoledì 21 febbraio 2024!
Islamistica
Antropologia culturale dei paesi arabi - Alessandra Persichetti
DIFFRENZE CRISTIANESIMO E ISLAM
1) Il centro della spiritualità cristiana risiede nel corpo di Cristo mentre nell’islam
non vi è Mohammad al centro ma il corano (recitato, da recitare). È un testo che
deve essere recitato, non letto in silenzio. Da una parte abbiamo l’incarnazione
del divino nell’umano che prevede l’antropomorfizzazione estrema del Dio,
mentre nell’islam la figura di Cristo che scende sulla terra (visione Dio incarnato)
viene vista come una vera e propria eresia da parte dei musulmani. L’islam
appare infatti come terza e ultima religione monoteista (‘il sigillo della profezia’
detta) ma soprattutto come la più trascendentale.!
2) Nel cristianesimo vi è una sorta di gerarchia ecclesiastica in cui deve esistere
un intermediario tra Dio e l’uomo (prete). Per prendere i voti bisogna passare
attraverso un sacramento. Quindi il prete è di fatto considerato sacro e più
vicino al divino delle persone normali. Nell’islam, invece, il rapporto tra uomo e
dio è diretto e non prevede alcun mediatore. Per l’islam dire che alcune
persone sono più vicine al divino è una bestemmia, il divino deve essere isolato
nella sua trascendenza —> l’islam pone l’uomo direttamente davanti a dio ed è
la religione più democratica, in quanto non prevederebbe in teoria un potere,
diverso da una chiesa con una vera e propria escrescenza religiosa.!
3) L’ islam segue delle regole di vita che coincidono col verbum dei, col messaggio
di Dio, ovvero una serie di norme che la comunità si dà per il benessere
collettivo. Non è quindi una religione individualista come il cristianesimo, in cui
Gesù Cristo muore per salvarci individualmente e portarci in paradiso (religione
salvifica), qui abbiamo una visione più comunitaria. Esistono l’inferno e il
paradiso anche nell’islam ma sono percepiti in maniera completamente diversa.
In realtà, nei primi stadi di predicazione a Medina anche l’islam è una religione
salvifica, come viene descritta nelle prime sure (“se non vi convertirete, finirete
all’inferno”). La salvezza però si focalizza nel progetto di una società giusta, con
un insieme di regole che la comunità si dà anché non ci siano disuguaglianze
o iniquità. Il valore della giustizia deve sempre essere assicurato. Infatti, nel
sistema tribale era necessaria la nozione di diritto, vi era una certa cultura della
solidarietà e del diritto alla giustizia (già molto forte nella cultura semitica prima
degli arabi e che rimane anche dopo arrivo dell’islam). !
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—> ma perché tutta questa cultura del diritto da parte dell’Islam?!
Mohammad era orfano, e gli orfani erano mal visti nella società tribale, perché, non
avendo parenti o membri tribali su cui appoggiarsi nei momenti di dicoltà, erano
altamente vulnerabili. Il compito di Mohammad sarà proprio quello di mettere fine
alle disuguaglianze di cui si era sentito in parte vittima. Sarà cresciuto da Abu
Talib, il fratello del padre, e si sposerà abbastanza giovane con Hadija. Ma appunto
memore delle disuguaglianze che c’erano della società tribale, vorrà scioglierle
(come Cristo nella società ebrea). Il tentativo sarà quello di formare una nuova
religione dopo ebraismo e cristianesimo. Il terzo monoteismo aveva infatti dei grandi
rivali molto ben consolidati e per questo doveva avere un messaggio nuovo (per
questo così diverso). Verrà però pensata da Mohammad in continuità con la
religione così detta amuannitica. L’islam riconosce infatti anche personaggi della
Bibbia (Adamo profeta nell’Islam, Isacco ecc. profeti che Allah manda nel mondo
per rivelare via via la verità, al Ah). Ma sarà solo col terzo stadio che si avrà il sugello
finale. Per natura un musulmano nasce già musulmano e se viene battezzato dai
cristiani è un secondo battesimo, viene corrotto —> diventa corruzione di ebraismo
o cristianesimo su uno status originale di purezza (diverso dal cristianesimo col
peccato originale, inesistente nell’islam), che può essere continuato soltanto
mettendo in pratica i pilastri della religione.!
al-Jāhiliyya: ignoranza, è l’epoca che ha preceduto l’avvento dell’islam, in cui
nell’Hijaz, regione dell’Arabia Saudita, esistevano solo tribù nomadi dedite
all’allevamento, alla pastorizia e al commercio. Mecca era uno di questi centri
carovanieri molto ricchi ed era anche un importante centro religioso in cui venivano
adorate delle divinità pagane. Si adoravano corsi d’acqua, pietre, cave. Nella città
era ben consolidato un sistema tribale basato sulla nobiltà di stirpe, in cui c’erano
clan più potenti di altri che dominavano. Mohammad voleva mettere fine a questo
tipo di disuguaglianza sociale. Egli diceva che tutti gli uomini sono uguali di fronte a
Dio, proprio per mettere fine al particolarismo: una tribù si oppone all’altra e sono
in continuo conflitto una con l’altra—> vuole creare una sorta di universalismo con
una religione che aratella tutti (fratellanza correligionaria). Questo messaggio, però,
mandava in crisi il sistema politico vigente e per questo all’inizio verrà perseguitato
dai membri della sua stessa tribù. All’inizio lo seguirono Adija e Ali (diventerà sposo
di sua figlia Fatima), pian piano vinsero le guerre. !
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definizione di islam? Sottomissione a dio (taslīm). Questo già la dice lunga su
quello che è l’indirizzo principale della teologia asharita, dominante nell’islam
sunnita. Dio è onnipotente e l’uomo non può che annullare se stesso di fronte a
egli. Dio è tutto, l’uomo è nulla. Consiste nell’imitazione del profeta (oltre che alla
sottomissione). !
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Islamistica

Differenze tra Cristianesimo e Islam

Da mercoledì 21 febbraio 2024 Islamistica Antropologia culturale dei paesi arabi - Alessandra Persichetti DIFFRENZE CRISTIANESIMO E ISLAM

  1. Il centro della spiritualità cristiana risiede nel corpo di Cristo mentre nell'islam non vi è Mohammad al centro ma il corano (recitato, da recitare). È un testo che deve essere recitato, non letto in silenzio. Da una parte abbiamo l'incarnazione del divino nell'umano che prevede l'antropomorfizzazione estrema del Dio, mentre nell'islam la figura di Cristo che scende sulla terra (visione Dio incarnato) viene vista come una vera e propria eresia da parte dei musulmani. L'islam appare infatti come terza e ultima religione monoteista ('il sigillo della profezia' detta) ma soprattutto come la più trascendentale.
  2. Nel cristianesimo vi è una sorta di gerarchia ecclesiastica in cui deve esistere un intermediario tra Dio e l'uomo (prete). Per prendere i voti bisogna passare attraverso un sacramento. Quindi il prete è di fatto considerato sacro e più vicino al divino delle persone normali. Nell'islam, invece, il rapporto tra uomo e dio è diretto e non prevede alcun mediatore. Per l'islam dire che alcune persone sono più vicine al divino è una bestemmia, il divino deve essere isolato nella sua trascendenza -> l'islam pone l'uomo direttamente davanti a dio ed è la religione più democratica, in quanto non prevederebbe in teoria un potere, diverso da una chiesa con una vera e propria escrescenza religiosa.
  3. L'islam segue delle regole di vita che coincidono col verbum dei, col messaggio di Dio, ovvero una serie di norme che la comunità si dà per il benessere collettivo. Non è quindi una religione individualista come il cristianesimo, in cui Gesù Cristo muore per salvarci individualmente e portarci in paradiso (religione salvifica), qui abbiamo una visione più comunitaria. Esistono l'inferno e il paradiso anche nell'islam ma sono percepiti in maniera completamente diversa. In realtà, nei primi stadi di predicazione a Medina anche l'islam è una religione salvifica, come viene descritta nelle prime sure ("se non vi convertirete, finirete all'inferno"). La salvezza però si focalizza nel progetto di una società giusta, con un insieme di regole che la comunità si dà affinché non ci siano disuguaglianze o iniquità. Il valore della giustizia deve sempre essere assicurato. Infatti, nel sistema tribale era necessaria la nozione di diritto, vi era una certa cultura della solidarietà e del diritto alla giustizia (già molto forte nella cultura semitica prima degli arabi e che rimane anche dopo arrivo dell'islam).

Mohammad e le origini dell'Islam

1-> ma perché tutta questa cultura del diritto da parte dell'Islam? Mohammad era orfano, e gli orfani erano mal visti nella società tribale, perché, non avendo parenti o membri tribali su cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà, erano altamente vulnerabili. Il compito di Mohammad sarà proprio quello di mettere fine alle disuguaglianze di cui si era sentito in parte vittima. Sarà cresciuto da Abu Talib, il fratello del padre, e si sposerà abbastanza giovane con Hadija. Ma appunto memore delle disuguaglianze che c'erano della società tribale, vorrà scioglierle (come Cristo nella società ebrea). Il tentativo sarà quello di formare una nuova religione dopo ebraismo e cristianesimo. Il terzo monoteismo aveva infatti dei grandi rivali molto ben consolidati e per questo doveva avere un messaggio nuovo (per questo così diverso). Verrà però pensata da Mohammad in continuità con la religione così detta amuannitica. L'islam riconosce infatti anche personaggi della Bibbia (Adamo profeta nell'Islam, Isacco ecc. profeti che Allah manda nel mondo per rivelare via via la verità, al Ah). Ma sarà solo col terzo stadio che si avrà il sugello finale. Per natura un musulmano nasce già musulmano e se viene battezzato dai cristiani è un secondo battesimo, viene corrotto -> diventa corruzione di ebraismo o cristianesimo su uno status originale di purezza (diverso dal cristianesimo col peccato originale, inesistente nell'islam), che può essere continuato soltanto mettendo in pratica i pilastri della religione. al-Jāhiliyya: ignoranza, è l'epoca che ha preceduto l'avvento dell'islam, in cui nell'Hijaz, regione dell'Arabia Saudita, esistevano solo tribù nomadi dedite all'allevamento, alla pastorizia e al commercio. Mecca era uno di questi centri carovanieri molto ricchi ed era anche un importante centro religioso in cui venivano adorate delle divinità pagane. Si adoravano corsi d'acqua, pietre, cave. Nella città era ben consolidato un sistema tribale basato sulla nobiltà di stirpe, in cui c'erano clan più potenti di altri che dominavano. Mohammad voleva mettere fine a questo tipo di disuguaglianza sociale. Egli diceva che tutti gli uomini sono uguali di fronte a Dio, proprio per mettere fine al particolarismo: una tribù si oppone all'altra e sono in continuo conflitto una con l'altra-> vuole creare una sorta di universalismo con una religione che affratella tutti (fratellanza correligionaria). Questo messaggio, però, mandava in crisi il sistema politico vigente e per questo all'inizio verrà perseguitato dai membri della sua stessa tribù. All'inizio lo seguirono Adija e Ali (diventerà sposo di sua figlia Fatima), pian piano vinsero le guerre.

  • definizione di islam? Sottomissione a dio (taslīm). Questo già la dice lunga su quello che è l'indirizzo principale della teologia asharita, dominante nell'islam sunnita. Dio è onnipotente e l'uomo non può che annullare se stesso di fronte a egli. Dio è tutto, l'uomo è nulla. Consiste nell'imitazione del profeta (oltre che alla sottomissione).

2È comunque inopportuno tradurre Islam col termine Din (religione in arabo) perché l'islam traccia la vita politica, la giurisprudenza, la vita sociale, è qualcosa di più ampio. Non possiamo quindi utilizzare la stessa categoria della religione cristiana, la quale è soltanto religione. Nonostante infatti in Italia sappiamo dell'alto finanziamento di fondi pubblici che vengono dati al Vaticano, il peso della religione cristiana in politica non è paragonabile. caso: India Pakistan -> divisione tra religioni -> tutti i musulmani scelsero di vivere in Pakistan proprio perché la religione islamica non era soltanto una religione, ma un vero e proprio modo di vivere, un ideale politico, un insieme di costumi e usi. Ancora oggi ci sono Stati che si dicono stati islamici (Mauritania, Sudan, Pakistan) # ISIS, sono stati che seguono tutte le regole della Shari'a: il complesso di regole di vita e di comportamento dettato da Dio per la condotta morale, religiosa e giuridica dei suoi fedeli # diverso dallo stato della chiesa, lo stato islamico si avvicina più all'idea di popolo di dio ebraica. -> scopo del libro? Correggere i pregiudizi nei confronti dell'islam. Dall'11 settembre 2001 per gli americani musulmani vivere in America è difficile -> islamofobia crescente + chiusura verso i migranti in Europa. - > Bausani chiede: in che cosa crede il musulmano medio? Quali sono le sue leggi religiose? Ci si rifà all'islam sunnita, corrente più ampiamente diffusa.

Teologia Islamica

3CAPITOLO I- teologia Nella teologia avviene una sintesi operata da Al-Gazzalī detto 'il principe dei credenti', teologo e mistico che scrive un trattato che si chiama Al-iqtisad fi 'I-itiqad ovvero il giusto mezzo nel credere. Il giusto mezzo è una parola chiave per capire il sunnismo di tipo asharita. È stato spesso notato nell'islam un certo assorbimento della teologia nella legge. La legge dell'Islam (Shari'a ) è però equivoco chiamarla diritto musulmano/ canonico: il diritto cristiano canonico si presenta solo per ciò che ha a che fare con la chiesa. Il commercio estero, il matrimonio, i funerali, i trattati, le relazioni tra le persone sono tutte materie invece della Shari'a che tratta sia il culto (preghiera, elemosina ecc.) sia cose non propriamente religiose. La teologia islamica, invece, è scarna: è stato sconsigliato da più correnti religiose il ragionamento su Dio perché significherebbe avere l'arroganza e la superbia di mettersi al Suo pari e far venir meno la sua onnipotenza, dando troppa centralità all'essere umano. Inoltre, il dio islamico ha una personalità arbitraria, ma è estremamente mobile, difficile da fissare in un'immagine: si può prevedere quello che farà un Ens (ente) o un moto immobilis (dio nel medioevo visto come dio motore immobile di tutte le cose), ma non ciò che farà un qualcosa con una propria volontà, volatilità, un Dio visto come una persona. Gli esseri umani non devono perciò concentrarsi troppo sulla teologia, ma focalizzarsi sulle regole che Dio dà all'umanità per la fondazione dello Stato islamico, in cui la Shari'a governa e l'eguaglianza sociale e i valori fondanti dell'islam sono rispettati.

Fonti della Teologia Islamica

FONTI- i testi fondatori della teologia islamica (Nel) per eccellenza I monoteismi sono per eccellenza religioni dei libri liberati (Torá, sacre scritture, corano). Nella religione islamica il libro è essenziale, non vi è al centro un messia che deve venire come per l'ebraismo o un Gesù cristo che è morto e risorto, ma c'è un libro. Il Corano che viene utilizzato è quello scelto da Uthman, che brucerà tutte le altre copie rendendole apocrife (scritti non autentici) e sollevando l'opposizione di molti musulmani. Le fonti sono soprattutto 3:

  1. corano: è il megafono di Dio, che ha rivelato la Sua voce sulla terra ed è il corano che Dio ha fatto discendere sul suo profeta. Il libro è stato dettato a brani dall'arcangelo Gabriele a Mohammed dal 609 al 632 d.c., rispecchiante un archetipo celeste: i musulmani credono che in cielo ci sia un Corano, dettato letteralmente dell'angelo. Mohammad non è il corrispettivo di Cristo, è un uomo come gli altri e non ha altre particolarità, se non quella di essere stato scelto da 4Dio come messaggero (Rasul) della sua volontà: è stato mandato sulla terra per organizzare gli uomini. È un «esempio buono».
  2. la sunnah del profeta, 'modo di vita' (seconda fonte, quindi dove cerco informazioni sulla dottrina che non trovo nel corano): è l'insieme dei comportamenti, delle parole, dei silenzi e delle omissioni del profeta. Coincide con gli hadit, 'i discorsi'; sono più tradizionali, poiché è tradizione tutto ciò che il profeta fece, il suo comportamento è diventato un comportamento da assumere per i credenti (imitatio muhammadis). È stata trasmessa inizialmente oralmente, poi tramite le raccolte di hadit, che saranno 6, di cui 2 le più importanti. Il muhaddi è colui che trasmette i discorsi, sono specialisti. Questa fonte ha un'importanza soprattutto giuridica nell'elaborazione delle leggi che devono imitarla. Alcuni hanno però anche valore teologico-dottrinale:
  • i più importanti in questo senso sono gli hadit qudsī, nei quali non è Mohammad a parlare ma Dio stesso. Si tratta di rivelazioni divine non tramandate nel Corano perché non aventi valore normativo per tutta la comunità, sono rivelazioni mistiche personali di Dio a Mohammad.
  1. l'Ijmā', ovvero il 'consenso' dei teologi o per la legge il consenso dei giurisperiti, intesi come rappresentanti della comunità musulmana. Sono qualcosa su cui tutti sono d'accordo, non ci sono divisioni, di fatto però è il consenso di una certa classe di persone che rappresentano tutti. In un hadit disse infatti Mohammad: «La mia comunità non si baserà mai su un errore, laddove c'è accordo c'è verità e laddove c'è verità c'è accordo», ci sarà quindi una sorta di animismo, non dà spazio al dissenso. In teoria questa fonte potrebbe abrogare anche il Corano.
  2. ragionamento sui dati tradizionali (kalām, 'discorso' ma anche 'scienza'): è il ragionare, conversare, discutere su Dio. La scienza della teologia di ciò che Dio è si chiama Ilm Al Kalam/Ilm attauhīd (scienza dell'unicità divina) e i teologi che la studiono vengono chiamati muta-kallimūn. Ma come nasce questa scienza della teologia nell'Islam? Per scopi apologetici (ha per scopo l'esaltazione della fede) quando dei pii musulmani vollero difendere la religione difronte ad attacchi di pagani, cristiani, ebrei ecc. con armi "razionali". Come dice Ibn Haldun è «la scienza che fornisce i mezzi di provare con armi razionali i dogmi della fede e rifiutare gli innovatori (funzione conservativa) che, per quanto riguarda le credenze, s'allontanano dalla dottrina seguita da antichi e tradizionalisti». Introducono gli Al-bidaa, innovazioni, qualcosa di malvisto, mentre la tradizione è qualcosa di venerabile, un esempio da seguire. Secondo i teologi, alcuni testi coranici invitano esplicitamente a ragionare sui segni di Dio e a dedurne quindi l'esistenza + per i teologi ortodossi l'obbligo di ragionare 5

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