La Pera a 360: storia, botanica e descrizione del frutto

Slide da Classe 1aq- A.s. 2024/25 su La Pera a 360. Il Pdf, utile per lo studio delle Scienze a livello di Scuola superiore, approfondisce la storia, l'origine, la classificazione botanica e le caratteristiche del fiore e del frutto della pera.

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9 pagine

LA PERA A 360°
Classe 1AQ- a.s. 2024/25
Storia e origine della pera
Il luogo di nascita della pera è comunemente individuato nell’antica Cina occidentale, dove la specie Pyurs pyrifolia
era presente già più di!4000 anni fa, e nel Medio Oriente dove, nelle zone dell’Asia minore e del Caucaso, ha avuto
origine il Pyrus communis, la specie di pero oggi più diffusa.
La pera era conosciuta nell’antico Egitto, dove era considerata un frutto sacro alla dea della fertilità Iside, forse per
via della sua forma che richiamava quella del ventre materno.
La pera è presente anche in alcuni scritti greci di Ippocrate e di Teofrasto, il quale!già nel 350 a.C.!fa riferimento sia
a pere selvatiche sia a varietà coltivate dall’uomo.
Vari autori romani vi fanno riferimento nelle loro opere e ci riferiscono della predilezione per la pera da parte di
alcuni personaggi di spicco del mondo politico dell’epoca, come Nerone e Pompeo. Plinio il Vecchio!nella sua
“Naturalis historia" del primo secolo d.C. enumera oltre 40 differenti varietà di pere: segno di come gli antichi
romani conoscessero già le tecniche di coltivazione di questo frutto.
La diffusione della coltivazione della pera in tutto il mondo europeo prosegue nei secoli successivi alla fine
dell’impero romano e in epoca medievale grazie all’opera dei monaci che tramanderanno, di generazione in
generazione, gli usi e le modalità di coltivazione del pero direttamente negli orti dei conventi.
In Europa la pera si diffonde soprattutto in Francia, Belgio e Paesi Bassi a partire dall’Alto Medioevo, pur restando
fino al Settecento un frutto confinato ai giardini nobiliari poiché considerato un alimento di lusso.
I missionari spagnoli contribuiscono a portare questo frutto e la sua coltivazione nel Nuovo Mondo, in particolare
in Messico e sulle coste dell’odierna California. Sarà il periodo a cavallo tra ‘700 e ‘800 l’epoca d’oro per la pera, che
troverà enorme fortuna commerciale e diffusione grazie all’interesse del mondo botanico e scientifico, arrivando
così ad essere coltivata intensivamente anche in Italia.

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Anteprima

Storia e origine della pera

Il luogo di nascita della pera è comunemente individuato nell'antica Cina occidentale, dove la specie Pyurs pyrifolia era presente già più di 4000 anni fa, e nel Medio Oriente dove, nelle zone dell'Asia minore e del Caucaso, ha avuto origine il Pyrus communis, la specie di pero oggi più diffusa. La pera era conosciuta nell'antico Egitto, dove era considerata un frutto sacro alla dea della fertilità Iside, forse per via della sua forma che richiamava quella del ventre materno. La pera è presente anche in alcuni scritti greci di Ippocrate e di Teofrasto, il quale già nel 350 a.C. fa riferimento sia a pere selvatiche sia a varietà coltivate dall'uomo. Vari autori romani vi fanno riferimento nelle loro opere e ci riferiscono della predilezione per la pera da parte di alcuni personaggi di spicco del mondo politico dell'epoca, come Nerone e Pompeo. Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis historia" del primo secolo d.C. enumera oltre 40 differenti varietà di pere: segno di come gli antichi romani conoscessero già le tecniche di coltivazione di questo frutto.

A La diffusione della coltivazione della pera in tutto il mondo europeo prosegue nei secoli successivi alla fine dell'impero romano e in epoca medievale grazie all'opera dei monaci che tramanderanno, di generazione in generazione, gli usi e le modalità di coltivazione del pero direttamente negli orti dei conventi. In Europa la pera si diffonde soprattutto in Francia, Belgio e Paesi Bassi a partire dall'Alto Medioevo, pur restando fino al Settecento un frutto confinato ai giardini nobiliari poiché considerato un alimento di lusso. I missionari spagnoli contribuiscono a portare questo frutto e la sua coltivazione nel Nuovo Mondo, in particolare in Messico e sulle coste dell'odierna California. Sarà il periodo a cavallo tra '700 e '800 l'epoca d'oro per la pera, che troverà enorme fortuna commerciale e diffusione grazie all'interesse del mondo botanico e scientifico, arrivando così ad essere coltivata intensivamente anche in Italia.

Classificazione botanica

Famiglia: Rosaceae Genere: Pyrus Specie: Pyrus communis Sottospecie: Pyrus communis sativa (quello coltivato) Pyrus communis piraster (quello selvatico)

Descrizione della pianta

Borsa e Lamburda

PORTAMENTO E RAMI: Forma conica nei primi anni, tende ad arrotondarsi a globo in maturità. Se cresce liberamente può raggiungere i 15-18 metri.

FOGLIE

Hanno picciolo lungo e sottile, sono ovoidali con margine crenato. Sono glabre, verde scuro nella pagina superiore, più chiaro nella pagina inferiore.

GEMME

A legno o miste, la produzione può avvenire su lamburde, rami misti, brindilli, ma per la maggior parte delle cultivar fruttifica sulle lamburde.

Descrizione della pianta: Infiorescenza, Fiore e Frutto

INFIORESCENZA E FIORE

L'infiorescenza è un corimbo che porta 7-10 fiori, con il fiore centrale che schiude per ultimo (nel melo sboccia per primo). Fiori ermafroditi, di colore bianco, composti da calice con 5 sepali fissi e corolla con 5 petali caduci. Gli stami sono 15-30 con antere rossastre; gli stili sono 5 filiformi, gli stimmi giallastri; l'ovario è infero con 10 ovuli racchiusi in 5 logge. Nettare situato tra petali e stami, poco zuccherino, quindi gli insetti pronubi sono poco attratti. Impollinazione entomofila, incrociata. L'impollinazione è difficoltosa a causa di autosterilità nelle maggiori cultivar.

FRUTTO

È un falso frutto dato dall'ingrossamento del ricettacolo fiorale, contiene al suo interno 5 logge con 1-2 semi in ciascuna. Forma del frutto variabile: piriforme della William, tondeggiante della Passacrassana, calebassiforme dell'Abate Fetel

+ 10%Rosaceae. 1.Pomener 3 2 A B 5 4 WAT 420. Parus communis L. Birne.

Stadi fenologici

Gemma d'inverno Inizio rigonfiamento Apertura gemme Comparsa mazzetti fiorali Mazzetti divaricati Inizio fioritura Piena fioritura Inizio caduta petali Fine caduta petali Allegagione Ingrossamento frutto Frutti maturi

Gemma, gemma ferma, gemma ingrossata: in inverno la gemma è in fase di riposo; in febbraio inizia la fase di rigonfiamento della gemma e la sua apertura Mazzetti affioranti: comparsa dei mazzetti fiorali, poi mazzetti divaricati e germogli a marzo Bottoni fiorali: comparsa dei bottoni fiorali, inizio fioritura e piena fioritura a circa metà aprile. Avviene la fecondazione Caduta petali: la caduta dei petali e l'inizio dell'allegagione avviene tra fine maggio e inizio giugno Allegagione e accrescimento frutto: l'allegagione e l'ingrossamento dei frutti avviene a giugno-luglio, con frutti maturi da giugno-luglio fino a settembre-ottobre.

Biologia fiorale e di fruttificazione

In ogni infiorescenza di solito giunge a maturazione un solo frutto, che ha origine dal fiore centrale. Si possono avere periodi di fioritura differenti a seconda della cultivar: Fioritura precoce= Coscia, Butirra Giffard Fioritura intermedia= Abate Fetel, Passa Crassana Fioritura tardiva= Decana del Comizio, Kaiser, William, Guyot Phy

Biologia fiorale e di fruttificazione: Impollinazione

Cross pollination Self pollination a a Le cultivar di pero sono autoincompatibili, anche se il polline è prodotto in abbondanza ed è fecondo Si presenta una sterilità fattoriale data dal mancato sviluppo del tubetto pollinico che si arresta a 1/3 della lunghezza dello stilo non facendo raggiungere l'ovulo al polline. Si può ovviare con l'impollinazione incrociata, inserendo delle varietà buone impollinanti L'impollinazione è entomofila, ma poiché le api non apprezzano molto il fiore del pero, si possono inserire delle arnie nel pereto, nel numero di 8-10 arnie. Si possono fare irrorazioni di soluzioni zuccherine sulle piante in fioritura, ma non dà sempre buoni risultati

Biologia fiorale e di fruttificazione: Cultivar impollinanti e Partenocarpia

L'uso di cultivar impollinanti per l'impollinazione incrociata funziona bene se hanno buona capacità fecondante e fioriscono nello stesso periodo della cultivar da impollinare Le piante impollinanti vanno disposte a file singole e alterne ed essere presenti per un 15% rispetto all'intero frutteto. Il tubo pollinico si sviluppa bene ad una temperatura di 15°C, in 3-4 giorni arriva all'ovulo e compie la fecondazione Spesso si verificano casi di partenocarpia: Partenocarpia vegetativa= formazione del frutto senza fecondazione Partenocarpia stimolativa= in periodi di cascola da fisiopatie o nell'anno di scarica: si può stimolare la pianta a produrre frutti partenocarpici con gibberelline o citochinine (alleganti)

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