Il costume femminile nell'antica Roma: abbigliamento e accessori

Documento sul costume femminile nell'antica Roma. Il Pdf, utile per la scuola superiore e la materia di Storia, descrive i principali capi di abbigliamento come tunica, stola e palla, oltre agli accessori come lo strophium e l'oreficeria romana, fornendo dettagli su funzioni e materiali.

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14_Il costume femminile in epoca
romana
ABBIGLIAMENTO FEMMINILE
L’elemento vestimentario di base per le donne romane fu la TUNICA, molto simile a
quella maschile, lunga e semplice, senza maniche, in tessuto di LINO bianco o di
LANA. In base al ritmo delle stagioni si indossavano più tuniche sovrapposte,
come nell’uso maschile, e, come abbiamo visto, SUBUCULA era chiamata quella a
direKo contatto con la pelle. !
La TUNICA RECTA o REGILLA, insieme a un velo giallo (luteus), era indossata nel
giorno delle nozze, quando per la donna il nuovo stato civile corrispondeva anche
ad alcuni cambiamento nell’abbigliamento, volto a rendere visibile il proprio
RANGO sociale. !
Sopra la tunica si indossava la STOLA che, tagliata a forma di “T”, più ampia e
lunga fino alle caviglie, assumeva la funzione di sopravveste e costituiva un segno
di distinzione delle donne delle classi più elevate. Le maniche della stola, ricavate
dall’ampiezza del tessuto, erano solitamente aperte nella parte superiore e fermate
alle spalle con FIBULE o CAMMEI disposti ad intervalli regolari. !
La Stola veniva poi trattenuta in vita con una cintura (SUCCINCTA) o sotto il seno
col CINGULUM e quindi riccamente rimboccata; talvolta era ornata da CLAVI, cioè
da bande verticali di colori diversi, o da un’alta fascia cucita sull’orlo inferiore. !
Confezionata con tessuto di LANA, in seguito la STOLA fu realizzata anche in
LINO, in COTONE e in SETA; i colori più usati, oltre alla PORPORA, erano le
tonalità di ROSSO, GIALLO, BLU, intessuti di fili d’oro. !
La STOLA divenne poi una larga VESTIS, ritenuta di diritto esclusivo delle
MATRONE e delle LIBERTE che sposavano cittadini romani. !
Per sostenere il seno, le donne romane portavano lo STROPHIUM (o STROFIO),
una fascia pettorale che costituiva una sorta di morbido corpetto. Già in età
repubblicana era invalso l’uso di serrare il busto in queste strisce, che in epoca
imperiale si perfezionarono in una sorta di busto, deKo MAMILLARE. !
Fuori dalle mura domestiche, la donna indossava sopra la tunica o la stola un
mantello, detto PALLA, che veniva sapientemente drappeggiato per rendere la
figura più elegante e maestosa. Poiché era d’obbligo per le donne mostrarsi in
pubblico col capo coperto, un lembo della PALLA veniva posto sui capelli. !
Anche il FLAMMEUM, un ampio scialle con bordo colorato lungo il limite inferiore,
veniva usato per coprire la testa. !
1. Ispirata alla statuaria ellenistica, la figura è rivestita da una TUNICA
drappeggiata, fermata da NASTRI sulle spalle e intorno ai fianchi. Sul braccio
cade con eleganza uno SCIALLE. !
2. La TUNICA a finissime pieghe ha un eetto di leggerezza ed è stretta sotto il
seno. La STOLA avvolge morbidamente la figura con un eetto di grande
eleganza.!
3. Sopra la TUNICA, che cade in pieghe minute, la STOLA è fermata con FIBULE
alle spalle e con il CINGULUM sotto il seno.!
4. Il capo è coperto col FLAMMEUM (ampio velo per coprire la testa).!
5. Il capo è coperto con un lembo della PALLA (mantello indossato dalle
matrone). !
Si ribadiscono dunque le definizioni di: !
STROPHIUM: Fascia avvolta attorno al torace per sostenere il seno. !
MAMILLARE: Tipo di busto che, dalla tarda età repubblicana, cominciò a sostituire lo
STROPHIUM.$
PALLA: Mantello indossato dalle matrone romane, di forma rettangolare, di cui un lembo poteva
coprire la testa.!
FLAMMEUM: Ampio velo per coprire la testa. !
ACCESSORI
Le donne dell’antica Roma amavano molto curare il proprio aspetto, dando
attenzione alle forme dell’abbigliamento, curando le ACCONCIATURE, ricorrendo a
COSMETICI e a POMATE per migliorare il colorito e rendere la pelle più morbida. !
Le donne, infatti, pur essendo escluse dalla vita politica, godevano, a dierenza
che in Grecia, di grande libertà ed autorevolezza, soprattutto per il ruolo di custodi
del focolare domestico e di educatrici dei figli. !

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Anteprima

Abbigliamento femminile romano

L'elemento vestimentario di base per le donne romane fu la TUNICA, molto simile a quella maschile, lunga e semplice, senza maniche, in tessuto di LINO bianco o di LANA. In base al ritmo delle stagioni si indossavano più tuniche sovrapposte, come nell'uso maschile, e, come abbiamo visto, SUBUCULA era chiamata quella a direKo contatto con la pelle.

La TUNICA RECTA o REGILLA, insieme a un velo giallo (luteus), era indossata nel giorno delle nozze, quando per la donna il nuovo stato civile corrispondeva anche ad alcuni cambiamento nell'abbigliamento, volto a rendere visibile il proprio RANGO sociale.

Sopra la tunica si indossava la STOLA che, tagliata a forma di "T", più ampia e lunga fino alle caviglie, assumeva la funzione di sopravveste e costituiva un segno di distinzione delle donne delle classi più elevate. Le maniche della stola, ricavate dall'ampiezza del tessuto, erano solitamente aperte nella parte superiore e fermate alle spalle con FIBULE o CAMMEI disposti ad intervalli regolari.

La Stola veniva poi trattenuta in vita con una cintura (SUCCINCTA) o sotto il seno col CINGULUM e quindi riccamente rimboccata; talvolta era ornata da CLAVI, cioè da bande verticali di colori diversi, o da un'alta fascia cucita sull'orlo inferiore. Confezionata con tessuto di LANA, in seguito la STOLA fu realizzata anche in LINO, in COTONE e in SETA; i colori più usati, oltre alla PORPORA, erano le tonalità di ROSSO, GIALLO, BLU, intessuti di fili d'oro.

La STOLA divenne poi una larga VESTIS, ritenuta di diritto esclusivo delle MATRONE e delle LIBERTE che sposavano cittadini romani.

Per sostenere il seno, le donne romane portavano lo STROPHIUM (o STROFIO), una fascia pettorale che costituiva una sorta di morbido corpetto. Già in età repubblicana era invalso l'uso di serrare il busto in queste strisce, che in epoca imperiale si perfezionarono in una sorta di busto, deKo MAMILLARE.

Fuori dalle mura domestiche, la donna indossava sopra la tunica o la stola un mantello, detto PALLA, che veniva sapientemente drappeggiato per rendere la figura più elegante e maestosa. Poiché era d'obbligo per le donne mostrarsi in pubblico col capo coperto, un lembo della PALLA veniva posto sui capelli.

Anche il FLAMMEUM, un ampio scialle con bordo colorato lungo il limite inferiore, veniva usato per coprire la testa.

  1. Ispirata alla statuaria ellenistica, la figura è rivestita da una TUNICA drappeggiata, fermata da NASTRI sulle spalle e intorno ai fianchi. Sul braccio cade con eleganza uno SCIALLE.
  2. La TUNICA a finissime pieghe ha un effetto di leggerezza ed è stretta sotto il seno. La STOLA avvolge morbidamente la figura con un effetto di grande eleganza.
  3. Sopra la TUNICA, che cade in pieghe minute, la STOLA è fermata con FIBULE alle spalle e con il CINGULUM sotto il seno.
  4. Il capo è coperto col FLAMMEUM (ampio velo per coprire la testa).
  5. Il capo è coperto con un lembo della PALLA (mantello indossato dalle matrone).

Definizioni di abbigliamento femminile

Si ribadiscono dunque le definizioni di:

  • STROPHIUM: Fascia avvolta attorno al torace per sostenere il seno.
  • MAMILLARE: Tipo di busto che, dalla tarda età repubblicana, cominciò a sostituire lo STROPHIUM.
  • PALLA: Mantello indossato dalle matrone romane, di forma rettangolare, di cui un lembo poteva coprire la testa.
  • FLAMMEUM: Ampio velo per coprire la testa.

Accessori femminili

Le donne dell'antica Roma amavano molto curare il proprio aspetto, dando attenzione alle forme dell'abbigliamento, curando le ACCONCIATURE, ricorrendo a COSMETICI e a POMATE per migliorare il colorito e rendere la pelle più morbida.

Le donne, infatti, pur essendo escluse dalla vita politica, godevano, a differenza che in Grecia, di grande libertà ed autorevolezza, soprattutto per il ruolo di custodi del focolare domestico e di educatrici dei figli.

Acconciature femminili

UNA DONNA seduta su u cathedra, sedia con schienale assistita nella toeletta da quattro schiave. Rilievo. I-III secolo Museo archeologico di Treviria

Una matrona romana, seduta su una CATHEDRA, provvede alla propria toletta, aiutata da alcune ancelle: una le acconcia i capelli, un'altra sostiene il vasetto con gli unguenti profumati ed una terza le porge lo specchio.

Le ricciolute capigliature, modellate su ispirazione di quelle etrusche ed ottenute con un apposito ferro caldo (CALAMISTRUM), vennero abbandonate all'inizio dell'età repubblicana quando furono sostituite da una foggia più semplice: le lunghe chiome erano raccolte sulla nuca in CHIGNON, con morbidi riccioli che ricadevano sulla fronte e sulle tempie.

Questo tipo di acconciatura sobria e austera si mantenne per lungo tempo, mutando soltanto intorno al I secolo d.C., in epoca imperiale, sulla spinta degli influssi ellenistici ed orientali che suggerirono fogge alquanto complicate e ricercate.

In particolare, nel periodo della dinastia dei Flavi (69 d.C. - 96 d.C.), si affermò il gusto di acconciature estremamente elaborate, raccolte sulla sommità del capo, che richiedevano una struttura per sostenerle e anche l'uso di posticci

La dama è acconciata con una complicata capigliatura di riccioli, tipica della moda dell'epoca.

Fu introdotta anche la moda della parrucche: particolarmente ricercate erano quelle bionde, per realizzare le quali si ricorreva ai capelli delle popolazioni del nord Europa. Le donne romane conoscevano anche le tinture per ottenere i capelli biondi, rossi o neri.

I riccioli venivano poi trattenuti da RETICELLE per i capelli, NASTRINI e AGHI talvolta impreziositi da pietre.

Calzature e altri accessori

L'affresco, appartenente al IV stile della pittura pompeiana, raffigura una giovane donna che regge con le mani delle tavolette cerate ed uno stilo. La pittura era probabilmente accompagnata da un pendant con un ritratto maschile. Se è da considerarsi fuorviante l'ipotesi che il quadretto riproduca l'effige della celebre poetessa Saffo, sembra invece plausibile che il lezioso atteggiamento della fanciulla servisse a metterne in risalto la provenienza da una famiglia colta e benestante

Le calzature femminili rispecchiavano gli stessi modelli di quelle maschili; si presentavano comunque più morbide nel pellame, più raffinate per la forma e per i colori vivaci, tra i quali si prediligevano il rosso e il dorato.

A completamento dell'abbigliamento, la matrona romana poteva portare il ventaglio, FLABELLUM, e l'ombrellino, UMBELLA o UMBRACULUM.

Tra gli accessori, i gioielli costituirono di certo l'elemento più prezioso ed evidente del costume femminile ed erano inoltre un modo per ostentare la propria ricchezza e sottolineare la classe di appartenenza.

Oreficeria romana

L'oreficeria, che ebbe nella Roma antica grande peso e tradizione, produsse MONILI vari tra i quali maggiormente diffusi furono FIBULE, BRACCIALI, ANELLI, DIADEMI, SPILLONI per acconciature, ORECCHINI GEMMATI, grosse COLLANE, CAMMEI.

Dagli scavi di Pompei ed Ercolano ci sono pervenute le testimonianze più vaste di questo seKore, databili al II e I secolo a.C., mentre per una documentazione più ampia si deve ricorrere a testimonianze iconografiche di dipinti e statuaria e alle fonti scritte.

In età repubblicana, per far fronte economicamente a momenti di gravi crisi e di guerra, con la promulgazione di leggi si volle porre dei limiti all'eccessivo uso dell'oro per gli ornamenti sia dei vivi che dei corredi tombali concessi ai defunti per affrontare l'aldilà.

Tuttavia, in epoca imperiale, l'influsso su Roma degli usi e dei costumi del mondo ellenistico e orientale fu determinante per un rinnovato gusto per il lusso e l'ostentazione, con la conseguenza della forte ripresa dell'arte orafa.

-Lamentava il poeta satirico Giovenale: "Non c'è nulla che una donna non creda di potersi permettere, nulla che ella non reputi vergognoso, quando può cingere il collo di verdi gemme, quando può appendere alle orecchie gioielli così grossi da deformarne il lobo" (Satira VI, vv. 457-459). -

Anche se i gioielli già in età repubblicana derivavano FORME e STILI dal mondo greco ed etrusco, tipica dell'arte orafa romana fu la tecnica dell'OPUS INTERASSILE, che consisteva in un lavoro traforato a cesello su un foglio d'oro, con largo uso di pietre preziose.

Gli oggetti più diffusi dell'oreficeria romana furono senza dubbio le COLLANE a CATENA con pietre preziose incastonate, gli ORECCHINI con disegno "a candeliere", costituiti da una grossa pietra e da altre tre attaccate; i BRACCIALI, gli ANELLI a FASCETTA, realizzati con l'OPUS INTERASSILE.

Orecchini romani

ORECCHINI: Molto diffusi erano gli orecchini (INAURES). Spesso gli autori antichi li descrivono come uno dei mònili più amati dalle donne che facevano a gara per possederne di sempre più preziosi, attirando le critiche ed i rimproveri dei moralisti.

Gli orecchini erano i gioielli più indossati; le donne ne portavano anche più di uno per orecchio. Largamente usati i CROTALIA, pendenti doppi con una perla alle estremità, che producevano un piacevole tintinnio.

Il pendente poteva essere cos? tuito da un'unica perla, magari di grandi dimensioni, o da due o tre perle o anche da più coppie di perle in base all'estrazione sociale della donna che li indossava ...

1 ◌̀ Tra i modelli di orecchini il ?po più diffuso nel ceto medio è quello a forma di spicchio di sfera, cos?tuito da una lamina d'oro sagomata alla quale viene saldato un gancio a doppia curva per appenderlo all'orecchio.Alquanto diffuso, fino al III secolo d.C. è anche l'orecchino di derivazione ellenistica costituito da un semplice anello in filo d'oro, a volte decorato con piccole gemme, dal quale pende un filo terminante con una perlina o una pietra

Collane romane

COLLANE: Nell'area vesuviana le collane, comuni quasi quanto gli orecchini, difficilmente erano in oro o argento. spesso venivano invece realizzate in materiale alternativo come la pasta di vetro o perle, corallo, ambra ecc ..

◌̀ Un modello di notevole effetto e di grande pregio è quello costituito da più catene di maglia in filo accostate, così da costituire un nastro sul quale sono fissate le pietre preziose. Sono noti solo pochissimi esemplari, due dei quali dall'area vesuviana.

Si ricorda la collana con grandi perle barocche alternate a smeraldi a forma di prisma ...

Bracciali romani

BRACCIALI: I bracciali (ARMILLE), erano abbastanza diffusi, sia alle braccia che ai polsi ed anche alle caviglie (PERISCELIDES). Sono quasi sempre in oro, pochi quelli in argento e ancor meno quelli in bronzo. Negli esemplari in oro, spesso la verga non è piena ma costituita da una lamina.

Le cavigliere possedevano spesso dei pendenti leggeri che risuonavano al passo delle leggiadre fanciulle

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