
Neuropsicologia cognitiva
Tre presupposti di base:
a)
Modularità: processi mentali articolati secondo componenti distinte.
b)
Corrispondenza: fra processo cognitivo e cervello.
c)
Costanza: il processo cognitivo dopo la lesione non si riorganizza.
Neuropsicologia dello sviluppo
- Influenzata dalla neuropsicologia adulta come approccio e modalità di indagine.
- Per i disturbi dello sviluppo i modelli adulti non appaiono appropriati (proprio perché parliamo di lesioni che venivano poi studiate post
mortem).
- Un sistema cognitivo in via di sviluppo che non evolve adeguatamente è infatti diverso da un sistema adulto che subisce un danno. Quando
parliamo di neuropsicologia in età evolutiva non parliamo necessariamente di un deficit a carico di una specifica area cerebrale, ma parliamo
di come si organizza a livello cerebrale (quindi come si organizza la funzione ma non come la funzione è stata lesa).
- Disturbi acquisiti, diversi dai disturbi evolutivi.
- In età evolutiva generalmente non si perde una capacità acquisita ma si ha difficoltà ad acquisire determinate abilità in confronto ai pari di
età cronologica.
- Un ulteriore aspetto è che in età evolutiva il pattern o alcuni pattern di dissociazione (sono proprio le dissociazioni che si creano tra diverse
aree cerebrale che comportano dei deficit dal pdv del linguaggio) possono mutare nel tempo. Ciò significa che durante l’età dello sviluppo
quando non c’è un deficit selettivo, le funzioni si possono riorganizzare e compensare.
- Quindi in età evolutiva si parla non di deficit acquisito, ma di come si organizza la funzione deputata ai specifici processi cognitivi (nel caso
di oggi à del linguaggio).
Viene spontanea la domanda: Il cervello dei bambini contiene fin dalla nascita strutture neurali dedicate a sostenere il linguaggio e solo il
linguaggio? Dove sono eventualmente localizzate e come si sviluppano durante il lungo periodo dell’apprendimento linguistico?
- Diciamo che fin dalla vita fetale gli esseri umani hanno la capacità di riconoscere i suoni del linguaggio.
- È noto che la voce materna viene percepita in utero e memorizzata.
- Fin dalla nascita è stato dimostrato che i suoni della propria lingua sono preferiti a quelli di altre lingue e la voce materna viene riconosciuta
da quella di una donna estranea.
- I neonati mostrano abituazione per fonemi fisicamente diversi ma categorizzabili come uno stesso fonema in quanto condividono uno stesso
tratto distintivo (ad es. lo stesso fonema pronunciato da parlanti con tratti vocali differenti).
- Non mostrano abituazione per fonemi molto simili per caratteristiche acustico- percettive, ma categorizzabili come diversi mentre la
mostrano per fonemi diversi acusticamente ma dello stesso gruppo (es. p/b, che hanno uguale punto di articolazione quindi di diloco ma si
differenziano per il tratto distintivo sordo/sonoro).
- L'esistenza di abilità linguistiche così precoci ha fatto ipotizzare che alla nascita siano già attivi circuiti cerebrali specializzati e ha dato
supporto a idee innatiste che considerano il linguaggio e il suo sviluppo (così come quello di altri domini cognitivi) fortemente vincolati da
un’organizzazione modulare rigida e predeterminata del cervello infantile che conterrebbe già conoscenze dominio-specifiche innate (Fodor,
1983; Spelke, 1990).
Esempio della discriminazione fonemica e del babbling:
- Nei primi 6 mesi di vitai bambini sanno discriminare un’ampia varietà di fonemi anche non appartenenti alla propria lingua e che
progressivamente perdono questa capacità nel secondo semestre di vita man mano che apprendono la propria lingua.
Esempio delle lesioni emisferiche sinistre precoci:
- lo sviluppo linguistico dei bambini con lesione emisferica sinistra è ritardato ma presenta un recupero lessicale e grammaticale entro i 24-36
mesi di vita, (quasi) allineandosi allo sviluppo tipico, grazie al fenomeno del verbal sparing.
- Viceversa, lesioni sinistre determinano una riduzione delle abilità non verbali (soprattutto visuo-spaziali) in misura proporzionale allo shifting
del linguaggio verso l'emisfero destro (fenomeno del crowding ovvero l’affollamento visivo, Lidzba, 2006).
Quali sono i meccanismi che possono spiegare questa possibilità di apprendere del cervello del bambino anche in condizioni «atipiche»?Secondo
due processi fondamentali quando parliamo di riadattamento, ovvero:
- Plasticità: meccanismi compensatori indotti dalla lesione che comportano una riorganizzazione del substrato nervoso deputato alla funzione
danneggiata.
- Equipotenzialità: si riferisce ad una capacità analoga dei due emisferi ad assumere la funzione linguistica dopo lesione focale unilaterale
(Lenneberg, 1967).
APPROCCI TEORICI ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO
All’interno della psicologia dello sviluppo, ma possiamo dire della psicologia in generale vince sempre quello che viene considerato il dibattito
natura-cultura. Fino ad ora ci siamo concentrati sulle basi neurobiologiche del linguaggio e quindi siamo stati sull’aspetto di natura. Ma ci sono
diversi approcci che tendono a considerare o solo natura, o solo cultura o entrambi, quindi parliamo di dibattito per questo (àdiverse posizioni
teoriche). Ora passeremo in rassegna i principali teorici che hanno dato un contributo rispetto all’origine e allo sviluppo del linguaggio.
Dibattito natura-cultura
- Modello “innatista” di Chomsky
- Approccio “comportamentista” di Skinner
- Approccio “interazionista” di Bruner – Vygotskij
- Rapporto linguaggio e cognizione: Piaget