Documento dall'Università degli Studi di Genova su "Sbobina Completa delle Lezioni di Psichiatria". Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, approfondisce la psicopatologia, il comportamento psicomotorio e le funzioni cognitive, con un focus sui concetti chiave della disciplina.
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Sbobina- Completa delle lezioni di psichiatria
psichiatria (Università degli Studi di Genova)
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Scaricato da Giulia Monteverde (giugiamont@icloud.com)Lezione 1 comportamento psicomotorio, funzioni cognitive, affettività
Che cos'è la psicopatologia? La psicopatologia è la scienza che studia i disturbi della psiche. Non si parla di
malattia ma di disturbo in quanto la parola disturbo è molto più generica rispetto alla malattia. Di malattia si
parla in tutte le altre branche della medicina. In psichiatria si parla di disturbo in quanto appunto è più
generico. Si procede in questo modo perché in psichiatria i disturbi hanno una etiopatogenesi pressoché
sconosciuta. Si parla di etiologia multifattoriale, di cause molteplici alla base di questi disturbi. In medicina per
alcuni disturbi si conosce bene l'etiologia, la causa di questi disturbi. Psicopatologia è sostanzialmente lo studio
di quella che è la patologia delle principali funzioni psichiche. Lo studio delle alterazioni delle principali funzioni
psichiche.
Quali sono queste funzioni psichiche?
Il comportamento psicomotorio è una funzione psichica rilevante tanti dei disturbi psichiatrici che noi
conosciamo si rendono visibili proprio a causa delle alterazioni comportamentali che inducono. Se andiamo a
vedere cos'è accaduto nella storia della psichiatria e della psicopatologia nei secoli scorsi si sa che i soggetti
che avevano alterazioni del comportamento erano quelli che venivano segregati, che dovevano essere tenuti
da parte, ecco le origini dello stigma e della segregazione. Quando volgarmente nell'immaginario comune si
faceva riferimento a pazienti psichiatrici si intendevano dei disturbi del comportamento, che erano sottesi al
loro modo di agire. Il comportamento psicomotorio è un elemento importante da valutare all'esame psichico.
I clinici, come molto spesso si può valutare in cartella clinica, tendono a far riferimento alla presenza o
all'assenza di disturbi del comportamento psicomotorio. Quali sono i disturbi del comportamento?
Principalmente eccitamento e rallentamento, cioè il comportamento psicomotorio può essere alterato dal
punto di vista quantitativo: il livello di attività psicomotoria può essere aumentato negli stati di eccitamento
oppure ridotto patologicamente negli stati di rallentamento. L'aumento abnorme dell'attività psicomotoria
connota delle sindromi come l'eccitamento maniacale, quindi l'episodio maniacale o anche alcune sindromi
confusionali organiche. Il rallentamento abnorme dell'attività psicomotoria è invece caratteristica di alcune
sindromi depressive. Si può giungere fino allo stupor o alla catatonia.
Per stupor si intende l'arresto completo sul piano psicomotorio, l'assenza di qualsiasi movimento volontario.
Il paziente è vigile, lucido ma è inaccessibile, mutacico, giace immobile nella sua posizione stuporosa.
Ovviamente se il paziente è stuporoso ne può derivare un intorpidimento delle funzioni psichiche, una
particolare lentezza nei movimenti e una insensibilità. Il 30% dei pazienti che sono reduci da stupor riporta
esperienze allucinatorie o dei veri e propri deliri. Di solito di natura frammentaria. È una situazione
psicopatologica grave.
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Catatonia è un termine che si sente usare a volte in riferimento al malato. La catatonia non è sinonimo di
stupor, si tratta di uno stato di arresto psicomotorio, il paziente non è cosciente, si ha un'ipertonia muscolare
che solitamente interessa più arti ed è persistente nel tempo. Il soggetto può addirittura presentare una serie
di posture inappropriate e mantenerle molto a lungo. Uno dei sintomi più caratteristici della catatonia è la
flessibilità cerea. La possibilità di andare a manipolare gli arti superiori del paziente con una flessibilità molto
simile a quella della cera. Il fenomeno della flessibilità cerea spesso corrisponde con quello della catalessia. La
catalessia è la possibilità di far assumere al paziente in maniera passiva delle posizioni anche scomode che
vengono poi mantenute a lungo. Queste posture possono essere modellate come la cera. La catatonia
comprende la catalessia e la flessibilità cerea. Questo è un po' il riassunto della catatonia. La catatonia è una
sindrome complessa, ad oggi nel DSM-V viene descritta da ben 12 sintomi:
Il malato catatonico è un malato grave che va immediatamente trattato in pronto soccorso. Si deve
innanzitutto fare una diagnosi che spesso non è facile in quanto spesso il malato è taciturno, non interagisce
con l'interlocutore, giace immobile, non si alimenta, non assume liquidi. Uno dei rischi più importanti della
catatonia è la disidratazione. Il paziente non viene reidratato andrà incontro a delle alterazioni dell'equilibrio
idro-elettrolitico che lo espongono a morte.
All'interno dei disturbi del comportamento psicomotorio possiamo individuare anche il negativismo e
l'automatismo al comando.
Il negativismo è una vera e propria opposizione motoria e psichica a quelli che sono gli stimoli ambientali. Il
negativismo può essere sia passivo che attivo. Passivo è un negativismo per il quale il paziente resiste, si
oppone anche con forza alla mobilizzazione, negativismo attivo prevede che il paziente esegua una azione
contraria all'ordine che viene dato dall'interlocutore o dal clinico.
Con automatismo al comando si intende l'esecuzione di ordini o di comandi senza però che ne venga
considerato o compreso il significato. Esiste addirittura un automatismo da imitazione che si configura come:
Tutti queste caratteristiche di negativismo e automatismo al comando fanno parte della grande sindrome
catatonica che ad oggi nel DSM-V mette insieme ben 12 sintomi.
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Sono anche queste condizioni tipiche dei disturbi del comportamento psicomotorio. Abbiamo la crisi
neurodislettica anche nota come distonia acuta. Con questo termine si intende la contrazione involontaria di
alcuni gruppi muscolari come quelli della lingua e della bocca o anche quelli dell'apparato oculare, in modo
tale che possano configurare delle crisi oculo-gire. Queste crisi sono spesso associati all'utilizzo di farmaci
neurolettici, che si chiamano così in quanto inducono neurolessi, cioè blocco motorio. Questi farmaci
neurolettici che inizialmente venivano somministrati in modelli animali, erano in grado di provocare un blocco
motorio negli animali. Quando si iniziò a somministrarli nell'uomo si vide che potevano causare delle sindromi
neurodislettiche. Cioè queste crisi oculogire. Si possono ancora osservare in malati trattati con alte dosi di
questi neurolettici. Questi tipi di crisi si associano a movimenti di torsione, contorsione del tronco o reazioni
di tipo parkinsoniano. Si parla di reazioni parkinsoniane, non di morbo. La triade Parkinsoniana (tremore, iper-
rigidità, ipertonia muscolare, bradicinesia) si possono osservare anche in queste sindromi simil parkinsoniane.
Questo avviene nei malati che sono ancora trattati con neurolettici classici. Sono di solito disturbi del
comportamento psicomotorio di tipo acuto.
Esistono poi anche dei disturbi tardivi, la cosiddette discinesie tardive. Cosa si intende per discinesie tardive?
Sono dei movimenti di protrusione della lingua e delle labbra, dei muscoli masticatori, dei movimenti di suzione
e sono spesso legati all'utilizzo di farmaci neurolettici per lunga data. Si ha un movimento della lingua
involontario che viene sviluppato a causa del trattamento cronico con farmaci neurolettici. Questo è anche
quello che per molto tempo ha spinto a fare della discriminazione, perché se questi farmaci erano in grado di
produrre questi effetti collaterali, non dovevano essere usati. Oggi noi non dobbiamo ragionare in questi
termini i vecchi neurolettici sono stati in grado di risolvere molti problemi legati alla psicosi. Anche oggi
vengono ancora utilizzati. Il termine farmaco suggerisce dall'etimologia della parola che noi possiamo utilizzare
anche un veleno, è la dose del veleno a fare la differenza. Se la dose del veleno è ridotta abbiamo un rimedio
utile che serve a contrastare problemi disabilitanti e invalidanti come quelli delle psicosi. Se il farmaco viene
usato in eccesso può causare questi disturbi.
Con acatisia si intende l'irrequietezza motoria. Impossibilità a rimanere seduti. C'è una vera e propria
irrequietezza motoria. Esiste una acatisia motoria e una psichica. Pensate quanto penoso possa essere un
senso di acatisia psichica, dobbiamo traslare l'alterazione del movimento in una alterazione di tipo psichico.
L'acatisia psichica è l'irrequietezza psichica, l'impossibilità di fermare i propri pensieri che spesso vanno a
rimuginare tutta una serie di situazioni sulle quali si può fare ben poco. Fanno stare decisamente male il
paziente, complicano la sua qualità di vita e causano una compromissione del funzionamento psicosociale.
Possono essere degli spasmi linguali, dei muscoli del collo, può estendersi anche ai muscoli della schiena e
delle gambe, andando a causare delle posture innaturali. Esiste una sindrome cosiddetta "a torre di Pisa" che
induce nel paziente l'acquisizione di posture totalmente storte dei muscoli della schiena, innaturali. Deve
essere monitorata.
Per scialorrea si intende la salivazione aumentata. Ad esempio la clozapina, un antipsicotico atipico di seconda
generazione può indurre tra gli effetti collaterali la scialorrea. È un sintomo assai fastidioso e rientra nei disturbi
del comportamento psicomotorio
È un disturbo del comportamento psicomotorio che prevede una ripetizione meccanica continua e
indipendente dalla volontà di certi tipi di comportamento verbale, grafici, di movimento, di atteggiamento,
palilalia (ripetizione monotona di alcune parole), poligrafia (riproduzione di frasi scritte)
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