Documento sulla Triplice Alleanza, un trattato stipulato nel 1882 tra Italia, Germania e Austria-Ungheria. Il Pdf esplora le ragioni diplomatiche che portarono l'Italia a questa alleanza, descrivendo le clausole principali e le sue implicazioni per i rapporti internazionali dell'epoca, utile per la scuola superiore in Storia.
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La Triplice Alleanza è il trattato stipulato dal governo italiano nel maggio del 1882 con Germania e Austria-Ungheria. Per la politica estera del neonato Regno d'Italia, che fino a a quel momento aveva mantenuto una certa prudenza nei confronti delle grandi potenze dell'epoca, è una piccola rivoluzione. In particolare perché segna una rottura con la Francia, con la quale da sempre c'era stato un rapporto preferenziale. La Triplice Alleanza non fu accolta in modo particolarmente favorevole dagli italiani: l'Austria era stato il nemico storico per tutto il Risorgimento, e il Trentino e la Venezia Giulia, territori che gli italiani reclamavano, erano ancora in suo possesso. Ma questa scelta fu peril Regno d'Italia quasi inevitabile
Il XIX secolo era dominato da logiche di potenza. Al Congresso di Berlino (1878), l'Italia aveva cercato di entrare nel gioco delle grandi potenze, ma senza successo. Dichiarandosi contraria all'espansione dell'Austria nei Balcani, l'Italia aveva tentato di ottenere territori in Trentino ed in Venezia Giulia. Il fallimento dell'iniziativa era una conseguenza dell'isolamento diplomatico italiano.---------------- Monumento che ritrae Agostino Depretis, capo del governo italiano al momento della sottoscrizione della Triplice Alleanza. Pochi anni dopo, nel 1881, c'era stato un altro fallimento in seguito all'istituzione di un protettorato in Tunisia da parte della Francia. Nell'Italia di allora la Tunisia era vista come una sorta di sbocco naturale per eventuali avventure coloniali, anche perché il paese già ospitava una nutrita comunità di migranti, soprattutto siciliani. Ancora una volta, però, a prevalere erano state le logiche dipotenza: la Francia aveva potuto approfittare dell'appoggio della Germania e dell'approvazione dell'Inghilterra, mentre nessuno era disposto a schierarsi con le istanze italiane. Ma la conseguenza più grave per l'Italia, che doveva essere affrontata da un nuovo governo, con a capo Agostino Depretis, era che l'amicizia tra Italia e Francia era ormai pesantemente compromessa. Per uscire dall'isolamento, l'unica strada percorribile sembrava essere quella di un accordo con altre potenze: la Germania e l'Austria erano la scelta più naturale. Così del resto suggeriva anche il cancelliere tedesco Bismarck, e grazie alle sue sollecitazioni l'Austria iniziò a trattare con l'ambasciatore italiano Carlo di Robilant. Il patto, consistente in 8 articoli, venne stipulato il 20 maggio del 1882 a Vienna.
Otto von Bismarck, detto il Cancelliere di Ferro, fu il primo statista a introdurre nel 1889 una legge che assicurava un trattamento previdenziale al termine della vita lavorativa. Lo scopo del cancelliere era quello di alleggerire le tensioni sociali con la classe operaia.
Ritratto di Otto von Bismarck, mente della Triplice Alleanza - Fonte: ansa Con la Triplice Alleanza, un trattato della durata di 5 anni (art. 7), l'Italia entrava in un sistema di sicurezza pensato da Bismarck ed avviato, tra Austria eGermania, già nel 1879: la Duplice Alleanza. Oltre ad una generica promessa di pace ed amicizia (art.1), si trattava principalmente di un patto difensivo: i tre Stati della Triplice Alleanza si impegnavano all'assistenza reciproca in caso di aggressioni esterne. Si temevano in particolare attacchi della Russia verso i possedimenti austriaci nei Balcani, dove l'Impero russo fomentava da anni il panslavismo. Nel caso in cui una delle tre potenze della Triplice Alleanza fosse attaccata da due paesi nemici, le altre due avrebbero dovuto soccorrerla (art. 3). Nel caso in cui ad iniziare la guerra fosse stata una delle tre potenze, le altre due avrebbero dovuto come minimo mantenere una benevola neutralità (art. 4). Per evitare problemi con la potentissima flotta britannica nel Mediterraneo, l'Italia richieseuna clausola secondo cui il trattato non si sarebbe applicato in caso di conflitti con la Gran Bretagna. Appunti I rapporti tra Stato e Chiesa dal 1850 ai patti lateranensi La Triplice Alleanza proteggeva in particolare l'Italia da un eventuale attacco francese (art. 2): abbiamo già visto come, con la conquista della Tunisia (1881), i rapporti tra Italia e Francia si erano incrinati. La Francia era inoltre sostenitrice del Papato, che ancora non riconosceva l'Italia unita, e stava iniziando un percorso di avvicinamento alla Russia. Nonostante questo, l'eventualità di un attacco della Francia all'Italia era piuttosto improbabile: evitare un riavvicinamento tra Francia ed Italia era soprattutto nell'interesse della Germania.
L'Italia sembrava finalmente entrata nel sistema degli imperi centrali, ma il prezzo di tutto questo non era da sottovalutare. Alleandosi con l'Austria, l'Italia stava implicitamente rinunciando a rivendicare le proprie terre irredente: il Trentino e la Venezia Giulia. Questa almeno era la speranza austriaca. Nel Regno d'Italia, dove le istanze risorgimentoli erano ancora sentite in modo molto forte, le proteste degli irredentisti non si erano fatte attendere, in particolare quando, alla fine del 1881, il re d'Italia Umberto I, in piene negoziazioni diplomatiche, aveva fatto visita a Vienna in compagnia della consorte. Un evento in particolare scuoterà tutto il mondo intellettuale europeo il 20 dicembre del 1882: un giovane studente diingegneria, Guglielmo Oberdan, verrà impiccato a Trieste, all'epoca ancora una città austriaca. Oberdan, che a Trieste era nato ma viveva in territori italiani, si era recato nella sua città natale con l'intento di uccidere l'imperatore Francesco Giuseppe, ma era stato catturato e condannato a morte dagli austriaci, nonostante le proteste di intellettuali del calibro di Victor Hugo.
Altri momenti di crisi tra Italia e Austria si evidenziarono nel 1902, quando re Vittorio Emanuele III in viaggio per le capitali d'Europa, saltò intenzionalmente Vienna. La motivazione fu che Francesco Giuseppe non aveva restituito la visita di re Umberto I, perché una sua visita in Italia avrebbe addolorato papa Leone XIII, e quindi non avrebbe restituito neanche la sua. Indicativi anche gli atteggiamentiostili degli italiani verso l'Austria manifestati nelle rappresentazioni teatrali: nel 1901 lo spettacolo Romanticismo di Gerolamo Rovetta esaltava i patrioti lombardi contro il dominio austriaco. La Nave del 1908, opera teatrale di Gabriele D'Annunzio, metteva in atto una vigorosa protesta anti-austriaca. Alla prima del dramma a Roma furono presenti re Vittorio Emanuele III e la consorte Elena di Montenegro i quali, alla fine dello spettacolo, si congratularono con D'Annunzio.
A cinque anni dall'accordo, i risultati della Triplice Alleanza non sembravano entusiasmanti, in particolare per l'Austria. Per prima cosa in Italia si reclamavano ancora a gran voce i territori irredenti. Insecondo luogo nel 1885, su consiglio della Gran Bretagna, l'Italia aveva occupato la città eritrea di Massaua, sottraendola all'Egitto. I fatti di Massaua avevano provocato non soltanto i malumori di Turchia ed Egitto, ma anche della Russia e dell'Austria, che avrebbe voluto un ritiro immediato dell'Italia dall'Eritrea. Tuttavia l'Austria aveva le mani legate: in seguito alla crisi bulgara del 1886 era ad un passo dalla guerra con la Russia, e non poteva rinunciare al supporto dell'Italia. Appunti Il Colonialismo di fine Ottocento A sbloccare la situazione sarà ancora una volta l'abilità diplomatica di Bismarck, proponendo due clausole (patti bilaterali) che miglioreranno decisamente la posizione diplomatica dell'Italia. Con la prima clausola, qualsiasi modifica territoriale nei Balcani doveva avvenire conl'accordo di Austria ed Italia: se una delle due potenze otteneva vantaggi, avrebbe dovuto compensare l'altra. La seconda clausola, invece, apriva all'Italia la via del Colonialismo: se fossero nati conflitti tra Francia ed Italia nel Mediterraneo, la Germania si impegnava ad appoggiare militarmente l'Italia. In questo modo l'Austria non sarebbe stata coinvolta nelle questioni mediterranee, così come la Germania non sarebbe intervenuta nei Balcani a fianco dell'Italia. Grazie a queste clausole, la Triplice Alleanza viene rinnovata il 20 febbraio del 1887. Su richiesta italiana, nel 1891 il trattato della Triplice Alleanza verrà rinnovato in anticipo, ed i patti bilaterali saranno inseriti nel testo dell'Alleanza (art. 7). Per l'Italia sembrerebbe un vero trionfo, anche perché venivano aggiunte nuove clausole secondocui la Germania si impegnava a sostenere l'Italia in caso di iniziative coloniali in Tunisia, Cirenaica, e Tripolitania.