Il counseling psicopedagogico: professione e competenza trasversale, UNICH

Documento dall'Università degli Studi G. D'annunzio Chieti - Pescara sul counseling psicopedagogico. Il Pdf esplora il counseling come professione e competenza trasversale, analizzando il modello della scuola di Bergamo e i paradigmi di riferimento della psicologia umanistica e dell'approccio sistemico-relazionale, utile per gli studenti di Psicologia.

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68 pagine

Il counseling psicopedagogico
Pedagogia
Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti - Pescara (UNICH)
67 pag.
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IL COUNSELLING PSICOPEDAGOCICO
Il counselling: una professione del futuro o competenza trasversale di tutti gli
operatori sociali e delle relazioni di aiuto?
“Il counsellor non è una figura che si sovrappone ad alter figure professionali, piuttosto
caratterizza, potenzia e qualifica le competenze di base dei diversi professionisti che si
occupano della relazione d’aiuto e si pone, inoltre, come operatore di Sistema, capace di
favorire il dialogo costruttivo all’interno dell’équipe di lavoro e tra questa e i suoi rispettivi
client: persona, famiglia, gruppo, istituzione” (Ruggiero, p. 14).
Il modello di counselling psicopedagogico adottato dalla scuola di Bergamo mette in
evidenza la VALENZA EDUCATIVA e FORMATIVA del counselling, definendo il
counsellor come “una figura capace di porsi al fianco del cliente, di aiutarlo a pensare e a
mettere fuoco gli ostacoli da superare, di sollecitarlo a individuare, dentro di sé e
attorno a sé, le energie e le capacità per affrontarli” (p. 15).
La metacompetenza dell’ “apprendere ad apprendere” rappresenta un obiettivo
capace di fare del soggetto parte attiva del processo di aiuto, fondato sulla dimensione
dialogica e relazionale, con il carico di vissuti emotivi, impliciti e affettivi che l’incontro
con l’Altro comporta.
MODELLO DI COUSELLING USATO DALLA SCUOLA DI BERGAMO
PARADIGMA DI RIFERIMENTO: Psicopedagogia, al di
là di un approccio puramente psicoterapeutico, si accoglie come paradigma di
riferimento la PEDAGOGIA, intesa come disciplina del sostegno e
dell’accompagnamento della persona, vista nella sua capacità di “apprendere” e di
formulare nuove risposte ai problem emergenti. Questo assunto implica l’utilizzo
del couselling come competenza trasversale per le varie professioni del sociale.
MODELLO COSTITUTIVO: Psicologia umanistica
Parte prima
I fondamenti
1 Il counselling come competenza - diffusa. Il perché di un orientamento
psicopedagogico
di Luigi Regoliosi
1.1. Un grande movimento: da dove nasce il counselling
1.1.1. Rogers e la psicologia umanistica
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Il counseling psicopedagogico

docsity Il counseling psicopedagogico Pedagogia Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti - Pescara (UNICH) 67 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/il-counseling-psicopedagogico-1/8509021/ Downloaded by: eeleonoraa12 (eleonora_di_bella@hotmail.it)IL COUNSELLING PSICOPEDAGOCICO

Il counselling: una professione del futuro o competenza trasversale di tutti gli operatori sociali e delle relazioni di aiuto?

"Il counsellor non è una figura che si sovrappone ad alter figure professionali, piuttosto caratterizza, potenzia e qualifica le competenze di base dei diversi professionisti che si occupano della relazione d'aiuto e si pone, inoltre, come operatore di Sistema, capace di favorire il dialogo costruttivo all'interno dell'équipe di lavoro e tra questa e i suoi rispettivi client: persona, famiglia, gruppo, istituzione" (Ruggiero, p. 14).

Il modello di counselling psicopedagogico adottato dalla scuola di Bergamo mette in evidenza la VALENZA EDUCATIVA e FORMATIVA del counselling, definendo il counsellor come "una figura capace di porsi al fianco del cliente, di aiutarlo a pensare e a mettere fuoco gli ostacoli da superare, di sollecitarlo a individuare, dentro di sé e attorno a sé, le energie e le capacità per affrontarli" (p. 15).

La metacompetenza dell' "apprendere ad apprendere" rappresenta un obiettivo capace di fare del soggetto parte attiva del processo di aiuto, fondato sulla dimensione dialogica e relazionale, con il carico di vissuti emotivi, impliciti e affettivi che l'incontro con l'Altro comporta.

Modello di counselling usato dalla scuola di Bergamo

PARADIGMA DI RIFERIMENTO: Psicopedagogia, al di là di un approccio puramente psicoterapeutico, si accoglie come paradigma di riferimento la PEDAGOGIA, intesa come disciplina del sostegno e dell'accompagnamento della persona, vista nella sua capacità di "apprendere" e di formulare nuove risposte ai problem emergenti. Questo assunto implica l'utilizzo del couselling come competenza trasversale per le varie professioni del sociale. MODELLO COSTITUTIVO: Psicologia umanistica

I fondamenti del counselling

Il counselling come competenza diffusa: orientamento psicopedagogico

di Luigi Regoliosi

Un grande movimento: da dove nasce il counselling

Rogers e la psicologia umanistica

Document shared on https://www.docsity.com/it/il-counseling-psicopedagogico-1/8509021/ Downloaded by: eeleonoraa12 (eleonora_di_bella@hotmail.it)nel 1942 Carl Rogers pubblicava Counselling and Psychotherapy, tradotto soltanto nel 1971 in Italia con il titolo Psicoterapia di consultazione, introduceva la categoria del counselling', nel 1951 con La terapia centrata sul cliente, Rogers portava a un ulteriore sviluppo il suo percorso esaltando la posizione centrale dell'utente, non denominato più paziente ma cliente.

Rogers riteneva di agire soltanto per una modifica del concetto di psicoterapia. Oggi possiamo dire con più chiarezza che si trattava di una vera propria rivoluzione, che avrebbe consolidato una pratica nuova nel campo delle relazioni d'aiuto. Rogers anticipava psicologia umanistica", che verrà definito da Abraham Maslow come la "terza forza della psicologia; cioè un'alternativa alle due psicologie allora imperanti, la psicoanalisi classica e il comportamentismo positivistico. Nel 1961 Maslow fonda il "Journal of Humanistic Psychology".

La rivista è stata fondata da un gruppo di psicologi e di professionisti di altri campi interessati alle capacità e potenzialità umane che non trovano una spiegazione né nella psicoanalisi classica, né nelle teorie positiviste: ad esempio la creatività, l'amore, la crescita della personalità, la soddisfazione dei bisogni fondamentali, la "realizzazione di sé". la trascendenza dell'lo.

Al behaviorismo e alla psicoanalisi freudiana ortodossa gli psicologi umanisti rimproveravano lo sguardo pessimista, meccanicistico e patologico sull'uomo. A esso contrapponevano una via più ottimista e positiva che nasceva sia dalla pedagogia sia dalla terapia, dalla formazione e dalle relazioni umane. Questo diverso punto di vista si sviluppa nel "presente vivo" in una relazione caratterizzata da onestà e trasparenza, tra chi presta aiuto e chi lo riceve.

che ribaltava l'impostazione tradizionale «volta ad intendere l'aiuto come un'elargizione al soggetto di tutto tranne che della fiducia nelle sue possibilità e nelle sue capacità». Oltre a Maslow, a questa corrente si può ricondurre l'opera di grandi figure molto diverse tra loro.

Moreno, lo psicodramma e il gioco di ruolo

Jacob Levi Moreno (1889-1974). Dobbiamo a Moreno alcuni dei contributi che hanno segnato in modo radicale i processi della formazione e della terapia. Egli «per primo ha fatto alzare il paziente dalla poltrona, dal divano ed anche dal letto d'ammalato; lo ha fatto agire normalmente, facendogli usare il corpo per muoversi o interagire con l'altro. È stato Moreno a dare spessore a concetti come "spontaneità" e incontro, e a creare termini e pratiche poi diventate di uso comune: la psicoterapia di gruppo, il gruppo di formazione e il gruppo d'incontro. Ma l'importanza e l'attualità di Moreno sono dovute innanzitutto alla scoperta dell'uomo come attore che gioca. sulla scena della vita quotidiana». Da questa intuizione nascono il "gioco di ruolo". Lo psicodramma, dove attraverso l'interpretazione di scene reali o immaginarie il soggetto è aiutato a sbloccare una situazione traumatica (mediante la catarsi, la presa di coscienza, l'inversione ruolo ecc.).

Berne, i giochi e gli stati dell'Io

Il concetto di "gioco" si ritrova anche in Eric Berne. «II gioco è una sequenza ripetitiva di transazioni nelle quali entrambe le parti 1 Document shared on https://www.docsity.com/it/il-counseling-psicopedagogico-1/8509021/ Downloaded by: eeleonoraa12 (eleonora_di_bella@hotmail.it)finiscono col provare emozioni parassite». Noi facciamo dei giochi senza esserne consapevoli, con l'intento implicito di rafforzare le nostre convinzioni di copione, cioè il programma di vita inconscio che abbiamo costruito nell'infanzia. prendere consape volezza del proprio copione e riuscire a liberarsene, è l'obiettivo di guarigione".

Berne sviluppò la sua ricerca reagendo contro le psicoterapie tradizionali. la relazione d'aiuto tra operatore e cliente si basa sull'assunto che ognuno è OK". Entrambi gli interlocutori sono visti allo stesso livello. Entrambi parlano un linguaggio comune. L'obiettivo è il raggiungimento della consapevolezza, la promozione di scelte autonome da parte del cliente, a partire da un nuovo equilibrio dei propri "stati dell'lo". Valorizza nel trat tamento l'importanza della responsabilità da parte del cliente e, facendo ampio uso del contratto, facilita la possibilità di definire in modo esplicito mete e obiettivi verso cui si lavora.

Fritz Perls: l'essere umano è unità e totalità

Tra i modelli umanistici possiamo annoverare la corrente della Gestalt di Fritz Perls, che sottolinea la possibilità, per l'uomo, di essere libero da ogni determinismo.

Perls (1980) sostiene che l'uomo si realizza nella misura in cui è consapevole in ogni momento delle sue esperienze, agisce per stabilire l'equilibrio dentro di sé in relazione all'ambiente che lo circonda ed è in grado di sviluppare le sue potenzialità rispettando nello stesso tempo gli altri. per lui la vita non è altro che un perpetuo presente. non c'è altro che un passato-nel-presente ed un futuro-nel-presente. Lo scopo fondamentale del trattamento gestaltico è promuovere la crescita attraverso l'awareness (consapevolezza), concepita come piena comprensione di tutto ciò che viene sentito, vissuto e pensato dalla persona.

Per promuovere l'auto esplorazione del cliente, la Gestalt utilizza esercizi ed esperimenti, facendo riferimento alle tecniche del role playing e della drammatizzazione. Queste esperienze, che mettono in gioco il soggetto con il suo corpo, consentono la rilevazione di incongruenze, di messaggi verbali e non verbali inconsapevoli, e favoriscono il confronto e la presa di coscienza di sé.

Alexander Lowen: l'Io, le relazioni interpersonali e i processi corporali

Il corpo ha un'importanza centrale nel modello di analisi bioenergetica messo a punto da Alexander Lowen (1978). Il postulato su cui si fonda l'analisi bioenergetica e l'affermazione del parallelismo tra dimensione psichica e dimensione corporea. "Leggere un corpo" significa percepire gli squilibri, che rivelano la presenza di stati di stress non espressi o repressi nella nostra infanzia.

L'analisi bioenergetica propone un trattamento individuale o di gruppo di media durata. Attraverso la proposta di "esercizi", l'operatore pone il cliente di fronte alla sua realtà, e lo autorizza a lasciar "risuonare" ogni esperienza emotiva a livello psichico, a livello del corpo, della voce, del sociale

Will Schutz: people need people

Il suo libro Joy ha contribuito a fare di lui il leader di una certa controcultura: la "cultura dell'incontro", che predica la gioia di vivere attraverso l'espressione totale dei sentimenti e delle sensazioni. Il suo modello prevede l'utilizzo di gruppi autocentrati ("gruppi d'incontro"), all'interno dei quali il soggetto vive un percorso esperienziale che attraversa le tre fasi di un 2 Document shared on https://www.docsity.com/it/il-counseling-psicopedagogico-1/8509021/ Downloaded by: eeleonoraa12 (eleonora_di_bella@hotmail.it)ciclo: inclusione-controllo affezione. Per ogni partecipante si pone il problema di raggiungere una concordanza tra il proprio ritmo personale e il ritmo del gruppo.

La psicologia esistenziale e Viktor Frankl

La psicologia esistenziale è un'analisi filosofica dell'esistenza, che emerge dagli studi di Martin Heidegger che pone in rilievo la struttura fondamentale dell'esistenza come essere-nel-mondo in cui l'uomo è visto come creatore di un mondo personale di valori e di significati. La psicologia esistenziale propone una forma di conoscenza in cui la persona è fortemente coinvolta, partecipe, conosce con tutta sé stessa, un nuovo stile di vita, più creativo, dove l'uomo non è ridotto a un semplice ingranaggio del sistema, Fa appello alla responsabilità personale del cliente, a un impegno creativo per la realizzazione del proprio progetto esistenziale. La responsabilità agisce a partire dal significato, dal senso che la persona scopre nella situazione attuale della sua vita.

Questa corrente promuove un particolare concetto di salute, che non può essere identificata con la semplice mancanza di sofferenza. La salute viene definita come "autenticità", cioè la piena consapevolezza della condizione umana, contro ogni tipo di esistenza "alienata", tale cioè da negare certi aspetti fondamentali della vita, con la sofferenza, il fallimento, la morte.

Viktor Frankl fondatore della logoterapia sopravvissuto a quattro campi di concentramento, ha diagnosticato il fenomeno del "vuoto esistenziale", ideando una forma di intervento che ha lo scopo di rendere il cliente consapevole della sua responsabilità, e di «metterlo in grado di trovare un senso dell'esistenza». l'intenzione propria della logoterapia non è incentrata tanto sulla cura o sulla rimozione delle cause del disagio, quanto sulla riscoperta e sull'attivazione delle forze sane residue del soggetto. Frankl sottolinea l'importanza della relazione interpersonale. Frankl, come Rogers, afferma la necessità di una "sospensione del giudizio" per entrare in contatto con l'esperienza viva" del cliente, attraverso l'esercizio di un ascolto empatico (ibid.).

La filosofia dialogale di Martin Buber

Buber, ponendo al centro della riflessione la relazione lo-Tu, apre nuove prospettive pedagogiche al tema della comunicazione, giungendo ad affermare che la relazione non è soltanto una caratteristica dell'essere umano, ma il costitutivo stesso della persona» . Infatti, la persona diventa tale nella misura in cui si apre all'alterità. la relazione è possibile se rispetta due diversi movimenti: il porsi a distanza nell'entrare in relazione. Stabilire una relazione non implica l'annullamento della propria soggettività. La reciprocità che lega l'Io al Tu dà vita, luogo d'incontro, di comunicazione, di manifestazione di sé, di comprensione, di accoglienza.

È immediato cogliere il collegamento tra questa visione e il concetto di "empatia". «empatia vuol dire allargare la propria esperienza, renderla capace di accogliere il dolore, la gioia altrui, mantenendo la distinzione tra me e l'altro». l'lo dell'operatore non scompare, non si "fonde" nell'lo del cliente, ama gli resta accanto.

Un vasto movimento di idee

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